NOI X LUCOLI
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Il Giardino della Memoria

Il Giardino della MemoriaTerritorio

SERATA DI RACCONTO A VOCE E IN MUSICA con Raffaello Angelini, musicista della Zampogna

by Noi x lucoli 14 Luglio 2024

Da qualche tempo a questa parte, l’uso dell’espressione “fare rete” ha cominciato a diffondersi anche nell’universo del volontariato, per indicare una strategia di lavoro comune tra entità diverse, volta a “unire le forze” per lavorare su progetti che singolarmente ognuna di quelle organizzazioni non sarebbe in grado di raggiungere. “Fare rete” ha anche un significato in più: quello dell’abbraccio solidale (che motiva) tra persone generose che donano i loro entusiasmi e che vivono le stesse difficoltà e alle volte hanno bisogno di aiuto.

Lo sappiamo bene perché viviamo una fase della nostra vita associativa in cui siamo “abbracciati” dalla rete delle altre Associazioni, più grandi di noi e di grande reputazione nazionale: l’iter di approvazione del Decreto Giardino della Memoria – Monumento Naturale Regionale ha visto il sostegno di Associazioni come “Salviamo l’Orso”, “Touring Club Pescara”, “Pronatura l’Aquila” e non le ringrazieremo mai abbastanza.

Questo sostegno ci motiva a resistere, in un contesto ove il fattore culturale condiziona la scarsa propensione al “lavorare insieme”, in un territorio locale ove vive, inoltre, un retaggio di competizione e diffidenza verso le organizzazioni non storiche. Queste sono tutte dinamiche che producono, purtroppo, disconferma e negazione dei risultati del volontariato anche se questi sono sotto gli occhi di tutti come nel caso del Giardino della Memoria.
I nostri soci continuano a credere nella “rete” che implica un certo dispendio di energie psicologiche, relazionali e l’investimento di tempo e risorse, ma soprattutto un’apertura di credito in termini di fiducia verso gli altri membri della rete e la disponibilità a condividere e talvolta ad ampliare i propri orizzonti valoriali ed operativi, andando anche al di là dei confini circoscritti, per quanto importanti, dell’identità delle singole organizzazioni.

La “rete” si è di nuovo mobilitata attraverso “L’Aquila Incontra”” per celebrare insieme a noi, in modo semplice ma profondo e colto, il Monumento Naturale Regionale di Lucoli.

L’Associazione L‘Aquila Incontra è una “Comunità Culturale” che si propone come scopo quello di favorire un consapevole accrescimento della partecipazione in termini di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, favorendo l’inclusione e il pieno sviluppo della persona, tutto ciò senza scopo di lucro. “L’Aquila incontra” ha organizzato una SERATA DI RACCONTO A VOCE E IN MUSICA per far scoprire l’importanza delle radici culturali e delle tradizioni, le stesse che NoiXLucoli difende con impegno e sacrificio attraverso il Giardino della Memoria. Uno degli animatori della serata sarà Raffaello Angelini, musicista di formazione colta (violoncellista, compositore) che da circa 25 anni si dedica alla zampogna, strumento con cui si è esibito in Italia e all’estero.

 

Ringraziamo per questa grande occasione che ci viene donata e invitiamo i lucolani che vorranno ascoltare brani del “diario di uno zampognaro – tra fantasia e realtà” ad unirsi a noi come in un salotto letterario ubicato in un luogo di grande bellezza e circondato dagli alberi del Giardino della Memoria.

«Ci sono luoghi, luci, colori, odori, immagini e suoni che rimangono impressi nella memoria e inaspettatamente riemergono dando la sensazione di vivere ora, ciò che si è vissuto precedentemente, in un altro luogo in un altro momento. Tra queste immagini remote, una in particolare è rimasta nella mia mente come avvolta in uno strato di nebbia, per poi riaffiorare ciclicamente e di nuovo svanire». Queste sono alcune delle parole delle prime pagine del libro “Il diario di uno zampognaro- tra fantasia e realtà” di Raffaello Angelini, un racconto, un diario intimo, a tratti quasi musicale che regala momenti di delicata narrazione, talvolta anche poetica. Naturalmente ascolteremo anche i suoni della zampogna.

Il Monumento Naturale Regionale alla sua prima ricorrenza di un mese (decreto del 19 giugno u.s.) non poteva essere celebrato in modo migliore!

14 Luglio 2024 0 comment
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I frutti antichiIl Giardino della Memoria

IL GIARDINO DELLA MEMORIA DEL SISMA DI LUCOLI E’ DIVENTATO MONUMENTO NATURALE REGIONALE

by Noi x lucoli 29 Giugno 2024

La nostra Associazione ha presentato nel 2021 un progetto per il Giardino della Memoria di Lucoli con riferimento alla L.R. 21 giugno 1996, n. 38 ([1]) Legge-quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l’Appennino Parco d’Europa ([2]). ([3]).

I frutti antichi del Giardino della Memoria rappresentano di fatto un area protetta per la tutela dell’ambiente naturale regionale e la Regione Abruzzo, in ottemperanza all’art. 4 dello statuto ed in conformità ai principi stabiliti dalla legge 6 dicembre 1991 n. 394, ha previsto la salvaguardia di siti come quello di Lucoli con apposita normativa.

Alcune finalità proprie del sito Giardino della Memoria sono centrate sulla conservazione, reintegrazione, salvaguardia e sviluppo della biodiversità; sulla difesa della flora, con particolare riferimento a quella soggetta ad erosione genetica; sull’applicazione di metodi di gestione e di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici, nonché delle attività agricole produttive ed agro-silvo-pastorali e di agricoltura biologica e la conservazione degli ecosistemi e lo rendono per questo motivo idoneo ad essere inserito nel Sistema integrato regionale delle aree protette.

L’Art. 3 della predetta Legge tratta del Sistema integrato delle aree protette.

  1. Il sistema integrato delle aree protette della Regione Abruzzo è costituito dalle seguenti categorie:
  2. a) Parco naturale regionale;
  3. b) Riserva naturale regionale;
  4. c) Monumento naturale regionale;
  5. d) Riserva Naturale di interesse provinciale.

Il Decreto n. 52 del 19 Giugno 2024 firmato dal Presidente della Regione Abruzzo Marsilio istituisce ai sensi del L.R. 21 Giugno 1996 n. 38 il Monumento Naturale Regionale “Giardino della Memoria del Sisma di Lucoli (AQ)”.

La nostra Associazione si ritiene “ambientalista” e per pochi che siano nel territorio gli ambientalisti,  che guardano con favore alle politiche di tutela e di valorizzazione della biodiversità, l’istituzione del Monumento Naturare Regionale Giardino della Memoria del sisma di Lucoli si pone come occasione naturale, da cogliere come un frutto maturo,  fortemente voluto e “coltivato” per tredici anni di duro lavoro: tutelando il paesaggio, riqualificando un’area incolta, applicando le tradizioni agricole locali e ricercando cultivar dimenticate in ogni luogo ci venissero segnalate.
Tutto questo lavoro è divenuto ricerca scientifica e sperimentazione in collaborazione con la Regione Abruzzo, il CREA, l’Università della Tuscia e il Parco della Maiella, ogni nostra azione è stata concepita per non essere autoreferente ma disponibile ai portatori d’interesse.
L’applicazione di queste convinzioni ci ha portato a sostenere dei costi incomprimibili, quasi totalmente autofinanziati ma siamo riusciti a non inventare improbabili autosufficienze economiche di qualsivoglia struttura chiamata a spendere cifre sostenute dalla collettività, per sostenere un lavoro forse non compreso dai residenti.

L’istituzione di una nuova area protetta forse ci porrà di fronte alle “trappole” delle troppe burocrazie (locali, regionali, forse nazionali) che in Italia si impegnano a complicare le cose semplici, basti pensare che da due anni abbiamo richiesto la concessione all’utilizzo, per soli tre mesi all’anno, dell’acqua di una sorgente locale, presentando progetti e studi di fattibilità (onerosi) e ancora non otteniamo una concessione. E l’acqua per le piante del Giardino della Memoria è vitale.

Ci sentiamo a volte come la lumaca in un percorso ad ostacoli. Ma non perdiamo la motivazione e ragioniamo pacatamente, laicamente, senza presumere di avere in tasca bacchette magiche o pietre filosofali: soprattutto non ci sentiamo estranei dalle Istituzioni. Siamo pronti per lavorare nell’ottica del Giardino Area protetta con immutata pazienza.

Ringraziamo tutti i nostri soci, il vivaista Enzo Sebastiani principale ricercatore delle varietà antiche che coltiviamo, la Regione Abruzzo, per il tramite dei suoi Dirigenti e Responsabili, che ci ha seguiti e consigliati e con la quale condividiamo progetti di studio sulla biodiversità, Regione che può contare su un laboratorio “vivo” di novanta diverse varietà coltivate.

Apprezziamo il riconoscimento del Comune di Lucoli, espresso con delibera comunale, relativo al valore del Giardino della Memoria per il Territorio.

Ringraziamo le Associazioni Ambientaliste nazionali: Pronatura l’Aquila, Touring Club Italiano, Salviamo l’Orso che hanno creduto in noi sostenendoci formalmente per l’iter richiesto dalla procedura regionale.

i fiori del melo zitella

29 Giugno 2024 0 comment
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AmbienteComunitàIl Giardino della Memoria

La montagna e Lucoli

by Noi x lucoli 7 Maggio 2024

il pesco platicarpa

L’Unesco ci dice che le montagne ospitano circa la metà della biodiversità presente oggi in natura e oltre la metà degli abitanti della Terra utilizza acqua proveniente dalle montagne, esse coprono circa il 27% del nostro pianeta. La loro conservazione è fondamentale per garantire la vita e lo sviluppo del pianeta e rientra nell’Obiettivo 15 dell’Agenda ONU 2030, dedicato alla “vita sulla terra”.
E’ STATO IDEATO UN GRANDE PROGETTO il “”MountResilience” che ha molteplici obiettivi, quanto è vasto e diversificato l’orizzonte d’applicazione.

Mira a sfruttare le diversità territoriali per integrare una vasta gamma di prospettive, conoscenze ed esperienze. Sono coinvolte 47 organizzazioni partner provenienti da 12 Paesi europei: Austria, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna, Romania, Spagna, Svizzera. L’approccio multidisciplinare è fondamentale per generare un portfolio variegato di proposte e strumenti di adattamento ai cambiamenti climatici, e massimizza il suo potenziale di replicabilità in Paesi e contesti diversi. Le aree montuose della Finlandia e quelle della Romania hanno evidenze e sfide ben diverse tra loro, la prima è proprio quella di fare sistema di esperienze e dati disomogenei.
La risorsa idrica e la gestione del turismo rappresentano i focus critici più immediati ed evidenti. Due elementi strettamente interconnessi.

La gestione dell’acqua comprende l’agricoltura, la zootecnia, ma anche il turismo legato alla neve e al ghiaccio, così come la produzione di energia idroelettrica nonché la fornitura di acqua potabile.

Grazie all’utilizzo di Big Data e di algoritmi di machine learning è possibile effettuare un’analisi climatica dello storico, precipitazioni comprese, ed elaborare modelli di proiezione delle prossime stagioni.

Sistemi di sensori monitorano invece lo stato delle risorse idriche superficiali e sotterranee, evidenziando trend e disponibilità di acqua per prevedere quando e se è necessario intervenire.

Lo sci su piste con innevamento artificiale è diventato, ormai da decenni, pratica comune del turismo invernale, ma solleva preoccupazioni riguardo all’inquinamento ambientale e al consumo di risorse. Per mantenere le piste innevate, vengono utilizzati enormi quantità di acqua ed energia.
Secondo CIPRA – Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, durante una stagione invernale vengono consumati circa 95 mln di m3 d’acqua e spesi 600 gigawattora di energia, con un costo economico significativo. La neve artificiale ha inoltre un peso maggiore e una minore capacità isolante rispetto alla neve naturale e può causare il congelamento del suolo e l’asfissia delle piante. Una conseguenza evidente è il ritardo che spesso si evidenzia nell’attività vegetativa nelle zone con innevamento artificiale.

Temperature e biodiversità sono destinate a continuare a modificarsi: gli allevamenti di renne in Finlandia stanno subendo grossi contraccolpi e di questa carne il popolo si nutre da secoli. Anche la Romania, che basa buona parte della propria economia sulla zootecnia, vede modificarsi la composizione dei pascoli, poiché molti pastori si avventurano più in alto, altri abbandonano l’attività.

E se lo sci non sarà più uno sport facilmente praticabile al di sotto dei 2000 metri, le comunità locali dovranno trovare il modo per transitare verso una trasformazione del modello economico, fornendo servizi diversi che permettano alle persone di trascorrere del tempo piacevole in montagna. Il nostro compito è anche quello di supportare la conversione dei modelli economici dove le stazioni sciistiche non hanno un futuro: promuovere un adattamento intelligente seguendo il benessere generale, trascurando, a volte, interessi contingenti e particolari.

Uno scenario risolutorio perfetto se funzionasse nelle applicazioni e fosse interiorizzato dalle comunità locali, sempre più residue, che vivono le montagne. Certo se ne può parlare ma nella pratica come si vive la montagna? Cosa si fa anche a livello di amministratori locali per salvarla? Non abbiamo risposte degne di nota.

Noi amiamo la montagna, la ammiriamo, ci rigenera, ci rifugiamo in essa per sfuggire a tanti pensieri e azioni comuni che minacciano l’umanità stessa e ci snaturano. Abbiamo deciso di lavorare per la montagna, regalando il nostro tempo (risorsa non rigenerabile) e le nostre fatiche. Ma se dovessimo dire che siamo capiti nei nostri sogni e valori dovremmo affermare che abbiamo dei dubbi: nel giudizio collettivo lo facciamo perché abbiamo senz’altro un tornaconto, la gente granitica della montagna (un fuoco una famiglia e in trincea contro tutti) non fa nulla per nulla e giudica con sospetto chi non rispetta questo schema.

Confidiamo nella forza della montagna che da sempre e lì e ci ispira resilienza e fermezza e intanto cerchiamo di salvare la biodiversità che la popolava, che ci ha donato per secoli  e che gli uomini hanno dimenticato o cancellato perché reputata inutile o inadeguata agli interessi economici.

Tante volte ci sentiamo come il bambino che versava l’acqua del mare con una conchiglia, interrogato da Sant’Agostino gli rispose: «Voglio travasare il mare in questa mia buca». Sorridendo Agostino spiegò pazientemente che una cosa del genere era semplicemente impossibile. Il bambino, allora, diventò serio, e replicò: «Non è forse impossibile anche a te capire con la tua piccola mente l’immensità del Mistero della Trinità? Forse anche i nostri soci vivono in un mistero quello di come poter salvare la montagna e le sue ricchezze, tra queste anche l’acqua.

Anche in questa stagione combatteremo per l’assenza di acqua e irroreremo a mano (facendo catene umane) le giovani piante che abbiamo recuperato lo scorso anno: loro ci ringraziano ne siamo consapevoli! L’acqua sorgiva che utilizziamo proveniente dalla località “la cunetta” e per il cui utilizzo abbiamo chiesto i permessi alla Regione Abruzzo, in estate da certe ore in poi “scompare” e siamo costretti ad utilizzare serbatoi approvvigionati altrove.

L’acqua della sorgente

Finché avremo forza continueremo di noi si può dire se non altro che credevamo di poter essere utili.

7 Maggio 2024 0 comment
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Il Giardino della Memoria

Ci sono antiche tradizioni che legano la potatura con le fasi lunari, infatti, un vecchio contadino dice: “stai in campana, se tagli con la luna nuova il ramo piange”

by Noi x lucoli 27 Marzo 2024
Anche quest’anno abbiamo realizzato la potatura degli alberi da frutto del Giardino della Memoria di Lucoli

Con luna crescente. Ma il proverbio è vero? E la luna quanto influenza le attività agricole?

Sicuramente l’opinione generale è che le attività di potatura, che vengono effettuate durante la luna crescente e piena, hanno un forte potere rinvigorente sulla pianta e un aumento dell’attività linfatica.

Osservare il calendario lunare è una delle azioni più frequenti quando si parla di agricoltura: fin dall’antichità c’è l’antica credenza che esista una stretta correlazione tra una corretta potatura e fasi lunari.

Ovviamente, questa teoria non è provata scientificamente, anzi: dobbiamo ricordarci che è un’insieme di fattori che determina l’efficacia di un’operazione colturale. Questi ad esempio:

  • Umidità: se il clima è eccessivamente umido non favorisce la cicatrizzazione né l’efficacia di paste protettive.
  • Attività vegetativa: non dobbiamo potare né troppo presto né troppo tardi, per evitare dispersioni di linfa.
  • Temperatura: evitiamo di potare con temperature troppo rigide.
  • Caratteristiche della specie: alcune piante non tollerano potature invernali, ad esempio.
  • Età della pianta: una pianta giovane non va potata con le stesse tecniche e nello stesso periodo di una pianta adulta o vecchia.

Le antiche tradizioni, che ancora oggi, vengono seguite, ci insegnano di potare in inverno per aspettare che la linfa si sposti dalle foglie per andare ad immagazzinarsi nelle radici delle piante.

Molti dei nostri soci non sono mai stati agricoltori ma si uniformano alla tradizione e alle indicazioni dei vivaisti che ci guidano e così venerdì 22 marzo abbiamo potato gli alberi del Giardino anche per contenerne le chiome: non siamo interessati al raccolto ma alla conservazione delle specie oltre che a preservare il panorama intorno all’Abbazia di San Giovanni Battista.

Questo per NoiXLucoi è stato il secondo lavoro sul campo del 2024 e l’incontro con i soci dopo l’inverno.

 

Inevitabilmente dopo il lavoro la degustazione dei prodotti tipici.

27 Marzo 2024 0 comment
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Il Giardino della Memoria

PER RICORDARE IL 6 APRILE DEL 2009 realizziamo migliorie nel Giardino della Memoria del Sisma

by Noi x lucoli 18 Marzo 2024

La legge del tempo è molto semplice, quasi banale, nel dimostrarci continuamente che ciò che è passato finisce nell’oblio e che l’unico modo che conosciamo di perpetrare qualcosa è raccontarla, trasformarla in arte o in bellezza, ovvero in rappresentazione. Ci sono due modi per tentare di ricordare un evento. Il primo è dedicargli monumenti, il secondo è trasformarli in narrazione, raccontarli. I primi vivono una veloce decadenza: prima ci abituiamo e ai nostri occhi diventano arredo urbano; poi si anneriscono di smog. I secondi, se sono fatti con l’urgenza e la passione di chi sa raccontare le storie, resistono molto meglio. La nostra Associazione riguardo al Sisma del 2009 ha provato tutte e due le soluzioni: è stato realizzato un “monumento verde” che è il Giardino della Memoria di Lucoli e dal 2010, ogni anno, inventiamo una narrazione, pratica, di progetto nel progetto, per arricchire questo luogo.

L’anniversario del terremoto del 2009 si allontana, il ricordo delle vittime è divenuto un fatto familiare, la vita è andata avanti. Ma nel Giardino della Memoria di Lucoli, che con le sue piante vive e migliora, la memoria è “frequentata” ed è condita dalla bellezza della natura, dai cicli stagionali oltre che dal lavoro quotidiano per la coltivazione che non ammette dimenticanze.

Il frutteto coltivato nel Giardino è molto bello e ogni anno si arricchisce di qualche varietà nuova segnalataci da vivaisti appassionati. Passeggiare tra gli alberi solo per leggere i nomi delle piante derivati dalla tradizione contadina è un’attività culturale che ai più anziani ricorda i frutti perduti dell’infanzia.

Per questo quindicesimo anniversario abbiamo deciso di rendere maggiormente accessibile il Giardino realizzando un piccolo stradello che possa consentire un passaggio meno accidentato soprattutto ai visitatori anziani. Ogni lavoro eseguito è condotto in armonia con il paesaggio e la natura lo stesso stradello sarà a breve seminato ad erba e quindi si manterrà l’aspetto precedente.

Sono piccole azioni dal grande costo economico per un’Associazione come la nostra che fonda le sue entrate sul 5×1000 e sulle quote dei soci ma che denotano la resilienza di un luogo e la motivazione di un gruppo di persone dai valori umani che non si scalfiscono.

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Agricoltori custodiIl Giardino della Memoria

Agricoltore custode dell’ambiente e del territorio per una legge che riconosce un ruolo agli imprenditori agricoli in generale

by Noi x lucoli 11 Marzo 2024

La commissione Agricoltura del Senato ha approvato in via definitiva il Disegno di legge per l’istituzione della figura dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio. Riconosciuto dunque il ruolo sociale dell’agricoltore e la sua funzione in tutela del paesaggio e dell’ambiente. Istituita anche la giornata nazionale dell’agricoltura (seconda domenica di novembre) e il premio al merito “De agri cultura”, conferito agli agricoltori che “si sono distinti per aver prodotto beni di elevata qualità, o per l’impiego di strumenti di innovazione tecnologica in agricoltura, o per l’impiego di tecniche e metodi di coltivazione integrata rispettosa dell’ecosistema”.

Gli obiettivi della norma

La finalità principale della norma (articolo 1) è il riconoscimento della figura dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio, che concorre alla protezione del territorio dagli effetti dell’abbandono delle attività agricole, dello svuotamento dei piccoli insediamenti urbani e dei centri rurali e dal rischio idrogeologico. Attraverso questo riconoscimento, lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tutelano e sostengono la salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 9 della Costituzione.

Modalità di riconoscimento dell’agricoltore custode

Come specificato nell’articolo 2 sono agri­coltori custodi gli imprenditori agricoli, singoli o associati, che esercitano l’attività agricola ai sensi del­ l’articolo 2135 del codice civile, e le società cooperative del settore agricolo e fo­restale, che si occupano delle seguenti attività:

  • Manutenzione del territorio attraverso attività di sistemazione, di salvaguardia del paesaggio agrario, montano e forestale e di pulizia del sottobosco, nonché della cura e del mantenimento dell’assetto idraulico e idrogeologico e della difesa del suolo e della vegetazione da avversità atmosferiche e incendi boschivi.
  • Custodia della biodiversità rurale intesa come conservazione e valorizzazione delle varietà colturali locali.
  • Allevamento di razze animali e della coltivazione di varietà vegetali locali.
  • Conservazione e della tutela di formazioni vegetali e arboree monumentali.
  • Contrasto all’abbandono delle attività agricole, al dissesto idrogeologico e al consumo del suolo.
  • Contrasto alla perdita di biodiversità attraverso la tutela dei prati polifiti, delle siepi, dei boschi, delle api e di altri insetti impollinatori e coltivazione di piante erbacee di varietà a comprovato potenziale nettarifero e pollinifero.

Il riconoscimento della figura dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio è perfettamente in linea con i principi che hanno portato WBA nel 2010 (Anno Internazionale della Biodiversità), a proporre al mondo agricolo la Certificazione Biodiversity Friend®. Lo standard Biodiversity Friend®, basato sul decalogo della sostenibilità in agricoltura, è nato dalla collaborazione di naturalisti, agronomi e forestali, uniti da un interesse comune: arrestare le perdite di biodiversità sul territorio, armonizzando produzione e conservazione, unica via per uno sviluppo realmente sostenibile.

Agli agricoltori, quindi, il legislatore riconosce ora una nuova e fondamentale funzione: da semplici produttori sono riconosciuti come custodi del territorio, con un’enorme responsabilità nei confronti delle comunità locali e del futuro del Pianeta.

La nostra Associazione è già stata riconosciuta dalla Regione Abruzzo “agricoltore custode” della biodiversità vegetale per quattro varietà di  mele, questo percorso legislativo rafforza la nostra motivazione alla conservazione della biodiversità del territorio. Per la maggior parte delle attività di volontariato che svolgiamo ci “sentiamo agricoltori” e ci fa piacere essere ulteriormente “pensati” come parte integrante della difesa dell’ambiente.

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Agricoltori custodiI frutti antichiIl Giardino della Memoria

SI AVVIA IL PROGETTO ASSAPORA.

by Noi x lucoli 13 Febbraio 2024

CREA - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - LGCA

Un’importante attività per NoiXLucoli e il Giardino della Memoria: la partecipazione al progetto ASSAPORA (del quale il CREA è capofila) per la CONSERVAZIONE DELLE RISORSE GENETICHE AUTOCTONE E TUTELA DELLA BIODIVERSITA’.
L’acronimo “ASSAPORA” significa: Analisi e Strategie per la Salvaguardia di Pomacee Autoctone della Regione Abruzzo, l’attività è svolta nell’ambito del PSR 2014 2020 Regione Abruzzo Tipologia di Intervento 10.2.1,  è volta a contribuire alla salvaguardia e alla valorizzazione della biodiversità frutticola della Regione Abruzzo, attraverso il reperimento e la caratterizzazione su base morfo-fisiologica, agronomica, genetica e chimico-nutrizionale di varietà autoctone di melo a rischio di erosione genetica ed estinzione.
Saremo coinvolti nello studio di quattro varietà di mele autoctone: mela zitella, mela limoncella, mela gelata, mela renetta ruggine, coltivate nel Giardino della Memoria di Lucoli.
Il progetto della durata di diciotto mesi si propone di far convergere, nelle azioni programmate, competenze in quattro campi: agronomia, genetica, nutrizione e comunicazione.

Queste le attività di studio che saranno realizzate:

1. Caratterizzazione agronomica e morfo-fisiologica delle varietà di pomacee oggetto di studio (Azione mirata 1 e 2).
2. Caratterizzazione chimico-nutrizionale delle varietà di pomacee oggetto di studio (Azione mirata 3).
3. Caratterizzazione genetico-molecolare delle varietà di pomacee oggetto di studio (Azione mirata 4).
4. Divulgazione (Azione di accompagnamento 1 e 2).

La mela renetta ruggine che sarà studiata con il progetto ASSAPORA

Le azioni di accompagnamento previste per questo progetto di studio prevedono attività rivolte alla comunità ed ai portatori d’interesse quali:

  1. Seminari, incontri tecnici e convegni diretti all’informazione e alla diffusione degli argomenti oggetto delle azioni mirate;
  2. Attività di preparazione di rapporti tecnici a supporto della documentazione storico-tecnico-scientifica necessaria per l’iscrizione di una o più RGV ai registri anagrafici delle risorse genetiche autoctone;
  3. Azioni di consulenza nell’ambito delle tecniche di coltivazione, trasformazione delle produzioni tipiche.

Con l’attività di divulgazione a livello locale vogliamo sviluppare consapevolezza sulla variabilità genetica che porta benefici alla salute umana e all’ambiente. Questo nostro sforzo vuole contribuire a diffondere una maggiore conoscenza dei piccoli tesori di Lucoli e magari favorire una nuova sensibilità che orienti le azioni dei giovani.

Questo progetto per i nostri soci rappresenta un risultato di anni di appassionato lavoro, di ricerca di nuove varietà di frutta antica da agricoltori e vivaisti, di coltivazione e apprendimento di tecniche, di custodia della memoria agricola dell’Appennino nel ricordo delle vittime del sisma.

Non saremo soli nel condurre questa attività che sarà svolta dall’Università della Tuscia: con noi tre aziende agricole abruzzesi.

Senz’altro un risultato per Lucoli il cui nome sarà citato a livello regionale e nazionale e ci auguriamo che il Giardino venga visitato da molti tecnici e studenti coinvolti nello studio.

La mela limoncella che sarà studiata con il progetto ASSAPORA

13 Febbraio 2024 0 comment
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Il Giardino della Memoria

CREDIBILITA’ è un problema a cui nessuno sfugge

by Noi x lucoli 8 Gennaio 2024

CREDIBILITA’ è un problema a cui nessuno sfugge.

Non i politici, non gli analisti, non gli intellettuali, nemmeno i commercianti e anche i volontari che sembrano dover dimostrare in ogni momento che non “ci guadagnano nulla” da ciò che fanno per un territorio.

La credibilità è il problema dei problemi, la questione metodologica di fondo di ogni vita associata, sia questa la società civile, la comunità scientifica, la religione, la comunità o un’associazione di volontari.

Non c’è vera possibilità di conoscenza se non attraverso una comunità che conquista la nostra fiducia. Non solo, lo sviluppo della conoscenza – fattore indispensabile per ogni progresso, ogni crescita, ogni sviluppo (economico, scientifico, tecnologico, medico, morale) si fonda sull’accettazione della testimonianza consegnataci da persone a cui decidiamo di dar credito dopo averne vagliato criticamente la veridicità delle azioni e il valore.

Insomma, in ogni campo dell’agire umano, e più in generale nella vita stessa con il problema che essa pone a chi ne è protagonista (perché? A che scopo? Con quale utilità?) c’è un dato che ci viene affidato e che dobbiamo mettere alla prova vagliando la credibilità di chi ce lo porge. Come diceva Goethe: “Ciò che avete ereditato dai vostri antenati, guadagnatevelo, in modo da poterlo possedere”.

La credibilità non si acquista a basso prezzo e mai una volta per tutte. Questo il tema. Per svolgerlo noi soci ci mettiamo a nudo con i risultati conseguiti in tredici anni di volontariato per Lucoli: siamo credibili? Oltre a ciò senz’altro siamo tenaci.

Ogni avvenimento proposto e realizzato porta con sé il suo significato, se non altro nella forma di domanda. Si può raccontarlo in due modi: con una fotografia o con un ritratto d’autore. Il Giardino della Memoria di Lucoli è un ritratto d’autore.

Che significato ha il Giardino voluto per ricordare le vittime del sisma del 2009 per Lucoli e per l’Aquila? Domanda che, a ben pensarci, ci facciamo spesso di fronte a chiunque, comprese le persone che riteniamo di conoscere meglio cioè i nostri soci: cerchiamo conferme, novità, continuità e discontinuità, senz’altro i significati sono molto cambiati in questi lunghi anni. Siamo cambiati anche noi e ci siamo invecchiati. Siamo passati dalle emozioni dolorose post terremoto verso i molti amici perduti (e quindi alla custodia del loro ricordo) alla custodia della biodiversità che scompare, abbiamo aperto uno spiraglio per cui uomini e donne di oggi possano avventurarsi in una conoscenza agronomica che non è solo questione di comprensione sentimentale (anche se capire è più che vedere) ma una questione vitale.

Ci sono eventi che non si possono capire solo leggendone le dinamiche, occorre viverli, la loro comprensione avviene solo dall’interno, ad esempio nei filari del piccolo frutteto di Lucoli dove gli alberi sono catalogati con i nomi della tradizione contadina e dove in autunno i frutti si possono comparare per diversità.

Nel 2024 il Giardino della Memoria non è più una deduzione ma un’esperienza scientifica, di bellezza e sacrificio di tutti coloro che lo curano. Diverse Università sono interessate ai frutti conservati per studiarne le caratterizzazioni.

Pensiamo che la credibilità di NoixLucoli sia evidente e che si sia superato il dubbio sistematico, che porta all’impossibilità della conoscenza, pensiamo che molti lucolani ci accordino la fiducia dei risultati: il Giardino è vivo, curato e risplende di bellezza.

Ci avviamo verso il quattordicesimo anno e abbiamo molti progetti di miglioramento del sito anche per la coltivazione delle piante che realizziamo con metodi biologici.

Ringraziamo tutti coloro che hanno riconosciuto la nostra credibilità donandoci il 5X1000 e rinnoviamo le nostre promesse di impegno.

L’area prima del Giardino della Memoria

Speciale menzione donataci dal Presidente Napolitano per il progetto del Giardino della Memoria

veduta del Giardino della Memoria

8 Gennaio 2024 0 comment
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I frutti antichiIl Giardino della Memoria

LA PASSIONE SPECIALE PER RITROVARE VARIETA’ DI PIANTE CHE RISCHIANO DI SCOMPARIRE

by Noi x lucoli 9 Novembre 2023

Questo è stato un anno fortunato per il Giardino della Memoria i nostri soci hanno una passione speciale per ritrovare alberi da frutto che sembrano spariti, ricercarne il nome e la località di provenienza e trapiantarli nel terreno “archivio” di questo nostro Monumento verde, dove tornano a dare ottimi frutti. Il nostro un lavoro di tredici anni per salvare queste piante dalla loro scomparsa definitiva. Come gli archeologi ricostruiscono una civiltà da un frammento, il Giardino della Memoria dai frutti cerca di portare alla luce mondi e culture di intere comunità locali. Abbiamo cercato dagli agricoltori anziani, parlando, ma soprattutto ascoltando i loro racconti e testimonianze, abbiamo riallacciato il filo della memoria interrotto tra vecchie e nuove generazioni. La ricerca è stata fatta in antichi poderi abbandonati, nei monasteri di suore e gli alberi ritrovati e piantati nel Giardino sono oggi testimoni ormai muti della antica cultura rurale. Il grande realizzatore di questa attività di ricerca: Enzo Sebastiani.

La biodiversità, anche quella ritenuta perduta, è tra i patrimoni più preziosi da tutelare in ogni modo possibile, anche perché in quei sapori e saperi c’è un pezzo della nostra salute e della nostra economia futura. I frutti antichi, per la consuetudine comunitaria di tramandarli sono noti con almeno un nome proprio riconosciuto e usato dalla gente.  Spesso comprendono il periodo di maturazione che viene scandito dalle numerose denominazioni dialettali di natura “temporale”.  Pensiamo alla “Mela rossa d’Estate” alla “Pera Spadona Invernale” alla “Mela Zitella” che rimane sola perché matura per ultima.

La nostra Associazione ha fatto degli investimenti inserendo nel Giardino sei nuove cultivar, compresa la “Mela Campanina” ritrovata ad Acciano di cui alleghiamo una foto di repertorio. Viene raccolta all’inizio del mese di Ottobre ed era un frutto che veniva consumato a pranzo, a merenda e a cena per tutto l’inverno fino a primavera inoltrata. Una mela che si conservava benissimo per lunghissimi periodi anche senza frigoriferi. Già citata in documenti del XIX secolo, la mela campanina spesso veniva cotta al forno, per la delizia dei bambini e degli anziani. Nel modenese è la mela con la quale si facevano le mostarde. Nel dopoguerra la coltivazione di questa mela venne quasi del tutto abbandonata, perché il mercato richiedeva mele più dolci, più grandi e più economicamente vantaggiose.  E’ anche chiamata “la mela della nonna” per sottolineare i suoi legami con il mondo antico, ma è anche nota con il nome di “modenese” che sancisce in pieno l’appartenenza al territorio di origine eppure è arrivata anche in Abruzzo. L’appellativo “campanina” pare invece derivi dalla caratteristica di avere due frutti per corimbo, che assomigliano a una coppia di campanelli.

L’origine non è nota, ma potrebbe trattarsi di un semenzale individuato nel Modenese, come fa supporre l’appellativo “pomo di Modena” col quale veniva denominata nel 1815 dal pomologo Giorgio Gallesio (1772-1839).

La mela campanina - cavoloverde.it

Mela Campanina

Non ci resta che attendere che le nuove varietà attecchiscano e fruttifichino.

Quattro varietà sono già state adottate: una da nostri soci americani Nevers.

 

 

9 Novembre 2023 0 comment
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Archivio fotografico storicoIl Giardino della Memoria

La ricerca dell’identità di un territorio da parte dei soci di NoiXLucoli anche attraverso il Giardino della Memoria

by Noi x lucoli 5 Novembre 2023

Gente di Lucoli

Ll’identità è un bisogno radicale dell’animo umano. Un bisogno naturale e culturale, personale e comunitario, su cui si fonda il riconoscimento di sé e il rispetto dell’altro; vale anche l’inverso. Non c’è dialogo che non avvenga tra identità differenti; chi pretende di dialogare mettendo da parte se non addirittura cancellando le identità, rende inutile e impossibile il dialogo; non può esistere infatti un dialogo tra nientità neutre, intercambiabili.

L’epoca che stiamo vivendo è invece protesa a deprimere e vanificare le identità, a considerarle d’ostacolo alla pace e all’inclusione, alla collaborazione, residui tossici e contundenti di una chiusura al mondo. È un bombardamento dell’identità così vasto, costante e capillare; dall’alto, dall’interno e dal basso. Una cappa di obblighi, emergenze e disposizioni calata dall’alto, un’infiltrazione continua di modelli d’influenza ostili attraverso i media e le istituzioni.

Larga parte dei conflitti e del malessere che attraversano le società deriva dall’identità in pericolo, dal mancato riconoscimento e rispetto di ciò che siamo, dalla desertificazione delle differenze, dalla vertigine del mondo globale e spaesato. Anche nel microcosmo di Lucoli ci sono conflitti di identità. Anche per le piante, una delle nostre esperienze, vale lo stesso discorso, noi la voriamo per ricercare e riaffermare l’identità della biodiversità locale, piantando a Lucoli alberi che rischiano di scomparire.

L’identità entra nella storia, ed è comunque un essere nel divenire; il fluire dell’identità si chiama tradizione, che è un trasmettere in cui persistenza e duttilità cercano un punto di equilibrio. L’identità non presuppone un mondo immobile ma una società che sa mutare, ricordare, far tesoro dell’esperienza e del patrimonio ereditato ma anche affrontare le sfide del futuro. La tradizione non è immobilità o culto del passato ma continuità, procedere e tornare; e, mutatis mutandis, salvare quel che non merita di perire. Come i nostri alberi: la mela Zitella, la mela Gelata, la mela Limoncella, la mela Rosa Romana e tante altre.

Con le attività dei nostri soci, semplici ma faticose e costanti, combattiamo le aggressioni a tutto ciò che costituisce l’habitat naturale e culturale, biologico e storico della nostra cultura: il senso della spiritualità di un luogo dal profondo significato etico, i legami sociali, le appartenenze affettive, il sentire comune delle comunità agricole, i legami tutti.

Tutto questo solo proteggendo e coltivando, sopra ogni avversità, il Giardino della Memoria del Sisma del 2009, voluto per ricordare i tanti amici morti nel terremoto d’Abruzzo.

Coltivando le 80 varietà di piante del Giardino della Memoria salviamo i vasi sanguigni entro cui scorre la vita di un uomo; dalla famiglia alle amicizie, dalla comunità locale alla comunità nazionale, dal lessico corrente ai simboli e alle tradizioni in cui è nato e cresciuto e agli stili di vita che debbono comprendere la memoria del dolore, delle fatiche del vivere e delle tradizioni.

Non abbiamo voluto rimanere “disconnessi” dalle nostre origini culturali come quelle agricole, dalle emozioni del ricordo dei nomi delle persone che non ci sono più e che ci “parlano” attraverso gli alberi che fioriscono e fruttificano.

Ciliegio ferrovia dedicato a Claudia Carosi perita nel terremoto del 2009

Il progetto del Giardino è semplicemente quel che siamo, la nostra realtà di uomini, anima, mente ed esperienze.

Noi non vogliamo essere “fluidi” nel ricordo e fissarci solo sulle date delle ricorrenze, per questo abbiamo piantato gli alberi e li coltiviamo tutto l’anno.

5 Novembre 2023 0 comment
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