Anche l’orologio del campanile della Chiesa di San Michele è qualcosa di nostro è un simbolo del Paese di Lucoli: c’è una gara di solidarietà per ripararlo

by Amministratore
Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. (La luna e i falò, Cesare Pavese)


A Vado Lucoli e Lucoli Alto abitano poche persone. Il paese è un agglomerato di case terremotate, di Moduli Abitativi Provvisori e poi c’è la Chiesa! 

La Chiesa di San Michele Arcangelo un simbolo per la Frazione e per tutta Lucoli: costruita in cima ad un’alta collinetta a ridosso dell’abitato, si trova lì fin dal medioevo. Fu distrutta dal terremoto del 13 gennaio 1915 ed è stata completamente ristrutturata nel 1938. La sua Pala d’Altare in ceramica, identificata come il “Paliotto di Lucoli” e realizzata da F.S.A. Grue è nel museo di Celano.

Questa chiesa si presenta con una copertura a capanna e semplice facciata a coronamento orizzontale; il portale in pietra è sormontato da un timpano spezzato. Adiacente al prospetto posteriore si erge un massiccio campanile che sorregge due campane. 
Sul campanile c’è l’orologio che ha funzionato fino a qualche tempo fa ed ora, a causa di un fulmine, ha smesso di segnare la vita lenta che scorre tra le case vuote.

All’interno, sull’altare maggiore è posizionata una statua di S. Michele Arcangelo ed è conservato un affresco del 1300 raffigurante una Madonna col Bambino in trono con a lato S. Giovanni Battista.
La chiesa di San Michele con il suo campanile ed il suo orologio danno un senso a questo luogo. 
Sembra, nonostante sia chiusa per gran parte dell’anno, che le persone si siano allontanate solo per un attimo, è mantenuta con cura proprio dalla Parrocchia e dagli Amici di San Michele.
Per arrivarci si combatte con la natura che lentamente trionfa riappropriandosi del sentiero, ma i giochi non sono ancora fatti per l’oblio. E’ per questo morivo che l’Associazione Amici di San Michele vuole riparare l’orologio per ridare, intanto, la vita al tempo di quei luoghi.
Lo scrittore Antonio Mocciola ha rappresentato “Le belle addormentate” paesi e frazioni senza più abitanti. Le ha descritte nel loro lento declino, rassegnate, o anche orgogliose e vive che si dibattevano come pesci nella rete. 
L’Italia abbandonata è il rovescio della medaglia, una cartina turistica letta al contrario. Non è solo montagna, dissanguata dalla natalità zero e dall’emigrazione. È anche pianura, o persino isole. È l’Italia perduta, messa ai margini della storia, punita dalle istituzioni, occultata dai navigatori satellitari, non coperta dalla rete dei cellulari, ignorata dal wifi. Città e contrade senza più abitanti, di colpo svestite da chi le ha vissute spesso per secoli. Perché a valle c’era più lavoro, o perché i vecchi non lasciavano eredi, ma soprattutto perché tutto frana in questo povero stivale. Terremoti, smottamenti, alluvioni, ma anche soltanto un po’ di pioggia. È di questo Belpaese estinto che si deve parlare e per il quale vale  la pena lottare perchè i paesi-fantasma sono tante cose: un soggetto antropologico, una bizzarra guida turistica, un cahiers de doléances, un atto d’amore. 
E’ per un atto d’amore che l’Associazione ha organizzato una raccolta fondi per la riparazione dell’orologio. La comunità si è mossa e ne siamo contenti ci si sorprende di fronte al paesaggio che racchiude il profilo della Chiesa di San Michele: dobbiamo tutti protendere verso la conservazione di tanta bellezza in ogni suo particolare.
I soci di NoiXLucoli Onlus ci saranno ed hanno fatto la loro parte. 
Per chi volesse aiutare pubblichiamo la locandina con gli estremi bancari per una donazione.

Sabato 28 ottobre 2017 si organizza, da giorni, una cena per la raccolta fondi, chi volesse informazioni puoi chiamare il numero degli Amici di San Michele riportato sulla locandina.

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