RICORDI DI LUCOLI ALTO

by Amministratore
RIPORTIAMO UN BELLISSIMO ARTICOLO SCRITTO PER L'”ANSE” (Periodico dell’Associazione Nazionale Seniores Enel – anno XII – n. 2/2012) da DOMENICO TRESCA.

“I ricordi a volte dormono a lungo, ingannano la nostra memoria, poi un evento, una notizia, un incontro o anche la carezza di una persona amata, ci riportano al passato.
Veduta della Frazione di Lucoli Alto

Una frase di Euripide mi è rimasta impressa: “Non c’è dolore più grande della perdita della terra natìa”. Questa frase mi è ritornata in mente quando ho letto di una iniziativa di un giornale on line della mia città che chiedeva ai propri lettori di scrivere un racconto su un fatto di guerra vissuto. In quel momento ho pensato alla mia fanciullezza nel mio paese di origine, Lucoli Alto, a 20 km da l’Aquila, ancora oggi ricco di stupendi paesaggi immersi in una bellissima natura.

Come un album di fotografie che la memoria cerca di cancellare, il ricordo di centinaia di bombardieri che sorvolavano il mio paese oscurando il cielo ed i bambini corsi fuori casa tutti eccitati. In quel momento la voce di mio padre: “vanno ad uccidere” spegneva il nostro entusiasmo. Così era mio padre, pronto ad aiutare i ricercati, condannava la guerra anche quando era fatta dagli alleati. Quel giorno nel bombardamento del quartiere di San Lorenzo a Roma è morto un nostro parente.
Ho rivissuto l’irruzione dei tedeschi nella mia casa. I miei genitori avevano sfamato un fuggiasco, qualcuno in paese aveva parlato, qualcuno doveva pagare. Così era fatto mio padre, per lui un fuggiasco era innanzitutto un uomo affamato, qualunque fosse la sua divisa. Così sono diventato un eroe involontario. I soldati entrano in casa cercando mio padre, ma trovano me accanto a mio nonno e mia nonna terrorizzati, un bambino che urla e batte i pugni sulle gambe degli intrusi. Un ufficiale decide che non si è arruolato per fare del male ad un bambino e rinuncia alla perquisizione; mio padre, rifugiatosi sul tetto è salvo mentre altri due paesani ricercati vengono passati per le armi: rivivo ancora il mesto corteo che al calar del sole accompagnava il rientro delle loro salme. Il giorno dopo quell’ufficiale ha nuovi problemi, nuove persone ed una guerra che stanno perdendo, e si dimentica di mio padre, oppure decide di dimenticarsene. Non so chi fosse quel militare, ma a lui o ai suoi figli voglio dire grazie per essere stato un uomo prima che una macchina da guerra. La guerra non porta bei ricordi.
Ma i posti della mia infanzia sono ancora lì per essere goduti da tutti. Prima dello spaventoso sisma del 6 aprile 2009 mi recavo spesso a Lucoli Alto, adagiato ai piedi di una montagna alla cui sommità si erge dal medioevo la Chiesa di San Michele, distrutta dal terremoto del 1915 e ricostruita ed oggi nuovamente danneggiata dal recente sisma. Nella Chiesa, oltre alla statua del santo, vi è un affresco del 1300 rappresentante una Madonna col Bambino.
La parte più alta del paese, vista dalla strada statale che conduce agli impianti di sci di Campo Felice, appare come un grappolo di case appeso alla montagna: è una immagine particolare, da non perdere. Lungo il percorso che da l’Aquila conduce a Lucoli Alto, il gioiello della comunità: la Chiesa dedicata a San Giovanni Battista facente parte del complesso della omonima Abbazia benedettina.
Veduta dell’Abbazia di San Giovanni Battista – foto di Roberto Soldati
La Chiesa costruita nel 1077 e fortemente danneggiata dal terremoto del 1703 e da eventi successivi, è stata più volte restaurata. L’ultimo restauro, terminato nel 1994, ha consentito il recupero di importanti affreschi – alcuni attribuiti ad Andrea De Litio (1420-1495) – che rendono l’idea dell’antico splendore.

Affresco raffigurante San Lorenzo attribuito al De Litio

Affresco raffigurante San Giorgio attribuito al De Litio, oggi celato da una messa in sicurezza del pilastro ove è posto

Al di sopra della porta d’ingresso è posizionato un prezioso organo, costruito nel 1569 da Giovanni Farina da Guardiagrele, per il cui restauro si stanno impegnando le Istituzioni ed una Associazione del territorio. Nelle adiacenze della struttura conventuale l’Associazione di volontariato “NoiXLucoli” ha realizzato e ne cura la manutenzione, “il Giardino della Memoria delle vittime del sisma del 2009”, luogo di raccoglimento, di ricordo di speranza.

Due pezzi importantissimi dell’Abbazia di San Giovanni sono stati esposti per diversi mesi a Castel Sant’Angelo in Roma nell’ambito della mostra “S.O.S. Arte dell’Abruzzo – una mostra per non dimenticare”.
Croce processionale appartenente al tesoro dell’Abbazia
Particolare dello scettro appartenente al tesoro dell’Abbazia
Una visita al complesso di San Giovanni Battista è di particolare interesse per gli amanti dell’arte e della natura e particolarmente produttiva per la vicinanza a l’Aquila, per il turista che si reca a vedere il centro storico della “moderna Pompei d’Italia”.

I due lucolani fucilati dai tedeschi furono: Ugo Ammanniti e Benedetto Di Carlo, vennero catturati e uccisi  all’altezza di Pratolonaro, avevano con loro attrezzi da lavoro ma furono creduti ugualmente dei fuggiaschi. I loro corpi furono riesumati negli anni ’60.
  
Notizie sull’autore dell’articolo Domenico Tresca: classe 1939. Fanciullezza vissuta a Lucoli Alto. Trasferitosi a L’Aquila per frequentare le scuole superiori vi è rimasto sino al 1992, salvo un breve periodo( circa 18 mesi) vissuto ad Avezzano. A L’Aquila ha lavorato in ENEL prima nell’Area Commerciale e successivamente in qualità di Capo Ufficio Personale per la Regione Abruzzo. Ha concluso l’attività lavorativa quale Responsabile Gestione del Personale e delle Relazioni Industriali di ENEL Telecomunicazioni.  Dal mese di Luglio del 2009, a seguito dell’evento sismico che ha colpito la nostra zona, vive a Milano. Attività Sociale: E’ stato Presidente, per la Regione Abruzzo, dell’ANSE ( Associazione Nazionale Seniores ENEL) per due mandati e tutt’ora fa parte del Comitato di Redazione del Periodico di detta Associazione.

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