
Forse il valore che oggi si dà ai dialetti è limitato. Il dialetto, insieme alle lingue classiche, costituisce la grande riserva alla quale la lingua attinge nel momento in cui ha bisogno di comunicare realtà locali, soprattutto quando queste varcano i confini regionali, o di esprimere in maniera nuova ciò che frattanto, nella lingua, è diventato desueto. Gli scrittori, come Frattale, lo sapevano benissimo e ai dialetti attingono a piene mani. Il dialetto è il veicolo della cultura delle nostre regioni. Questa si deposita particolarmente nelle parole: preservare, valutare, conservare, valorizzare le nostre culture e la nostra storia, tutto insieme costituisce le nostre radici.
La nostra Associazione insieme all’Aquila Incontra, ha organizzato questo nuovo evento sull’opera del poeta Tonino Frattale, la trasposizione in dialetto aquilano del Vangelo. Un testo in cui la sacralità dell’argomento si fonde con l’aderenza ontologica a una lingua che funge da strumento, da culla e da tabernacolo. I racconti del Vangelo vengono trasformati in scene di vita, perchè attraverso il linguaggio scelto dall’autore, le vicende raccontate prendono una nuova vita, vicina alla quotidianità di chi ascolta. Ogni scena prende colore, come accade nella nostra vita, accanto a noi.
E’ stato scelto il testo di un Poeta che si pone agli interlocutori con la semplicità a cui appartengono la schiettezza, la franchezza, la sobrietà, la misura di idee e comportamento, tutte quelle qualità che da anni pratichiamo e ci appartengono come volontari di un territorio che amiamo.
Quello del 22 agosto sarà un evento ricco: le letture saranno realizzate da Franco Narducci un uomo di teatro, già presidente e regista della Piccola Brigata ma anche autore dialettale di numerosi volumi di poesia e commedie in dialetto aquilano, ricordiamo il suo “Priatorio” cioè il Purgatorio di Dante Alighieri, le pause della lettura saranno allietate dalla musica di Raffaello Angelini.
Vi aspettiamo in molti a questo nuovo appuntamento che sarà come sempre arricchito dall’atmosfera magica del Giardino della Memoria.

Il Maestro Raffaello Angelini
