Crediamo che l’albero della memoria sia dappertutto come in nessun luogo, in realtà può stare solo dentro ognuno di noi. Quindi è un albero che si sente, non che si vede, perché ognuno di noi si porta dentro un insieme multicolore di personaggi, conoscenze, tradizioni, vicende e quant’ altro di vissuto. E più sono quelli che lo sentono, più possono avvertire che c’è pure l’albero della memoria di una comunità, o meglio tanti alberi, sintomo di una memoria plurale, come quella che vogliamo diffondere a Lucoli per ricordare le vittime del terremoto del 2009.











Il “Bosco della memoria del sisma del 6 aprile 2009” costituisce uno degli scopi della nostra Associazione e si sintetizza con l’obiettivo di predisporlo per ancorarlo ad un’idea di speranza che solo la natura può rigenerare nell’attuale fase di stagnazione in cui versano i Comuni del Cratere in Abruzzo. Vogliamo anche sviluppare un luogo di biodiversità che il tempo renderà unico, l’area alberata, così concepita sarà un’altra attrattiva per il turismo, un luogo di meditazione e di apprendimento per le giovani generazioni.