L’AUTUNNO E I FRUTTI DIMENTICATI DEL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI

by Amministratore


Nespolo comune (Mespilus germanica) del Giardino della Memoria

In autunno, il Giardino della Memoria ci fornisce dei frutti quasi del tutto dimenticati, o comunque fortemente legati ad una tradizione agricola che va col tempo perdendosi. Tra i vari frutti vi vegetano il nespolo comune, il sorbo, il cachi e la mela e pera cotogna, la feloja (che ancora non ci ha dato frutti).Conosciamoli meglio per non dimenticarli.

La mela cotogna

La mela cotogna, una sorta di ibrido tra mela e pera, è un frutto ingiustamente dimenticato dell’autunno. Non è molto amata per il sapore acidulo della sua polpa, ma nessuno vieta di utilizzarla in cucina. Spesso dimentichiamo che la frutta non deve essere necessariamente consumata a fine pasto o per fare uno spuntino, è un ingrediente come gli altri, da utilizzare anche per preparare antipasti, primi e secondi piatti, oltre che dessert. Viene spesso utilizzata nelle marmellate; è, infatti, ricchissima di pectina; può essere usata sia per preparare la cotognata, ossia la confettura interamente di mela cotogna, sia per dare consistenza a marmellate ottenute prevalentemente con altri frutti. Vanta proprietà toniche, astringenti e antinfiammatorie a beneficio di stomaco e intestino. Grazie alla presenza di acido malico, favorisce la digestione. La mela cotogna cotta, grazie alla ricchezza di fibre, aiuta la motilità intestinale.


Il melo cotogno del Giardino della Memoria

La feijoa

Nonostante le origini e il nome esotici, la feijoa si coltiva anche in Italia, soprattutto in Sicilia, Puglia, Calabria, Liguria e Toscana, abbiamo voluto fare una grossa eccezione al protocollo botanico, coltivandola a Lucoli pensando soprattutto ai suoi bellissimi fiori, infatti è collocata fuori del Giardino della Memoria. 

Il frutto ha delle proprietà antibatteriche. Contiene una buona quantità di acido folico. Grazie alla presenza di arginina, favorisce la crescita ossea, è quindi un tipo di frutta molto adatta all’alimentazione dei bambini, oltre che a quella delle donne in gravidanza. Secondo alcune credenze avrebbe proprietà afrodisiache. Come la mela cotogna è particolarmente ricca di pectina ed è quindi particolarmente indicata per la preparazione di marmellate, in tal caso è consigliabile non scartare la buccia. La feijoa contiene una buona quantità di zuccheri e di iodio. Spesso viene utilizzata nell’industria dolciaria per ottenere gelatina e canditi.

Il frutto ha un profumo che ricorda quello dell’ananas e un sapore che somiglia un po’ a quello di una macedonia di fragole e ananas. È un frutto molto ricco di acqua e poco calorico; è ricchissimo di fibre. 

Il Cachi

Il Diospyros Kaki è un albero da frutto antichissimo, della famiglia delle Ebenacee, tra i primi ad essere coltivati dall’uomo, che ha probabilmente avuto origine in Cina, e poi si è diffuso in Estremo Oriente, dalla Corea al Giappone, dove è conosciuto anche come Loto del Giappone (per quanto questo nome dovrebbe essere limitato alla varietà del Diospyros Lotus). Nel paese del Sol Levante questa bellissima pianta è chiamata anche Albero della Pace, poiché alcuni esemplari riuscirono a sopravvivere alla bomba atomica sganciata su Nagasaki nel 1945, è anche per questo che lo abbiamo piantato nel Giardino della Memoria. Tra gli altri nomi usati per indicarlo, ci sono anche Mela d’Oriente e Albero delle Sette Virtù, in Asia, e Cibo degli Dei, in occidente. La pianta, che può superare i 15 metri di altezza, è stata diffusa in Europa e in America a metà del diciannovesimo secolo; in Italia l’albero è arrivato a fine ‘800 e la coltivazione intensiva è iniziata nei primi anni del ‘900. In genere la bacca si raccoglie tra ottobre e novembre; si presenta di un colore arancione acceso, da cui la denominazione dell’omonimo colore, e la varietà di kaki più diffusa è contraddistinta da una polpa molto cremosa, mentre la variante vaniglia è più compatta.

I cachi del Giardino della Memoria

Il sorbo domestico (Sorbus domestica L) del Giardino della Memoria

Il Sorbo

Il Sorbo domestico (Sorbus domestica L.) appartiene alla Famiglia delle Rosaceae.

E’ una specie originaria dell’Europa Meridionale, dalla Spagna alla Crimea e all’Asia Minore, spesso coltivata per i frutti anche fuori dal proprio areale. In Italia si trova sporadico in tutta la penisola e nelle isole, nei boschi montani di latifoglie preferenzialmente su substrato calcareo. Albero alto fino a 13 metri, molto longevo; i rami sono grigio tomentosi poi glabri, con gemma quasi glabra e vischiosa. Il frutto e’ un pomo subgloboso o piriforme lungo da 2 a 4 centimetri, di colore giallo-rossastro e punteggiato, quindi bruno a maturita’; la polpa e’ verdognola dolce, con endocarpo membranaceo e semi angolosi bruni.

I frutti maturano in autunno e sono molto ricercati dalla fauna selvatica. I frutti sono commestibili, di sapore acidulo, ricchi di acido malico e vitamina C, se ammezziti diventano dolci, con polpa farinosa molle.

Cotoneaster franchetii

Molto bella a vedersi ma non commestibile è la bacca del Cotoneaster franchetii, la pianta è un arbusto sempreverde di grandi dimensioni, alto e largo fino a 3 m., con foglie verde-grigio ed esili rami arcuati molto allungati; produce piccoli fiori bianco-rosati in agosto a cui seguono piccole bacche tondeggianti di colore rosso-arancio a grappoli. E’ stata piantata nel Giardino perché molto decorativa visto che le bacche rimangono sulla pianta tutto l’inverno.

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