NOI X LUCOLI
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Noi x lucoli

Noi x lucoli

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«La cura della memoria è necessaria quanto il nutrimento per il corpo»

by Noi x lucoli 29 Gennaio 2026

Questa affermazione, attribuita a Marco Tullio Cicerone più di duemila anni fa, non appare affatto superata. Al contrario, sembra parlare con sorprendente chiarezza anche al presente. Politico, filosofo e strenuo difensore della Repubblica romana, Cicerone fu una delle figure centrali della vita pubblica del suo tempo e rifletté a lungo sul ruolo della memoria nell’esistenza umana. Per lui ricordare non era un semplice processo mentale, ma una pratica morale, un esercizio di consapevolezza e uno strumento essenziale di formazione interiore. Ricordare il passato — le scelte compiute, gli errori, i successi, le gioie e le perdite — permette, secondo Cicerone, di orientarsi meglio nel presente. Senza memoria non esiste apprendimento, e senza apprendimento non può esserci vera saggezza. La memoria diventa così uno strumento etico: ciò che è stato vissuto continua a influenzare ciò che siamo e le decisioni che prendiamo.

La nostra Associazione è nata sulla spinta della memoria e molte delle sua attività ripercorrono, in modo convinto, questa finalità.

La memoria storica di un territorio, usi, costumi, tradizioni, persone, è su questo filone che realizzeremo ed abbiamo già iniziato a realizzare un programma annuale di conferenze/incontri culturali (che abbiamo denominato “incontri di Cultura sotto agli alberi”) presso il Giardino della Memoria del Sisma. Tutti i temi riguardano Lucoli, da vicino o da lontano, l’esercizio di questa “memoria” vorrebbe essere per noi come una vera e propria forma di vita. Ricordare significa anche rendere onore: ai parenti che non ci sono più e a ciò che hanno costruito, alle persone che ci hanno insegnato qualcosa, agli amici, al Paese di Lucoli tutto che deve resistere.

Nel primo incontro del 2026 si è parlato del brigantaggio, fenomeno che interessò Lucoli.

Lucoli, come altre aree dell’aquilano e dell’Abruzzo interno, fu un territorio che visse il fenomeno del brigantaggio post unitario, con la presenza di bande locali che operavano nelle sue aree montuose. La zona di Lucoli rientrava nell’area d’azione delle cosiddette “Bande del Cicolano-Tornimparte-Lucoli”. Tra le figure legate a questi territori vi fu Giovanni Colaiuda di Barano di Tornimparte, un ex soldato borbonico che divenne un noto capobanda attivo nella resistenza e nel brigantaggio locale. Oggi la memoria del brigantaggio sopravvive nelle tradizioni e nelle leggende locali. Il fenomeno ha lasciato tracce nella cultura popolare, come dimostrano iniziative ed eventi che ne rievocano la storia e il mito.

Abbiamo esplorato la storia del fenomeno ripercorrendo con l’autore il testo “Il Brigantaggio nell’Aquilano”. Tanti gli spunti emersi nel dibattito finale, con nostra soddisfazione: l’uditorio partecipava!
La nostra Associazione realizzerà un incontro di “Cultura sotto gli alberi” ogni mese. Vogliamo con queste attività costruire una rete di resilienza attiva, contrastando l’isolamento attraverso la condivisione di progetti, amore per il territorio e la natura del Giardino della Memoria del Sisma.
29 Gennaio 2026 0 comment
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Particolare del "Paliotto di Lucoli" posizionato nella “fonte dell’amore” (o fonte de Lucusù)
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UN PROGETTO A NOI CARO: L’ARTE DI LUCOLI SUI MURI DELLE CASE RESTAURATE DOPO IL SISMA

by Noi x lucoli 28 Dicembre 2025

Pensando alle nostre finalità statutarie, oltre a quelle ambientali primarie, da tempo, riflettiamo per l’ideazione delle nostre attività, su due concetti fondamentali: quello di tradizione e quello di innovazione.

Un territorio è ricco di rappresentazioni artistiche che ne connotano la storia. Nel corso della storia artistica gli artisti hanno seguito la strada della tradizione utilizzando materiali, tecniche, iconografia e stili già adoperati in precedenti epoche o culture storiche. La nostra Associazione, pensando anche ad un nuovo paesaggio, caratterizzato dalla bellezza delle case restaurate dopo il sisma, vuole introdurne e sperimentarne dei nuovi. Abbiamo già fatto realizzare delle opere di “innovazione” su ceramica, materiale povero, collocate sui muri della Frazione del Colle per rievocarne in qualche modo la vita che fu e il sentire di chi l’abitò (alla “fonte dell’amore” o fonte de Lucusù, a casa Cordeschi per ricordare Giampietro Sponta, alla Chiesola e a Largo Masciocchi).

L’obiettivo progettuale che ci siamo posti, anche per il 2026, è quello di valorizzare e promuovere i beni storici, artistici e culturali locali quali preziosi elementi che contribuiscono al mantenimento della memoria comunitaria e alla divulgazione del sapere e della cultura e, che allo stesso tempo, rappresentano forme di inclusione sociale e condivisioni di “saperi” per la collettività. Abbiamo voluto rafforzare la nostra attività di offerta culturale lavorando per far fruire il patrimonio storico e artistico del territorio di Lucoli da parte dei turisti, e della comunità tutta con particolare attenzione verso le nuove generazioni attirando in modo diverso l’attenzione.

Purtroppo molte opere d’arte del passato rappresentano ben poco nell’immaginario col­lettivo. Lucoli vantava tesori culturali e artistici d’inestimabile valore, sicuramente poco conosciuti. Il ricchissimo patrimonio pittorico decorava le pareti delle chiese. Abbiamo attinto a questa enorme ricchezza riportandola, su ceramica ingeliva, è questa l’innovazione che riproponiamo. L’idea di innovazione presuppone sempre un atto d’invenzione, di creazione, da cui deriva la cosa nuova. Il potere evocativo degli affreschi viene proiettato nella modernità anche grazie alle qualità di un materiale come il grès porcellanato che risulta resistente agli agenti atmosferici. Nel nuovo anno alcune immagini degli affreschi della Chiesa di Santo Menna saranno collocate nei borghi di Lucoli, sui muri di alcune case private restaurate dopo il sisma.

Le formelle di ceramica con le immagini dell’arte di Lucoli diventeranno l’anello di congiunzione tra passato e presente:  immagini come “pillole” di arte per ricordare ed essere orgogliosi di ciò che non si “frequenta” e forse non si possiede più nella conoscenza. I decori abbelliranno le case ricostruite.

Il 2026 sarà per noi l’anno di Saturnino Gatti che ha donato a Lucoli un affresco meraviglioso custodito nella Chiesa di Santo Menna. L’opera è quasi nascosta dalla colonna cilindrica che divide gli ambienti, una grande Crocifissione che incanta il visitatore che a vario titolo si trova a incrociare la sua esistenza con la storia di questo luogo. La grandezza del pensiero rinascimentale, nella rappresentazione dell’idea di equilibrio misurato, tra l’armonia delle forme dell’uomo con quelle universali di Dio, trova piena realizzazione in quest’affresco dai colori straordinari e dalla notevole perizia plastica, tanto da richiamare gli esempi coevi della scuola umbro-toscana. La composizione è complessa, articolata: il Cristo, forte, nella resa dei volumi del corpo nudo, si impone al centro della scena. La Maddalena, aggrappata alla Croce e le Marie che sorreggono la Madonna sono in primo piano, avvolte in vesti dai voluminosi panneggi. L’emozione compare sui loro volti, tradotta in modo misurato ma coinvolgente. Sulla sinistra un gruppo di gendarmi, minuziosamente descritti nelle loro armature loricate, assiste alla scena: alle loro spalle cavalieri armati di alabarde delimitano l’orizzonte e la folla degli astanti. Ai volti bellissimi, ma quasi di genere, dei personaggi secondari si contrappone la drammaticità del gruppo centrale. L’opera ha una potenza espressiva e una capacità narrativa che incanta. I personaggi sono abbigliati secondo la moda quattrocentesca ed è, infatti, al 1486 che viene fatta risalire la sua realizzazione.

Alcuni particolari dell’affresco, riprodotti su formelle incorniciate da ferro battuto, andranno nelle Frazioni del Peschiolo e del Colle. Queste realizzazioni sono condizionate dalla nostra disponibilità economica (sono costose perché realizzate da un artigiano ed è inoltre necessaria la disponibilità dei singoli per collocarle nelle loro proprietà situate solo in luoghi come i centri storici, di passaggio, per consentire la loro massima fruizione: vorremmo arrivare dal semplice vedere al “sentire”).

Nel 2025 abbiamo fatto realizzare l’antico Stemma dell’Università di Lucoli oggi visibile nel fregio ligneo dell’organo dell’Abbazia di San Giovanni Battista. Lucoli era storicamente l’“Università di Lucoli” (o Universitas Castri Lucoli) dal 1532 al 1807, un’entità amministrativa feudale che includeva il centro principale e diverse frazioni, il termine “università” era utilizzato storicamente, in alcune zone dell’Italia centrale e meridionale, per denotare l’amministrazione civica o la corporazione degli abitanti di un luogo (spesso una frazione o un castello) che detenevano diritti collettivi su determinate risorse, come ad esempio le terre a uso civico.

Ringraziamo i nostri soci che contribuiscono alla ricerca dei fondi per questa attività e, uno in particolare, per la sapiente posa in opera di questi elaborati ceramici.

28 Dicembre 2025 0 comment
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Le cose più belle della vita non si trovano sotto l’albero, ma nelle persone che ti stanno vicino. Buon Natale!

by Noi x lucoli 13 Dicembre 2025

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“L’Altro Natale quello del silenzio” proviamo così a celebrare la forza delle radici come strumento di unione e riflessione

by Noi x lucoli 11 Dicembre 2025

Natale: quale bisogno? 

Purtroppo da tempo, con il prevalere delle dinamiche economiche (pensiamo ai regali) il Natale rappresenta la morte delle relazioni umane, familiari e sociali, perché la società e le nostre comunità hanno bisogno di abbracci e di baci: c’è un bisogno di tenerezza, la ricerca di nuovo slancio per essere ammesso con serenità nella vita collettiva quotidiana.

Esiste poi anche una interpretazione banale del Natale, che trasforma questa festa in una fiera posticcia di buoni sentimenti. È una lettura pervasiva dell’evento che anche le grandi organizzazioni benefiche, consapevolmente o meno, rischiano di alimentare, moltiplicando le iniziative e gli appelli.

Noi volontari abbiamo voluto fermarci col pensiero nel tempo e nei luoghi in cui viviamo concentrandoci sui deserti che ci circondano: le case di pietra vuote, le luci spente, la gente che non c’è.  Il Natale è una festa drammatica: come per la sacra famiglia per loro non c’era posto nell’alloggio.

Nelle Frazioni di Lucoli c’è posto per l’assenza ed il silenzio. Il Divino entra sempre nel mondo dal punto più basso, in fila con tutti gli esclusi e gli assenti o con il loro ricordo. Qualcuno ricorda questi luoghi animati dalle voci e dai suoni della vita quotidiana ed è intristito dall’assenza di rumori. Assenza dovuta allo spopolamento: “La gente è andata via non appena ha potuto trovare un’alternativa ad un’esistenza fatta di fatiche e precarietà” oppure è passata miglior vita, il terremoto del 2009 non ha aiutato.

È il silenzio che dà la suggestione più forte soprattutto la sera quando le macchine non sfrecciano più veloci nelle strade deserte.

https://www.noixlucoli.it/wp-content/uploads/2025/12/VID-20251208-WA0023.mp4

Non si spiega con l’assenza di rumori, quel silenzio lì. E’ roba che travalica l’udito. Si apprezza sulla pelle scoperta, si lascia guardare. E, niente si tocca, nemmeno si fiata, per evitare di romperne l’incantesimo.

Natale non morirà mai. Nemmeno questo. Neanche la sua attesa, il suo fascino. Anche quello del 2025 sarà un Natale lento, con abbracci onesti, autentici, qualche bacio, molta speranza per un domani desiderato e da non subire.

Festeggeremo il Santo Natale, dando valore al silenzio e ricordando le persone che abitavano le case oramai vuote e ferite.

Ripetendo l’esperienza dello scorso anno abbiamo realizzato piccoli alberi di natale con legno riciclato e li abbiamo sistemati nei luoghi più bui della Frazione di Colle (le nostre risorse non ci permettono di estendere l’iniziativa alle altre Frazioni di Lucoli…i volontari e le finanze scarseggiano), quelli con le case più lesionate, il fruscio delle luci che si accendono alle 17:00 sono come respiri e fanno pensare alla vita.

Nel silenzio penseremo agli Avi del Colle che hanno costruito questo bellissimo borgo.

Buon Natale!

11 Dicembre 2025 0 comment
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LUCOLI A BREVE AVRA’ DUE ALBERI MONUMENTALI

by Noi x lucoli 21 Novembre 2025

Cosa sono gli alberi monumentali

Alcune piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli sotto differenti punti di vista. Ci sono esemplari che si distinguono per elementi estetici come l’altezza, la circonferenza del fusto o l’architettura dei rami. Altri che invece hanno un valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti. Questi alberi rappresentano un elemento identitario fondamentale per le comunità locali e i territori in cui esse vivono.

La tutela di questi esemplari è in vigore dal 2013, anno in cui a livello nazionale è stata emanata la legge 10/2013. Questa normativa definisce le caratteristiche necessarie affinché un albero sia classificato come monumentale, formalizza l’iter di selezione e ne garantisce la salvaguardia. Ne è espressamente vietato l’abbattimento mentre sono autorizzati solo specifici interventi considerati necessari e improrogabili previa autorizzazione del comune e del ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare (Masaf).

Per quel che riguarda invece il processo con cui vengono selezionati, ogni comune ha l’obbligo di effettuare un censimento sul proprio territorio comunicando poi il dato alla regione di appartenenza che invia al ministero di competenza (il Masaf) l’elenco completo degli esemplari presenti.

In Italia, con l’ultimo decreto direttoriale del 23 ottobre 2025 risultano censiti 4.944 alberi monumentali. In seguito a questo decreto ,sono stati inseriti nell’elenco nazionale 211 esemplari. Le regioni che hanno fatto delle richieste di aggiunta sono 11: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Gli alberi monumentali si distribuiscono in maniera differente sul suolo nazionale.

Principalmente, gli alberi monumentali sono stati segnalati per età o dimensioni: il 94,2% (276 su 292) riporta infatti delle caratteristiche degne di nota da questo punto di vista. 98 esemplari sono stati segnalati per pregio paesaggistico mentre 95 per forma e portamento e 80 per il valore ecologico. Sono di meno invece quelli con elementi peculiari legati all’architettura vegetale (23) e alla rarità botanica (7). L’albero monumentale con la circonferenza del fusto maggiore (circa 13 metri) è un castanea sativa (castagno in nome volgare) che si trova a Valle Castellana in provincia di Teramo. Quello invece più alto misura 45 metri e si tratta di un faggio (Fagus sylvatica L.) situato a Cappadocia in provincia dell’Aquila.

La protezione di questi esemplari rientra tra le funzioni comunali. Al netto di questa competenza specifica, per il ruolo che gli alberi monumentali rivestono per il territorio più ampio del singolo comune, la loro valorizzazione potrebbe essere organizzata anche tenendo presenti bacini territoriali più ampi. Ad esempio i limiti naturali all’interno di aree geografiche come le valli montane, oppure basandosi su confini culturali o la vicinanza a servizi già attivi.

In ABRUZZO

L’ambito in cui ci sono più alberi monumentali è Crognaleto (38) seguito da L’Aquila (35), Castel di Sangro (14) e Penne (13). Andando a considerare i rank definiti dalla classificazione Gssi, la maggior parte di questi esemplari si concentra in comuni di tipo 4 (235). 42 unità invece si registrano in comuni di tipo 1, più urbanizzati e caratterizzati da più servizi. Questi elementi confermano da un lato la ricchezza naturale delle aree più lontane dai servizi ma anche la presenza di peculiarità naturalistiche in aree più antropizzate, ribadendo l’importanza di politiche ambientali centrate sulle caratteristiche dei territori su cui insistono.

Presto Lucoli avrà due alberi monumentali: il maestoso albero di Quercia che vive sul piazzale vicino l’Abbazia e l’albero di Gelso nero sempre prospicente l’Abbazia. La nostra Associazione iniziò le procedure per la loro protezione nel lontano 2012 con il supporto del Corpo Forestale dello Stato.

Il patrimonio arboreo di Lucoli ha importanza per il territorio, rappresenta un tassello importante nel contrasto ai cambiamenti climatici ma può essere anche un elemento su cui innestare processi di sviluppo sostenibile.

Siamo contenti che la Commissione della Regione abbia espresso parere favorevole all’inserimento di questi due esemplari.

Tratto da OpenPolis https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=abruzzo

21 Novembre 2025 0 comment
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Leggi a misura di futuro

by Noi x lucoli 8 Novembre 2025

Il quaderno ISPRA che cita il Giardino della Memoria di Lucoli

Il Parlamento ha approvato un provvedimento che impone di valutare l’impatto sociale e ambientale delle nuove norme anche sugli adulti di domani, sancendo per la prima volta l’equità intergenerazionale come principio «Le leggi della Repubblica promuovono l’equità intergenerazionale anche nell’interesse delle generazioni future». Così recita il disegno di legge governativo approvato definitivamente la scorsa settimana dalla Camera dei Deputati, con il voto favorevole (sull’articolo in questione) di tutte le forze politiche, caso più unico che raro. La legge prevede anche che, d’ora in poi, tutte le nuove normative dovranno essere preventivamente valutate rispetto al loro impatto sociale e ambientale non solo sulle giovani generazioni, ma anche su quelle future. Si tratta di un principio “forte” e di una scelta politica impegnativa, coerente con la Costituzione italiana come riformata nel 2022, che ora indica, all’art. 9, che la Repubblica «tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni».

Come mostrato nel Rapporto ASviS 2025 (https://asvis.it/rapporto-asvis-2025), tra il 2010 e il 2024 l’Italia registra un arretramento per sei dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 (povertà, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, disuguaglianze, ecosistemi terrestri, istituzioni e partnership), una stabilità per quattro (alimentazione, salute e benessere, imprese-innovazione-infrastrutture e città sostenibili), un miglioramento per sei (istruzione, parità di genere, energia pulita, lavoro e crescita, clima ed ecosistemi marini) e un forte aumento solo per l’economia circolare. Insomma: non ci siamo.  Serve che tutta la società italiana si impegni per la giustizia tra generazioni, qui e ora, come recita la nuova legge.

La nostra Associazione si è impegnata su questa finalità dalla sua nascita ricercando e proteggendo specie da frutto antiche da salvare dall’erosione genetica e dall’oblio: con i nostri mezzi abbiamo promosso uno sviluppo sostenibile (uno sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza pregiudicare il fatto che anche le generazioni future possano fare altrettanto). I frutti antichi sono sostenibili perché sono più resistenti a malattie, parassiti e cambiamenti climatici, e spesso necessitano di meno trattamenti chimici e meno acqua. Inoltre, il loro recupero e la coltivazione contribuiscono a preservare la biodiversità agricola.  Il nostro lavoro voleva sottolineare l’importanza di conservare, proteggere e ripristinare la natura e gli ecosistemi.

La mela Renetta ruggine della quale NoiXLucoli è agricoltore custode

Il volontariato ambientale sta guadagnando sempre più terreno come una forma potente e diretta di contributo alla conservazione della natura. E quando parliamo di conservazione, ci riferiamo a un’azione concreta, tangibile e immediata che aiuta a proteggere specie a rischio e a promuovere la sostenibilità per le generazioni future e questo anche a Lucoli.

A differenza di molte forme di volontariato tradizionale, che si concentrano su interventi a breve termine, il volontariato ambientale punta a risultati a lungo termine, influenzando positivamente la salute dei territori per le generazioni future.

In quindici anni del nostro lavoro abbiamo raccolto molte specie di piante da pomo, le abbiamo riprodotte e donate a chi ce ne faceva richiesta, le abbiamo studiate e contribuito a diffonderne il valore.

la predisposizione del roseto nel Giardino della Memoria

 

8 Novembre 2025 0 comment
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IL NOSTRO FARE VOLONTARIATO

by Noi x lucoli 21 Ottobre 2025

Un italiano su dieci si dedica ad attività di volontariato.

Lo confermano i dati Istat pubblicati lo scorso 29 luglio nel report “Il volontariato in Italia – Anno 2023”. Si registra un calo rispetto alla precedente rilevazione, fatta 12 anni fa. I tempi sono cambiati e l’attività di volontariato è cambiata con questi. Partiamo da un presupposto: il volontariato, nel corso degli ultimi 50 anni, è cambiato radicalmente. Gli stessi dati Istat ci dicono che si sono ridotti notevolmente il volontariato religioso, quello sportivo e nelle corsie d’ospedale. Per intenderci, quelle attività che facevano molti nostri genitori. Ma c’è un elemento in controtendenza estremamente interessante, vale a dire l’aumento dell’impegno sul fronte del bene comune e del territorio, per esempio sotto i profili ambientale e culturale. Significa che è in atto una trasformazione di portata storica e sociale. E questi sono i campi d’interesse della nostra Associazione.

Osservando il cambiamento in atto,  c’è una riduzione nei numeri ma ci sono almeno due spiegazioni: la pandemia, che ha lasciato un segno indelebile, e la riforma del Terzo settore. Le organizzazioni di volontariato – Odv si sono ridotte parecchio, anche perché molte realtà erano ridotte all’osso. Spesso erano sorrette da persone molto anziane,  ma bisognerebbe chiedersi quale fosse la ricaduta delle loro attività nel territorio.  E’ costante poi, il problema di coinvolgere giovani associati è evidente e lo riscontriamo anche nella nostra esperienza.

Eppure NoixLucoli dopo quindici anni dalla sua nascita prosegue il suo lavoro, qualificando i progetti per il territorio e resistendo a tutte queste problematiche, sfidando una certa assenza di valorizzazione e supporto delle sue iniziative che non ricevono l’aiuto necessario, soprattutto economico. Infatti, alle problematiche di orientamento generale si unisce la costante esigenza di autofinanziamento.

Il Convegno organizzato da noixlucoli il 19 settembre u.s. la Dott.ssa Melini illustra i risultati dello studio realizzato dal CREA su quattro cultivar del Giardino della Memoria

NoixLucoli ha partecipato al bando del PNRR con un progetto cofinanziato di 6.000,00€ (4.800,00 erogati) il penultimo classificato per importo erogato, non essendo in grado di anticipare più risorse per competere a maggiori stanziamenti.

L’attività di autofinanziamento e burocratica in generale prevista per il volontariato richiedono l’impegno di risorse qualificate che rappresentano un costo ulteriore per una OdV.

Eppure il nostro “guscio di noce” com’è stato definito da un docente che ha partecipato al nostro convegno del 19 settembre u.s. continua a navigare. Il nostro esempio vuole cercare di far connettere il “bene comune” al “bene privato”: pensiamo che quando le persone percepiscono che il bene comune va a vantaggio anche dei propri interessi (es. un ambiente più pulito, una biodiversità recuperata, dei luoghi curati e di bellezza), sono più propensi a impegnarsi, tutelare l’ambiente può migliorare la salute e il benessere di tutti anche in un piccolo territorio. Il nostro percorso è quello della crescita della coscienza di luogo, è la ricostruzione della figura dell’abitante attraverso la sua ripresa di possesso di una cultura, contadina e non solo, profonda di secoli, della capacità di rileggerne l’evoluzione, le regole positive, i valori, i beni materiali e immateriali prodotti.  Perché territorio bene comune può significare qualsiasi cosa se non chiariamo che si tratta di questo immenso giacimento di ricchezza che deve essere percepito attraverso la ricerca, lo studio (il coinvolgimento di saperi esperti), la sperimentazione (saperi contestuali).  Affrontare la questione di territorio come bene comune, implica la capacità di interpretazione collettiva dei paesaggi che ora calpestiamo, delle regole, statuti e conoscenze dei luoghi; quindi, riappropriazione di saperi contestuali ed è proprio su questo filone che abbiamo realizzato nel 2025 ben tre attività.

Queste motivazioni trovano concretezza in percorsi lunghi, difficili, complessi.

E’ per questi motivi che il nostro volontariato è importante soprattutto perché non muore.

organizzare, interessare, richiamare partecipazione il nostro compito

 

 

 

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TRE NOSTRE ATTIVITA’ SONO STATE REALIZZATE CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE ABRUZZO

by Noi x lucoli 19 Ottobre 2025

Relativamente agli interventi collegati alla L.R. 4/2024 e all’erogazione dei contributi straordinari ci è stato assegnato un contributo di 3000,00€ al fine di poter realizzare attività associative, affrontare spese di funzionamento e poter realizzare eventi – ART. 1, L.R. 16/12/24, N. 25.

Nel rispetto di quanto previsto dalla Legge 4 agosto 2017, n. 124 – articolo 1, commi 125-129 e ss.mm.li. e della circolare ministeriale n. 2 dell’11 gennaio 2019, pubblichiamo sul nostro sito internet l’importo del contributo ricevuto da parte del Servizio “Tutela sociale – Famiglia” della Regione Abruzzo.

Il contributo è stato utilizzato per la realizzazione delle seguenti attività:

  • Convegno  “IL GIARDINO  DELLA MEMORIA DI LUCOLI, SPERANZA DI VITA PER LE FUTURE GENERAZIONI” realizzato a Lucoli il 19 settembre 2025;

  • Incontro pubblico “Cultura sotto agli alberi” presentazione del libro L’ASSEDIO di Giustino Parisse dedicato alle vicende di Braccio da Montone e alla riscossa aquilana” realizzato nel Giardino della Memoria di Lucoli il 1 agosto 2025;

 

 

 

  • Incontro pubblico “Cultura sotto agli alberi”  sul tema “I segreti dell’Albero di Tiglio” sull’uso delle erbe spontanee, realizzato nel Giardino della Memoria di Lucoli il 28 giugno 2025.

Si ringrazia la Regione Abruzzo per il contributo straordinario che rappresenta un supporto economico per le associazioni come la nostra che operano sul territorio.

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Agricoltori custodiIl Giardino della Memoria

IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI, SPERANZA DI VITA PER LE FUTURE GENERAZIONI

by Noi x lucoli 29 Settembre 2025
IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI compie quindici anni dalla sua inaugurazione, è divenuto “Monumento Naturale Regionale” e i suoi realizzatori, che animano un’Associazione del territorio, hanno organizzato un Convegno, il 19 settembre u.s., per illustrarne gli inumerevoli significati e il valore per il territorio ed il mondo accademico.
Il Giardino di Lucoli rappresenta la concretezza di un ambientalismo che salva la natura mantenendo le persone in una reciproca forma di relazione tra di loro e al centro, è un bene comune aperto a tutti. La salvaguardia dei frutti antichi e delle tradizioni agricole locali non è solo un capriccio privato, una preoccupazione per le specie vegetali naturali, ma al contrario: è l’esperienza con la quale si tenta di adattare il mondo alle nostre esigenze e le nostre esigenze al mondo, secondo i principi di responsabilità e di equilibrio. Il Giardino come  luogo di conservazione un erede della storia locale (nell’area ove insiste c’erano l’orto e il frutteto dei monaci dell’Abbazia di San Giovanni Battista).
Questo è il senso del focus del Convegno: “Il Giardino della Memoria, speranza di vita per le future generazioni”. Si voleva testimoniare quell’ambientalismo che racchiude le ragioni che tengono insieme il patto generazionale: un luogo che incarna un ordito più grande, che viene dai padri e si trasmetterà ai figli.
La nostra visione è quella del Giardino della Memoria come centro di un’accessibilità di luogo e di cultura non solo agronomica, che rappresenta una dimensione qualitativa, ma anche una dimensione quantitativa, legata ad una visione di sviluppo che punti a fare del patrimonio storico-artistico di Lucoli il volano di uno sviluppo sostenibile, per tale motivo, come grande concessione, è stato permesso l’uso dell’Abbazia di San Giovanni Battista, luogo di preghiera, come sede convegnistica. Il Convegno è stato collegato alla formazione continua dell’Ordine degli Agronomi dell’Aquila e Provincia questo un altro fattore che ha avvalorato l’Abbazia come luogo eccezionale di dibattito: destinata ai giovani professionisti.
L’Abbazia come luogo dove poter parlare di “memoria e dolore” argomento affrontato dal giornalista Giustino Parisse che appassionatamente ha descritto il collegamento tra gli alberi del Giardino e le vittime del terremoto del 2009. Queste alcune parole del suo intervento. Un “tema complesso innanzitutto perché il dolore, quello che ti spezza la vita e cambia prospettive presenti e future, a volte “uccide” la memoria o tenta di farlo. Infatti ogni ricordo, emozione, sensazione, abbraccio e persino la nostalgia per un panino diviso a metà durante una passeggiata in campagna con i tuoi figli, diventa la lama ardente che riapre le ferite dell’anima e le fa tornare a sanguinare. Ma qui  per fortuna entrano in gioco le cosiddette radici. Ognuno di noi ha solide radici anche se non lo sa o fa finta di non saperlo. Spesso, travolti dal furore della vita e dalla corsa ansiosa per lavorare, far soldi, cercare piaceri fittizi e perché no, compiacersi persino delle sfortune degli altri, quelle radici le dimentichiamo e, invece, sono loro che a un certo punto del nostro percorso terreno,  ci richiamano all’ordine e a tenere duro nonostante una vita che ci ha girato all’improvviso le spalle”.  Un frutteto “è da sempre il simbolo di vita, bellezza, ricchezza. Ci sono i fiori che in primavera annunciano la rinascita, c’è la forza della natura capace di risorgere dalle proprie ceneri, c’è la simbologia legata alla terra che si fa madre e che sfama le forme viventi. Tutti elementi che danno senso cosmico al di là della quotidianità e dei suoi problemi. Il Giardino di Lucoli,  è memoria, ricordo, dolore. Ogni albero rappresenta idealmente chi non c’è più e, tutti insieme,  sono segno di tragedia ma anche di speranza”.
Essenziale questa introduzione ad un Convegno che si proponeva di illustrare ciò che oggi il Giardino rappresenta: un piccolo scrigno di biodiversità, un piccolo laboratorio dove si cerca di coinvolgere la scienza coniugandola alle tradizioni degli anziani agricoltori, studiando piante ritrovate negli orti dei monasteri, nei terreni abbandonati dove sopravvivono le piante “orfane”. Il Giardino della Memoria come un “guscio di noce” ha affermato il Colonnello Bruno Petriccione, giuriecologo, che cresce in una Regione come l’Abruzzo che vanta il 40% di aree protette.
Tutti i relatori hanno cercato di spiegare perché sia importante coltivare le antiche varietà, tra questi l’Agronoma Isabella Dalla Ragione, Presidente della Fondazione “Archeologia Arborea”.
Il Professor Kevin Cianfaglione, dell’Università di Lilla (Francia),  ha provato ad ipotizzare con una domanda un impiego concreto della coltivazione dei frutti antichi da parte degli agricoltori.
Sono stati illustrati dalla Dottoressa Melini del CREA i risultati del progetto ASSAPORA condotto anche per mezzo delle mele del Giardino di Lucoli durante tre anni di lavoro.  Ci auguriamo che i partecipanti al Convegno abbiano compreso, con le illustrazioni dei grafici, l’importanza di una delle mele allevate: la mela Renetta ruggine, identificabile dalla sua buccia che può presentare sfumature rugginose. Questa mela è un’ottima fonte di antiossidanti naturali, in particolare i polifenoli, che aiutano a contrastare i radicali liberi, rallentare l’invecchiamento cellulare e ridurre il colesterolo. L’apporto di polifenoli è significativamente elevato rispetto ad altre varietà di mele, e queste preziose sostanze non si degradano con la cottura, mantenendo le loro proprietà benefiche.  La renetta ruggine produce grandi benefici per la salute. Nel Giardino di Lucoli vegetano quattro esemplari di questa varietà.

Il Dott. Agostino Sacchetti responsabile dell’Ufficio Biodiversità Agraria della Regione Abruzzo ha illustrato le azioni che si svolgono per promuovere la conservazione della biodiversità: attraverso l’istituzione e il potenziamento di aree protette, la salvaguardia di specie vegetali e animali locali a rischio, e la creazione di strumenti come l’Anagrafe Regionale e la Majella con la banca del seme. Questi sforzi includono la gestione sostenibile dei boschi e dei pascoli, il monitoraggio dei dati ambientali e il coinvolgimento di agricoltori e allevatori come “custodi” della biodiversità.
Ed infine l’ultimo relatore l’Ing. Gianfranco Totani che ha trattato un tema che può essere sembrato di natura poco “ambientale”: la mitigazione della vulnerabilità dei sistemi ambientali: la strategia dell’adattamento. Eppure la sintesi del suo intervento è chiara: l’uomo si è adeguato all’ambiente nei suoi primordi, ora è l’ambiente che muta in relazione all’uomo. Per troppo tempo l’umanità ha spinto fortemente la produzione di beni e servizi senza curarsi dell’impatto e dell’importanza dell’ambiente. Ora ci si è resi conto che l’ambiente deve essere protetto con il più ampio consenso. Ogni ecosistema presenta una propria vulnerabilità nei confronti di specifiche sollecitazioni, sia naturali che antropiche. A seguito di determinate cause di perturbazione s’innescano processi di degrado e alterazioni.

Il Convegno ci ha lasciati sui concetti dell'”adattamento”, riflessioni profonde su tutte quelle iniziative e misure di diversa natura, che rientrano nella vita quotidiana, volte a ridurre la vulnerabilità dei sistemi naturali e umani  a fronte degli effetti dei cambiamenti ambientali in atto o prevedibili. Il concetto di adattamento non è nuovo: i sistemi umani e quelli naturali hanno sempre dovuto adattarsi al mutare delle condizioni ambientali, climatiche e antropiche.
Non dimentichiamo che nei sistemi umani l’adattamento è guidato dalla volontà e basato su scelte di valore ed etiche. Di quali azioni l’uomo si rende maggiormente responsabile: la frammentazione e iperstrutturazione del territorio; il degrado degli insediamenti umani e degli ecosistemi; l’incompatibilità reciproca tra gli elementi (corsi d’acqua e strutture; pendii e costruzioni; disboscamenti); ‘inquinamento.
Ringraziamo tutti coloro che hanno voluto partecipare a questo evento. Un ringraziamento speciale va a tutti i relatori, al coordinatore del Convegno  e alle autorità che hanno partecipato in un giorno particolarmente “affollato” di importanti iniziative per l’Abruzzo e la Città dell’Aquila.
Ringraziamo chi ha lavorato per cinque mesi alla realizzazione di questa iniziativa e gli amici delle Associazioni ambientaliste che, con affetto, ci sostengono da tempo.
29 Settembre 2025 0 comment
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CAUSA METEO INCERTO L’INCONTRO DEL 22 AGOSTO SI REALIZZERA’ PRESSO LA STRUTTURA CARITAS “BEATA CRISTINA”

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Raffaello Angelini ci allieterà con il suo organetto

21 Agosto 2025 0 comment
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