UN PROGETTO A NOI CARO: L’ARTE DI LUCOLI SUI MURI DELLE CASE RESTAURATE DOPO IL SISMA

Il 2026 lo dedicheremo a Saturnino Gatti, il giovane genio, che nella chiesa del Santo Menna di Lucoli ci ha donato un affresco meraviglioso

by Noi x lucoli
Particolare del "Paliotto di Lucoli" posizionato nella “fonte dell’amore” (o fonte de Lucusù)

Pensando alle nostre finalità statutarie, oltre a quelle ambientali primarie, da tempo, riflettiamo per l’ideazione delle nostre attività, su due concetti fondamentali: quello di tradizione e quello di innovazione.

Un territorio è ricco di rappresentazioni artistiche che ne connotano la storia. Nel corso della storia artistica gli artisti hanno seguito la strada della tradizione utilizzando materiali, tecniche, iconografia e stili già adoperati in precedenti epoche o culture storiche. La nostra Associazione, pensando anche ad un nuovo paesaggio, caratterizzato dalla bellezza delle case restaurate dopo il sisma, vuole introdurne e sperimentarne dei nuovi. Abbiamo già fatto realizzare delle opere di “innovazione” su ceramica, materiale povero, collocate sui muri della Frazione del Colle per rievocarne in qualche modo la vita che fu e il sentire di chi l’abitò (alla “fonte dell’amore” o fonte de Lucusù, a casa Cordeschi per ricordare Giampietro Sponta, alla Chiesola e a Largo Masciocchi).

L’obiettivo progettuale che ci siamo posti, anche per il 2026, è quello di valorizzare e promuovere i beni storici, artistici e culturali locali quali preziosi elementi che contribuiscono al mantenimento della memoria comunitaria e alla divulgazione del sapere e della cultura e, che allo stesso tempo, rappresentano forme di inclusione sociale e condivisioni di “saperi” per la collettività. Abbiamo voluto rafforzare la nostra attività di offerta culturale lavorando per far fruire il patrimonio storico e artistico del territorio di Lucoli da parte dei turisti, e della comunità tutta con particolare attenzione verso le nuove generazioni attirando in modo diverso l’attenzione.

Purtroppo molte opere d’arte del passato rappresentano ben poco nell’immaginario col­lettivo. Lucoli vantava tesori culturali e artistici d’inestimabile valore, sicuramente poco conosciuti. Il ricchissimo patrimonio pittorico decorava le pareti delle chiese. Abbiamo attinto a questa enorme ricchezza riportandola, su ceramica ingeliva, è questa l’innovazione che riproponiamo. L’idea di innovazione presuppone sempre un atto d’invenzione, di creazione, da cui deriva la cosa nuova. Il potere evocativo degli affreschi viene proiettato nella modernità anche grazie alle qualità di un materiale come il grès porcellanato che risulta resistente agli agenti atmosferici. Nel nuovo anno alcune immagini degli affreschi della Chiesa di Santo Menna saranno collocate nei borghi di Lucoli, sui muri di alcune case private restaurate dopo il sisma.

Le formelle di ceramica con le immagini dell’arte di Lucoli diventeranno l’anello di congiunzione tra passato e presente:  immagini come “pillole” di arte per ricordare ed essere orgogliosi di ciò che non si “frequenta” e forse non si possiede più nella conoscenza. I decori abbelliranno le case ricostruite.

Il 2026 sarà per noi l’anno di Saturnino Gatti che ha donato a Lucoli un affresco meraviglioso custodito nella Chiesa di Santo Menna. L’opera è quasi nascosta dalla colonna cilindrica che divide gli ambienti, una grande Crocifissione che incanta il visitatore che a vario titolo si trova a incrociare la sua esistenza con la storia di questo luogo. La grandezza del pensiero rinascimentale, nella rappresentazione dell’idea di equilibrio misurato, tra l’armonia delle forme dell’uomo con quelle universali di Dio, trova piena realizzazione in quest’affresco dai colori straordinari e dalla notevole perizia plastica, tanto da richiamare gli esempi coevi della scuola umbro-toscana. La composizione è complessa, articolata: il Cristo, forte, nella resa dei volumi del corpo nudo, si impone al centro della scena. La Maddalena, aggrappata alla Croce e le Marie che sorreggono la Madonna sono in primo piano, avvolte in vesti dai voluminosi panneggi. L’emozione compare sui loro volti, tradotta in modo misurato ma coinvolgente. Sulla sinistra un gruppo di gendarmi, minuziosamente descritti nelle loro armature loricate, assiste alla scena: alle loro spalle cavalieri armati di alabarde delimitano l’orizzonte e la folla degli astanti. Ai volti bellissimi, ma quasi di genere, dei personaggi secondari si contrappone la drammaticità del gruppo centrale. L’opera ha una potenza espressiva e una capacità narrativa che incanta. I personaggi sono abbigliati secondo la moda quattrocentesca ed è, infatti, al 1486 che viene fatta risalire la sua realizzazione.

Alcuni particolari dell’affresco, riprodotti su formelle incorniciate da ferro battuto, andranno nelle Frazioni del Peschiolo e del Colle. Queste realizzazioni sono condizionate dalla nostra disponibilità economica (sono costose perché realizzate da un artigiano ed è inoltre necessaria la disponibilità dei singoli per collocarle nelle loro proprietà situate solo in luoghi come i centri storici, di passaggio, per consentire la loro massima fruizione: vorremmo arrivare dal semplice vedere al “sentire”).

Nel 2025 abbiamo fatto realizzare l’antico Stemma dell’Università di Lucoli oggi visibile nel fregio ligneo dell’organo dell’Abbazia di San Giovanni Battista. Lucoli era storicamente l’“Università di Lucoli” (o Universitas Castri Lucoli) dal 1532 al 1807, un’entità amministrativa feudale che includeva il centro principale e diverse frazioni, il termine “università” era utilizzato storicamente, in alcune zone dell’Italia centrale e meridionale, per denotare l’amministrazione civica o la corporazione degli abitanti di un luogo (spesso una frazione o un castello) che detenevano diritti collettivi su determinate risorse, come ad esempio le terre a uso civico.

Ringraziamo i nostri soci che contribuiscono alla ricerca dei fondi per questa attività e, uno in particolare, per la sapiente posa in opera di questi elaborati ceramici.

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