Natale: quale bisogno?
Purtroppo da tempo, con il prevalere delle dinamiche economiche (pensiamo ai regali) il Natale rappresenta la morte delle relazioni umane, familiari e sociali, perché la società e le nostre comunità hanno bisogno di abbracci e di baci: c’è un bisogno di tenerezza, la ricerca di nuovo slancio per essere ammesso con serenità nella vita collettiva quotidiana.
Esiste poi anche una interpretazione banale del Natale, che trasforma questa festa in una fiera posticcia di buoni sentimenti. È una lettura pervasiva dell’evento che anche le grandi organizzazioni benefiche, consapevolmente o meno, rischiano di alimentare, moltiplicando le iniziative e gli appelli.
Noi volontari abbiamo voluto fermarci col pensiero nel tempo e nei luoghi in cui viviamo concentrandoci sui deserti che ci circondano: le case di pietra vuote, le luci spente, la gente che non c’è. Il Natale è una festa drammatica: come per la sacra famiglia per loro non c’era posto nell’alloggio.
Nelle Frazioni di Lucoli c’è posto per l’assenza ed il silenzio. Il Divino entra sempre nel mondo dal punto più basso, in fila con tutti gli esclusi e gli assenti o con il loro ricordo. Qualcuno ricorda questi luoghi animati dalle voci e dai suoni della vita quotidiana ed è intristito dall’assenza di rumori. Assenza dovuta allo spopolamento: “La gente è andata via non appena ha potuto trovare un’alternativa ad un’esistenza fatta di fatiche e precarietà” oppure è passata miglior vita, il terremoto del 2009 non ha aiutato.
È il silenzio che dà la suggestione più forte soprattutto la sera quando le macchine non sfrecciano più veloci nelle strade deserte.
Non si spiega con l’assenza di rumori, quel silenzio lì. E’ roba che travalica l’udito. Si apprezza sulla pelle scoperta, si lascia guardare. E, niente si tocca, nemmeno si fiata, per evitare di romperne l’incantesimo.
Natale non morirà mai. Nemmeno questo. Neanche la sua attesa, il suo fascino. Anche quello del 2025 sarà un Natale lento, con abbracci onesti, autentici, qualche bacio, molta speranza per un domani desiderato e da non subire.
Festeggeremo il Santo Natale, dando valore al silenzio e ricordando le persone che abitavano le case oramai vuote e ferite.
Ripetendo l’esperienza dello scorso anno abbiamo realizzato piccoli alberi di natale con legno riciclato e li abbiamo sistemati nei luoghi più bui della Frazione di Colle (le nostre risorse non ci permettono di estendere l’iniziativa alle altre Frazioni di Lucoli…i volontari e le finanze scarseggiano), quelli con le case più lesionate, il fruscio delle luci che si accendono alle 17:00 sono come respiri e fanno pensare alla vita.

Nel silenzio penseremo agli Avi del Colle che hanno costruito questo bellissimo borgo.
Buon Natale!
