IL MELO. Era meglio se Adamo ed Eva mangiavano una bella pera.

by Amministratore
Forse il Paradiso Terrestre era a Bagdad, forse a Bassora, ma poteva essere perfino nel Kuwait, senza escludere Kabul, visto che si tratta d’interpretare i testi in ebraico e in greco della Bibbia e l’ubicazione del Paradiso è sempre stata oggetto di discussione da parte degli studiosi. Per la verità, prendendo per oro colato qualche traduzione, non ci dovrebbero essere dubbi, nel senso che l’Eden andrebbe ricercato tra i due grandi fiumi Eufrate e Tigri, dove il Signore piantò un grande giardino. “Il Signore – dice l’antico testo – piantò un paradiso nell’Eden, a oriente, e vi mise l’uomo che aveva modellato“. La faccenda del “paradiso” viene fuori dal testo greco (“paradeiesos”) che in realtà vuol dire la stessa cosa del termine ebraico “gan”, e cioè “giardino”, o meglio “parco piantato ad alberi”, mentre “Eden” va interpretato come “pianura”. Quindi si tratta di un parco creato in una pianura a oriente.

In un incredibile numero di storie intriganti c’è sempre di mezzo la mela, e nella mela dobbiamo vedere l’origine di molti nostri guai. (E vien fatto di azzardare, un’ipotesi: che tutto sarebbe stato diverso, che il mondo sarebbe stato migliore, e la nostra vita più semplice, se Adamo ed Eva, quando erano nel giardino orientale, avessero mangiato – anziché la mela – una bella pera, una susina claudia, o magari un fico.)

Mele cotogne del Giardino della Memoria di Lucoli (AQ)

 
Forse tutto deriva dal fatto che la mela è bella tonda. E del resto, gli antichi sovrani romani, convinti di avere come bisavola la dea Venere (la Dea ebbe una breve avventura con l’eroe troiano Anchise, con il quale generò Enea, padre di Ascanio che si chiamava anche Iiulus, e quindi primo della gens Iulia) tenevano in gran conto la mela che era un simbolo di Afrodite insieme agli altri attributi del melograno, della rosa, del mirto. Sovrani di tempi più recenti si facevano raffigurare tenendo con una mano lo scettro e con l’altra un pomo-globo che magari aveva sopra una Croce per far capire che regnavano per “grazia di Dio”.
Quindi la mela è stato sempre un frutto foriero di grossi guai, come ben seppero i Troiani, per il quale il famoso Cavallo fu l’ultimo atto di un dramma che ebbe inizio con la mela di Paride.
La mela è il frutto più dannoso per gli uomini anche perché è l’attributo di Venere, il simbolo della bellezza femminile. E chi dice donna, dice danno. anche perché ce la dobbiamo portare sempre dietro, la mela, essendo per definizione “il pomo di Adamo”.
E poi dobbiamo dire la verità è un frutto che non sa di niente e non può essere certo paragonato, per sapore, a una pesca, un’albicocca, una fragola, un lampone. Per l’85% è costituito di pura acqua. (Si però – dicono i moltissimi che non sono d’accordo – l’altro 15% è costituito da vitamine A. B, C, PP, E, da zucchero e altri elementi nutritivi salutari. E chi ha scritto questo malevolo testo sulla mela non deve mai dimenticare che “An apple a day, keeps the doctor away“. Una mela al giorno leva il medico di torno. Peraltro è anche vero che se Adamo ed Eva avessero mangiato una bella pera, forse non ci sarebbe mai stato bisogno di un medico).
Mele a cipolla – Giardino della Memoria di Lucoli (AQ)

Liberamente tratto dal libro di Giorgio Batini “Le radici delle piante”. Ed. Polistampa

 

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