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Il Giardino della Memoria

Il Giardino della Memoria

LE PIANTE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA: l’Elicriso

by Amministratore 8 Luglio 2011


Nel giardino della Memoria l’elicriso è piantato sulla muraglia all’altezza delle scale che accedono al giardino.
CARATTERISTICHE GENERALIL’elicriso, nome scientifico Helichrysum Italicum L., appartiene alla famiglia delle Asteraceae (Compositae). E’ una pianta arbustiva originaria dell’Europa meridionale tipica della macchia mediterranea alla quale conferisce il profumo caratteristico. E’ molto utilizzata non solo in profumeria ma anche molto apprezzata per le tante proprietà terapeutiche.
L’Elicriso è una pianta perenne che ha la particolarità di essere completamente ricoperta da una fitta peluria biancastra che emana un aroma caratteristico. I fusti sono alti fino a 30 cm, senza rami. Le foglie sono lineari-lanceolate. I fiori sono piccoli, raccolti in ombrella di colore giallo pallido e fiorisce per tutta l’estate.
PROPRIETA’L’Elicriso contiene olio essenziale, tannino, acido caffeico.
Le proprietà dell’elicriso sono: sedativo, bechico e stimolante della circolazione sanguigna.

PARTI UTILIZZATE DELLA PIANTA

Dell’elicriso si utilizzano le sommità fiorite raccolte all’inizio della fioritura e lasciate essiccare in luoghi ventilati e bui.
Conservano a lungo il colore e l’aroma anche dopo l’essicazione.
COME SI UTILIZZA
L’infuso o il decotto di elicriso sono ottimi nei casi di bronchite e tosse, per i dolori reumatici e le varici.
Gli impacchi per le pelli irritate ed infiammate, i geloni, le emorroidi. Gli impacchi inoltre sono ottimi per riattivare la circolazione sanguigna quindi molto efficaci nel caso di mani e piedi freddi.
L’olio essenziale di elicriso è molto apprezzato in profumeria, rinforza la pelle dagli agenti atmosferici, tonifica e decongestiona.
CURIOSITA’L’elicriso è anche conosciuto come Semprevivo probabilmente dovuto al fatto che conserva il colore dei fiori molto a lungo assieme al suo profumo.
L’ELICRISO IN CUCINA
Riso al cocco, arachidi e elicriso
Ingredienti
Per due persone:
200g riso
100ml crema di cocco
4 cucchiai di burro di arachidi
1 cucchiaini di miele
1 cucchiaio di foglie di elicriso
Preparazione
Cuocere normalmente il riso.
Preparare una salsa con la crema di cocco, il burro di arachidi, il miele, e le foglie di elicriso tritate, ponrla sul fuoco a fiamma bassa per alcuni minuti.
Condire il riso con la salsa di cocco e arachidi.

Contenuti in parte tratti dal sito http://www.elicriso.it/

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Il Giardino della Memoria

LE PIANTE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA: Il Timo

by Amministratore 8 Luglio 2011



CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Thymus appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, comprende specie originarie delle regioni mediterranee occidentali. Questo genere rappresenta un insieme di piante (comunemente conosciute come Timo) straordinarie che crescono spontanee soprattutto nei terreni aridi e sassosi sia in montagna (fino ad un’altitudine di 1.500 m s.l.m.) che in prossimità del mare. La parola timo deriva dal greco “Thymon” attraverso il latino “Thymum che indica appunto questa pianta. E’ una pianta arbustiva perenne alta fino a 40-50 cm con un fusto legnoso nella parte inferiore e molto ramificato che forma dei cespugli molto compatti.
Le foglie in quasi tutte le specie sono piccole e allungate con una colorazione variabile dal verde più o meno intenso, al verde chiaro, al grigio, all’argento, ricoperte da una fitta peluria in quasi tutte le specie.
I fiori sono di colore bianco – rosato, ermafroditi e crescono all’ascella delle foglie in infiorescenze a spiga e sono ad impollinazione entomofila, soprattutto ad opera delle api. I frutti sono degli acheni contenenti ciascuno quattro semi ricoperti da un guscio di colore marrone.
Nel Giardino della Memoria abbiamo piantumato il THYMUS VULGARIS e si trova nella parte sinistra della muraglia vicino alla strada di accesso all’Abbazia.
Il Thymus vulgaris è una pianta straordinaria che possiede numerose virtù e viene normalmente utilizzata a scopi terapeutici. Le foglie sono lanceolate, strette e sono di colore verde-grigiastro e ricoperte da una fitta peluria nella pagina inferiore. I fiori, di colore bianco – rosati compaiono dalla primavera inoltrata e per tutta l’estate.

PROPRIETA’ AROMATICHE

E’ una pianta dalle innumerevoli virtù e benefici. La composizione in principi attivi è variabile a seconda dell’epoca di raccolta, delle condizioni di coltivazione e di come la pianta viene raccolta e conservata. In linea di principio comunque i principali costituenti responsabili delle innumerevoli virtù del timo sono i fenoli per in particolare: il timolo (per un 30-70%); l’altro è il carvacloro (per un 3-15%). Altri costituenti degli oli essenziali sono: linalolo, cimolo, cimene, timene, apinene, luteolina ed altri. Se il timo viene raccolto durante l’inverno il contenuto in fenoli è basso con predominanza del timolo, se raccolta in estate si ha un’alta concentrazione di fenoli e soprattutto carvacloro.
PROPRIETA’
La composizione in principi attivi del timo è variabile a seconda dell’epoca di raccolta, delle condizioni di coltivazione e di come la pianta viene raccolta e conservata. In linea di principio i principali costituenti responsabili delle loro innumerevoli virtù sono i fenoli ed in particolare: il timolo (per un 30-70%) che è un antisettico, antispasmodico e vermifugo che si usa nella preparazione dei prodotti a base di timo da utilizzare per uso interno ed esterno (viene utilizzato dagli imbalsamatori moderni); l’altro è il carvacloro (per un 3-15%), un antisettico molto utilizzato in profumeria.
Altri costituenti degli oli essenziali di timo sono: linalolo, cimolo, cimene, timene, apinene, luteolina.
Se la pianta viene raccolta durante l’inverno il contenuto in fenoli è basso con predominanza del timolo, se raccolta in estate si ha un’alta concentrazione di fenoli e soprattutto carvacloro.
In virtù dei suoi principi attivi il timo trova largo impiego per la sua azione antisettica, antimicrobica, balsamica ed espettorante.
PARTI UTILIZZATE DELLA PIANTA
Del timo si utilizzano le sommità fiorite che si raccolgono da aprile e per tutta l’estate e le foglie che vanno raccolte con tutto il fusto fin dove non è lignificato e poi messe a seccare in un posto ombreggiato e ventilato.
COME SI UTILIZZA
Per uso interno gli infusi di timo sono molto efficaci come calmanti della tosse e per problemi all’apparato digerente (diarrea e meteorismo), della bronchite, della pertosse e in caso di difficoltà digestive.
Per uso esterno l’infuso può essere usato per gargarismi, efficaci per le laringiti e le tonsilliti, come collutorio per l’igiene del cavo orale e per disinfettare piccole ferite.
Per le proprietà antisettiche del timo è usato nelle paste dentifrice e come calmante per il prurito ed i dolori reumatici.
Per uso cosmetico il timo è ottimo per le pelli grasse ed i suoi oli essenziali sono usati per la preparazione di sciampi, lozioni, deodoranti.
L’Uso del timo in cucina è conosciuto a tutti per il suo deciso potere aromatizzante. E’ utilizzato in numerose pietanze a base di pesce, verdure, carne, secondo le ricette tipiche delle diverse zone, in maniera più o meno abbondante.
CURIOSITA’Gli antichi egizi utilizzavano il timo nei processi di imbalsamazione.
Gli antichi greci lo utilizzavano per la cura del corpo e lo bruciavano come incenso nei templi dedicati ai loro dei, perchè lo consideravano una fonte di coraggio.
Nel Medioevo si credeva che porre sotto i cuscini un ramo di timo facilitasse il sonno e tenesse lontano gli incubi inoltre le dame erano solite donare ai propri cavalieri una sciarpa dove avevano ricamato un’ape che volava intorno ad un ramoscello di timo. Questa credenza è stata colta da Cesare Ripa (perugino vissuto nel XVI secolo, autore di una vasta iconografia) che descrive la virtù della diligenza come una donna che tiene nella mano destra un ramoscello di questa pianta sopra il quale vola un’ape e nella mano sinistra un ramoscello di mandorlo avvolto in uno di gelso e ai suoi piedi c’è un gallo che ruspa. Il suo significato è legato al fatto che il mandorlo, primo albero a fiorire ed il gelso l’ultimo, rappresentano il fatto che la diligenza non si può avere con la fretta ma con la pazienza. Il gallo che ruspa rappresenta di per se la diligenza in quanto fruga, cerca, fino a quando non trova ciò che cerca. L’ape è di per se stessa simbolo dell’instancabile operosità. Per cui, secondo Ripa, la diligenza si ottiene con l’instancabile ricerca e con tanta pazienza.
Nel Rinascimento scrive Castore Durante (ha scritto “Herbario novo”, pubblicato per la prima volta nel 1585, dove parla delle piante medicinali dell’Europa e delle Indie Orientali ed Occidentali) che il timo cotto nel vino veniva utilizzato per gli asmatici e per curare le infezioni alla vescica, eliminare la tenia e guarire dagli avvelenamenti.
IL LINGUAGGIO E LA SIMBOLOGIA DELLA PIANTAIl Timo da sempre rappresenta la diligenza, l’operosità, l’amore duraturo. Questo è legato al fatto che il timo è strettamente legato alla api dalle quali è ricercatissimo come lo stesso Virgilio ricorda nell’Eneide I, 430-435:

“Così all’inizio dell’estate il lavoro
per i campi fioriti affatica le api al sole,
quando guidano fuori i figli adulti della specie
o stipano il liquido miele e ricolmano di dolce nettare
le celle o ricevono il peso dalle venienti, o fatta una schiera
scacciano dalle arnie i fuchi, neghittoso sciame;
ferve l’opera, olezza il fragrante miele di timo”.

USO IN CUCINA

L’uso del timo in cucina è conosciuto a tutti per il suo deciso potere aromatizzante. E’ utilizzato in numerose pietanze a base di pesce, verdure, carne, secondo le ricette tipiche delle diverse zone, in maniera più o meno abbondante. Secco mescolato ad altre erbe entra nella costituzione della famosa “herbes de Provence” una miscela di spezie molto famosa e molto utilizzata nel sud della Francia, nata intorno agli anni ’60, che contiene una miscela, in misura variabile a seconda delle ditta che la produce, di rosmarino, origano, basilico, alloro, lavanda ed il timo che domina sulle altre spezie.
In Giordania è molto famosa la “zahtar” una miscela di erbe molto usate come condimento la cui spezia principale è il timo.
Un altro esempio è la “dukka” in Egitto, anch’essa un miscuglio di erbe dove entra nella sua costituzione assieme al coriandolo, al cumino, al pepe, al sesamo, ecc. molto utilizzata come condimento delle carni e del pane.
Contrariamente a quanto accade ad altre erbe (ad esempio al prezzemolo, all’aglio, basilico, ecc) il timo con l’essicazione mantiene il suo aroma, anzi risulta più forte e concentrato come accade anche nel rosmarino e nell’origano. Questo potrebbe essere spiegato con il fatto che la distruzione dei tessuti vegetali, rende maggiormente disponibili gli oli essenziali non volatili che quindi si diffondono maggiormente negli alimenti.
L’infuso di timo è un ottimo succedaneo del te o del caffè.
Le sue proprietà aromatiche ed antisettiche ne fanno una pianta molto importante per la conservazione degli alimenti.
Ricetta per tagliolini al timo
Ingredienti ricetta
600 G Pasta Tipo Tagliolini Freschi
1 Cucchiaio Timo
Sale
6 Cespi Radicchio Di Treviso
1 Cipolla
60 G Burro
Olio D’oliva
Panna
300 G Passata Di Pomodoro
Pepe
Affettare la cipolla e farla stufare in un tegame con acqua e sale per 10 minuti, unire l’olio e farla dorare. Aggiungere il radicchio lavato e tagliato a striscioline e farlo insaporire per 10 minuti, quindi unire il pomodoro. Proseguire la cottura finché il radicchio sarà tenero. Salare, pepare e aggiungere un pizzico di timo. Cuocere i tagliolini al dente e trasferirli nel tegame con la salsa; unire il burro, la panna, mescolando delicatamente.
Ricetta per quaglie al timo
Ingredienti ricetta
6 Quaglie
6 Fette Sottili Pancetta Affumicata
50 G Burro
1 Mazzetto Timo Fresco
1/2 Bicchiere Vermouth
6 Salsicce Piccole
6 Fette Pane Di Miglio Tostato Al Forno
Sale
Pepe Macinato Grosso
Pulite le quaglie, fiammeggiatele e togliete le interiora. (vedi anche Quaglie All’uva) Lavorate il burro con poco sale, timo e pepe. Riempite le quaglie con questo composto e avvolgetevi attorno le fette di pancetta affumicata. Legatele e disponetele in una pirofila da forno. Ungetele con un filo d’olio extra vergine di oliva e cospargetele di timo. Fate cuocere a 230 gradi per circa 15 minuti. Fate tostare le fette di pane. Aggiungete al sugo di cottura il vermouth. Disponete le quaglie sui crostoni, decoratele con le salsicce e versatevi sopra la salsa.
tagliolini al timo
quaglie al timo
Contenuti in parte tratti dal sito http://www.elicriso.it/
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Il Giardino della Memoria

LE PIANTE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA: la Lavanda

by Amministratore 7 Luglio 2011

Nell’”orto dei semplici” che abbiamo allestito nel Giardino della Memoria possiamo trovare molte essenze botaniche.
I “semplici”, ossia le piante officinali, furono nei secoli e lo sono ancora oggi, attraverso i loro principi attivi, il fondamento della terapia che è antica quanto l’umanità. Verso la fine del sec. VI il dottissimo Vescovo di Siviglia, Isidoro, consigliava di coltivare le piante medicinali in un “Orto botanico” (botanicum herbarium).
Nel silenzio delle abbazie anche i monaci si dedicarono alla ricerca delle erbe e alla loro coltivazione nei giardini claustrali. Ma gli “orti dei semplici” veri e propri sorsero e si svilupparono nel Rinascimento: secondo alcuni autori, pare che sia stato Nicolò V, per primo, a realizzare la prima collezione di piante rare nei giardini vaticani “in modo da formare un orto dei semplici”. Secondo altri, si deve a Leone X e a Leonardo da Vinci la fondazione dell’orto dei semplici in Vaticano poiché proprio per l’interessamento di Leone X fu istituita a Roma nel 1513 la cattedra di Botanica e, l’anno successivo, vi fu chiamato come Lettore Giuliano da Foligno. Purtroppo, ai giorno d’oggi molte cose sono cambiate; ecco quanto scrive sull’argomento un autore moderno, il Lieutaghi: “il mondo delle erbe non è più quello che conoscevano i nostri nonni, di anno in anno esso si degrada e si uniforma. Gli uomini non hanno compreso l’importanza della natura, senza un pensiero di riconoscenza essi le hanno chiesto il loro cibo, le loro bevande, le medicine, il legname, le vesti, tutto ciò che era necessario per formare una civiltà, in cui la parola natura però non compare che sugli affissi della pubblicità per i club delle vacanze. Da un lato respinta per l’invasione delle città, delle industrie, dall’altro dal deserto che si forma dinanzi ad essa per opera di una agricoltura incosciente, la popolazione delle piante ha il fiato corto. Già diverse dozzine di specie si sono estinte da un secolo a questa parte, e ad ogni giorno che trascorre una minaccia pende su quelle che ancora resistono”.
Ci piace pensare che anche nell’Abbazia di San Giovanni Battista l’interesse per le piante medicinali fosse vivo nei monaci che nei tempi passati l’abitavano. I vari depauperamenti subiti nei secoli dall’Abbazia, purtroppo, hanno distrutto le documentazioni più antiche dell’opera silenziosa e tradizionale dei monaci, oggi, con il beneplacido dei Parroci la nostra Associazione si sta impegnando nella cura di un piccolo “orto dei semplici”. Periodicamente pubblicheremo le schede di alcune piante officinali piantate sulla muraglia del Giardino della Memoria.
LAVANDA: nomi popolari e scientifici:
Spigo, Nardo, Erba di San Giovanni, Lavender, Lavande, Aspic,
(1) Lavandula officinalis Chaix, Lavandula angustifolia Miller; (2) Lavandula latifolia L.

PERIODO BALSAMICO
Primavera
DESCRIZIONE BOTANICA
Arbustopianta perenne più piccola degli alberi-legnosa-ramificata a breve distanza dal terreno o sorgente con più fusti da terra. Piccolo sempreverde alto fino ad 1 mt con foglie lanceolate molto allungate, a forma di lancia e fiorellini violetti.
FITOTERAPIA
Droga utilizzata: fiori o sommità fiorite.
PRINCIPI ATTIVI
Olio essenziale contenente linalolo, acetato di linalile, limonene, cineolo, canfora, α-terpineolo, β-ocimeni; tannini, acido ursolico, flavonoidi, sostanze amare.
PROPRIETÀ:
+++ AROMATIZZANTE
+++ CARMINATIVO – ANTIFERMENTATIVO
+++ COSMETICO
+++ DIURETICO ANTISETTICO ANTIPUTRIDO
+++ IDROCOLAGOGO
+++ IDROCOLERETICO
+++ SEDATIVO O CALMANTE SISTEMA NERVOSO CENTRALE
+++ SPASMOLITICO FEGATO E VIE BILIARI
+++ SPASMOLITICO INTESTINALE
++ ANALGESICO (GASTRICO)
++ ANALGESICO O ANTALGICO
++ BALSAMICO RESPIRATORIO
++ COLAGOGO
++ COLLUTTORIO BATTERIOSTATICO ORO-FARINGEO
++ DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO (USO ESTERNO)
++ DIURETICO
++ SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
++ SPASMOLITICO VIE RESPIRATORIE
+ ANTISETTICO
+ BRONCODILATATORE ANTIASMATICO
+ CICATRIZZANTE O VULNERARIO
+ EPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO
+ TUSSIFUGO

INDICAZIONI:
+++ ANSIA E AGITAZIONE NERVOSA
+++ COLICHE BILIARI
+++ INFEZIONI (VIE RESPIRATORIE)
+++ INSONNIA
+++ METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI
+++ SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
++ ASMA BRONCHIALE E BRONCOSPASMO
++ CEFALEA O MAL DI TESTA – EMICRANIA
++ COLICHE INTESTINALI
++ DERMATOSI
++ FARINGITE E RINOFARINGITE
++ GASTRALGIA O MAL DI STOMACO
++ INFEZIONI O INFIAMMAZIONI (VIE UROGENITALI)
++ INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO
++ IPERTENSIONE ARTERIOSA (IPOTENSIVO PERIFERICO)
++ PARASSITI DELLA PELLE (INSETTI – ACARI – SCABBIA)
++ PRURITO
+ EPATITE
+ FORUNCOLOSI
+ INAPPETENZA E ANORESSIA
+ LESIONI CUTANEE – PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
+ NEVRALGIE (+)
+ STEATOSI EPATICA (NON ALCOLICA)
+ TOSSE

ESTRATTI:
Lavanda Olio Essenziale
1-4 gtt al giorno su zolletta di zucchero
Lavanda Tintura Madre
Preparata dalle sommità fiorite fresche. XXX gtt 3 volte al giorno e L gtt la sera
Lavanda Tisana
Uso esterno: 20-100 g per 20 lt di acqua
NOTE DI FITOTERAPIA

L´olio essenziale della Lavanda vera può essere usato come antiinfiammatorio ed antispasmodico del tubo digerente; in aerosol come balsamico ed antispasmodico delle vie respiratorie su prescrizione medica. L’olio essenziale di Lavanda spica, ricco in alcoli ed ossidi ha buone proprietà antibatteriche ed antimicrobiche delle vie respiratorie.

IN CUCINA
Risotto alla Lavanda
Ingredienti per 4 persone
1 litro d’acqua, 1 cipolla grande, 2 carote, sale q.b.
4 spighe di Lavanda in fiore, lavate e asciugate
500 gr di riso Carnaroli
50 gr di burro
150 gr di pecorino
40 gr di parmigiano grattugiato
Procedimento

Preparare il brodo con mezza cipolla, le carote, l’acqua e 2 delle spighe di lavanda, facendo cuocere a fiamma bassa per circa 3 ore. Questo passaggio è importante per far sì che il brodo non diventi troppo amaro. A cottura quasi ultimata, regolare di sale. In una pentola da risotto, far imbiondire l’altra mezza cipolla con il burro, spegnere la fiamma e versare il riso; far insaporire, girando velocemente per 1 minuto. Mettere di nuovo la pentola sul fuoco e versare nel riso 2/3 del brodo; dopo un paio di minuti, abbassare la fiamma e far cuocere per altri 8 minuti, senza girare. A questo punto versare il rimanente brodo e dopo 2 minuti il pecorino fresco tagliato a dadini di un centimetro. Appena il risotto risulta cremoso e denso, toglierlo dal fuoco ed aggiungere i fiori di lavanda delle restanti spighe e il parmigianograttugiato. Mescolare velocemente, in modo che il risotto si ossigeni e rimanga cremoso. Ottimo l’abbinamento con qualche scaglia di tartufo scorzone estivo.
risotto alla lavanda
Contenuti in parte tratti dal sito http://www.elicriso.it/
7 Luglio 2011 0 comment
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Il Giardino della Memoria

Il VELLETRI LAZIO CALCETTO TRA I SOSTENITORI DEL GIARDINO DELLA MEMORIA

by Amministratore 5 Luglio 2011
I dirigenti della Squadra sono venuti in visita al Giardino della Memoria lo scorso fine giugno, il progetto del Giardino è stato realizzato anche attraverso il loro contribuito solidale.

La Squadra di Calcio a Cinque ha riconfermato la sua presenza sul territorio di Lucoli per il ritiro estivo.
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Il Giardino della Memoria

Inaugurazione del Giardino della memoria: video parte 1

by Amministratore 31 Maggio 2011

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Il Giardino della Memoria

Memoria e speranza racchiuse in un giardino

by Amministratore 31 Maggio 2011

Il “Giardino della Memoria del sisma del 6 aprile 2009” è una realtà, un luogo di raccoglimento, di ricordo e di speranza aperto a tutti.

Il futuro, rappresentato dai bambini delle scuole Marrelli di Lucoli e Corradini di Avezzano che con i loro mosaici vogliono dare un messaggio di speranza, e la memoria, con i nomi delle 309 vittime del terremoto, sono irrimediabilmente uniti, perché la vita è questo, è passato che non deve essere dimenticato proiettato al domani.

La natura, gli alberi, i fiori ed i frutti più di qualsiasi altra cosa simboleggiano questa unione.
Gli alberi, tutti identificati per specie, recuperano antiche tradizioni di “cultivar” ormai quasi dimenticate. I nomi dei sostenitori del progetto, che con le loro donazioni, anche simboliche, hanno aiutato la realizzazione del giardino, sono incisi su targhe di rame poste ai piedi degli alberi.
Piante aromatiche e fiori completano l’area che si sposa perfettamente con l’ambiente circostante. L’antica Abbazia di S. Giovanni Battista, ferita profondamente dal sisma del 6 aprile 2009, domina e richiama il visitatore distratto.

Questo giardino vuole essere soprattutto un segno di speranza per una rinascita possibile, alla luce della consapevolezza che sempre e comunque dalle grandi tragedie e dalle catastrofi si può trarre un insegnamento per la riscoperta del senso dell’umana natura.

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Il Giardino della Memoria

IL GIARDINO DELLA MEMORIA DELLE VITTIME DEL SISMA DEL 2009 ORA E’ UNA REALTA’

by Amministratore 31 Maggio 2011

Il Giardino della Memoria è oggi una realtà a disposizione di tutti

E’ stato sin da subito, nella nostra visione di soci di una piccola Onlus, un progetto ecosostenibile che potesse essere in grado di accrescere il patrimonio boschivo già ricco e meraviglioso di Lucoli e di promuovere il rispetto e la difesa della natura collegando gli alberi al ricordo di chi ha perso la vita a causa del terremoto del 2009.
Seguire la crescita dei 65 alberi da frutto piantati, appartenenti alle specie autoctone in via di estinzione, sarà un buon modo per mantenere un senso di continuità della memoria delle 309 vittime del sisma d’Abruzzo. E ci auguriamo che tutta la Comunità locale ed anche le persone che hanno presenziato alla cerimonia inaugurale, provenienti da molti Comuni del cratere vogliano unirsi a noi in questa attività che richiederà dedizione, pazienza e lo spirito del dono: tutte qualità che ci porteranno a riscoprire la nostra umanità.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto ed hanno collaborato alla realizzazione di quest’opera.
Ringraziamo Sua Eccellenza Giovanni d’Ercole Vescovo ausiliare di L’Aquila, che ci ha seguito sin dai primi passi realizzativi di questa attività presso l’Abbazia di San Giovanni Battista.
Ringraziamo i bambini della Scuola Pietro Marrelli di Lucoli e le loro insegnanti e quelli della Camillo Corradini di Avezzano. I bambini, realizzando i loro bellissimi mosaici hanno dato bellezza e messaggi di speranza per un futuro che è già iniziato e che parte anche per loro da basi solidali.
Diciamo grazie a tutti i soci del Keren Kayemet LeIsrael Italia ed agli amici di Israele, infatti, la volontà di partecipare a questo progetto è giunta da Israele. Conoscere il loro mondo è stato un altro dono che ci ha resi tutti più ricchi, che ci ha consentito di comprendere anche il significato spirituale della memoria legata alla nascita di una nuova pianta, alla crescita di un albero, alla sacralità della vita ed al ricordo delle vittime e dei Giusti con i quali identifichiamo tutte le vittime del sisma del 2009.
Ringraziamo la Regione Abruzzo che ci ha sempre indirizzati con spirito di servizio e fattiva collaborazione. Diciamo grazie alla Parrocchia di San Giovanni Battista di Lucoli, a Don Amedeo Passarello, che ci ha messo a disposizione un’area, a ridosso dell’Abbazia, ove si respira una spiritualità antica, costantemente rinnovata da gruppi di fedeli, profonda e serena: il luogo più giusto per coltivare la memoria di chi non c’è più.
Diciamo grazie al Corpo Forestale dello Stato, Nazionale e Regionale che ci ha costantemente guidati e sostenuti.
Diciamo grazie al Credito Credito Cooperativo dell’Abruzzo e del Molise ed a quello degli Istituti Centrali del Gruppo del Credito Cooperativo, che ci hanno sostenuti permettendoci di realizzare questo progetto.
Diciamo grazie alla Carispaq da sempre presente in molte attività che riguardano l’Abbazia di San Giovanni Battista cuore di questo territorio.

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Il Giardino della Memoria

29 maggio 2011 INAUGURAZIONE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA

by Amministratore 20 Maggio 2011

Siamo arrivati al coronamento di un sogno, la consegna del nostro “dono” alla Comunità locale ed ai parenti delle vittime del sisma del 2009: Il GIARDINO DELLA MEMORIA DEL SISMA DEL 2009.
Per quasi tutti noi, con pochissime eccezioni, la Onlus è stata la prima esperienza di volontariato e, passato il momento dell’emergenza e dell’iniziale slancio di solidarietà indirizzato verso le persone costrette a vivere nelle tendopoli abbiamo incontrato molte difficoltà ambientali che hanno ostacolato fortemente il lavoro dei nostri soci.
Non ci siamo arresi, non siamo caduti nel disfattismo e nella polemica a tutto campo.
Volevamo portare il testimone al traguardo correndo la nostra staffetta: il progetto del Giardino della Memoria.
Forse questa è stata la nostra prova maggiormente riuscita, per il resto, ci siamo trovati a vivere esperienze comuni a tutte le associazioni.
Siamo convinti di aver offerto al territorio un modello di altruismo, di cooperazione e di dialogo. Siamo stati sempre protesi a dare l’esempio, donando anche le nostre risorse personali, cercando di promuovere cambiamenti positivi, cercando di eliminare i problemi prodotti da ogni possibile forma di diffidenza o chiusura culturale e sociale. Una delle prime prove che ci siamo trovati ad affrontare è stata determinata dalla nostra volontà di passare dall’assistenza emergenziale a qualcosa di più duraturo che promuovesse un possibile richiamo per il territorio, abbiamo cercato il coinvolgimento locale, su un progetto da realizzare con il contributo delle nostre esperienze professionali e culturali ma da condividere con tutti.
Da questo sogno è nata l’idea del Giardino della Memoria, progetto ecosostenibile in grado di accrescere il patrimonio boschivo di Lucoli e di promuovere il rispetto e la difesa della natura collegandolo alla memoria di chi non c’è più.
Abbiamo più volte azzerato i nostri programmi, semplificandoli, abbiamo cercato punti fermi: i bambini del territorio che hanno creduto in noi e la natura bellissima di Lucoli e queste due spinte ci hanno portato al prossimo 29 di maggio, all’oggi, e a questo piccolo risultato, fatto in casa, tessuto con le nostre mani, alle quali però si sono aggiunte altre mani ed aiuti insperati. Quelli di molti Lucolani ed anche dei parenti delle vittime universitarie del sisma e di nuovi amici che ci hanno donato: chi il lavoro, chi risorse economiche, chi soltanto una pianta da frutto.
Questa è la nostra ricchezza essere stati all’altezza non della qualità del risultato, sempre discutibile, ma della fiducia riposta da tante persone anche della “porta accanto” che si sono fidate: dei bambini delle scuole che hanno realizzato i mosaici e delle loro insegnanti di Lucoli ed Avezzano, dei ragazzi dei gruppi giovanili di Roma, degli anziani, dei parenti delle vittime del sisma. A tutti loro dobbiamo dire grazie perché ci hanno rafforzato dandoci spinta e motivazione e perché oggi ci fanno sentire un poco migliori.
Diciamo grazie alle Associazioni del Comitato Promotore del Progetto del Memoriale: Giovani nella Giustizia, Unione Italiana Forense, Città Solidale in modo particolare al suo Segretario Generale, Loris Facchinetti, primo ispiratore di questa iniziativa.

Diciamo grazie alla Parrocchia di San Giovanni Battista al suo Parroco Don Amedeo Passarello.
Diciamo grazie ai soci del Keren Kayemet ed agli amici di Israele. Conoscere il loro mondo è stato un altro dono che ci ha resi tutti più ricchi che ci ha consentito di comprendere anche il significato spirituale della memoria legata alla nascita di una nuova pianta, alla crescita di un albero, alla sacralità della vita ed al ricordo delle vittime e dei giusti.

Diciamo grazie al Corpo Forestale dello Stato, che ci ha indirizzati ed aiutati.

Diciamo grazie al Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, che ha creduto in questa iniziativa e che rivolgerà un particolare saluto ai bambini partecipanti alla celebrazione.

Diciamo grazie al Credito Cooperativo: Nazionale e dell’Abruzzo e del Molise, che ci ha sostenuto in modo convinto e come sempre attento alla valorizzazione di tutte le piccole istanze locali che potrebbero creare ricchezza e sviluppo.

Ringraziamo tutti coloro che ci sono stati idealmente e fattivamente vicini e che non abbiamo citato.
L’appuntamento è per domenica 29 maggio alle ore 14.30 per la premiazione del Concorso un Mosaico per il Giardino della Memoria che sarà effettuata alla presenza del Sindaco di Lucoli e per le 15.30 per la cerimonia inaugurale.
20 Maggio 2011 0 comment
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Il Giardino della Memoria

Il Bosco della Memoria diventa Giardino della Memoria: il senso di un nome che cambia

by fabrizio soldati 15 Aprile 2011
Molti a L’Aquila ed a Lucoli hanno sentito parlare, sin dal Giugno del 2009, di questo nostro progetto di volontari ai quali il vivere non basta e pensano che la vita debba essere dedicata a qualcosa o a qualcuno. Di volontari che caparbiamente hanno voluto dare un messaggio di speranza alle nuove generazioni (e non sole): che non devono arrendersi e debbono sforzarsi di vedere il futuro con occhi nuovi. I soci dell’Associazione NoiXLucoli Onlus hanno presentato al Comune di Lucoli un progetto esecutivo relativo al Bosco della Memoria su di un terreno comunale chiedendone la concessione in uso gratuito, arrivata il 27 agosto del 2010, dopo un estenuante periodo durato quasi un anno, ma purtroppo gravata da oneri, mai quantificati, che la Onlus avrebbe dovuto pagare per il cambio di destinazione d’uso.

Le Associazioni di volontariato come la nostra, non dispongono di molti fondi essendo in autofinanziamento e questo aspetto, condito da un senso di smarrimento etico che portava a domandarci perché l’Amministrazione Comunale chiedeva del denaro a noi che già donavamo i nostri soldi ed il lavoro delle nostre braccia per un progetto donato al territorio che amministrava, ci ha costretto a rinunciare al progetto “Bosco della Memoria” che nella sua ideazione prevedeva un’area di 4 ettari. Ci siamo fatti carico dell’insuccesso agli occhi di chi tra i nostri sponsor ci aveva inizialmente sostenuto e ci aveva abbandonato a causa dei lunghi tempi trascorsi dal momento dell’avvio dell’iniziativa. Inoltre, i tempi previsti dalle normative che ci erano state applicate non avrebbero permesso di mantenere gli impegni neanche con gli sponsor che avrebbero seguitato a sostenerci solo a condizione di una pronta realizzazione del progetto.

Sentendoci figli di quell’”Italia migliore” enunciata dal Presidente Giorgio Napolitano, Italia che persevera e cerca soluzioni per arrivare a costruire nonostante le frustrazioni, con il sostegno della Parrocchia di San Giovanni Battista abbiamo trovato una nuova area, di molto più piccola, che ha visto l’ideazione di un nuovo progetto, quello del “Giardino della Memoria” che sarà donato a tutta la Comunità. Con entusiasmo abbiamo ricominciato da capo, scrivendo un nuovo elaborato tecnico, essenzialmente di natura botanica, collegandolo sia alla volontà di valorizzare il bene architettonico più bello del territorio di Lucoli, l’Abbazia di San Giovanni Battista, sia al senso del rispetto della memoria per coloro che avevano perso la vita nel sisma del 2009.

Tante le sudate energie spese nei molti mesi dedicati all’ideazione ed alla stesura della fattibilità tecnica del precedente progetto, tanto il tempo impiegato per seguire le burocrazie istituzionali locali, quanto grandi i ritorni sull’attuale progetto in corso di realizzazione, che ci vede lavorare in stretta collaborazione con le Parrocchie di Lucoli, il Corpo Forestale dello Stato, il Keren Kayemeth LeIsrael, il Credito Cooperativo ed anche vicini alla Fondazione 6 aprile per la vita che raccoglie molti dei parenti delle vittime del sisma.

Il Giardino della Memoria vorrà ricordare, anche in un futuro remoto, i sentimenti di dolore, tristezza, angoscia e sconforto che il terremoto ha prodotto in tutti gli abruzzesi colpiti dalla perdita dei loro familiari, delle loro case e delle loro “patrie” abitative, desertificate e scompaginate nella loro essenza più profonda: quella dei luoghi e dei borghi storici crollati e lesionati. Un pannello con i nominativi di tutte le 309 vittime del sisma testimonierà la tragedia che si è consumata alle 3:32 del 6 aprile 2009.

Il Giardino della Memoria vorrà essere un luogo di spiritualità e di raccoglimento anche per una riconciliazione con la Natura, la stessa che, dopo aver devastato il territorio, riesce ad essere artefice della rinascita testimoniata dagli alberi da frutto che cresceranno e che svilupperanno nuova vita.

Il nuovo progetto è stato predisposto dal Dott. Agronomo Franco Monti che fa parte del Consiglio dell’Ordine dei Dottori Agronomi della Provincia di Roma e prevede la valorizzazione dei cultivar locali a rischio di estinzione e parte dal presupposto concettuale che gli elementi di un territorio e gli effetti del tempo, siano essi fisici o culturali sono la storia ed il presente di un luogo ed è per questo motivo che il frutteto che verrà impiantato, denominato come il Giardino della Memoria, in un contesto territoriale ferito e profondamente cambiato dal sisma vuole rappresentare un’opportunità per il futuro.

Gli alberi appartenenti alle “antiche varietà” sono da intendersi quelli delle varietà di melo, pero, ciliegio e tutte le altre specie che, con il passare del tempo, sono state eliminate dal mercato a causa della piccola pezzatura o della scarsa produttività. Nella frutticoltura moderna l’aspetto quantitativo ha avuto il sopravvento su quello qualitativo e caratteristiche come sapore, profumo e aromi tipici dei frutti antichi rischiano di scomparire. A nostro parere il futuro di Lucoli dovrà essere costruito anche con una nuova consapevolezza nei confronti del suo passato e delle sue tradizioni e con il recupero degli aspetti positivi del mondo contadino e della sua cultura. Le vecchie cultivar, provenienti da molte aree montuose dell’Abruzzo, saranno impiantate nel Giardino della Memoria entrando quindi di diritto a far parte del germoplasma frutticolo di Lucoli: questo progetto vuole salvaguardare le risorse genetiche vegetali locali sia per la loro importanza ecologica sia per non perdere questo materiale genetico. La finalità è sia culturale, sia rivolta ad un possibile recupero di materiale produttivo, seppur in un’area delimitata. Le essenze sono state acquistate, dopo adeguato studio, da vivaisti locali, fornitori ufficiali anche del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per le specie degli antichi pomari.

Il progetto infine vuole perseguire il nostro scopo statutario di valorizzare l’Abbazia di San Giovanni Battista, per non lasciarla nella solitudine dei gravi danni subiti dal sisma che la rendono inagibile nel Chiostro, cercando di richiamare con il Giardino della Memoria nuovi visitatori, focalizzando così l’attenzione su di essa, al fine di poter sperare in un reperimento di fondi per il suo restauro.


Associazione NoiXLucoli
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Il Giardino della Memoria

POSSIAMO CHIAMARLE AMICHEVOLI DEL CUORE …..”VERDE”?

by Amministratore 30 Agosto 2010
La Squadra del Velletri Lazio Calcetto

La Squadra del Lucoli Calcio

 

La Squadra del Pescara Calcio a 5

 

 

La nuova polo di rappresentanza 2010/2011 della Squadra laziale

I prodotti del Caseificio CampoFelice

 

La festa al Ristorante Moon Village di Pratolonaro

Ecco i fantastici ragazzi che venerdì 27 agosto si sono incontrati in amichevole allo Stadio Centi Colella di L’Aquila per testimoniare la loro vicinanza al progetto Bosco della Memoria di Lucoli.

 

Presenti il Sindaco di Lucoli Valter Chiappini, il Presidente ed il Mister della Squadra del Lucoli Calcio, i Dirigenti del Velletri Lazio Calcetto e del Pescara Calcio a 5, oltre a tanti soci dell’Associazione NoiXLucoli Onlus, promotrice del progetto e altrettanti amici della Cittadina di Velletri appositamente giunti a Lucoli per l’occasione.
La profonda condivisione dimostrata verso il progetto dagli amici di Velletri si è concretizzata con un sostegno tangibile per il Bosco della Memoria e molti tra gli alberi che saranno piantumati gli saranno dedicati!

La squadra del Velletri Lazio Calcetto indosserà per l’intero prossimo campionato la polo di rappresentanza con il simbolo dell’Associazione NoiXLucoli Onlus a testimonianza dell’amicizia nata e della profonda intesa sui valori solidali perseguiti per il Territorio di Lucoli. Siamo orgogliosi di questo grande dono.
All’indomani degli incontri a tre, una bella festa con degustazione di prodotti tipici di Velletri e Lucoli, per tutti ed a volontà! Pranzo in amicizia (e sollievo per la squadra che uscendo dall’allenamento finiva la dieta!) parlando di alberi e delle prossime tappe del progetto.
Questo è stato un altro momento importante, voluto e realizzato dai soci dell’Associazione, per far conoscere Lucoli, per ricercare nelle Regioni vicine all’Abruzzo nuovi portatori d’interesse che si coinvolgano sul futuro e sui progetti di questo Territorio.
Avanti tutta….sulla prossima iniziativa…. naturalmente verso il Bosco della Memoria!
Si ringraziano:
Il Ristorante Moon Village di Pratolonaro, il Caseificio Campofelice, Orgoglio Aquilano.
Il CUS dell’Aquila, il Centro Sportivo Italiano, il Lucoli Calcio (anche per il buonissimo prosciutto!), Il Pescara Calcio a 5, il Velletri Lazio Calcetto.
Tutti i soci di NoiXLucoli: un gruppo di amici veramente speciale!

 

30 Agosto 2010 0 comment
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