NOI X LUCOLI
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Noi x lucoli

Noi x lucoli

Agricoltori custodiIl Giardino della Memoria

GIORNATA NAZIONALE DELLA BIODIVERSITA’ DI INTERESSE AGRICOLO E ALIMENTARE

by Noi x lucoli 16 Maggio 2026

Si è tenuta ieri, venerdì 15 maggio, a l’Aquila la celebrazione della Giornata Nazionale della Biodiversità di Interesse Agricolo e Alimentare della Regione Abruzzo, istituita con Legge n. 194/2015.

E’ stata un’occasione per discutere sui valori universali della biodiversità agricola, sulle modalità di tutela e di conservazione delle risorse genetiche vegetali e del patrimonio culturale ad esso collegato. Si è parlato dl progetto EBAP (Educazione, biodiversità agraria, il Parco) che ci ha visto protagonisti insieme agli altri “agricoltori Custodi” della Regione e agli studenti degli Istituti Scolastici.

Durante la visita degli studenti al Giardino della Memoria di Lucoli ci eravamo prefissi di trasmettere, attraverso l’ascolto della nostra esperienza, i valori della cittadinanza attiva, illustrando il frutteto di piante antiche che coltiviamo e che unisce studio ed esperienza sul campo. La nostra realtà, che non è un’azienda agricola, ha fornito ai ragazzi un contatto con un ente del terzo settore e gli ha fatto toccare con mano il valore e la fatica del dono e dell’inclusione in una piccola comunità (che fa grande tesoro dell’esperienza degli anziani).

Convinti del valore educativo dell’esempio continueremo a rivolgerci alle scuole per coltivare, insieme alle piante del Giardino, il futuro dei nostri figli.

16 Maggio 2026 0 comment
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I frutti antichiIl Giardino della Memoria

PROGETTO EDUCAZIONE, BIODIVERSITA’ AGRARIA – EPAB

by Noi x lucoli 14 Maggio 2026

 

NoiXLucoli ha partecipato alle attività del progetto “EDUCAZIONE, BIODIVERSITA’ AGRARIA”. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento Agricoltura, Servizio Promozione delle Filiere e Biodiversità Agraria della Regione Abruzzo – ed il Parco Nazionale della Maiella. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare, con particolare riferimento alle risorse genetiche locali minacciate da erosione genetica. Il Giardino della Memoria di Lucoli è popolato da varietà antiche in via di estinzione e gli studenti dell’Istituto professionale per l’agricoltura L. da Vinci – G. Colecchi dell’Aquila hanno partecipato ad una mattinata di studio sulla variabilità genetica di questo luogo.

I nostri soci hanno richiamato l’attenzione sul carattere di volontarietà dell’attività connessa al sito di Lucoli, coltivato senza alcuno scopo di lucro, con il solo fine di portare avanti, con grande senso di responsabilità, la conservazione della natura. Persone di buona volontà che si prodigano per scongiurare la perdita di varietà che non saranno più citate o consumate e semplicemente scompariranno. Un volontariato al sevizio dell’ecosistema che lotta per fornire un beneficio alla collettività.  La visita ha fornito agli studenti un valore aggiunto in più: il senso del dono nel volontariato, spesso interpretato come offrire tempo e competenze senza aspettarsi nulla in cambio, un concetto che oggi potrebbe incontrare nuove forme di interpretazione tra i giovani anche quella della socializzazione.

L’incontro didattico ha esplorato la cultura alimentare tradizionale, la ricerca delle radici agricole locali, la biodiversità recuperata, tutti aspetti profondamente interconnessi. Proteggere la biodiversità in un piccolo “scrigno” qual è il “Giardino della Memoria del Sisma” di Lucoli, già Monumento Naturale Regionale,  significa proteggere il nostro futuro, ambientale e culturale.

A ricordo della giornata gli studenti hanno piantato un nuovo ciliegio nel Giardino con la speranza che ricordino questa pianta visitando questo luogo che necessita del calore e della considerazione delle persone.

14 Maggio 2026 0 comment
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AttivitàTerritorio

DONIAMO IL NOSTRO TEMPO PER RALLENTARE LE LANCETTE DELLA VITA

by Noi x lucoli 17 Marzo 2026

I nostri soci sono “anziani” figli degli anni ’50. Anziani che si dedicano agli altri, ai beni comuni per ingannare il tempo?

Una ricerca testimonia che il volontariato è un concreto “biohacker”, un potente anti-ageing capace di contrastare l’invecchiamento nelle persone mature. A dirlo non sono i consueti questionari somministrati a chi pratica questo tipo di attività, da cui generalmente emergono numerosi benefici percepiti e dati di salute interessanti, ma l’analisi della metilazione del Dna, in altre parole di quel meccanismo epigenetico che regola l’espressione genica e agisce come un orologio biologico, influenzato da fattori ambientali che accelerano o rallentano l’invecchiamento cellulare. Ebbene, il volontariato rallenta i biomarcatori molecolari dell’invecchiamento, con effetti diversi tra chi è ancora attivo nel mercato del lavoro e chi è già in pensione. Lo mostra uno studio intitolato “Il volontariato riduce l’accelerazione epigenetica dell’invecchiamento tra gli anziani in pensione e quelli che lavorano?” (“Does volunteering reduce epigenetic age acceleration among retired and working older adults?”), pubblicato recentemente su Social Science & Medicine, che analizza come il volontariato influenzi l’invecchiamento biologico misurato tramite cinque diversi orologi epigenetici per misurare l’usura cellulare.

Da una prospettiva sociologica, i benefici del volontariato sono accessibili a tutti. Infatti, nonostante si possa pensare che dedicarvisi sia molto più facile se non si deve preoccuparsi di guadagnare in età avanzata, uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine ha scoperto che i volontari più anziani nella fascia di ricchezza più bassa hanno riportato maggiori guadagni dal volontariato rispetto a quelli più benestanti.

Infine, questa ricerca è solo l’ultima di una serie di studi secondo cui le persone di ogni età possono migliorare la propria salute concentrandosi non su di sé ma sugli altri; inoltre, una crescente numero di evidenze conferma che gli anziani che fanno volontariato hanno un rischio inferiore di infarto, una pressione sanguigna più bassa, meno sintomi di depressione e una maggiore soddisfazione di vita.

E quindi eccoci, attivi anche per il 2026 con iniziative volte alla socializzazione e all’ambiente.

Abbiamo ripreso l’attività del Giardino della Memoria che, con il suo orologio biologico, chiede cure stagionali.

Abbiamo ripreso gli incontri di “Cultura sotto gli alberi” spaziando su temi molto diversi tra loro: non vogliamo organizzare lezioni magistrali ma esplorare temi di interesse comune stimolando la partecipazione delle persone con domande e testimonianze.

Venerdì 20 marzo realizzeremo un nuovo incontro dal titolo “Il Cinema e l’Aquila”. Quando si pensa ai luoghi del cinema italiano, vengono subito in mente la Roma felliniana, la Sicilia del Gattopardo, la Napoli di Gomorra, il paesaggio padano di Antonioni. Accanto a queste geografie ormai canoniche esistono però territori la cui presenza sul grande schermo è stata intensa ma meno citata. L’Abruzzo è uno di questi. La regione ha ospitato produzioni per oltre un secolo: Campo Imperatore è diventato Far West, Tibet e perfino pianeta alieno; Rocca Calascio si è trasformata in un castello medievale fantastico; i borghi dell’entroterra hanno fatto da sfondo a commedie, drammi, storie d’amore, anche Campo Felice ha avuto il suo ruolo. L’argomento più importante che spesso è stato rappresentato è il senso della comunità: in Abruzzo esiste una comunità con una propria identità. Quella stessa comunità che vogliamo risvegliare e “frequentare” con le nostre iniziative alle quali invitiamo tutti a partecipare.

17 Marzo 2026 0 comment
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Agricoltori custodiIl Giardino della Memoria

Un’associazione locale non deve smettere di presidiare il territorio, specialmente in ambiti sensibili come quello ambientale, dove la legittimazione a ricorrere è garantita se l’ente dimostra una continuità d’azione

by Noi x lucoli 4 Marzo 2026

La potatura nel frutteto durante l’inverno, spesso definita “potatura secca” o a riposo, assume un significato umano profondo, andando oltre la semplice tecnica agricola. È un gesto che rappresenta un patto tra uomo e natura, simboleggiando la cura, la lungimiranza e la capacità di lasciare andare per rinnovarsi. Il nostro atto d’amore verso le piante: potare è un gesto di dedizione verso la pianta. Rimuovendo i rami secchi o malati, si agisce come un “medico”, garantendo alla pianta la salute e la forza necessarie per affrontare la stagione successiva.

Abbiamo iniziato con il nostro agire di rinascita e speranza (tagliare per crescere): si pota durante il riposo vegetativo per preparare la rinascita primaverile. Il taglio non è distruzione, ma un atto di pulizia che stimola la nuova vegetazione e migliora la fruttificazione.

Ci ritroviamo in questi momenti importanti della vita del Giardino della Memoria, che si fa conoscere in Abruzzo, ci sono state richieste la marze di alcune varietà, che abbiamo fornito, etichettate e selezionate.

Si è aggiunta una nuova varietà locale, piantata ieri, a quelle già coltivate nel Giardino: la mela “Roscetta del Gran Sasso” già selezionata e studiata dal Parco della Maiella. Fu menzionata, nel 2006, dal maggior quotidiano economico americano, The Wall Street Journal, quale eccellenza italiana a dimostrazione dell’importanza che prodotti tipici e varietà colturali di qualità possono avere come segno concreto del recupero e della riscoperta di un territorio ricco di storia e tradizioni. La mela Roscetta rappresentava la garanzia di disponibilità della frutta fino alla primavera successiva.

Con questo inizio di attività nel Giardino la nostra Associazione, come sempre, coltiva la speranza e la lungimiranza: cerchiamo di “vedere” il frutto prima ancora che appaia, agendo con pazienza e fiducia nella stagione che verrà. Una stagione di raccolto non solo agricolo, ma anche di altra natura quello dell’impegno gratuito, noi ci concentriamo non sul guadagno economico, ma sulla crescita personale, sociale e relazionale dei soci e della Comunità che magari ci apprezza. I nostri “frutti umani” rappresentano il valore intangibile generato dalle azioni di solidarietà, che arricchisce sia chi riceve l’aiuto sia chi lo offre.

4 Marzo 2026 0 comment
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ComunitàTerritorio

«La cura della memoria è necessaria quanto il nutrimento per il corpo»

by Noi x lucoli 29 Gennaio 2026

Questa affermazione, attribuita a Marco Tullio Cicerone più di duemila anni fa, non appare affatto superata. Al contrario, sembra parlare con sorprendente chiarezza anche al presente. Politico, filosofo e strenuo difensore della Repubblica romana, Cicerone fu una delle figure centrali della vita pubblica del suo tempo e rifletté a lungo sul ruolo della memoria nell’esistenza umana. Per lui ricordare non era un semplice processo mentale, ma una pratica morale, un esercizio di consapevolezza e uno strumento essenziale di formazione interiore. Ricordare il passato — le scelte compiute, gli errori, i successi, le gioie e le perdite — permette, secondo Cicerone, di orientarsi meglio nel presente. Senza memoria non esiste apprendimento, e senza apprendimento non può esserci vera saggezza. La memoria diventa così uno strumento etico: ciò che è stato vissuto continua a influenzare ciò che siamo e le decisioni che prendiamo.

La nostra Associazione è nata sulla spinta della memoria e molte delle sua attività ripercorrono, in modo convinto, questa finalità.

La memoria storica di un territorio, usi, costumi, tradizioni, persone, è su questo filone che realizzeremo ed abbiamo già iniziato a realizzare un programma annuale di conferenze/incontri culturali (che abbiamo denominato “incontri di Cultura sotto agli alberi”) presso il Giardino della Memoria del Sisma. Tutti i temi riguardano Lucoli, da vicino o da lontano, l’esercizio di questa “memoria” vorrebbe essere per noi come una vera e propria forma di vita. Ricordare significa anche rendere onore: ai parenti che non ci sono più e a ciò che hanno costruito, alle persone che ci hanno insegnato qualcosa, agli amici, al Paese di Lucoli tutto che deve resistere.

Nel primo incontro del 2026 si è parlato del brigantaggio, fenomeno che interessò Lucoli.

Lucoli, come altre aree dell’aquilano e dell’Abruzzo interno, fu un territorio che visse il fenomeno del brigantaggio post unitario, con la presenza di bande locali che operavano nelle sue aree montuose. La zona di Lucoli rientrava nell’area d’azione delle cosiddette “Bande del Cicolano-Tornimparte-Lucoli”. Tra le figure legate a questi territori vi fu Giovanni Colaiuda di Barano di Tornimparte, un ex soldato borbonico che divenne un noto capobanda attivo nella resistenza e nel brigantaggio locale. Oggi la memoria del brigantaggio sopravvive nelle tradizioni e nelle leggende locali. Il fenomeno ha lasciato tracce nella cultura popolare, come dimostrano iniziative ed eventi che ne rievocano la storia e il mito.

Abbiamo esplorato la storia del fenomeno ripercorrendo con l’autore il testo “Il Brigantaggio nell’Aquilano”. Tanti gli spunti emersi nel dibattito finale, con nostra soddisfazione: l’uditorio partecipava!
La nostra Associazione realizzerà un incontro di “Cultura sotto gli alberi” ogni mese. Vogliamo con queste attività costruire una rete di resilienza attiva, contrastando l’isolamento attraverso la condivisione di progetti, amore per il territorio e la natura del Giardino della Memoria del Sisma.
29 Gennaio 2026 0 comment
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Particolare del "Paliotto di Lucoli" posizionato nella “fonte dell’amore” (o fonte de Lucusù)
ComunitàTerritorio

UN PROGETTO A NOI CARO: L’ARTE DI LUCOLI SUI MURI DELLE CASE RESTAURATE DOPO IL SISMA

by Noi x lucoli 28 Dicembre 2025

Pensando alle nostre finalità statutarie, oltre a quelle ambientali primarie, da tempo, riflettiamo per l’ideazione delle nostre attività, su due concetti fondamentali: quello di tradizione e quello di innovazione.

Un territorio è ricco di rappresentazioni artistiche che ne connotano la storia. Nel corso della storia artistica gli artisti hanno seguito la strada della tradizione utilizzando materiali, tecniche, iconografia e stili già adoperati in precedenti epoche o culture storiche. La nostra Associazione, pensando anche ad un nuovo paesaggio, caratterizzato dalla bellezza delle case restaurate dopo il sisma, vuole introdurne e sperimentarne dei nuovi. Abbiamo già fatto realizzare delle opere di “innovazione” su ceramica, materiale povero, collocate sui muri della Frazione del Colle per rievocarne in qualche modo la vita che fu e il sentire di chi l’abitò (alla “fonte dell’amore” o fonte de Lucusù, a casa Cordeschi per ricordare Giampietro Sponta, alla Chiesola e a Largo Masciocchi).

L’obiettivo progettuale che ci siamo posti, anche per il 2026, è quello di valorizzare e promuovere i beni storici, artistici e culturali locali quali preziosi elementi che contribuiscono al mantenimento della memoria comunitaria e alla divulgazione del sapere e della cultura e, che allo stesso tempo, rappresentano forme di inclusione sociale e condivisioni di “saperi” per la collettività. Abbiamo voluto rafforzare la nostra attività di offerta culturale lavorando per far fruire il patrimonio storico e artistico del territorio di Lucoli da parte dei turisti, e della comunità tutta con particolare attenzione verso le nuove generazioni attirando in modo diverso l’attenzione.

Purtroppo molte opere d’arte del passato rappresentano ben poco nell’immaginario col­lettivo. Lucoli vantava tesori culturali e artistici d’inestimabile valore, sicuramente poco conosciuti. Il ricchissimo patrimonio pittorico decorava le pareti delle chiese. Abbiamo attinto a questa enorme ricchezza riportandola, su ceramica ingeliva, è questa l’innovazione che riproponiamo. L’idea di innovazione presuppone sempre un atto d’invenzione, di creazione, da cui deriva la cosa nuova. Il potere evocativo degli affreschi viene proiettato nella modernità anche grazie alle qualità di un materiale come il grès porcellanato che risulta resistente agli agenti atmosferici. Nel nuovo anno alcune immagini degli affreschi della Chiesa di Santo Menna saranno collocate nei borghi di Lucoli, sui muri di alcune case private restaurate dopo il sisma.

Le formelle di ceramica con le immagini dell’arte di Lucoli diventeranno l’anello di congiunzione tra passato e presente:  immagini come “pillole” di arte per ricordare ed essere orgogliosi di ciò che non si “frequenta” e forse non si possiede più nella conoscenza. I decori abbelliranno le case ricostruite.

Il 2026 sarà per noi l’anno di Saturnino Gatti che ha donato a Lucoli un affresco meraviglioso custodito nella Chiesa di Santo Menna. L’opera è quasi nascosta dalla colonna cilindrica che divide gli ambienti, una grande Crocifissione che incanta il visitatore che a vario titolo si trova a incrociare la sua esistenza con la storia di questo luogo. La grandezza del pensiero rinascimentale, nella rappresentazione dell’idea di equilibrio misurato, tra l’armonia delle forme dell’uomo con quelle universali di Dio, trova piena realizzazione in quest’affresco dai colori straordinari e dalla notevole perizia plastica, tanto da richiamare gli esempi coevi della scuola umbro-toscana. La composizione è complessa, articolata: il Cristo, forte, nella resa dei volumi del corpo nudo, si impone al centro della scena. La Maddalena, aggrappata alla Croce e le Marie che sorreggono la Madonna sono in primo piano, avvolte in vesti dai voluminosi panneggi. L’emozione compare sui loro volti, tradotta in modo misurato ma coinvolgente. Sulla sinistra un gruppo di gendarmi, minuziosamente descritti nelle loro armature loricate, assiste alla scena: alle loro spalle cavalieri armati di alabarde delimitano l’orizzonte e la folla degli astanti. Ai volti bellissimi, ma quasi di genere, dei personaggi secondari si contrappone la drammaticità del gruppo centrale. L’opera ha una potenza espressiva e una capacità narrativa che incanta. I personaggi sono abbigliati secondo la moda quattrocentesca ed è, infatti, al 1486 che viene fatta risalire la sua realizzazione.

Alcuni particolari dell’affresco, riprodotti su formelle incorniciate da ferro battuto, andranno nelle Frazioni del Peschiolo e del Colle. Queste realizzazioni sono condizionate dalla nostra disponibilità economica (sono costose perché realizzate da un artigiano ed è inoltre necessaria la disponibilità dei singoli per collocarle nelle loro proprietà situate solo in luoghi come i centri storici, di passaggio, per consentire la loro massima fruizione: vorremmo arrivare dal semplice vedere al “sentire”).

Nel 2025 abbiamo fatto realizzare l’antico Stemma dell’Università di Lucoli oggi visibile nel fregio ligneo dell’organo dell’Abbazia di San Giovanni Battista. Lucoli era storicamente l’“Università di Lucoli” (o Universitas Castri Lucoli) dal 1532 al 1807, un’entità amministrativa feudale che includeva il centro principale e diverse frazioni, il termine “università” era utilizzato storicamente, in alcune zone dell’Italia centrale e meridionale, per denotare l’amministrazione civica o la corporazione degli abitanti di un luogo (spesso una frazione o un castello) che detenevano diritti collettivi su determinate risorse, come ad esempio le terre a uso civico.

Ringraziamo i nostri soci che contribuiscono alla ricerca dei fondi per questa attività e, uno in particolare, per la sapiente posa in opera di questi elaborati ceramici.

28 Dicembre 2025 0 comment
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Le cose più belle della vita non si trovano sotto l’albero, ma nelle persone che ti stanno vicino. Buon Natale!

by Noi x lucoli 13 Dicembre 2025

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“L’Altro Natale quello del silenzio” proviamo così a celebrare la forza delle radici come strumento di unione e riflessione

by Noi x lucoli 11 Dicembre 2025

Natale: quale bisogno? 

Purtroppo da tempo, con il prevalere delle dinamiche economiche (pensiamo ai regali) il Natale rappresenta la morte delle relazioni umane, familiari e sociali, perché la società e le nostre comunità hanno bisogno di abbracci e di baci: c’è un bisogno di tenerezza, la ricerca di nuovo slancio per essere ammesso con serenità nella vita collettiva quotidiana.

Esiste poi anche una interpretazione banale del Natale, che trasforma questa festa in una fiera posticcia di buoni sentimenti. È una lettura pervasiva dell’evento che anche le grandi organizzazioni benefiche, consapevolmente o meno, rischiano di alimentare, moltiplicando le iniziative e gli appelli.

Noi volontari abbiamo voluto fermarci col pensiero nel tempo e nei luoghi in cui viviamo concentrandoci sui deserti che ci circondano: le case di pietra vuote, le luci spente, la gente che non c’è.  Il Natale è una festa drammatica: come per la sacra famiglia per loro non c’era posto nell’alloggio.

Nelle Frazioni di Lucoli c’è posto per l’assenza ed il silenzio. Il Divino entra sempre nel mondo dal punto più basso, in fila con tutti gli esclusi e gli assenti o con il loro ricordo. Qualcuno ricorda questi luoghi animati dalle voci e dai suoni della vita quotidiana ed è intristito dall’assenza di rumori. Assenza dovuta allo spopolamento: “La gente è andata via non appena ha potuto trovare un’alternativa ad un’esistenza fatta di fatiche e precarietà” oppure è passata miglior vita, il terremoto del 2009 non ha aiutato.

È il silenzio che dà la suggestione più forte soprattutto la sera quando le macchine non sfrecciano più veloci nelle strade deserte.

https://www.noixlucoli.it/wp-content/uploads/2025/12/VID-20251208-WA0023.mp4

Non si spiega con l’assenza di rumori, quel silenzio lì. E’ roba che travalica l’udito. Si apprezza sulla pelle scoperta, si lascia guardare. E, niente si tocca, nemmeno si fiata, per evitare di romperne l’incantesimo.

Natale non morirà mai. Nemmeno questo. Neanche la sua attesa, il suo fascino. Anche quello del 2025 sarà un Natale lento, con abbracci onesti, autentici, qualche bacio, molta speranza per un domani desiderato e da non subire.

Festeggeremo il Santo Natale, dando valore al silenzio e ricordando le persone che abitavano le case oramai vuote e ferite.

Ripetendo l’esperienza dello scorso anno abbiamo realizzato piccoli alberi di natale con legno riciclato e li abbiamo sistemati nei luoghi più bui della Frazione di Colle (le nostre risorse non ci permettono di estendere l’iniziativa alle altre Frazioni di Lucoli…i volontari e le finanze scarseggiano), quelli con le case più lesionate, il fruscio delle luci che si accendono alle 17:00 sono come respiri e fanno pensare alla vita.

Nel silenzio penseremo agli Avi del Colle che hanno costruito questo bellissimo borgo.

Buon Natale!

11 Dicembre 2025 0 comment
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LUCOLI A BREVE AVRA’ DUE ALBERI MONUMENTALI

by Noi x lucoli 21 Novembre 2025

Cosa sono gli alberi monumentali

Alcune piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli sotto differenti punti di vista. Ci sono esemplari che si distinguono per elementi estetici come l’altezza, la circonferenza del fusto o l’architettura dei rami. Altri che invece hanno un valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti. Questi alberi rappresentano un elemento identitario fondamentale per le comunità locali e i territori in cui esse vivono.

La tutela di questi esemplari è in vigore dal 2013, anno in cui a livello nazionale è stata emanata la legge 10/2013. Questa normativa definisce le caratteristiche necessarie affinché un albero sia classificato come monumentale, formalizza l’iter di selezione e ne garantisce la salvaguardia. Ne è espressamente vietato l’abbattimento mentre sono autorizzati solo specifici interventi considerati necessari e improrogabili previa autorizzazione del comune e del ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare (Masaf).

Per quel che riguarda invece il processo con cui vengono selezionati, ogni comune ha l’obbligo di effettuare un censimento sul proprio territorio comunicando poi il dato alla regione di appartenenza che invia al ministero di competenza (il Masaf) l’elenco completo degli esemplari presenti.

In Italia, con l’ultimo decreto direttoriale del 23 ottobre 2025 risultano censiti 4.944 alberi monumentali. In seguito a questo decreto ,sono stati inseriti nell’elenco nazionale 211 esemplari. Le regioni che hanno fatto delle richieste di aggiunta sono 11: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Gli alberi monumentali si distribuiscono in maniera differente sul suolo nazionale.

Principalmente, gli alberi monumentali sono stati segnalati per età o dimensioni: il 94,2% (276 su 292) riporta infatti delle caratteristiche degne di nota da questo punto di vista. 98 esemplari sono stati segnalati per pregio paesaggistico mentre 95 per forma e portamento e 80 per il valore ecologico. Sono di meno invece quelli con elementi peculiari legati all’architettura vegetale (23) e alla rarità botanica (7). L’albero monumentale con la circonferenza del fusto maggiore (circa 13 metri) è un castanea sativa (castagno in nome volgare) che si trova a Valle Castellana in provincia di Teramo. Quello invece più alto misura 45 metri e si tratta di un faggio (Fagus sylvatica L.) situato a Cappadocia in provincia dell’Aquila.

La protezione di questi esemplari rientra tra le funzioni comunali. Al netto di questa competenza specifica, per il ruolo che gli alberi monumentali rivestono per il territorio più ampio del singolo comune, la loro valorizzazione potrebbe essere organizzata anche tenendo presenti bacini territoriali più ampi. Ad esempio i limiti naturali all’interno di aree geografiche come le valli montane, oppure basandosi su confini culturali o la vicinanza a servizi già attivi.

In ABRUZZO

L’ambito in cui ci sono più alberi monumentali è Crognaleto (38) seguito da L’Aquila (35), Castel di Sangro (14) e Penne (13). Andando a considerare i rank definiti dalla classificazione Gssi, la maggior parte di questi esemplari si concentra in comuni di tipo 4 (235). 42 unità invece si registrano in comuni di tipo 1, più urbanizzati e caratterizzati da più servizi. Questi elementi confermano da un lato la ricchezza naturale delle aree più lontane dai servizi ma anche la presenza di peculiarità naturalistiche in aree più antropizzate, ribadendo l’importanza di politiche ambientali centrate sulle caratteristiche dei territori su cui insistono.

Presto Lucoli avrà due alberi monumentali: il maestoso albero di Quercia che vive sul piazzale vicino l’Abbazia e l’albero di Gelso nero sempre prospicente l’Abbazia. La nostra Associazione iniziò le procedure per la loro protezione nel lontano 2012 con il supporto del Corpo Forestale dello Stato.

Il patrimonio arboreo di Lucoli ha importanza per il territorio, rappresenta un tassello importante nel contrasto ai cambiamenti climatici ma può essere anche un elemento su cui innestare processi di sviluppo sostenibile.

Siamo contenti che la Commissione della Regione abbia espresso parere favorevole all’inserimento di questi due esemplari.

Tratto da OpenPolis https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=abruzzo

21 Novembre 2025 0 comment
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Leggi a misura di futuro

by Noi x lucoli 8 Novembre 2025

Il quaderno ISPRA che cita il Giardino della Memoria di Lucoli

Il Parlamento ha approvato un provvedimento che impone di valutare l’impatto sociale e ambientale delle nuove norme anche sugli adulti di domani, sancendo per la prima volta l’equità intergenerazionale come principio «Le leggi della Repubblica promuovono l’equità intergenerazionale anche nell’interesse delle generazioni future». Così recita il disegno di legge governativo approvato definitivamente la scorsa settimana dalla Camera dei Deputati, con il voto favorevole (sull’articolo in questione) di tutte le forze politiche, caso più unico che raro. La legge prevede anche che, d’ora in poi, tutte le nuove normative dovranno essere preventivamente valutate rispetto al loro impatto sociale e ambientale non solo sulle giovani generazioni, ma anche su quelle future. Si tratta di un principio “forte” e di una scelta politica impegnativa, coerente con la Costituzione italiana come riformata nel 2022, che ora indica, all’art. 9, che la Repubblica «tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni».

Come mostrato nel Rapporto ASviS 2025 (https://asvis.it/rapporto-asvis-2025), tra il 2010 e il 2024 l’Italia registra un arretramento per sei dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 (povertà, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, disuguaglianze, ecosistemi terrestri, istituzioni e partnership), una stabilità per quattro (alimentazione, salute e benessere, imprese-innovazione-infrastrutture e città sostenibili), un miglioramento per sei (istruzione, parità di genere, energia pulita, lavoro e crescita, clima ed ecosistemi marini) e un forte aumento solo per l’economia circolare. Insomma: non ci siamo.  Serve che tutta la società italiana si impegni per la giustizia tra generazioni, qui e ora, come recita la nuova legge.

La nostra Associazione si è impegnata su questa finalità dalla sua nascita ricercando e proteggendo specie da frutto antiche da salvare dall’erosione genetica e dall’oblio: con i nostri mezzi abbiamo promosso uno sviluppo sostenibile (uno sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza pregiudicare il fatto che anche le generazioni future possano fare altrettanto). I frutti antichi sono sostenibili perché sono più resistenti a malattie, parassiti e cambiamenti climatici, e spesso necessitano di meno trattamenti chimici e meno acqua. Inoltre, il loro recupero e la coltivazione contribuiscono a preservare la biodiversità agricola.  Il nostro lavoro voleva sottolineare l’importanza di conservare, proteggere e ripristinare la natura e gli ecosistemi.

La mela Renetta ruggine della quale NoiXLucoli è agricoltore custode

Il volontariato ambientale sta guadagnando sempre più terreno come una forma potente e diretta di contributo alla conservazione della natura. E quando parliamo di conservazione, ci riferiamo a un’azione concreta, tangibile e immediata che aiuta a proteggere specie a rischio e a promuovere la sostenibilità per le generazioni future e questo anche a Lucoli.

A differenza di molte forme di volontariato tradizionale, che si concentrano su interventi a breve termine, il volontariato ambientale punta a risultati a lungo termine, influenzando positivamente la salute dei territori per le generazioni future.

In quindici anni del nostro lavoro abbiamo raccolto molte specie di piante da pomo, le abbiamo riprodotte e donate a chi ce ne faceva richiesta, le abbiamo studiate e contribuito a diffonderne il valore.

la predisposizione del roseto nel Giardino della Memoria

 

8 Novembre 2025 0 comment
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