QUANDO COMMEMORARE E’ ANCORA PIU’ DIFICILE DI SEMPRE MA NON CI SI ESIME…….

by Amministratore

Per l’undicesimo anniversario del terremoto dell’Aquila luci accese a mezzanotte davanti alle finestre e balconi

Il silenzio, questa notte, ha il volto di chi abbiamo perduto, ha il respiro di una umanità che lotta contro una minaccia letale, ma quasi irreale nella sua non fisicità, perché materia dei laboratori di ricerca, perché patologia da ospedali. Allora, come oggi, piangiamo la morte avvenuta in solitudine, senza la consolazione dei propri cari”.

 

Queste le parole del Sindaco di l’Aquila pronunciate la scorsa notte.

 

Notte del 5 aprile 2020 il monumento con i nomi delle vittime del sisma di Lucoli illuminato dalle fiammelle
E’ vero. Il Silenzio del Giardino della Memoria ieri notte era avvolgente ed inquietante, rotto dal canto degli uccelli notturni. Tutto incuteva paura. Paura appesantita dalla solitudine del gesto: non si poteva essere insieme, già essere usciti di casa ed esserne lontani era un problema.
E’ stato un problema comprare le ciotole con le candele, un gesto così ordinario eppure non scontato: sono arrivate faticosamente via corriere, addirittura da Potenza. Le candele non sono generi di prima necessità non si vendono ai tempi del coronavirus.
Ma non si poteva mancare perché il dolore costituisce la spinta per rigenerarsi, interrogarsi e raccontarsi ogni anno,  è la base per darsi dei valori per il futuro. Per rafforzare i nostri valori fondati sull’impegno disinteressato di volontari e sulla testimonianza.
I frutti antichi del Giardino della Memoria fanno il resto, vegetano rigogliosi ringraziando di essere stati recuperati e protetti, questo il nostro progetto di custodia della memoria.

 

 

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1 comment

amministratore 6 Aprile 2020 - 12:39

Riportiamo un breve messaggio ricevuto oggi dal maestro veneto autore del decoro ceramico con i nomi delle vittime del sisma. Fece volontariato anche lui donandoci il suo lavoro, con generosità.
"Ciao un pensiero di affetto alle persone che sono mancate nel terremoto di undici anni fa. Io li ho scritti uno a uno sono tanti!!! Riposate in pace". Roberto Quagliato.

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