Presentata oggi a L’Aquila l’opera di Lucia Arbace: “Saturnino Gatti, i volti dell’anima” – Vita e opere di un artista del Rinascimento”. Una delle sue bellissime opere è custodita a Lucoli

by Amministratore
Chiesa di S. Menna Affresco di Saturnino Gatti – La Crocifissione

A 550 anni dalla nascita di Saturnino Gatti: pittore, scultore, artista creativo dallo straordinario talento, è stato presentato oggi a L’Aquila il libro che racconta la “storia di un uomo “nato in mezzo alle cave di pietra e ai calanchi di quella straordinaria culla di civiltà che è l’area a nord dell’Aquila, accanto all’’antica Amiternum d’i origine sabina e poi prefettura romana. Saturnino Gatti non tradì mai la sua vera e più genuina indole di modellatore di forme, guadagnando altresì una solida reputazione come originale pittore, di tavole dipinte e d’affreschi smaglianti per le invenzioni e i colori””.  

Queste sono le parole con le quali lo descrive Lucia Arbace, soprintendente BSAE Abruzzo nonché autrice del libro. Ha presenziato alla presentazione del libro anche il Sindaco di Lucoli. Un meraviglioso affresco del Gatti: “la Crocifissione” è custodito a Lucoli nella Chiesa di San Menna. La Chiesa è dedicata a Mènas un soldato egiziano dell’esercito romano che si convertì al cristianesimo e che fu ucciso nel 303 D.C. sotto l’imperatore Diocleziano. L’affresco della “Crocifissione” ripercorre il tema di quelli custoditi nella Chiesa romanica di S. Panfilo a Tornimparte che illustrano sempre gli episodi della Passione di Cristo. 
In questi tesori architettonici di Lucoli e Tornimparte sono custodite queste “gemme” meravigliose dell’arte di Saturnino Gatti.

Della vita privata di questo grande e misconosciuto artista si conosce poco o nulla. La data della nascita si desume dal libro dei fuochi del 1508 dove è registrato come Mastro Satornino fillio di Johan Gatto di Sancto Vectorino di anni 45. Dal Bindi si apprende che il padre era macellaio e che aveva quattro fratelli. Si sa ancora che intorno al 1494 si trasferì a L’Aquila con la moglie, Faustina di Bernardino Sfrajo di Paganica, da cui ebbe cinque figli. I legami con Silvestro di Giacomo, di cui presumibilmente fu allievo, sono documentati da alcuni atti notarili che coprono l’arco di circa un ventennio, dal 1477 al 1494. Morì nel 1518, come risulta da un rogito del 25 Giugno dell’anno successivo. 

La sua attività si svolse tra Abruzzo, Umbria e Calabria a cavallo del XV e del XVI secolo, nell’ambito di quella fortunata e fervida temperie artistica, che animava la città di L’Aquila con la presenza di pittori, scultori, architetti di successo, come lo stesso Silvestro di Giacomo, come Giovanni di Biasuccio, Francesco da Montereale e Cola dell’Amatrice, come quell’Antonio di Percossa, di cui sembra si siano perse le tracce, ma che sicuramente rivestì un ruolo non secondario in questo ambiente, documentato quale socio di Saturnino sia nell’Abbazia Morronese, sia nel Convento di Terranova Sappo Minulio in Calabria, tutti luoghi celestiniani. 

La lettura del libro: “Saturnino Gatti, i volti dell’’anima” – Vita e opere di un artista del Rinascimento” farà luce anche sulle sue opere custodite a Lucoli ed a Tornimparte e contribuirà a svelarci i tesori artistici del nostro territorio.


Testo in parte tratto da: Abruzzoweb.

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