NOI X LUCOLI
  • Home
  • Chi siamo
  • Il Giardino della Memoria
    • Agricoltori custodi
    • I frutti antichi
    • Attività
    • Adozioni
  • territorio
    • Ambiente
    • Comunità
    • Archivio fotografico storico
  • Foto
  • Video
  • Blog
  • Contatti
Category:

Il Giardino della Memoria

Il Giardino della Memoria

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE INVESTE CIÒ CHE LE VIENE DONATO CON IL 5X1000 IN BELLEZZA PER IL TERRITORIO: UN ROSETO PER IL GIARDINO DELLA MEMORIA

by Amministratore 15 Maggio 2022
La nostra Associazione ha deliberato, nell’ottica del miglioramento costante del Giardino della Memoria di Lucoli, di impiantarvi un roseto.
Perché le rose?
Perchè sono molto di più di un semplice prodotto della natura, sono la ricerca del bello nei secoli, attraverso gli occhi di diverse civiltà.
Botanicamente le rose sono parenti stretti di meli, peri, peschi, albicocchi, nespoli, pruni, mandorli, ciliegi e fragole, di piante da frutto, ed è per questo che vogliamo completare la varietà delle specie da frutto allevate nel Giardino con esse.
Realizzeremo un lavoro di scavo per un invaso adatto, anche con l’apporto di terreno idoneo e metteremo a dimora le Rose GIOIA (Mme A. Meilland dette anche Peace). 
Sono le rose più coltivate e famose al mondo.
Questa rosa è conosciuta anche con il nome di “Peace”, fu data in dono ai 49 delegati che si riunirono a San Francisco nel 1945 per fondare l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Ha ottenuto l’AARS (All-America Rose Selections): il più alto riconoscimento negli USA. Oggi «Mme A. MEILLAND/PEACE» è nota con il nome “PEACE” in tutti i paesi anglosassoni, con “GIOIA” in Italia e “GLORIA DEI” in Germania.
Questa rosa sontuosa, dolcemente profumata, vigorosa e dai fiori enormi divenne in breve così diffusa e così amata da provocare un’improvvisa ondata di popolarità per le rose, che negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento si identificavano con le HT, divenute di colpo ‘le rose’ per eccellenza: dimenticate tutte le altre varietà.
La nostra Associazione investe ciò che le viene donato con il 5×1000 lavorando per la bellezza del territorio.
Con questo progetto vogliamo credere al significato dato da scrittori e poeti alle rose: quello della rinascita, dello sbocciare di nuove forze ma anche ricordo della caducità della vita, della magia della creazione, della bellezza più alta. Tutte simbologie che rafforzano il valore del Giardino della Memoria dedicato alle vittime del terremoto del 2009.
I lavori inizieranno a fine aprile.
Ringraziamo il Professor Fernando Lucchese per il competente suggerimento fornitoci.
15 Maggio 2022 0 comment
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Il Giardino della Memoria

LA POTATURA COME FILOSOFIA DELLA VITA

by Amministratore 15 Maggio 2022

Le gemme del Pero Williams

Il 25 marzo u.s. al Giardino della Memoria del Sisma di Lucoli è stata realizzata la potatura dei “frutti antichi”.
La potatura è espressione di quella ciclicità tipica della campagna, di quella progettualità che sta dietro al raggiungimento di un raccolto. Gesti che si susseguono in maniera precisa, quasi automatica, scanditi da tempi ben precisi, in un rituale che si ripete ogni anno. È affascinante pensare che un lavoro compiuto nel silenzio possa poi trasformarsi in un risultato che si vedrà soltanto nell’autunno successivo. Potare è una delle cose più difficili, non certo tagliare che è semplicissimo, ma potare bene consente di avere un buon raccolto l’anno dopo, se si pota si potrebbe non raccogliere nulla.
In qualità di “agricoltori custodi” siamo responsabili dei raccolti ai fini di studio e quindi ci dedichiamo con giusto senso di responsabilità a questa fase della vita del frutteto.
I nostri soci si sono ritrovati sul campo per confrontarsi ed imparare osservando il manutentore che ad uno ad uno potava gli alberi del Giardino.
La potatura vale anche per la nostra vita, ogni tanto sarebbe importante sfoltire, eliminare, e capire quali sono i rami che continueranno a farci fruttificare ed a farci sentire vivi.
Anche nella vita di un’Associazione del territorio come la nostra, nata 12 anni fa, sono caduti dei rami ma altri se ne aggiungono costantemente attratti dalla coerenza delle attività sociali e dalla bontà dei risultati centrati sulla ricerca e conservazione delle memorie di un territorio siano esse agricole, umane o legate alle consuetudini sociali.

Il manutentore del Giardino Diego Palladinelli

Alcuni alberi del Giardino sono già in fiore ed hanno contribuito a rasserenare con la loro bellezza la nostra giornata.

15 Maggio 2022 0 comment
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Il Giardino della Memoria

GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI IL 3 MARZO 2022 SI INIZIA CON LA POTATURA

by Amministratore 23 Febbraio 2022

 

La primavera segna, per il frutteto, il momento della potatura o meglio, a voler dare ascolto alla saggezza popolare, questa dovrebbe iniziare quindici giorni prima dell’equinozio di primavera che cadrà il 20 marzo prossimo.

 

Forse la stagione più bella dell’anno, quella che porta con sé la rinascita e la capacità di dar nuove forme, colori e profumi ad ogni cosa. La stagione in cui sboccia la speranza.
C’è comunque un pizzico di ansia è chiaro che la potatura degli alberi del Giardino della Memoria è un momento importante e delicato pensando ai frutti estivi. 
Abbiamo imparato in undici anni che quando si parla di potatura, inevitabilmente si segue un sentiero a metà tra botanica e tradizione ed è proprio questo che gli regala un fascino particolare. Ogni anno il rito si ripete e per dieci anni lo ha “celebrato” Enzo Sebastiani ora nostro socio onorario. Lo abbiamo sempre visto prima girare intorno all’albero con occhio attento, quasi ad ascoltare silenziosamente le necessità della pianta, diverse di anno in anno. Poi, con la determinazione di chi segue un disegno prestabilito, inizia la danza a suon di forbici e seghetto. Dalla sua concentrazione, capiamo quanto sia pensato ogni suo gesto. Dal suo silenzio leggiamo l’attesa della risposta dell’albero, la conferma di aver eseguito la cosa giusta. Solo così nel tempo abbiamo percepito come ciò che è teoria diventa mestiere. Quanto abbiamo letto tutti noi sulle potature e anche ad osservare il “maestro” rimanendo vicini agli alberi, sembra tutto molto semplice. I dubbi nascono quando qualche volta si impugnano le forbici e ci si domanda da dove si inizia. 

 

 
Quest’anno il 3 marzo prossimo ci ritroveremo al Giardino della Memoria per la potatura e ancora una volta per imparare: un giorno di neo-ruralità per i nostri soci, che sarà realizzato anche per ritrovarci in questi tempi cosi solitari per la pandemia.

 

Chi ci legge sa che noi vorremmo che il Giardino della Memoria, seppur storicamente recente, fosse come un luogo ancestrale di proiezione dell’uomo contadino nel territorio e nel paesaggio. 
Un luogo materiale crocevia dell’immateriale, di quello che potremmo definire “territorio culturale materiale” appartenente alla comunità locale e aquilana visto che è dedicato alle tante vittime del sisma del 2009.
Un luogo, materiale, dove confluisce la cultura agricola dell’Appennino ricca di biodiversità con tanto bello da vedere e tanto buono da gustare. Il Giardino vuole racchiudere un patrimonio culturale immateriale fatto anche di competenze come la potatura degli alberi e deve alimentare il quotidiano dei nostri pensieri motivandoci nel ridare forza, incisività, vitalità, contemporaneità a questo vissuto storico, materiale ed etico del territorio.

 

Incontriamoci per la potatura al Giardino della Memoria che sarà vissuto come esperienza materiale, praticabile, in maniera contemporanea, ciò è molto importante per noi e per quelli che domani arriveranno a prendere il nostro posto.

 

Il Giardino della Memoria è un progetto etico, fatto di materia, di pensieri, conoscenze, sapienze, amicizie, per esso ricercate e praticate.

 

 

23 Febbraio 2022 0 comment
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Il Giardino della Memoria

IL GIARDINO DELLA MEMORIA RISPONDE APPIENO AD ALCUNI OBIETTIVI DELLA STRATEGIA NAZIONALE PER LA BIODIVERSITA’

by Amministratore 13 Dicembre 2021

 

 

Il Ministero della Transizione Ecologica ha redatto, con il contributo di ISPRA, la proposta della Strategia Nazionale Biodiversità 2030. Il testo si incentra sulla necessità di invertire, a livello globale, l’attuale tendenza di perdita di biodiversità e il ripristino degli ecosistemi.

 

L’elaborazione di una Strategia Nazionale per la Biodiversità (SNB) rientra tra gli impegni assunti dall’Italia, nel 1992, con la ratifica della Convenzione sulla Diversità Biologica.
La Strategia relativa al decennio 2011-2020 aveva definito tre obiettivi strategici: garantire la conservazione della biodiversità ed assicurare il ripristino dei servizi ecosistemici; ridurre in modo sostanziale l’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità; integrare la conservazione della biodiversità nelle politiche economiche e di settore ponendosi, inoltre, una visione strategica al 2050 volta al ripristino, alla resilienza e all’adeguata protezione di tutti gli ecosistemi del pianeta, tenendo conto del valore della biodiversità per il contrasto ai cambiamenti climatici, la salute e l’economia.
La Strategia Nazionale Biodiversità 2030, in coerenza con la Strategia europea, conferma la Vision al 2050 e identifica due obiettivi strategici: costruire una rete coerente di Aree Protette terrestri e marine; ripristinare gli ecosistemi terrestri e marini, declinati in otto Ambiti di intervento (Aree Protette; Specie, Habitat ed Ecosistemi; Cibo e Sistemi Agricoli, Zootecnia; Foreste; Verde Urbano; Acque Interne; Mare; Suolo).
Una parte del documento è dedicata ai “Vettori”, ambiti trasversali di azione che possono facilitare, rafforzare e concorrere al raggiungimento degli obiettivi della Snb 2030 come, per esempio, rafforzare l’attuazione e l’applicazione della legislazione ambientale e promuovere l’economia circolare e migliorare le conoscenze, l’istruzione e l’educazione.
Per quanto riguarda le incidenze che la Snb 2030 avrà nello specifico sul settore agro-alimentare, si intende garantire un sentiero di sostenibilità non solo ai fini della salvaguardia e alla tutela delle varie componenti ambientali (suolo, acqua e biodiversità e tutti i servizi ecosistemici) ma anche del sostegno alle stesse funzioni produttive del settore.
Tra i delicati equilibri da garantire, si considera il ruolo degli insetti impollinatori rispetto all’uso eccessivo di prodotti fitosanitari pericolosi e alla riduzione dell’inquinamento causato dal rilascio di sostanze pericolose per la biodiversità e la nostra salute.
Anche gli elementi caratteristici del paesaggio sono essenziali per la produzione di una serie di esternalità positive, ad esempio, la fornitura di habitat, il contrasto all’erosione del suolo e l’aumento della fertilità, il miglioramento della qualità dell’acqua e l’aumento della sua quantità, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Alcuni punti cruciali del piano strategico con i quali il Giardino della Memoria di Lucoli si rivela sintonico:
  • aver predisposto una riserva integrale di biodiversità vegetale con le cultivar appartenenti agli antichi pomari originarie dell’Aquilano;
  • aver predisposto un opera di restauro di un habitat e relativa connettività ecologica;
  • aver ripristinato uno stato di conservazione soddisfacente per le specie, tra cui uccelli (che trovano cibo nei frutti del Giardino) e insetti impollinatori
  • aver dimostrato alla comunità che è possibile un cambio di passo ecologico in tema di agricoltura;
  • aver realizzato iniziative didattiche sulla biodiversità indirizzate verso i giovani della comunità locale.
Già dalla piantagione del primo albero, simbolo del Giardino, ci siamo rivolti ai bambini

 

Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti in dieci anni di gestione di questo progetto dal valore morale ed ora scientifico, che merita di essere preservato e vincolato in sede regionale.

 

È utile ricordare che, a differenza del decennio scorso, la Strategia Europea per la Biodiversità (cui l’Italia deve dare attuazione) ha avuto un supporto politico di livello assoluto (dalla Presidente Ursula von der Leyen in giù) ed è stata sostenuta da un’importante risoluzione del Parlamento europeo.

 

Viviamo un momento storico davvero borderline. Possiamo cambiare la storia in meglio o continuare a farci del male. 
Ciascuno dei nostri soci sa che può influenzare, anche nel suo piccolo ambito, il cambiamento: nel bene e nel male, nel poco o nel tanto. 

 

Noi continuiamo con il nostro impegno, ognuno di noi per quello che potrà fare, il Giardino della Memoria di Lucoli è un passo verso la costruzione del cambiamento.

 

Veduta del Giardino della Memoria di Lucoli (foto Maimeri)

 

Nella sezione “Giardino dei Semplici” gli insetti impollinatori trovano molti fiori

 

 

 

13 Dicembre 2021 0 comment
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Il Giardino della Memoria

ENZO SEBASTIANI E IL GIARDINO DELLA MEMORIA

by Amministratore 1 Dicembre 2021

Senza questo grande uomo il Giardino della Memoria di Lucoli forse non esisterebbe o non sarebbe comunque lo stesso.

Enzo Sebastiani insieme al Sindaco dell’Aquila Biondi, al Direttore del Keren Kayemeth LeIsrael Arieli,  al Sindaco di Lucoli Chiappini ed al Vicepresidente Vicario del Consiglio Regionale Abruzzo Santangelo

 

Dopo undici anni di lavoro con la nostra Associazione Enzo cede il passo nella manutenzione del Giardino (con nostro grande rammarico) ma continuerà a darci forza e consigli positivi in qualità di Socio Onorario di NoiXLucoli: le sue piante, che vegetano nel Giardino, sono come figli e non li abbandonerà.
Enzo Sebastiani, aquilano, esperto botanico, ha lavorato per oltre cinquant’anni al vivaio forestale Mammarella di Sant’Elia (L’Aquila) prima gestito dal Corpo Forestale dello Stato e poi dalla Regione Abruzzo. Nei periodi di piena attività il Vivaio ha prodotto anche 6 milioni di piante.
Il lavoro di una vita lo ha portato a riscoprire oltre settanta varietà di frutta antica nei territori montani abruzzesi, da quello aquilano alle colline di Campotosto, Montereale e Farindola, fino a Ocre. Una vita intera dedicata alle piante, agli innesti, alla riscoperta della frutta antica, alla cura di migliaia di varietà di arbusti. Pere, mele, ciliegie, amarene, fichi, le varietà riscoperte sono frutto di un’accurata ricerca e un’attenta analisi del territorio che Enzo ha perlustrato scrupolosamente alla ricerca di alberi da frutto abbandonati.
Enzo ha visitato molte volte, prima di conoscerci, l’Abbazia di San Giovanni, la sua sfida era il Morus Nigra centenario che vi vegeta davanti: una pianta difficile da propagare che sembrava voler tenere per se i suoi segreti. Insieme a NoixLucoli, che ne ha capito il valore chiedendone la tutela come albero monumentale, l’ha curata preservandola dalle micosi che l’avevano colpita e dalle fratture dei rami che la minacciavano ed alla fine è riuscito anche a far vivere una talea che ha donato al Giardino della Memoria.

 

 

Enzo Sebastiani è il nostro mentore ci ha insegnato tutto: la sua passione per la botanica e la didattica ci ha contagiati e formati. La sua passione per i semi, a cui non resiste e ricerca in ogni luogo, ci ha insegnato la diversità dell’esistenza e l’equilibrio della qualità della vita. Ci ha fatto toccare con mano la biodiversità delle piante, che in caso di avversità, come le trasformazioni climatiche che stiamo vivendo, riescono ad adattarsi alle nuove condizioni.
Enzo è stata la nostra “banca dei semi” ha preservato molta della biodiversità frutticola dell’Aquilano, le parole che scriviamo non potranno mai conferirgli il pieno senso dell’affetto e della stima che nutriamo nei suoi confronti: lui ben sa che la nostra vita sulla terra dipende dalle piante e dalla capacità dei loro semi di farla nascere.  

 

La didattica per le scuole al Giardino della Memoria: Enzo Sebastiani docente

 

L’autorevolezza di un sapiente

Enzo in qualità di socio onorario della nostra Associazione seguirà le scelte botaniche del Giardino, collaborerà con il nuovo manutentore trasferendo lo storico degli interventi sulle piante e si occuperà dell’aggiornamento dei nostri soci.

 

1 Dicembre 2021 0 comment
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Il Giardino della Memoria

IL 16 E 17 OTTOBRE DURANTE LE GIORNATE FAI E’ STATO VISITATO IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI

by Amministratore 4 Novembre 2021
Quest’anno le Giornate FAI hanno interessato anche Lucoli: L’Abbazia di San Giovanni Battista ed il Giardino della Memoria e la Chiesa di San Menna.
Gli itinerari FAI hanno riguardato in generale borghi, percorsi naturalistici e visite a luoghi “verdi” quali ad esempio il Giardino della Memoria, poco conosciuto agli stessi abitanti delle città vicine e ciò nel solco del crescente impegno della Fondazione per la diffusione di una più ampia “cultura della natura”.
La Dottoressa Elena Sico Direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo in visita al Giardino della Memoria

 

I visitatori sono stati accolti dal profumo dei fiori e delle erbe aromatiche, hanno percepito l’energia e l’intelligenza delle piante, la forza e l’ossigeno degli alberi, i colori accesi delle mele rosse (che hanno voluto in tanti degustare essendo totalmente biologiche).
I nostri soci hanno illustrato l'”antiquariato vegetale”, del territorio Aquilano, che viene allevato nel Giardino. I visitatori hanno percepito la nostra passione per la ricerca, per l’ archeologia arborea, mai separata da un approccio biologico.
I visitatori ammirano gli alberi ed i frutti antichi

 

Senza neanche saperlo, molti dei visitatori non avevano mai visto un albero di pere o mele cotogne, oppure di corbezzoli. Ancora oggi queste piante antiche rappresentano un patrimonio inestimabile per la biodiversità che è tutelata nel Giardino della Memoria di Lucoli e che vale la pena di ricominciare ad apprezzare, piuttosto che ricercare frutti esotici provenienti da paesi lontani, estranei alla nostra tradizione, magari pagandoli a caro prezzo.
Abbiamo spiegato ai numerosi visitatori che esistono molti frutti che sono scomparsi, o che vanno scomparendo dal mercato, e che per molti di noi sono sconosciuti perché sono diventati una rarità. Sono dei frutti solitamente “bruttini”, esteticamente non molto attraenti, magari con un gusto un po’ particolare: sono quelli che vengono chiamati “frutti antichi” (nel senso che in passato venivano maggiormente utilizzati).
I frutti antichi non sono altro che quei frutti che, soprattutto dal dopoguerra in poi, sono andati via via scomparendo dal mercato. Non per nostra scelta, ma come conseguenza dell’avvento della frutticultura industriale: un processo necessario e spesso inevitabile ma che, comunque, noi dobbiamo necessariamente subire.
Quando si parla di frutti antichi, ci si riferisce più precisamente a quelle specie vegetali già esistenti sul nostro territorio Aquilano oggi trascurate dalla nostra agricoltura, e scomparse dalle nostre tavole. Questo inesorabile processo di abbandono di coltivazioni agricole tradizionali, oltre che dalla produzione industriale di massa, è stato favorito anche dalle importazioni.

 

Una breve storia del Giardino della Memoria ed il suo significato morale e scientifico
Una delle cultivar più ammirate: la mela a candela

 

La cultivar del Pero cotogno

 

I visitatori accompagnati dal Prof. Giuseppe D’Annunzio
Il Giardino della Memoria di Lucoli sito di conservazione della Biodiversità Vegetale

 

Ringraziamo tutti i visitatori che hanno partecipato a questa iniziativa del FAI insieme abbiamo provato a chiudere gli occhi e per un attimo, ci siamo sforzati di tornare bambini, abbiamo provato a ricordare l’emozione che si prova nel trovare, dopo aver tanto cercato, un tesoro nascosto. Le mani che aprono, guidate dalla curiosità, uno scrigno e dentro la meraviglia: non denaro, né gioielli ma tanti piccoli frutti, soprattutto le mele, dai colori, dalle forme, dai sapori sconosciuti eppure misteriosamente familiari. Insieme abbiamo riscoperto e degustato i frutti antichi, preziosi perché raccontano del nostro passato, raccontano di noi e dell’identità della nostra terra. Molte persone si sono commosse: il Giardino della Memoria ha emanato anche in questa occasione sensazioni profonde.
Ringraziamo la Professoressa Vincenza Turco, Capo delegazione del FAI l’Aquila, per la vicinanza dimostrata a questo progetto.

 

 

4 Novembre 2021 0 comment
0 FacebookTwitterPinterestEmail
JoAnn Ugolini e Don Cushman
Il Giardino della Memoria

I NOSTRI SOSTENITORI TORNANO A VISITARE IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI

by Amministratore 4 Novembre 2021
Per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell’incontro, della seduzione e dell’avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa all’amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima. Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, come l’odissea […](Claudio Magris, l’Infinito viaggiare).
Il foliage del Giardino della Memoria – Ottobre 2021

 

JoAnn Ugolini e Don Cushman tornano da tanti anni a Lucoli a visitare il Giardino della Memoria e questo anno hanno adottato un secondo albero. Tornare in luogo è un po’ come rivedere un film (o rileggere un libro). La prima volta si è attratti dalle grandi emozioni, dalla trama, dai colpi di scena. Quando lo si rivede è come si fosse più attenti ai dettagli: si notano le scelte del regista, si presta più attenzione alle espressioni degli attori, a dialoghi che la prima volta erano scivolati via. Al ritorno è come se questo ingombro mentale che ti fa sentire in dovere di fare certe cose non ci fosse più……. e loro ritornano da dieci anni! E notano più di noi i particolari. 

 

JoAnn e Don vicino al Melo Romanella adottato quest’anno

 
Visitando il Giardino ci hanno chiesto se immaginavamo, dieci anni fa, che sarebbe divenuto un luogo così bello, loro tornando ne apprezzano la bellezza e l’armonia e annotano i cambiamenti, la nostra risposta è stata certamente negativa. La nostra “visione” del Giardino è intrisa di quotidianità, di fatica, di problemi da risolvere primo tra tutti quello dell’irrigazione: raggiungiamo l’equilibrio emozionale solo quando le piante stanno bene.

 

Melo Romanella

 

La famiglia Ugolini (originaria dell’Abruzzo) ha adottato un Melo Romanella piantumato al Giardino della Memoria che viene da un ceppo ritrovato a Scoppito (AQ). Si tratta di una qualità simile alla Mela Rosa (chiamata anche: pianella, rosetta, durella, appietta). Una varietà-popolazione il cui biotipo tradizionale si è individuato per lo più nell’area pre-appeninica dei monti Sibillini.
Il frutto è medio-piccolo, irregolare, di forma appiattita asimmetrica, buccia liscia di medio spessore od anche spessa, di colore verde intenso soffuso o striato di colore rosso-vinoso (comunemente detto rosa). Il frutto ha un peduncolo molto corto e presenta una rugginosità localizzata nella zona peduncolare. Polpa di colore bianco traslucido, soda, croccante, di sapore zuccherino acidulo e profumata, molto serbevole. Le piante della Mela Romanella presentano un’ottima resistenza al freddo ed i frutti manifestano una buona resistenza alla ticchiolatura ed alle più comuni avversità biotiche. Per tale motivo le piante risultano idonee per una coltivazione a basso impatto ambientale.
Oltre al consumo fresco, i frutti venivano utilizzati anche per cottura sotto brace o al forno o per confezionare vari tipi di dolci. Già dal tempo dei romani la Mela Rosa, poi chiamata Romanella, era conosciuta e molto ricercata, come affermato anche nelle satire oraziane di Quinto Orazio Flacco nel 65 a.C., grazie alla sua polpa acidula e zuccherina con un profumo intenso ed aromatico che permane in bocca.
Mela Romanella il frutto

Ringraziamo i nostri affezionati amici che ci sostengono e contribuiscono a far conoscere questa nostra esperienza in California dove vivono e per meglio ringraziarli li abbiamo messi a lavorare! Ci hanno aiutato a togliere le reti di protezione delle 9 piante che proteggiamo come Agricoltori Custodi.

 
L’occasione è buona per lavorare: tolte le reti protettive agli alberi posizionate per preservare i frutti

 

4 Novembre 2021 0 comment
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Gillian Nevers
Il Giardino della MemoriaSenza categoria

THAT IS A PROMISE: IF WE CAN, WE WILL VISIT OUR ADOPTED TREE AND THE GARDEN OF REMEMBRANCE

by Amministratore 9 Ottobre 2021

Gillian and Dan Nevers
 
 
I’ve been trying to remember the last time I visited the Garden of Remembrance. It may have been as long ago as November, 2013.
 
It’s disturbing that I haven’t been back since then, but with changes in my Italian family’s lives – my son’s working in Naples and then Milan, and my two granddaughters attending university in Milan— Dan (my husband) and I have spent shorter periods of time, mostly weekends, in L’Aquila.
 
During those weekends, when not occupied with family events and activities, and without a car of our own, we spent our free time walking through the hilly streets of l’Aquila, taking stock of changes as the city is slowly rebuilt. There was little time to drive the short way to Lucoli, even if we had access to a car. Then, came Covid and all travel stopped.
 
Never dreaming that the world would be locked down for more than a year, we planned on traveling to Italy in Spring, 2020. Then, in Autumn of 2020. Then, in May of 2021 only to postpone our plans until October, 2021. It’s now October and the Delta variant and so many unvaccinated people have made it impossible for an October trip to happen. It goes on and on.
 
This all makes me very, very sad. But, there are bright spots. I’m fortunate to live in a community with a high vaccination rate, so although I cannot travel to another country, I can move about my community safely, especially out of doors. I’m also fortunate that there are many farmer’s markets where I live, and one is within a short walk from my home. Last Sunday the market stands were filled with the last of summer’s tomatoes and an abundance of squash—acorn, crook-necked, butternut-and apples. Best of all, my favorite apple orchard’s stand had a variety of pears.
 

I have a special fondness for pears-so, it’s fitting that the tree Dan and I adopted in the Garden of Remembrance is a pear tree. It’s a Williams, or as we call them in Wisconsin where I live, a Bartlett pear. There were no Williams pears last Sunday, so I purchased a dozen Harrows-a slightly smaller pear with similar texture and taste.

That afternoon I made a pear tart.

I recently learned that Lucoli derives it’’s name from the Roman word Lucus-meaning a green area, a place cultivated more like a wooded park than a forest. A scared grove. Walking home from the market, I crossed a vast park-like space with enormous trees native to Wisconsin. This green space was planted many years ago when a small woman’s college was founded by Dominican nuns. Although, I don’t know for certain if the space was meant to be a scared grove or if it were intended as a place for contemplation or memory, I always feel a sense of calm when I walk through it. And, when one of the beautiful trees falls in a storm or is cut down, I mourn it’s loss.
As I arranged slices of pears over the crust for the tart I was making, I thought about a scared grove thousands of miles away. An orchard conceived and planted and maintained by a group of dreamers who took an incredible tragedy and created a Lucus-a scared place for all to visit and remember those lost in the 2009 earthquake .
As I write this, I hope that Dan and I will be able to go to Italy in spring of 2022.
If we can, we will visit our adopted tree and the Garden of Remembrance.
That is a promise.
***
Ho cercato di ricordare l’ultima volta che ho visitato il Giardino della Memoria. Potrebbe essere stato tanto tempo fa, nel novembre 2013.
 
È inquietante che non siamo tornati da allora, ma con i cambiamenti nella vita della mia famiglia italiana – mio figlio ha lavorato a Napoli e poi a Milano, e le mie due nipoti frequentano l’università a Milano – Dan (mio marito) e io abbiamo trascorso periodi più brevi di tempo, per lo più nei fine settimana, a L’Aquila.
 
Durante quei fine settimana, quando non eravamo occupati da eventi e attività familiari e senza un’auto propria, trascorrevamo il nostro tempo libero passeggiando per le strade dell’Aquila, facendo il punto sui cambiamenti mentre la città veniva lentamente ricostruita. C’era poco tempo per andare a Lucoli, anche se avevamo la possibilità di avere un’auto. Poi è arrivato il Covid e tutti i viaggi si sono fermati.
 
Non ci saremmo mai sognati che il mondo sarebbe rimasto bloccato per più di un anno, abbiamo programmato di viaggiare in Italia nella primavera del 2020. Poi, nell’autunno del 2020. Poi, nel maggio del 2021 solo per rimandare i nostri piani a ottobre 2021. È ora ottobre e la variante Delta e così tante persone non vaccinate hanno reso impossibile che si realizzasse un viaggio di ottobre. 
Tutto questo mi rende molto, molto triste. Ma ci sono punti luminosi. Ho la fortuna di vivere in una comunità con un alto tasso di vaccinazione, quindi anche se non posso viaggiare in un altro paese, posso muovermi in sicurezza nella mia comunità, soprattutto all’aperto. Sono anche fortunata che ci siano molti mercati agricoli dove vivo, e uno è a pochi passi da casa mia. La scorsa domenica le bancarelle del mercato erano piene degli ultimi pomodori estivi e di un’abbondanza di zucca: ghiande, dal collo storto, butternut e mele. La cosa migliore è che il banco del frutticoltore preferito aveva una varietà di pere. 
Ho una predilezione speciale per le pere, quindi è giusto che l’albero che Dan e io abbiamo adottato nel Giardino della Memoria sia un pero. È un Pero Williams, o come la chiamiamo nel Wisconsin dove vivo, una pera Bartlett. Non c’erano pere Williams domenica scorsa, quindi ho acquistato una dozzina di Harrows, una pera leggermente più piccola con consistenza e sapore simili. Quel pomeriggio ho fatto una torta di pere.
Ho saputo da poco che Lucoli deriva il suo nome dal vocabolo romano Lucus, che significa bosco. Un bosco sacro. Tornando a casa dal mercato, ho attraversato un vasto spazio simile a un parco con enormi alberi originari del Wisconsin. Questo spazio verde è stato piantato molti anni fa quando un piccolo college femminile è stato fondato da suore domenicane. Anche se non so per certo se lo spazio fosse pensato per essere un bosco sacro o se fosse inteso come luogo di contemplazione o memoria, provo sempre un senso di calma quando lo attraverso. E, quando uno dei bellissimi alberi cade in una tempesta o viene abbattuto, piango la sua perdita.
Mentre disponevo le fette di pere sulla crosta per la crostata che stavo preparando, ho pensato a un memoriale di alberi a migliaia di chilometri di distanza. Un frutteto ideato, piantato e mantenuto da un gruppo di sognatori che hanno subito un’incredibile tragedia e hanno creato un Lucus, un luogo spirituale aperto a tutti da visitare per ricordare coloro che sono morti nel terremoto del 2009.
Mentre scrivo, spero che Dan ed io potremo andare in Italia nella primavera del 2022.
Se potremo, visiteremo il nostro albero adottato e il Giardino della Memoria.
Questa è una promessa.

 

 

Gillian e Dan sono i nostri soci del Wisconsin dal 2011, affezionati e sensibili, sempre interessati a NoiXLucoli: anche loro sono dei sognatori come noi.

 

9 Ottobre 2021 0 comment
0 FacebookTwitterPinterestEmail
il restauro dei beni comuni
Il Giardino della MemoriaSenza categoria

2 OTTOBRE MANUTENZIONE DEI SOCI AL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI

by Amministratore 7 Ottobre 2021

Il Giardino della Memoria del Sisma di Lucoli è un luogo molto amato dai volontari che lo accudiscono e non solo da loro. 

E’ un monumento verde nato dalla solidarietà di molti e dedicato alle vittime del terremoto d’Abruzzo del 2009, in dieci anni è divenuto anche un “libro” vivente che contiene tante storie di piante, anche quelle delle mele che raccontano le vicissitudini delle loro esistenze nell’Appennino Aquilano. Anche la storia di altre specie come quella del rosmarino che gli antichi chiamavano la “rugiada del mare” e che difendeva le case dal male, era di buon auspicio per gli sposi, era l’erba della memoria, era l’elisir della giovinezza e nel nostro monumento verde si dispiega sulla  muraglia. La storia del Gelso che vegeta nel Giardino, propagato da quello ultracentenario che vive di fronte l’Abbazia di San Giovanni: il morus nigra, il “moro” dei contadini. Per una tradizione antichissima e leggendaria il colore delle “more” (bianche o nere) è fatta risalire a una triste faccenda d’amore che accadde in Babilonia, come documentò Ovidio, quella tra Piramo e Tisbe. I gelsi neri portano il lutto dei due innamorati, così pensavano i romani e non potevano prevedere che ai giorni nostri i morus nigra si stanno estinguendo mentre i gelsi cinesi (con more bianche) si diffondono.

Veduta del Giardino e dell’Abbazia di San Giovanni Battista (foto Manieri)

 

 
Il Giardino della Memoria non ci fa pensare solo alla botanica, alle sue leggende ed al giardinaggio ma anche ai luoghi della conca aquilana dove la pazienza del vivaista Enzo Sebastiani, che ci supporta da dieci anni, ha trovato molte delle cultivar antiche piantate in questo luogo, come la Mela zitella della foto che proviene da San Felice d’Ocre (da villa Antonini, cardiologo molto conosciuto all’Aquila).
Cultivar Melo Zitella

Trascorso un anno ci siamo ritrovati per lavorare alla manutenzione del Giardino come volontari dell’era Covid.

Il nostro intento non è stato quello di essere eroici (abbiamo le nostre paure sul contagio), ma di curare le piante e migliorare questo luogo, che è di tutti, anche smuovendo le coscienze, mostrare e percorrere strade, coltivare il senso di appartenenza solidale alla comunità. Ogni volta che ci incontriamo ci rimproveriamo perché si coinvolge una quota minoritaria della popolazione e quindi ci diciamo che dobbiamo trovare forme di impegno e linguaggi nuovi per fare in modo che molte persone possano beneficiare della bellezza del Giardino, della forza dell’aggregazione e dell’amicizia. È normale che esistano persone le quali non hanno propensione a impegnarsi in percorsi strutturati e duraturi magari all’interno delle associazioni, ma il volontariato è prima di tutto un modo di essere dentro la società, un modo di essere dell’individuo e trova la sua naturale propensione a creare comunità tramite relazioni di senso.
Il Giardino della Memoria ha un grande valore morale e quindi un “senso” condivisibile.

 

 

Restauro della “casa” dei nomi delle vittime del sisma del 2009

 

Realizzata una nuova aiuola all’interno del Giardino e nuove panchine che godranno dell’ombra della quercia.

 

La cura degli alberi: il Sorbo domestico adottato dagli amici californiani Ruth White ed Alan Block aveva bisogno di sostegni.

 

 

Dopo una giornata di lavoro la foto ricordo

 

Ringraziamo i Professori Giuseppe D’Annunzio e Fernando Lucchese per averci visitato al Giardino
Ringraziamo i nostri soci per esserci: pensiamo che ogni azione individuale di solidarietà, di costruzione di bellezza, di dare una mano per migliorare il bene comune di una comunità, conti.
Alla prossima!

 

 

Cultivar Melo cipolla

 

7 Ottobre 2021 0 comment
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Il Giardino della Memoria

I DIECI ANNI DEGLI ALBERI DEL GIARDINO DELLA MEMORIA FOTOGRAFATI DAL DRONE

by Amministratore 2 Luglio 2021

Per celebrare i dieci anni del Giardino della Memoria il fotografo Ercole Maurizio Manieri ci ha fatto dono di queste bellissime foto dell’area attorno all’Abbazia di San Giovanni Battista.

Ringraziamo di cuore questo nuovo amico solidale con noi volontari.

 

 

 

 

2 Luglio 2021 0 comment
0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • …
  • 11

Articoli recenti

  • Un’associazione locale non deve smettere di presidiare il territorio, specialmente in ambiti sensibili come quello ambientale, dove la legittimazione a ricorrere è garantita se l’ente dimostra una continuità d’azione
  • «La cura della memoria è necessaria quanto il nutrimento per il corpo»
  • UN PROGETTO A NOI CARO: L’ARTE DI LUCOLI SUI MURI DELLE CASE RESTAURATE DOPO IL SISMA
  • Le cose più belle della vita non si trovano sotto l’albero, ma nelle persone che ti stanno vicino. Buon Natale!
  • “L’Altro Natale quello del silenzio” proviamo così a celebrare la forza delle radici come strumento di unione e riflessione

Commenti recenti

  1. Noi x lucoli su CIELI BLU DOMENICO
  2. Noi x lucoli su “Prendi un angolo del tuo paese e fallo sacro”: il Giardino della Memoria di Lucoli è questo luogo
  3. fabrizio soldati su NON ESISTONO IL BUONO NE’ IL CATTIVO, SIAMO TUTTI MARTIRI E TUTTI BOIA. E’ L’UMANITA’ CHE E’ FATTA COSI’.
  4. Unknown su GLI ALBERI DEL GIARDINO DELLA MEMORIA: IL MELO A CIPOLLA
  5. amministratore su PER LA RICORRENZA DEL DODICESIMO ANNIVERSARIO DEL SISMA DEL 2009 FESTEGGEREMO CON IL RICONOSCIMENTO DEL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI COME SITO DI CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA’ DI INTERESSE AGRICOLO ED ALIMENTARE

Categories

Designed by moidesigner.com


Back To Top
NOI X LUCOLI
  • Home
  • Chi siamo
  • Il Giardino della Memoria
    • Agricoltori custodi
    • I frutti antichi
    • Attività
    • Adozioni
  • territorio
    • Ambiente
    • Comunità
    • Archivio fotografico storico
  • Foto
  • Video
  • Blog
  • Contatti