I BENI COMUNI CHE VENGONO DANNEGGIATI

Perché devo impegnarmi io se non ti impegni anche tu?

by Noi x lucoli

In economia con “tragedia dei beni comuni” ci si riferisce ad un sistema di risorse condivise in cui gli individui, agendo egoisticamente per il proprio tornaconto personale, esauriscono e deteriorano il bene comune, il nostro esempio: rubare il rame delle scossaline della Cappella all’aperto di Lucoli vicina al Giardino della Memoria.
Accomunati dal bene comune

Gli esseri umani sono tra le specie più complicate e contraddittorie che esistano, lo sappiamo bene impegnandoci nel sociale. Creiamo delle società complesse, con lo scopo di vivere in sintonia sotto le stesse leggi, e poi complottiamo per raggirarle. Un fattore immancabile di una società è il cosiddetto bene comune. Capiamoci: non significa esattamente volersi bene comunemente, anche se sarebbe molto bella come idea. Si riferisce ad una risorsa condivisa e benefica per tutti o per la maggior parte dei membri di una comunità.  Come ad esempio la Cappella all’aperto di Lucoli costruita dai Vigili del Fuoco di Belluno durante il sisma del 2009.

Il fallimento comune

Un comportamento puramente egoistico porta al fallimento della natura stessa di bene comune. E’ bene imparare a riconoscere una figura che, sebbene agisca discretamente, ha un enorme impatto sulla nostra comunità: il cosiddetto free-rider. Difficilmente traducibile in italiano letteralmente, il free-rider è colui che sfrutta e gode del bene comune, anche depredandolo,  senza partecipare al suo mantenimento (quanto può aver fruttato ai ladri il rame tolto dal tetto rompendo tegole ed altro?). Apparentemente innocuo, rappresenta il cancro di intere società. Chiunque non sia un free-rider paga per i free-rider. La tentazione è forte: nel caso del bene comune spesso manca l’incentivo a contribuire (in quanti a Lucoli hanno visto il tetto rotto della piccola Cappella e cosa hanno fatto?). Effettivamente, che io paghi o meno, che io ripari o meno il tetto o che lasci sola la Parrocchia a farlo, l’effetto finale non cambia di troppo. Chi si attiva cerca semplicemente di adottare un comportamento civico solidale.

I nostri soci lo fanno dal 2010 sperando che le buone prassi servano a “seminare” l’esempio.

È la cosiddetta “tragedia dei beni comuni”, che si riferisce ad un sistema di risorse condivise in cui gli individui, agendo egoisticamente per il proprio tornaconto personale, esauriscono e deteriorano il bene comune e i destinatari di tale bene il più delle volte stanno a guardare.

NoixLucoli è anche un’associazione che si occupa di luoghi. Luogo è una parola importante, che richiama nozioni ingombranti per una piccola Associazione del Territorio, come identità, radicamento, comunità.

Per noi, i luoghi rappresentano opportunità per far incontrare, emergere, amalgamare e consolidare energie sociali presenti a Lucoli.
Sono spazi di circolazione, dove persone (iperdiverse) incrociano percorsi e scambiano pratiche, che possono arricchire.

I luoghi sono l’uso che se ne fa, in questo caso una Cappella di legno non è solo un luogo di preghiera, ma mistico qualunque sia il credo del visitatore per questo ci siamo impegnati a ripararla con l’energia e la “maestria” di “giovani sessantenni e più…

Ringraziamo tutti  coloro che hanno collaborato, che ci sono stati, che hanno condiviso la motivazione a risanare: hanno fatto comunità!

Nella giornata del 19 settembre abbiamo anche lavorato alla manutenzione degli arredi del Giardino della Memoria e alla cura delle piante.

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