LE PIANTE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA: Il Rosmarino

by Amministratore
fiore del rosmarino

fiore e foglie

Rosmarino prostrato

La pianta di Rosmarino non poteva mancare nel nostro “Orto dei Semplici”, abbiamo piantumato la varietà di Rosmarinus officinalis prostratus. E una particolare specie di Rosmarino, caratterizzata dall’aspetto ricadente. Fa parte della famiglia delle Labiate ed è originario del bacino del Mediterraneo, dove cresce spontaneo sia lungo la costa a quote molto basse che nelle zone interne collinari. Si tratta di una pianta caratterizzata da fusti alti poco più di 20 centimetri, con dimensioni molto più contenute, dunque, rispetto al Rosmarino classico.
Il Rosmarino, il cui nome botanico è Rosmarinus officinalis, è un arbusto che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, originario dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia, ma ormai diffuso prevalentemente nelle zone litoranee dell’area mediterranea. In Italia è noto con il nome volgare di ramerino, anche se la denominazione ufficiale deriva dalle parole latine ros, cioè rugiada, e maris, mare. E’ una pianta aromatica le cui foglie, essendo molto profumate, vengono abbondantemente utilizzate in cucina; è una pianta arbustiva che può raggiungere altezze che vanno dai 50 ai 300 centimetri, con profonde radici molto resistenti. Le foglie sono lunghe circa 2 o 3 centimetri, addensate sui rametti, ricche di ghiandole oleifere e di colore verde cupo.
USO DEL ROSMARINO NEL CAMPO COSMETICO
Tintura rinforzante per capelli e anti-forfora.
Lasciate 20 gr di polvere di foglie di rosmarino a macerare per 6 gg in 100 gr di alcool a 90°, agitando la soluzione una volta al giorno, quindi filtrate. Sempre per uso esterno, la tintura è efficace anche contro i reumatismi e la gotta e come antiparassitario. Secondo recenti ricerche, l’uso regolare del rosmarino mantiene giovani e migliora la circolazione sanguigna, aiutando soprattutto chi si sente privo di forze e debilitato, magari a causa di cali di pressione. Grazie ai suoi potenti antiossidanti il rosmarino svolge un ruolo protettivo dei riguardi del fegato, organo che risente più di tutti gli effetti dello stress.
CURIOSITA’
Già nell’epoca romana il rosmarino veniva utilizzato per uso curativo al fine di lenire il mal di denti o slogature e torcicollo; oggi lo si usa per curare la colite o la nausea, come rimedio ai dolori reumatici, le fitte cardiache o i problemi di digestione.
Nel simbolismo dei fiori, questa pianta sempreverde esprime il messaggio “sono felice quando ti vedo”: la tradizione popolare racconta infatti che portare sul cuore un ramoscello fiorito doni una grande felicità interiore.
Legate al rosmarino esistono originali credenze e leggende: già i greci e i romani credevano che fosse in grado di rinforzare la memoria e per questo diventò simbolo di fedeltà per gli innamorati e venne utilizzato come ornamento per le corone delle spose durante le cerimonie nunziali.
Ovidio, nelle Metamorfosi, racconta la storia della principessa Leucotoe, figlia del re di Persia, che sedotta da Apollo dovette subire l’ira del padre, che la uccise per la sua debolezza. La principessa si trasformò in una pianta dalla fragranza intensa, dalle esili foglie e dai fiori viola-azzurro pallido. Da questa leggenda deriva l’usanza degli antichi Greci e Romani di coltivare il rosmarino come simbolo d’immortalità dell’anima: i rami venivano adagiati fra le mani dei defunti e bruciati come incenso durante i riti funebri.
Un’altra leggenda narra che un arbusto di rosmarino offrì riparo alla Madonna durante la fuga in Egitto, e poiché appese alla pianta il proprio mantello, i fiorellini divennero del classico colore azzurro.
Anche Shakespeare accenna alla relazione fra il rosmarino e la memoria. Nel dialogo tra Ofelia e Amleto scrive: “Ecco laggiù il rosmarino, la pianta del ricordo” e poi ancora “C’è il rosmarino, per la rimembranza. Ti prego, amore, ricorda”.
Ancora oggi, in alcuni paesi del Mediterraneo, è consuetudine lasciare asciugare il bucato sul Rosmarino. Lo sopo è permettere al sole di estrapolarne l’aroma che ha proprietà antitarme e sulla biancheria può essere molto gradevole.
IL ROSMARINO IN CUCINA
E’ l´aroma tipico degli arrosti: già nel passato la carne veniva cosparsa con questa essenza perché si conservasse più a lungo. Ma il rosmarino si accompagna assai bene anche con ogni sorta di intingoli, ottimo per aromatizzare oli e aceti. Bene si sposa anche con alcuni dolci.
Castagnaccio:
ingredienti; 300 gr di farina di castagne, 50 gr di uvetta, 30 gr di pinoli, 4 cucchiai d´olio, 2 rametti di rosmarino, sale.
Fate ammorbidire l´uvetta. Impastate in una terrina la farina con tanta acqua quanto basta per ottenere un impasto morbido e omogeneo. Aggiungete i pinoli, l´uvetta, un pizzico di sale e il rosmarino, di cui terrete da parte 1/2 rametto. Amalgamate il tutto con 3 cucchiai d´olio e versate in una teglia leggermente unta. Aggiungete sulla superficie dell´altro rosmarino.
Polpettine al rosmarino:
Ingredienti:
400 gr di carne macinata (io ho usato quella di maiale),
4 fette di pan carrè,
1/2 bicchiere di latte,
1/2 bicchiere di vino bianco,
1 uovo ,
20 gr di parmigiano,
2 rametti di rosmarino,
sale, pepe, olio e pangrattato q.b.
Procedimento:
Iniziare col fare il normale impasto per le polpette.Ammorbidire le fette di pan carrè nel latte. Mettete in una terrina la carne macinata, il parmigiano grattugiato, l’uovo, il sale, il pepe e le fette di pancarrè strizzate del latte e ridotte a mollichine. Mescolare fino ad ottenere un composto ben amalgamato e aggiungete il rosmarino.Formare da questo composto delle polpettine grandi quanto una noce aiutandovi con le mani un pò umide e passatele nel pangrattato. Far scaldare un pò d’olio in una padellina antiaderente, distribuitevi quindi le polpettine al rosmarino e cuocete per 5 minuti. Sgocciolate l’olio, sfumate con il vino bianco e far cuocere le polpettine per altri 5 minuti. A fine cottura, trasferire le polpettine al rosmarino su un piatto da portata, irroratele con il loro sugo e guarnire con il rosmarino rimasto.
Contenuti in parte tratti dal sito http://www.elicriso.it/

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