NOI X LUCOLI
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Noi x lucoli

Noi x lucoli

I frutti antichiIl Giardino della Memoria

IL PROGETTO “ASSAPORA” DEL CREA CON L’UNIVERSITA’ DELLA TUSCIA VEDE IL GIARDINO DELLA MEMORIA DEL SISMA COME LABORATORIO

by Noi x lucoli 16 Luglio 2022

NoiXLucoli si è candidata a partecipare insieme al CREA e all’Università della Tuscia ad un intervento in difesa della biodiversità agricola della Regione Abruzzo volto allo studio ed alla salvaguardia del patrimonio genetico costituito da varietà vegetali autoctone a rischio di estinzione.

Attraverso un raggruppamento d’impresa abbiamo partecipato ad un progetto volto alla caratterizzazione, e quindi alla raccolta, alla conservazione e all’utilizzazione delle risorse genetiche autoctone, al fine di contribuire ad arricchire la compilazione dell’anagrafe delle risorse genetiche regionali autoctone.

Il Giardino della Memoria del Sisma di Lucoli, in caso di aggiudicazione del progetto, diventerà un laboratorio di studio per quattro varietà di frutti antichi: Mela limoncella, Mela zitella, Mela renetta, Mela gelata.

Il CREA è il principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari con personalità giuridica di diritto pubblico, è vigilato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali (Mipaaf). Possiede competenze scientifiche che spaziano dal settore agricolo, zootecnico, ittico, forestale, agroindustriale, nutrizionale, fino all’ambito socioeconomico.

L’attività di studio che dovrebbe coinvolgere il Giardino della Memoria sarà biennale e la nostra Associazione dovrà fornire al CREA i frutti delle cultivar sopraindicate ai fini di studio. I risultati delle attività di ricerca saranno pubblicati sul Portale AlimentiNUTrizione.

Il Portale AlimentiNUTrizione è un Sistema Informativo sui prodotti AGROalimentari italiani finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF). Il portale è organizzato in 6 sezioni distinte (Tabelle di Composizione degli Alimenti; Consumi alimentari; Etichettatura nutrizionale; Percepire la tradizione; Focus specifici; Linee Guida) ed è frutto delle specifiche attività che i ricercatori del CREA Alimenti e Nutrizione hanno svolto nell’ambito del progetto. Il Portale AlimentiNutrizione è uno strumento che, attraverso il web, conduce l’utente in un percorso multidisciplinare verso … “Il gusto di scegliere consapevolmente”.

Siamo onorati di poter mettere a disposizione le antiche varietà di frutta coltivate nel Giardino che fanno parte di quell’80% delle varietà di piante da frutto perse nell’ultimo secolo. Si pensi che nel 1920 le varietà di mele commercializzate erano una cinquantina, mentre oggi sono solo circa una decina. La perdita della biodiversità ha portato conseguenze gravissime, con ripercussioni su molti fronti. Perdere una varietà di pianta da frutto significa perderne l’identità, perdere il patrimonio genetico non più riproducibile che la caratterizza, e di conseguenza anche la possibilità di coltivarla, gustarne i frutti e metterli a disposizione della comunità per i suoi bisogni futuri. Non solo: si perde anche un patrimonio culturale.

L’attività di studio che sarà realizzata confermerà ciò che molti di noi sanno: la produttività di queste cultivar è inferiore a quella delle nuove varietà,  ma il loro valore nutrizionale è sicuramente superiore. I frutti antichi possono giocare un ruolo decisivo per il rilancio di un’agricoltura sostenibile, di un’agricoltura di tipicità che si opponga alle tendenze globalizzanti: il recupero di terreni marginali e il rilascio di marchi DOP e IGP possono essere intesi come strategie per ritrovare qualità e tipicità in un’ottica di sostenibilità utile a contrastare gli impatti ambientali negativi, a preservare la capacità produttiva del terreno e a fare della tipicità la base strutturale dell’agricoltura italiana.

I nostri soci sono convinti sostenitori di questi obiettivi tant’è che coltivano il Giardino della Memoria da undici anni.

Si studieranno e si caratterizzeranno i dati provenienti dal Giardino della Memoria di Lucoli, in campo agronomico, a livello nazionale: le nostre finalità associative sono rispettate!

16 Luglio 2022 0 comment
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pomodoro premiato nel 2021
Comunità

I semi antichi sono una risorsa. E’ questo il significato del nostro progetto annuale “orto biodiverso”

by Noi x lucoli 15 Luglio 2022

La nostra Associazione realizza questo progetto da cinque anni si sperimentano ogni anno nuovi semi che acquistiamo da ricercatori di semi antichi.

Sappiamo che sono sempre più preponderanti le poche varietà della grande distribuzione, selezionate per la coltivazione intensiva e l’utilizzo di metodi non sostenibili a discapito degli ecotipi locali. La loro resa è più che soddisfacente le piante ibride si ammalano meno e danno frutti copiosi. Nell’edizione 2022 sono state distribuite quattordici piantine ai soci richiedenti con dieci diverse varietà di pomodori.  A conclusione delle coltivazioni si premierà il socio che avrà coltivato il pomodoro di maggiore peso.

Oltre alla sperimentazione anche il divertimento della competizione.

15 Luglio 2022 0 comment
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Cambio's family in the Memory Garden
Comunità

LA FAMIGLIA CAMBIO IN VISITA A LUCOLI

by Noi x lucoli 30 Giugno 2022
Todd Cambio, titolare della “Fraulini Guitars“, azienda che costruisce strumenti musicali artigianali, si è messo molti anni fa alla ricerca delle sue radici e il capo della matassa della sua storia di famiglia lo portò a Lucoli, dove nacque la figlia del bisnonno Antonina. Il bisnonno, Domenico Cambio, nacque all’Aquila il 28 settembre 1879.  Domenico Cambio emigrò negli Stati Uniti nel 1902. Lui, sua moglie Caterina Tiritilli ed il figlio Orlando tornarono in Italia nel 1909 dove nacque una figlia a Lucoli: Antonina; altri tre figli nacquero negli Stati Uniti. La famiglia ripartì poi per gli Stati Uniti nel 1910. La famiglia di Domenico Cambio, sulla spinta del bisogno, si mosse dall’Abruzzo: da Lucoli e da Scontrone, ove nacque la moglie Caterina Tiritilli, per seguire il sogno americano. Todd Cambio, di seconda generazione nata negli Stati Uniti, si sente ancora un “italiano di transizione”, voleva la cittadinanza italiana e ha cercato con tenacia i certificati delle sue origini. Todd si rivolse a noi già nel 2012. Fummo onorati di raccogliere questo appello, abbiamo fatto il nostro massimo, per aiutarlo nella difficile ricerca dei documenti anagrafici e oggi, per vincere gli ostacoli della burocrazia italiana.

Domenico Cambio

Felix, Todd, Oscar e Leo mostrano le loro carte d’identità italiane

L’iter della cittadinanza italiana è costoso, intricato, snervante; eppure Todd ha voluto affrontarlo con ammirevole tenacia. Complicati moduli devono essere riempiti, decine di documenti di ogni tipo devono essere richiesti, pagati, bollati, emendati, copiati, tradotti, spediti; un anno d’attesa solo perché il Consolato fissi un appuntamento, seguito da un lasso indeterminato di tempo perché i Comuni italiani archivino le pratiche, seguiti da un minimo di due anni perché il Ministero dell’Interno accolga le istanze, e ad ogni passo intoppi imprevisti. Sono passati dieci anni!

A migliaia di chilometri di distanza e senza conoscere l’italiano si deve andare alla ricerca di documenti sparsi nei tempi e nei luoghi: il certificato di battesimo di una bisnonna nata nel paese di Scontrone; il passaporto firmato con la X di un nonno; l’atto di matrimonio di bisnonni sposatisi in Abruzzo che magari risulta parzialmente bruciato in un bombardamento.  Poi i nomi storpiati in mille modi da sbadati funzionari americani, e per ognuno di quei nomi la documentazione obbligatoria dell’identità dell’antenato. Dagli ascendenti di allora si mette in moto una cascata di generazioni che giunge fino ai discendenti di oggi.

Noi abbiamo aiutato Todd con il prezioso contributo di Fernando Rossi di Paganica e di gentili dipendenti del Comune di Scontrone e dell’archivio dell’Aquila, del Comune dell’Aquila e del Comune di Lucoli.

Alla fine ce l’ha fatta e l’agognata lettera è stata inviata da Roma, con la quale essi possono finalmente, orgogliosamente dire: “Siamo cittadini italiani. Siamo figli, nipoti, pronipoti, coniugi, parenti di cittadini italiani. Non abbiamo dimenticato le nostre radici.”

l’Aquila ha acquisito ben sette cittadini “Cambio” in più.

Lasciateci dire che non c’è patriottismo più genuino di questo: quello di Todd e della sua famiglia, ma anche il nostro, dei nostri soci che lo hanno circondato della loro amicizia e hanno fatto da staffetta per trovare ciò che serviva.

Per festeggiare la circostanza abbiamo piantato una rara rosa nel roseto del Giardino della Memoria dedicandola alla famiglia Cambio.

30 Giugno 2022 0 comment
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Comunità

CIELI BLU DOMENICO

by Noi x lucoli 17 Giugno 2022

A sei giorni dal suo compleanno in cui avrebbe compiuto 100 anni ci ha lasciati Domenico Falasca.

Uomo gentile che ci ha aiutati a ritrovare foto della comunità di Lucoli.

Lo salutiamo con la frase che viene pronunciata per gli aviatori che raggiungono definitivamente il cielo.

Grazie.

Un giovanissimo Domenico in una divertente foto

17 Giugno 2022 1 comment
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I frutti antichi

LA GIORNATA DELLA BIODIVERSITA’ AGRARIA IN ABRUZZO

by Noi x lucoli 15 Giugno 2022

Abbiamo partecipato in qualità di “agricoltori custodi” alla Giornata Nazionale sulla Biodiversità Agraria organizzata dalla Regione Abruzzo, nell’immagine seguente si evidenziano le tre cultivar protette nel Giardino della Memoria di Lucoli iscritte nel Registro della Biodiversità regionale e nazionale.

Carlo Maggitti – Dirigente del Servizio Promozione delle Filiere e Biodiversità, Regione Abruzzo

Giornata stimolante e di arricchimento dei soci in cui sono stati illustrati i programmi regionali in via di definizione per il piano strategico 2023. L’iniziativa prevedeva anche le GIORNATE DELLA BIODIVERSITA’ AGRARIA E LE COMUNITA’ DEL CIBO  fissate per il 14 e 21 GIUGNO 2022. Abbiamo partecipato alla giornata del 14 Giugno ad Introdacqua illustrando il lavoro che svolgiamo per la conservazione della Biodiversità Appenninica nel Giardino della Memoria di Lucoli. Enzo Sebastiani, nostro socio onorario,  ha raccontato la sua ricerca di una vita delle specie dimenticate e il suo sapiente lavoro di propagatore di semi e specie arboree svolto sia nel Corpo Forestale dello Stato che per la Regione Abruzzo.

Enzo Sebastiani

Eugenio Milonis illustra il progetto dell’onoterapia

Ci siamo sentiti accolti dalla Rete Regionale degli agricoltori ed allevatori custodi che potrà attivare azioni volte a favorire la ricerca, la sperimentazione, la divulgazione, la formazione, la messa in rete delle informazioni utili a favorire la diffusione delle risorse genetiche nelle aziende agricole, in modo da scongiurare l’estinzione e permetterne la coevoluzione con gli elementi dell’agroecosistema (fattori pedoclimatici, fisiologici, microbiologici ed antropici). La Rete potrà inoltre svolgere ogni attività utile a supportare le comunità locali che le coltivano/allevano a tutelare e valorizzare tali risorse, favorendo anche la diffusione delle conoscenze locali ad esse legate.

Per l’Associazione NoiXLucoli è un inizio, impariamo e ci confrontiamo. Ringraziamo la Regione Abruzzo per queste opportunità di confronto offerte.

 

15 Giugno 2022 0 comment
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Attività

L’ASSOCIAZIONE NOIXLUCOLI HA UN SITO WEB

by Noi x lucoli 31 Maggio 2022

Per dodici anni abbiamo comunicato attraverso un Blog. I post del vecchio Blog riguardavano il territorio e le attività che di volta in volta realizzavamo.

Serviva però, qualcosa di diverso che potesse comunicare il lavoro di un gruppo unito e produttivo come il nostro, un qualcosa che, partendo dalle prime iniziative,  restasse nel tempo, così abbiamo pensato che trovandoci nell’era dei Social, non potevamo non essere presenti anche noi nel mondo del web!

In tre mesi sono stati stilati i testi, prodotti i filmati, studiata la grafica, creato il piano editoriale per il nuovo Blog che rispecchierà i temi in cui si articola il Sito Web.

Abbiamo ripercorso e voluto comunicare,  con i tanti filmati, le origini associative e le tante attività svolte soprattutto nel periodo post sisma 2009. Poi, con il tempo, ci siamo qualificati e concentrati sul Giardino della Memoria che rappresenta la principale attività della nostra Associazione dedicata al recupero e custodia della biodiversità locale.

In dodici anni di vita NoiXLucoli ha legato tante persone ai suoi ideali, coloro che, anche in diverse parti del mondo, hanno adottato gli alberi “antichi” del Giardino e che si interessano alla loro vita. Potrete conoscere tutti questi sostenitori del Giardino della Memoria del Sisma nella sezione “ADOZIONI”, molti di loro visitano Lucoli per vedere i loro alberi e divengono così “ambasciatori” di questo territorio che conoscono grazie a questo “monumento verde”.

Il Sito Web è in continuo aggiornamento e sarà possibile leggervi i nostri progetti realizzati ed in corso d’opera.

Ringraziamo Andrea Moi (moidesigner.com) realizzatore del Sito Web con il quale condividiamo più di un ideale in merito all’amore per i territori, volendo anche noi, nel nostro ambito,  riscoprire e diffondere i contenuti culturali, esperienziali, relazionali, solidali e sociali del territorio di Lucoli.  Tutta l’attività di NoiXLucoli è stata rivolta alla conoscenza, conservazione e valorizzazione di questi luoghi, dell’ambiente, delle storie, della comunità: in sintesi abbiamo lavorato per non dimenticare le “Radici”.

PER ACCEDERE AL SITO: https://www.noixlucoli.it/

 

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31 Maggio 2022 0 comment
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Agricoltori custodi

LE POLITICHE SULLA BIODIVERSITA’ CHE HANNO CONSENTITO A NOIXLUCOLI DI DIVENTARE AGRICOLTORE CUSTODE E DI FAR PARTE DI UNA RETE

by Noi x lucoli 22 Maggio 2022

 

Nespolo germanico allevato nel Giardino della Memoria di Lucoli

Nel 2003 su Nature un articolo dal titolo Dynamic Diversity definiva la “conservazione non come stasi: ma come mantenimento dell’eccitante, in continua evoluzione, varietà della vita sulla Terra” e poneva le nostre società davanti ad una scelta drastica: “possiamo adoperarci per conservare un mondo naturale dinamico del quale siamo parte integrante oppure possiamo fallire in questa impresa e trovarci di fronte l’equivalente di una stanza bianca tappezzata delle fotografie delle specie e degli habitat con i quali condividevamo il pianeta”. l’autrice, Sandra Knapp, ricercatrice del Museo di Storia Naturale di Londra, si riferiva alla biodiversità naturale e alle sfide della CONVENZIONE SULLA DIVERSITA’ BIOLOGICA (CDB), ma anche al rischio che stiamo correndo per la diversità agricola.

Premesso ciò, con questo articolo volevamo riflettere in merito alle politiche sulla biodiversità comunitarie e nazionali e in particolare sulla parte che ci interessa da vicino: la diversità agricola che la nostra Associazione protegge in qualità di “agricoltore custode”.

Il 2020 era stato indicato come l’anno entro cui arrestare la perdita di biodiversità a livello globale: la Convenzione sulla Diversità Biologica (CDB – www.cbd.int) nel 2010 aveva adottato il Piano Strategico per la Biodiversità (PSB) per il periodo 2011-2020, un quadro generale che avrebbe dovuto essere integrato in tutte le politiche delle Nazioni Unite e diventare operativo grazie ai piani d’azione nazionali. Per rispondere a questa esigenza, nel maggio 2011 l’Unione Europea aveva lanciato la sua Strategia sulla Biodiversità fino al 2020. L’obiettivo era molto ambizioso: “porre fine alla perdita di biodiversità e al degrado dei servizi ecosistemici e ripristinarli nei limiti del possibile, intensificando al tempo stesso il contributo dell’UE per scongiurare la perdita di biodiversità a livello mondiale”. Questa strategia, suddivisa in 6 obiettivi e 10 azioni, aveva anche due capitoli dedicati alla conservazione della diversità genetica in agricoltura. Nel febbraio 2016, purtroppo, il Parlamento Europeo ha dovuto riconoscere il fallimento di questa strategia. E così l’Unione Europea ha cominciato a mettere in avanti le lancette, individuando un più lontano 2050 come nuovo orizzonte temporale. Ma perché gli obiettivi non sono stati raggiunti? Erano veramente troppo ambiziosi? Forse, ma uno dei motivi del fallimento va ricercato nel sistema di governance politico, come emerge con chiarezza in alcuni dei commenti del Parlamento europeo: la mancanza di coerenza tra le varie politiche settoriali, la mancata applicazione nazionale e la non integrazione del tema della biodiversità nelle politiche non strettamente ambientali sono indicati come problemi da risolvere. La biodiversità per sua natura, infatti, attraversa vari domini, dall’ambiente, all’agricoltura, passando per il commercio e lo sviluppo economico, ma la nostra pubblica amministrazione è ancora organizzata per settori che si parlano con difficoltà. Costruire una visione comune e di conseguenza delle politiche pubbliche si sta dimostrando molto difficile: richiede un cambiamento culturale e una comune percezione di quali siano le priorità tra settori diversi. Ad esempio, chi decide se vale di più mantenere un sistema agricolo diversificato con siepi e bordure o ridurre il campo coltivato a un terreno sterile mantenuto artificialmente in vita da erbicidi, fertilizzanti e fungicidi? Come si capisce non è scelta facile che possa essere resa oggettiva da adeguate prove scientifiche. Ecco cosa ci insegna la scadenza mancata del 2020: abbiamo una mole di dati scientifici a disposizione sulla scomparsa e l’importanza della biodiversità, abbiamo elaborato una serie di indicatori molto sofisticati per studiarla e monitorarla ma tutto ciò non si traduce in politiche efficaci che modifichino le tendenze attuali. Se la biodiversità non se la passa tanto bene, anche quella agricola non gode di buona salute.

E qual’è la situazione in Italia?

Se consideriamo il sistema agrobiodiversità nazionale a partire dalle competenze delle nostre Istituzioni pubbliche per finire con un’analisi della recente legge 194/2015 sulla biodiversità agricola potremmo rimanere frustrati.
Una prima competenza è ovviamente del Ministero della Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF), condivisa però con tutte le Regioni e le Province autonome, in forza del Titolo V della Costituzione la cui ultima riforma in senso più decentrato è avvenuta nel 2001. Il Trattato FAO è stato recepito dalla legge 101/2004 che da competenza alle Regioni su uso sostenibile e conservazione della diversità agricola, diritti degli agricoltori, creazione del sistema multilaterale di scambio e accesso facilitato alle RGV (gli articoli 5, 6, 9, 11 e 12), con obbligo di relazione annuale al ministero che ha la responsabilità di presentare il quadro nazionale. Nel 2008 la Conferenza Stato Regioni ha approvato il Piano Nazionale sulla Biodiversità di interesse Agrario (PNBA), che includeva un programma in tre fasi:
A) redazione delle linee guida nazionali;
B) analisi di varietà e razze animali identificate dalle Regioni;
C) attivazione dell’Anagrafe nazionale e del sistema di tutela e valorizzazione.

Nel luglio 2012, dopo un lavoro di 2 anni di un gruppo di 30 esperti, sono state pubblicate le Linee Guida per la Conservazione e la Caratterizzazione della Biodiversità di interesse agrario per dare una comune metodologia a livello nazionale su questo tema (http://planta-res.politicheagricole.it/pages/index.php).

Le fasi B e C, sono diventate di competenza della legge 194 che ci ha consentito di divenire “Agricoltori custodi“.

Il MiPAAF si occupa anche della legislazione sementiera e gestisce il catalogo varietale, ivi compreso la parte sulle varietà da conservazione. Inoltre, il MiPAAF vigila sul Consiglio per la Ricerca in Agricoltura l’analisi dell’Economia Agraria (CREA), i cui centri sparsi sul territorio gestiscono banche delle sementi delle diverse specie agrarie. Il CREA-DC (ex-ENSE) si occupa di certificazione e iscrizione varietale.

Una seconda competenza ricade sotto il Ministero dell’Ambiente, cui spetta la traduzione nazionale della CBD, ratificata dall’Italia nel 1994. In questo ambito è stata elaborata nel 2010 la Strategia Nazionale per la Biodiversità (SBN), il cui ultimo rapporto sullo stato di attuazione è stato redatto nel biennio 2015-2016, con due specifiche aree di lavoro su risorse genetiche (incluse quelle agricole) e agricoltura. In particolare, questo ministero ha la responsabilità di gestire l’accesso e la ripartizione dei benefici derivanti dall’uso delle risorse genetiche (ABS) così come stabilito dal Protocollo di Nagoya, uno degli accordi secondari della CBD entrato in vigore nel 2014.

Una terza competenza è del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), che si occupa della protezione delle varietà vegetali attraverso i vari strumenti di proprietà intellettuale (privativa vegetale, marchi e brevetto) e della loro relativa iscrizione al catalogo nazionale e comunitario (si tratta di un catalogo diverso da quello varietale gestito dal MiPAAF per la commercializzazione delle sementi, per cui una varietà protetta risulta iscritta a due cataloghi: uno per la commercializzazione delle sementi e uno per la privativa vegetale). L’Ufficio Brevetti e Marchi del MISE rappresenta l’Italia nel Consiglio dell’Ufficio Comunitario delle Varietà Vegetali con sede ad Angers (www.cpvo.europa.eu – Francia) e anche all’interno dell’Ufficio Europeo sul Brevetto con sede a Monaco (www.epo.org – Germania). Una quarta competenza ricade sotto il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), che tramite le università e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) gestisce le molte collezioni pubbliche di risorse genetiche agricole conservate nelle loro banche. Ad esempio, la più grande banca italiana per numero di accessioni conservate, quella con sede a Bari, appartiene all’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR (www.ibbr.cnr.it).

Una quinta competenza è delle Regioni che gestiscono i Piani di Sviluppo Rurale (PSR) della Politica Agricola Comunitaria (PAC) e quindi le relative misure di supporto alla conservazione delle risorse genetiche vegetali e animali (misure 10.1 e 10.2). Si tratta di circa 160 milioni di euro a disposizione nel periodo 2014-2020. Nel 2016 lo stesso Parlamento europeo, nella nota sulla revisione di medio termine della Strategia sulla Biodiversità, chiedeva agli Stati membri di migliorare questo strumento con l’obiettivo di promuovere in maniera più efficace l’uso sostenibile della diversità agricola, riconoscendo l’assenza di progressi misurabili delle azioni adottate nei PSR. In pratica un fiume di soldi di cui è difficile valutare il reale impatto sulla diversità agricola. Ma le Regioni hanno anche altre responsabilità: alcune hanno adottato specifiche legislazioni regionali di tutela dell’agrobiodiversità e tutte sono il tramite attraverso cui le domande di iscrizione delle varietà da conservazione devono passare prima di arrivare al Ministero. Inoltre, giocano un ruolo chiave nell’implementazione della legge 194.

Vi assicuriamo che tante competenze ripartite, o meglio disperse hanno rischiato di tramutarsi in una corsa ad ostacoli per un’Associazione come la nostra che voleva tutelare la biodiversità. Ci è sembrato come un grande valzer in cui ognuno resta a difesa della sua trincea, con poca cura dell’efficacia generale del sistema. Per capire quanto è difficile integrare la biodiversità nelle istituzioni e produrre politiche che rispondano ad una visione comune bastano due esempi. Primo, per arrivare a elaborare la SBN sono stati necessari circa 15 anni dalla ratifica della CBD, spesi nel tentativo di trovare una sintesi tra Agricoltura e Ambiente, mentre la redazione del PNBA e relative Linee Guida hanno richiesto solo (!) 8 anni forse perché non hanno avuto la partecipazione attiva dell’Ambiente. Secondo, l’Italia non ha ancora reso operativo il Protocollo di Nagoya convertendo in legge il Regolamento UE 511/2014, procedura estremamente complicata che ha visto Agricoltura e Ambiente su posizioni opposte prima di arrivare ad un compromesso, tanto che l’Italia è stata richiamata alla Corte di Giustizia Europea per questa inadempienza.

In conclusione, possiamo affermare che il nostro sistema politico e amministrativo non si è ancora riorganizzato per integrare la biodiversità in maniera transettoriale.

La legge 194/2015

In questo panorama arriva nel 2015 la legge 194 “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”, approvata dopo un percorso parlamentare di 6-7 anni avvenuto in parallelo a quanto succedeva nel PNBA. Ci siamo domandati se ha semplificato chiarendo ruoli e responsabilità o se ha aggiunto un altro livello di burocrazia al sistema già alquanto barocco.

CBD Convenzione sulla Diversità Biologica
CCES Centri di Conservazione ex-situ
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche
CPVO Ufficio Comunitario delle Varietà Vegetali
CREA Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria
ENSE Ente Nazionale Sementi Elette
EPO Ufficio Europeo sul Brevetto
MiPAAF Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
MISE Ministero dello Sviluppo Economico
MIUR Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
PAC Politica Agricola Comunitaria
PNBA Piano Nazionale sulla Biodiversità di interesse Agrario
PSB Piano Strategico per la Biodiversità
PSR Piano di Sviluppo Rurale
RGV Risorse Genetiche Vegetali per l’Agricoltura e l’Alimentazione
SBN Strategia Nazionale per la Biodiversità

La nostra Associazione in sette anni di lavoro ha seguito questo iter per essere iscritta nell’Anagrafe Nazionale (esistono anche quelle periferiche gestite dalle Regioni):

a) domanda alla Regione che tramite la sua Commissione Tecnico-Scientifica, prevista dalla legge regionale, o il Nucleo di Valutazione, se non ha una legge regionale ad hoc, verifica il dossier e lo trasmette al MiPAAF.

b) in 30 giorni il Ministero ha chiuso l’istruttoria e ha emanato un apposito decreto per l’iscrizione.

Una regione che ha una legge regionale finisce per avere: il repertorio regionale, l’anagrafe nazionale e, in ultimo, la sezione del catalogo sementiero dove iscrivere le varietà da conservazione: si corre il rischio di perdersi per strada nel tentativo di capire dove incasellare una varietà!
Percorso simile abbiamo seguito per diventare “custodi” ed essere iscritti nella Rete Nazionale: a) domanda alla Regione e poi iscrizione da parte del MiPAAF. Finite tutte queste pratiche è attualmente in corso di predisposizione l’Anagrafe e la Rete, gestita direttamente dal MiPAAF, con membri agricoltori custodi (singoli o associati) e CCES.

Ovviamente il tutto sarà soggetto a un controllo “standardizzato e partecipato” definito da un futuro decreto del Direttore Generale dello Sviluppo Rurale previo parere del Comitato Permanente, istituito dall’articolo 8. Ad oggi l’Anagrafe è popolata con gli elenchi delle regioni Toscana, Umbria, Marche, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Basilicata e Puglia. La legge prevede anche di creare il Portale Nazionale della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare (art. 5) dove far confluire le informazioni delle singole banche dati. Nei prossimi mesi sapremo se tale portale andrà ad integrarsi a quello già esistente del MiPAAF (Planta Res –http://planta-res.politicheagricole.it/pages/index.php) o se sarà creata un’altra piattaforma. Il Giardino della Memoria di Lucoli avrà anche, a breve,  un marchio figurativo collettivo di “Agricoltore/allevatore custode dell’agrobiodiversità“.

tratto da: https://rsr.bio/il-sistema-agrobiodiversita-in-italia/

 

22 Maggio 2022 0 comment
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