NOI X LUCOLI
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Il Giardino della Memoria

Agricoltori custodiIl Giardino della Memoria

IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI, SPERANZA DI VITA PER LE FUTURE GENERAZIONI

by Noi x lucoli 29 Settembre 2025
IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI compie quindici anni dalla sua inaugurazione, è divenuto “Monumento Naturale Regionale” e i suoi realizzatori, che animano un’Associazione del territorio, hanno organizzato un Convegno, il 19 settembre u.s., per illustrarne gli inumerevoli significati e il valore per il territorio ed il mondo accademico.
Il Giardino di Lucoli rappresenta la concretezza di un ambientalismo che salva la natura mantenendo le persone in una reciproca forma di relazione tra di loro e al centro, è un bene comune aperto a tutti. La salvaguardia dei frutti antichi e delle tradizioni agricole locali non è solo un capriccio privato, una preoccupazione per le specie vegetali naturali, ma al contrario: è l’esperienza con la quale si tenta di adattare il mondo alle nostre esigenze e le nostre esigenze al mondo, secondo i principi di responsabilità e di equilibrio. Il Giardino come  luogo di conservazione un erede della storia locale (nell’area ove insiste c’erano l’orto e il frutteto dei monaci dell’Abbazia di San Giovanni Battista).
Questo è il senso del focus del Convegno: “Il Giardino della Memoria, speranza di vita per le future generazioni”. Si voleva testimoniare quell’ambientalismo che racchiude le ragioni che tengono insieme il patto generazionale: un luogo che incarna un ordito più grande, che viene dai padri e si trasmetterà ai figli.
La nostra visione è quella del Giardino della Memoria come centro di un’accessibilità di luogo e di cultura non solo agronomica, che rappresenta una dimensione qualitativa, ma anche una dimensione quantitativa, legata ad una visione di sviluppo che punti a fare del patrimonio storico-artistico di Lucoli il volano di uno sviluppo sostenibile, per tale motivo, come grande concessione, è stato permesso l’uso dell’Abbazia di San Giovanni Battista, luogo di preghiera, come sede convegnistica. Il Convegno è stato collegato alla formazione continua dell’Ordine degli Agronomi dell’Aquila e Provincia questo un altro fattore che ha avvalorato l’Abbazia come luogo eccezionale di dibattito: destinata ai giovani professionisti.
L’Abbazia come luogo dove poter parlare di “memoria e dolore” argomento affrontato dal giornalista Giustino Parisse che appassionatamente ha descritto il collegamento tra gli alberi del Giardino e le vittime del terremoto del 2009. Queste alcune parole del suo intervento. Un “tema complesso innanzitutto perché il dolore, quello che ti spezza la vita e cambia prospettive presenti e future, a volte “uccide” la memoria o tenta di farlo. Infatti ogni ricordo, emozione, sensazione, abbraccio e persino la nostalgia per un panino diviso a metà durante una passeggiata in campagna con i tuoi figli, diventa la lama ardente che riapre le ferite dell’anima e le fa tornare a sanguinare. Ma qui  per fortuna entrano in gioco le cosiddette radici. Ognuno di noi ha solide radici anche se non lo sa o fa finta di non saperlo. Spesso, travolti dal furore della vita e dalla corsa ansiosa per lavorare, far soldi, cercare piaceri fittizi e perché no, compiacersi persino delle sfortune degli altri, quelle radici le dimentichiamo e, invece, sono loro che a un certo punto del nostro percorso terreno,  ci richiamano all’ordine e a tenere duro nonostante una vita che ci ha girato all’improvviso le spalle”.  Un frutteto “è da sempre il simbolo di vita, bellezza, ricchezza. Ci sono i fiori che in primavera annunciano la rinascita, c’è la forza della natura capace di risorgere dalle proprie ceneri, c’è la simbologia legata alla terra che si fa madre e che sfama le forme viventi. Tutti elementi che danno senso cosmico al di là della quotidianità e dei suoi problemi. Il Giardino di Lucoli,  è memoria, ricordo, dolore. Ogni albero rappresenta idealmente chi non c’è più e, tutti insieme,  sono segno di tragedia ma anche di speranza”.
Essenziale questa introduzione ad un Convegno che si proponeva di illustrare ciò che oggi il Giardino rappresenta: un piccolo scrigno di biodiversità, un piccolo laboratorio dove si cerca di coinvolgere la scienza coniugandola alle tradizioni degli anziani agricoltori, studiando piante ritrovate negli orti dei monasteri, nei terreni abbandonati dove sopravvivono le piante “orfane”. Il Giardino della Memoria come un “guscio di noce” ha affermato il Colonnello Bruno Petriccione, giuriecologo, che cresce in una Regione come l’Abruzzo che vanta il 40% di aree protette.
Tutti i relatori hanno cercato di spiegare perché sia importante coltivare le antiche varietà, tra questi l’Agronoma Isabella Dalla Ragione, Presidente della Fondazione “Archeologia Arborea”.
Il Professor Kevin Cianfaglione, dell’Università di Lilla (Francia),  ha provato ad ipotizzare con una domanda un impiego concreto della coltivazione dei frutti antichi da parte degli agricoltori.
Sono stati illustrati dalla Dottoressa Melini del CREA i risultati del progetto ASSAPORA condotto anche per mezzo delle mele del Giardino di Lucoli durante tre anni di lavoro.  Ci auguriamo che i partecipanti al Convegno abbiano compreso, con le illustrazioni dei grafici, l’importanza di una delle mele allevate: la mela Renetta ruggine, identificabile dalla sua buccia che può presentare sfumature rugginose. Questa mela è un’ottima fonte di antiossidanti naturali, in particolare i polifenoli, che aiutano a contrastare i radicali liberi, rallentare l’invecchiamento cellulare e ridurre il colesterolo. L’apporto di polifenoli è significativamente elevato rispetto ad altre varietà di mele, e queste preziose sostanze non si degradano con la cottura, mantenendo le loro proprietà benefiche.  La renetta ruggine produce grandi benefici per la salute. Nel Giardino di Lucoli vegetano quattro esemplari di questa varietà.

Il Dott. Agostino Sacchetti responsabile dell’Ufficio Biodiversità Agraria della Regione Abruzzo ha illustrato le azioni che si svolgono per promuovere la conservazione della biodiversità: attraverso l’istituzione e il potenziamento di aree protette, la salvaguardia di specie vegetali e animali locali a rischio, e la creazione di strumenti come l’Anagrafe Regionale e la Majella con la banca del seme. Questi sforzi includono la gestione sostenibile dei boschi e dei pascoli, il monitoraggio dei dati ambientali e il coinvolgimento di agricoltori e allevatori come “custodi” della biodiversità.
Ed infine l’ultimo relatore l’Ing. Gianfranco Totani che ha trattato un tema che può essere sembrato di natura poco “ambientale”: la mitigazione della vulnerabilità dei sistemi ambientali: la strategia dell’adattamento. Eppure la sintesi del suo intervento è chiara: l’uomo si è adeguato all’ambiente nei suoi primordi, ora è l’ambiente che muta in relazione all’uomo. Per troppo tempo l’umanità ha spinto fortemente la produzione di beni e servizi senza curarsi dell’impatto e dell’importanza dell’ambiente. Ora ci si è resi conto che l’ambiente deve essere protetto con il più ampio consenso. Ogni ecosistema presenta una propria vulnerabilità nei confronti di specifiche sollecitazioni, sia naturali che antropiche. A seguito di determinate cause di perturbazione s’innescano processi di degrado e alterazioni.

Il Convegno ci ha lasciati sui concetti dell'”adattamento”, riflessioni profonde su tutte quelle iniziative e misure di diversa natura, che rientrano nella vita quotidiana, volte a ridurre la vulnerabilità dei sistemi naturali e umani  a fronte degli effetti dei cambiamenti ambientali in atto o prevedibili. Il concetto di adattamento non è nuovo: i sistemi umani e quelli naturali hanno sempre dovuto adattarsi al mutare delle condizioni ambientali, climatiche e antropiche.
Non dimentichiamo che nei sistemi umani l’adattamento è guidato dalla volontà e basato su scelte di valore ed etiche. Di quali azioni l’uomo si rende maggiormente responsabile: la frammentazione e iperstrutturazione del territorio; il degrado degli insediamenti umani e degli ecosistemi; l’incompatibilità reciproca tra gli elementi (corsi d’acqua e strutture; pendii e costruzioni; disboscamenti); ‘inquinamento.
Ringraziamo tutti coloro che hanno voluto partecipare a questo evento. Un ringraziamento speciale va a tutti i relatori, al coordinatore del Convegno  e alle autorità che hanno partecipato in un giorno particolarmente “affollato” di importanti iniziative per l’Abruzzo e la Città dell’Aquila.
Ringraziamo chi ha lavorato per cinque mesi alla realizzazione di questa iniziativa e gli amici delle Associazioni ambientaliste che, con affetto, ci sostengono da tempo.
29 Settembre 2025 0 comment
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Agricoltori custodiI frutti antichiIl Giardino della Memoria

IL PROGETTO “ASSAPORA” REALIZZATO DAL CREA SU QUATTRO VARIETA’ DI MELE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA GIUNGE A COMPIMENTO

by Noi x lucoli 5 Luglio 2025

Nel Giardino della Memoria di Lucoli sono coltivate  “varietà antiche” cioè delle specie di piante, coltivate con scopo alimentare, che sono state selezionate nel corso di migliaia di anni dagli agricoltori del territorio. Delle specie che, quindi, sono state coltivate per secoli e che sono poi sparite dalla produzione nell’arco degli ultimi 70 anni.  C’è una ragione se queste specie sono state coltivate per così tanto tempo. La saggezza contadina, infatti, le ha selezionate sulla base della resistenza, del gusto, dell’utilizzo, delle proprietà nutrizionali o della maturazione scalare (cioè alternata ad altre specie nell’arco dell’anno).

Come tutte le cose, le varietà antiche possono avere i loro svantaggi. Non sono generalizzabili per tutte le varietà e ce ne sono alcuni che sono considerati svantaggi soltanto dal punto di vista dell’agricoltura industriale.  In ogni caso, le criticità maggiormente evidenziate sono:

  • Dimensioni ridotte
  • Aspetto non bello (si sa che si consuma anche con gli occhi)
  • Ridotta conservabilità
  • Sapori particolari
  • Rese più basse
  • Disponibilità annuale limitata
  • Coltivabilità ristretta a specifici ambienti
  • Maturazione più lenta e/o non uniforme
  • Raccolta e/o trasformazione più laboriosa

La nostra Associazione ha messo a disposizione la raccolta di piante del Giardino per le attività di studio del Progetto ASSAPORA iniziato nel 2022 ed in fase di conclusione.

Il progetto ASSAPORA

Il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 – Regione Abruzzo ha  finanziato un progetto di ricerca (indicato con un’acronimo: ASSAPORA – Analisi e Strategie per la SAlvaguardia di POmacee autoctone della Regione Abruzzo), coordinato dal CREA Alimenti e Nutrizione di Roma con la partecipazione del Dipartimento DAFNE dell’Università degli Studi della Tuscia e 6 aziende agricole abruzzesi site nelle province di L’Aquila, Teramo e Pescara, tra le quali la nostra Associazione NoiXlucoli.

L’obiettivo generale del progetto era quello di contribuire alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità frutticola abruzzese, attraverso lo studio di cinque varietà locali di mela a rischio di estinzione: mela gelata, mela limoncella, mela renetta, mela rosa e mela zitella.

Il progetto ha visto la convergenza di competenze avanzate in diversi ambiti come l’agronomia, la genetica, la nutrizione e la comunicazione. La caratterizzazione agronomica consiste nella valutazione delle tecniche colturali più appropriate per la coltivazione delle mele abruzzesi oggetto di valorizzazione. La caratterizzazione morfo-fisiologica prevede periodici rilievi in campo e analisi di laboratorio volti a definire le caratteristiche organografiche e fenologiche delle piante e dei frutti. La caratterizzazione chimico-nutrizionale consiste nella determinazione di componenti di base e di molecole di interesse salutistico, come le molecole bioattive e la fibra alimentare, nonché l’analisi di composti organici volatili e altre molecole responsabili del gusto del frutto. Infine, la caratterizzazione del profilo genetico delle mele oggetto di studio ha lo scopo di evidenziare i polimorfismi e delineare un fingerprint varietà-specifico. Le informazioni ottenute dallo studio sono state parzialmente divulgate tramite un workshop in presenza e online svoltosi il 19 Giugno u.s. a Pescara al quale abbiamo partecipato. Tale approccio di collaborazione tra chi, come NoiXLucoli, custodisce le piante preservando anche l’habitat che le ospita, e chi contribuisce alla loro valorizzazione con lo studio delle peculiarità nutrizionali dei frutti vuole consentire di tramandare il patrimonio delle specie antiche alle generazioni future e auspicabilmente di riportare sui mercati il patrimonio di biodiversità melicola del nostro territorio. Stiamo organizzando un Convegno, per il mese di settembre, sui frutti locali allevati nel Giardino di Lucoli e i risultati del progetto indicato saranno illustrati ai partecipanti.

i fingerprint individuati

PER SAPERNE DI PIU’

  1. FAO, FAOSTAT https://www.fao.org/faostat/en/#home.
  2. Assomela, Associazione Italiana Produttori di mele, https://assomela.com/
  3. Sansavini Silviero e Ranalli Paolo, Manuale di orto frutticola, Edagricole, 2012
  4. Tabelle di Composizione degli Alimenti (CREA), https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/ricerca-per-alimento
  5. Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Registro Nazionale dei Fruttiferi, https://www.protezionedellepiante.it/registro-nazionale-fruttiferi/
  6. Unione Europea, Regolamento delegato (UE) N. 664/2014 della Commissione del 18 dicembre 2013, https://eur-lex.europa.eu/
  7. Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione

Si ringraziano per l’utilizzo dei lucidi:

Prof. Dr. Valerio Cristofori Ph.D.
Associate Professor
University of Tuscia
Department of Agriculture and Forest Sciences (DAFNE)
Via San Camillo de Lellis, snc
01100 Viterbo, ITALY
Dott.ssa Francesca e Valentina Melini del CREA
5 Luglio 2025 0 comment
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I frutti antichiIl Giardino della Memoria

PNNR TOCC Transizione digitale Organismi Culturali e Creativi – Next Generation EU

by Noi x lucoli 25 Aprile 2025

Il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha rappresentato un’opportunità importante per il rilancio del nostro paese dopo la crisi economica innescata dalla pandemia. Parliamo in totale di circa 191,5 miliardi di euro dedicati a investimenti in diversi settori. Di questo ammontare, la maggior parte (122,6 miliardi di euro) sono prestiti, che il nostro paese dovrà restituire nel tempo all’Ue. Mentre la restante parte (68,9 miliardi) sono sovvenzioni.

Una quota consistente poteva essere attribuita anche a soggetti non istituzionali. Le imprese ovviamente, ma anche alle realtà operanti nel mondo del terzo settore come NoiXLucoli.

La nostra Associazione ha presentato un progetto del valore di 6.214€ (compreso il nostro cofinanziamento) di interesse del Giardino della Memoria del Sisma del 2009 di Lucoli. Volevamo qualificare in termini scientifici l’attività di coltivazione dei “frutti antichi dell’Appennino” e abbiamo avviato lo studio fenologico di venti cultivar allevate nel Giardino. Agronomi di fama nazionale si sono avvicendati nello studio delle varietà selezionate, le schede varietali sono state digitalizzate e pubblicate sul nostro sito e anche tramite i QR-Code apposti sugli alberi.

Nello sforzo di far conoscere l’attività tecnico scientifica svolta all’interno del Giardino di Lucoli è stato realizzato un filmato divulgativo.

 

il regista Adelmo Togliani durante le riprese per conto di “Santa Ponsa Film”

il regista Adelmo Togliani durante le riprese per conto di “Santa Ponsa Film”

L’accessibilità all’area è stata migliorata, anche per i diversamente abili, con la predisposizione di due stradelli interni.

La partecipazione al progetto TOCC si è rivelata per la nostra Associazione di grande impegno per la complessità amministrativa e di realizzazione difficile e rallentata. L’impianto burocratico risulta sovradimensionato sia per la cifra di finanziamento richiesta sia per la documentazione, spesso ripetitiva, a sostegno dei pagamenti effettuati.
Il finanziamento delle infrastrutture materiali, cioè due stradelli in terreno battuto e successivamente inerbiti, hanno richiesto complesse procedure documentarie come se fosse stato costruito un immobile. Ci sembra opportuno, a commento di questa attività da noi realizzata e ancora non finanziata,  che la pubblica amministrazione debba mutare il proprio “paradigma di azione” scegliendo di lavorare a stretto contatto con il Terzo settore (anche) nella redazione dei bandi (a livello centrale) e nella scrittura dei progetti (a livello locale). Solo così, infatti, possono essere individuati al meglio gli obiettivi da porre in essere e realizzare interventi che possano avere una ricaduta effettiva sui territori.

La realizzazione degli stradelli e la protezione con mancorrente

Il terreno prima della realizzazione degli stradelli

Gli stradelli tra gli alberi

Il punto più scosceso con balaustra in legno

lo stradello in terra battuta

Lo studio fenologico di venti varietà dei “frutti antichi” allevate nel Giardino della Memoria

La predisposizione, l’attuazione e l’aggiornamento della Strategia nazionale per la Biodiversità, con la quale ci rapportiamo nel nostro lavoro associativo, richiedono un approccio multidisciplinare ed una forte condivisione e collaborazione tra i decisori politici e le Amministrazioni centrali e regionali, con il supporto del mondo accademico e scientifico, raccogliendo le istanze dei portatori di interesse, in modo da favorire lo sviluppo sociale culturale ed economico, conseguendo al tempo stesso gli obiettivi di conservazione della biodiversità.

La biodiversità e i servizi ecosistemici, nostro capitale naturale, sono conservati, valutati e, per quanto possibile, ripristinati, per il loro valore intrinseco e perché possano continuare a sostenere in modo durevole la prosperità economica e il benessere umano nonostante i profondi cambiamenti in atto a livello globale e locale.

Le invasioni di specie alloctone negli ambienti naturali, agricoli e antropizzati, costituiscono attualmente un’ulteriore emergenza ambientale visti gli effetti negativi sulla biodiversità e sui processi ecologici, i danni economici a numerose attività antropiche e le rilevanti problematiche di carattere sanitario causate da questo fenomeno. I costi imputabili agli effetti della presenza delle specie alloctone invasive (Invasive Alien Species IAS) sono spesso particolarmente elevati e derivano sia dalla necessità di mettere in campo attività di eradicazione e controllo di tali specie, sia dai danni diretti provocati all’agricoltura, alle attività di pesca, alle infrastrutture ed alla salute umana oltreché alla conservazione della biodiversità delle specie autoctone e degli habitat naturali. All’interno del Giardino della Memoria sono coltivate varietà recuperate in terreni dismessi dall’agricoltura, all’interno di conventi e fornite da portatori d’interesse interessati alla conservazione delle stesse.  L’attività svolta si è inoltre, rivelata importante perchè ha interessato un ambiente  montano  particolarmente fragile e minacciato dai cambiamenti climatici come dimostrano le fluttuazioni del limite della neve perenne; le biocenosi di alta montagna sono caratterizzate da forti stress ecologici, nel senso che i fattori abiotici (in particolare il clima) prevalgono nettamente su quelli biotici;  l’elevata biodiversità e la concentrazione di endemismi presente nella maggior parte delle biocenosi montane, nonché la loro scarsa capacita di migrazione, rendono la maggior parte delle specie appenniniche altamente vulnerabile; la riduzione della copertura nevosa, generalmente in grado di isolare il suolo dall’ambiente circostante mantenendo la temperatura prossima agli 0° C e creando un ambiente favorevole all’attività microbica, aumenta la frequenza del congelamento e dei cicli di gelo e disgelo del suolo, causando un aumento della mortalità dell’apparato radicale e della biomassa microbica.

NoiXLucoli collabora con la Regione Abruzzo ad un programma di caratterizzazione delle piante originarie dell’Appennino abruzzese ed ha convogliato all’interno del progetto TOCC i costi per lo studio di venti cultivar locali. I risultati dello studio sono stati forniti alla Regione Abruzzo.

Melo Cipolla _1_ (scheda varietale format e descrizione melo cipolla)

Pietro Massimiliano Bianco e Marco Tiberti in una delle molte fasi di analisi

la misurazione delle giovani piante

Le schede varietali elaborate sono state inserite in questo sito e trasformate in QR-Code collocati sugli alberi  interessati.

C’è molto lavoro di studio ancora da realizzare caratterizzando le altre varietà da frutto che vivono nel Giardino di Lucoli, confidiamo nel sostegno degli Enti preposti per proseguire questa interessante attività di ricerca.

Ringraziamo tutti i professionisti che hanno lavorato per questo progetto e che ci hanno richiesto onorari simbolici tenendo conto degli esigui mezzi della nostra Associazione: tutti i costi sono stati anticipati da NoiXLucoli e, al momento, ancora non finanziati da Invitalia.

i Qr-Code sugli alberi

i QR-Code sugli alberi

gli alberi con le caratterizzazioni consultabili attraverso i QR-Code

25 Aprile 2025 0 comment
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ComunitàI frutti antichiIl Giardino della Memoria

IL GIARDINO DELLA MEMORIA DEL SISMA E’ UNA “BIBLIOTECA DEGLI ALBERI DA FRUTTO”

by Noi x lucoli 4 Marzo 2025

L’importanza della biodiversità, che purtroppo si erode e scompare, il rispetto dell’ambiente 
che ci circonda e del contatto con la natura si concretizzano nella “biblioteca a cielo aperto” del Giardino della Memoria di Lucoli. In essa si potranno leggere le caratteristiche delle differenti specie di alberi da frutto allevate che ci raccontano la loro storia e quella del luogo dove vivono e vegetano.

Questo progetto è un laboratorio dove biodiversità e resilienza si adattano all’ambiente che cambia.

Grazie all’instancabile e dura ricerca di aiuti e finanziamenti siamo riusciti ad investire e a studiare alcune varietà di frutti antichi che vegetano nel Giardino. Renderemo visibili a tutti, per mezzo della consultazione dei Qr-Code sugli alberi, le risultanze elaborate. Sono venti le specie caratterizzate e i loro connotati scientifici, analizzati nel corso di un anno di lavoro, saranno consultabili con il semplice telefonino.

Quest’attività non è riservata agli addetti ai lavori ma soprattutto alla comunità che potrà ritrovare, nelle notizie e le foto pubblicate, i frutti coltivati dai nonni e bisnonni e rivivere i ricordi legati all’agricoltura e all’alimentazione passata delle loro famiglie.

Ricordiamo che tutto questo lavoro appassionato è svolto dai nostri soci che hanno voluto dedicare una risorsa importante e non rigenerabile, il loro tempo, alla memoria.

Crediamo nella comunicazione con la quale avviciniamo persone di ogni età alla natura e all’ecologia, sempre più in modo interattivo e diverso. Il nostro obiettivo non è insegnare dall’alto, ma trasmettere il valore del rispetto per le tradizioni agricole e gli alberi da frutto in via di estinzione con tutti i mezzi possibili.

Vogliamo unire natura, sostenibilità, cultura e il rispetto delle memorie locali con “un approccio visionario” giudicato forse da molti. Cerchiamo di lavorare per l’inclusione sociale (gli anziani ci insegnano il loro sapere li coinvolgiamo sempre), l’aspetto educativo e la capacità di creare sinergie tra istituzioni pubbliche, università, associazioni culturali, artisti (che ci hanno donato  le loro opere) e le gente comune. Una rete collaborativa, che cerchiamo di costruire con impegno e tanta fatica, che, secondo noi aiuta a migliorare il benessere individuale e collettivo.

Il Giardino della Memoria di Lucoli, divenuto Monumento Naturale Regionale (quindi un piccolo parco) rappresenta tre valori fondamentali: verde, cultura e comunità.

Di “verde” Lucoli ne ha molto, costituisce forse un’abitudine, ma il fare “tesoro” di questa risorsa aiuta alla consapevolezza, ad essere orgogliosi di ciò che si ha. Il “fuori” cioè il territorio in cui si vive, ha bisogno del dentro. Ha bisogno del tempo, della riflessione, della rievocazione delle esperienze, del dare un nome a quanto si è percepito con i sensi per aiutare la costruzione dei ricordi. Ricordi che prima di divenire tali sono solo pensiero autobiografico. L’esperienza da sola non basta, ha bisogno della relazione, della con-divisione, della parola come delle immagini, siano essi fotografie,  o gli stessi frutti raccolti nel Giardino e più avanti, della scrittura.
Che l’uomo, per fare memoria, abbia bisogno di “fonti” lo abbiamo ben presente ogni qualvolta apriamo un album di fotografie.

Il Giardino della Memoria sta sempre più diventando una “fonte” di memoria locale.

 

4 Marzo 2025 0 comment
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Agricoltori custodiI frutti antichiIl Giardino della Memoria

II concetto di bioterritorio e di caratterizzazione e conservazione delle varietà locali

by Noi x lucoli 11 Febbraio 2025

Siamo arrivati alla conclusione di un percorso di studio e caratterizzazione di alcune varietà di “frutti antichi” che vegetano nel Giardino della Memoria di Lucoli.

Esperti agronomi si sono cimentati sul campo in un lavoro realizzato in diciotto mesi che li ha visti impegnati a studiare le diverse fasi vegetative degli alberi da frutto: il frutteto si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto.

I Dottori Bianco e Tiberti durante il lavoro di caratterizzazione

La descrizione dell’aspetto delle piante è basata sul rilievo di caratteri morfo-fisiologici e costituisce un importante strumento di indagine della biodiversità agraria. Nel lavoro di raccolta di tutte le informazioni su di una singola varietà locale, la descrizione completa delle piante in esame (accessioni) rappresenta un passaggio fondamentale in quanto, utilizzando apposite metodologie di confronto, consente di caratterizzare, distinguere e identificare le varietà.

Gli strumenti che si sono utilizzati per realizzare tali descrizioni e, dunque, caratterizzazioni sono i descrittori relativi  alle diverse specie coltivate. Tali descrittori si riferiscono a caratteri altamente ereditabili e sono generalmente organizzati in schede composte da: una lista di descrittori, un elenco  di attributi per ciascun descrittore e fotografie che palesano il carattere osservato.

Il Piano Nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo ha posto una grande enfasi sul concetto di varietà locale intesa come “carattere prioritario e di alto valore socio-culturale”. Da ciò l’esigenza di identificare correttamente le varietà locali, a partire da un’accurata ricerca storico documentale volta a dimostrare il legame con il territorio di provenienza, ovvero con il bioterritorio, unico luogo dove può essere realizzata la loro conservazione.

Tutte le varietà allevate nel Giardino di Lucoli, ora MONUMENTO NATURALE REGIONALE, sono a rischio di estinzione per questo ci siamo posti il problema della loro corretta identificazione partendo innanzitutto da un’accurata ricerca storico-documentale volta a dimostrare il legame con il territorio di provenienza. La conservazione delle varietà locali non è realizzabile, se non nel bioterritorio, con le tecniche agronomiche dettate dalla tradizione rurale locale, in un rapporto strettissimo e di dipendenza reciproca, tra chi effettua la conservazione ex situ (banche del germoplasma) e chi salvaguarda e favorisce la conservazione on farm (NoiXLucoli è un coltivatore custode).

Siamo particolarmente orgogliosi dei risultati ottenuti, pubblicati sul nostro sito web, resi disponibili alla Regione Abruzzo e, tramite la collocazione di cartellini con QrCode su quarantaquattro piante, a tutti i visitatori che liberamente consulteranno la “biblioteca a cielo aperto” del Giardino della Memoria.

L’attività è stata realizzata partecipando al progetto TOCC del Mibact, competendo per un piccolo finanziamento (tutti i costi sono stati anticipati dalla nostra Associazione che non è capitalizzata), le risorse professionali coinvolte ci hanno aiutati richiedendo dei compensi commisurati a dei volontari e le ringraziamo. In modo particolare citiamo: Il Dott. Pietro Massimiliano Bianco (Ecologo, naturalista, ricercatore, educatore ed autore dello studio sui “frutti antichi” dell’Abruzzo per conto dell’ISPRA), Il Dott. Marco Tiberti (Agrotecnico laureato e Presidente dell’Associazione European Consumers APS), Adelmo Togliani (regista, che ha realizzato il video divulgativo sul Giardino della Memoria), il Dott. Donato Domenico Silveri (già Funzionario Esperto Tecnico della Regione Abruzzo che ha realizzato le perizie sulle schede varietali).

Si allegano le schede per una più semplice consultazione.

Le schede varietali

  • Mela renetta ruggine

  • Melo zitella

  • Melo gelata

  • Melo limoncella

  • Melo della Madonna

  • Melo la brutta

  • Melo romanella

  • Melo rosa romana

  • Melo rosso d’estate

  • Melo rosso pasta gialla

  • Melo San Giovanni

  • Melo striata inverno

  • Pero spina

  • Melo cipolla

  • Melo candela

  • Melo abbondanza rosso

  • Pero d’agosto

  • Gelso nero

  • Melo bianco di Campotosto

11 Febbraio 2025 0 comment
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Il Giardino della Memoria

PROSEGUE LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO A.S.S.A.P.O.R.A. CON IL CREA

by Noi x lucoli 21 Ottobre 2024

Progetto ASSAPORA_sintesi

L’attività si concluderà nella primavera del 2025 con l’esame delle gemme e dei fiori.

La nostra Associazione lavora, tra le molte finalità, sul senso di identità e la memoria di usi e tradizioni locali.

Il cibo italiano, le tradizioni culinarie regionali e le produzioni tipiche locali hanno un valore intrinseco, che va oltre la bontà, il gusto, l’apprezzamento oggettivo, per abbracciare la sfera emotiva ed intima di appartenenza e di ricordo. I “frutti antichi” coltivati nel Giardino della Memoria di Lucoli possono attrarre i “turisti delle radici” che sono particolarmente interessati ai prodotti alimentari “nostalgia”, che hanno il “sapore di casa” e che scelgono per la qualità, ma soprattutto perché ricordano la famiglia.

Molti dei sostenitori del Giardino di Lucoli sono stranieri e sono diventati veri e propri ambasciatori del cosiddetto made in Italy per questo i nostri soci recapitano loro i frutti dei loro alberi.

la pittrice Joan Ugolini vicino all’albero adottato da sua madre Mary Lattanzi ha raccolto due cassette di mele “romanella”

Il progetto che stiamo realizzando con il CREA riguarda anche questo obiettivo, di queste tematiche si parlerà il 9 novembre prossimo a Roma, nel corso del convegno “Turismo delle radici e prodotti agroalimentari. Percorsi e strategie per valorizzare l’olivicoltura e le aree rurali”, organizzato dal CREA, con i suoi Centri Politiche e bioeconomia e Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicultura e dall’Università della Calabria, Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche (DiScAG). Il convegno è realizzato nell’ambito del progetto “Oleario. Dove l’Italia lascia il segno”.

Siamo orgogliosi di contribuire in parte con il nostro lavoro appassionato a queste attività di studio.

21 Ottobre 2024 0 comment
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ComunitàIl Giardino della Memoria

IL GIARDINO DELLA MEMORIA E’ L’EREDITA’ CHE LASCIAMO A CHI ANCORA NON C’E’

by Noi x lucoli 23 Luglio 2024

Il 20 luglio 2024 abbiamo organizzato un “salotto letterario” insieme agli amici di “l’Aquila Incontra” perché volevamo dare voce e valore alle storie delle persone che abitano i luoghi, significare le parole con cui si raccontano le comunità, per far contare Lucoli, i suoi paesaggi e le esperienze come quella della conservazione della biodiversità appenninica.

Al centro dei racconti, in parole e musica, lo “zampognaro” e naturalmente il Giardino della Memoria con le cultivar che custodisce.

https://www.noixlucoli.it/wp-content/uploads/2024/07/VID-20240722-WA0013.mp4

 

Il nostro essere ecologi è l’istinto di aggrapparci a ciò che amiamo, di proteggerlo dall’oblio e dalla violenza di ciò che è “globale” e di costruire la nostra vita attorno ad esso. Il Giardino della Memora, come uno scrigno di frutti antichi è l’eredità che vogliamo lasciare a chi ancora non c’è qui con noi.

Anche la zampogna (e l’organetto), sapientemente suonata e spiegata dal maestro Raffaello Angelini rientra nel nostro concetto di bellezza ed è stata la grande protagonista dell’incontro.

Un salotto letterario per costruire nuovi legami tra le persone che sono il fondamento sul quale costruire e ricordare, a fatica, le cose belle che sono state tramandate dalle generazioni passate, perché possano essere apprezzate anche da quelle future. Se saltano i legami, la comunità perde senso. Attraverso la natura, le tradizioni, le radici locali si può ridare voce all’idea della bellezza come risorsa condivisa, fondo insostituibile di ‘capitale sociale’. La bellezza, hanno riconosciuto, funge da barriera alle brutalità dell’oblio o della cancellazione, dall’alto verso il basso, degli “ingegneri” sociali.

L’esperimento è riuscito grazie anche alla rete di amici che in tredici anni di attività NoiXLucoli ha guadagnato e con i quali collabora. Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato per realizzare questa bella attività.

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23 Luglio 2024 0 comment
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Il Giardino della MemoriaTerritorio

SERATA DI RACCONTO A VOCE E IN MUSICA con Raffaello Angelini, musicista della Zampogna

by Noi x lucoli 14 Luglio 2024

Da qualche tempo a questa parte, l’uso dell’espressione “fare rete” ha cominciato a diffondersi anche nell’universo del volontariato, per indicare una strategia di lavoro comune tra entità diverse, volta a “unire le forze” per lavorare su progetti che singolarmente ognuna di quelle organizzazioni non sarebbe in grado di raggiungere. “Fare rete” ha anche un significato in più: quello dell’abbraccio solidale (che motiva) tra persone generose che donano i loro entusiasmi e che vivono le stesse difficoltà e alle volte hanno bisogno di aiuto.

Lo sappiamo bene perché viviamo una fase della nostra vita associativa in cui siamo “abbracciati” dalla rete delle altre Associazioni, più grandi di noi e di grande reputazione nazionale: l’iter di approvazione del Decreto Giardino della Memoria – Monumento Naturale Regionale ha visto il sostegno di Associazioni come “Salviamo l’Orso”, “Touring Club Pescara”, “Pronatura l’Aquila” e non le ringrazieremo mai abbastanza.

Questo sostegno ci motiva a resistere, in un contesto ove il fattore culturale condiziona la scarsa propensione al “lavorare insieme”, in un territorio locale ove vive, inoltre, un retaggio di competizione e diffidenza verso le organizzazioni non storiche. Queste sono tutte dinamiche che producono, purtroppo, disconferma e negazione dei risultati del volontariato anche se questi sono sotto gli occhi di tutti come nel caso del Giardino della Memoria.
I nostri soci continuano a credere nella “rete” che implica un certo dispendio di energie psicologiche, relazionali e l’investimento di tempo e risorse, ma soprattutto un’apertura di credito in termini di fiducia verso gli altri membri della rete e la disponibilità a condividere e talvolta ad ampliare i propri orizzonti valoriali ed operativi, andando anche al di là dei confini circoscritti, per quanto importanti, dell’identità delle singole organizzazioni.

La “rete” si è di nuovo mobilitata attraverso “L’Aquila Incontra”” per celebrare insieme a noi, in modo semplice ma profondo e colto, il Monumento Naturale Regionale di Lucoli.

L’Associazione L‘Aquila Incontra è una “Comunità Culturale” che si propone come scopo quello di favorire un consapevole accrescimento della partecipazione in termini di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, favorendo l’inclusione e il pieno sviluppo della persona, tutto ciò senza scopo di lucro. “L’Aquila incontra” ha organizzato una SERATA DI RACCONTO A VOCE E IN MUSICA per far scoprire l’importanza delle radici culturali e delle tradizioni, le stesse che NoiXLucoli difende con impegno e sacrificio attraverso il Giardino della Memoria. Uno degli animatori della serata sarà Raffaello Angelini, musicista di formazione colta (violoncellista, compositore) che da circa 25 anni si dedica alla zampogna, strumento con cui si è esibito in Italia e all’estero.

 

Ringraziamo per questa grande occasione che ci viene donata e invitiamo i lucolani che vorranno ascoltare brani del “diario di uno zampognaro – tra fantasia e realtà” ad unirsi a noi come in un salotto letterario ubicato in un luogo di grande bellezza e circondato dagli alberi del Giardino della Memoria.

«Ci sono luoghi, luci, colori, odori, immagini e suoni che rimangono impressi nella memoria e inaspettatamente riemergono dando la sensazione di vivere ora, ciò che si è vissuto precedentemente, in un altro luogo in un altro momento. Tra queste immagini remote, una in particolare è rimasta nella mia mente come avvolta in uno strato di nebbia, per poi riaffiorare ciclicamente e di nuovo svanire». Queste sono alcune delle parole delle prime pagine del libro “Il diario di uno zampognaro- tra fantasia e realtà” di Raffaello Angelini, un racconto, un diario intimo, a tratti quasi musicale che regala momenti di delicata narrazione, talvolta anche poetica. Naturalmente ascolteremo anche i suoni della zampogna.

Il Monumento Naturale Regionale alla sua prima ricorrenza di un mese (decreto del 19 giugno u.s.) non poteva essere celebrato in modo migliore!

14 Luglio 2024 0 comment
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I frutti antichiIl Giardino della Memoria

IL GIARDINO DELLA MEMORIA DEL SISMA DI LUCOLI E’ DIVENTATO MONUMENTO NATURALE REGIONALE

by Noi x lucoli 29 Giugno 2024

La nostra Associazione ha presentato nel 2021 un progetto per il Giardino della Memoria di Lucoli con riferimento alla L.R. 21 giugno 1996, n. 38 ([1]) Legge-quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l’Appennino Parco d’Europa ([2]). ([3]).

I frutti antichi del Giardino della Memoria rappresentano di fatto un area protetta per la tutela dell’ambiente naturale regionale e la Regione Abruzzo, in ottemperanza all’art. 4 dello statuto ed in conformità ai principi stabiliti dalla legge 6 dicembre 1991 n. 394, ha previsto la salvaguardia di siti come quello di Lucoli con apposita normativa.

Alcune finalità proprie del sito Giardino della Memoria sono centrate sulla conservazione, reintegrazione, salvaguardia e sviluppo della biodiversità; sulla difesa della flora, con particolare riferimento a quella soggetta ad erosione genetica; sull’applicazione di metodi di gestione e di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici, nonché delle attività agricole produttive ed agro-silvo-pastorali e di agricoltura biologica e la conservazione degli ecosistemi e lo rendono per questo motivo idoneo ad essere inserito nel Sistema integrato regionale delle aree protette.

L’Art. 3 della predetta Legge tratta del Sistema integrato delle aree protette.

  1. Il sistema integrato delle aree protette della Regione Abruzzo è costituito dalle seguenti categorie:
  2. a) Parco naturale regionale;
  3. b) Riserva naturale regionale;
  4. c) Monumento naturale regionale;
  5. d) Riserva Naturale di interesse provinciale.

Il Decreto n. 52 del 19 Giugno 2024 firmato dal Presidente della Regione Abruzzo Marsilio istituisce ai sensi del L.R. 21 Giugno 1996 n. 38 il Monumento Naturale Regionale “Giardino della Memoria del Sisma di Lucoli (AQ)”.

La nostra Associazione si ritiene “ambientalista” e per pochi che siano nel territorio gli ambientalisti,  che guardano con favore alle politiche di tutela e di valorizzazione della biodiversità, l’istituzione del Monumento Naturare Regionale Giardino della Memoria del sisma di Lucoli si pone come occasione naturale, da cogliere come un frutto maturo,  fortemente voluto e “coltivato” per tredici anni di duro lavoro: tutelando il paesaggio, riqualificando un’area incolta, applicando le tradizioni agricole locali e ricercando cultivar dimenticate in ogni luogo ci venissero segnalate.
Tutto questo lavoro è divenuto ricerca scientifica e sperimentazione in collaborazione con la Regione Abruzzo, il CREA, l’Università della Tuscia e il Parco della Maiella, ogni nostra azione è stata concepita per non essere autoreferente ma disponibile ai portatori d’interesse.
L’applicazione di queste convinzioni ci ha portato a sostenere dei costi incomprimibili, quasi totalmente autofinanziati ma siamo riusciti a non inventare improbabili autosufficienze economiche di qualsivoglia struttura chiamata a spendere cifre sostenute dalla collettività, per sostenere un lavoro forse non compreso dai residenti.

L’istituzione di una nuova area protetta forse ci porrà di fronte alle “trappole” delle troppe burocrazie (locali, regionali, forse nazionali) che in Italia si impegnano a complicare le cose semplici, basti pensare che da due anni abbiamo richiesto la concessione all’utilizzo, per soli tre mesi all’anno, dell’acqua di una sorgente locale, presentando progetti e studi di fattibilità (onerosi) e ancora non otteniamo una concessione. E l’acqua per le piante del Giardino della Memoria è vitale.

Ci sentiamo a volte come la lumaca in un percorso ad ostacoli. Ma non perdiamo la motivazione e ragioniamo pacatamente, laicamente, senza presumere di avere in tasca bacchette magiche o pietre filosofali: soprattutto non ci sentiamo estranei dalle Istituzioni. Siamo pronti per lavorare nell’ottica del Giardino Area protetta con immutata pazienza.

Ringraziamo tutti i nostri soci, il vivaista Enzo Sebastiani principale ricercatore delle varietà antiche che coltiviamo, la Regione Abruzzo, per il tramite dei suoi Dirigenti e Responsabili, che ci ha seguiti e consigliati e con la quale condividiamo progetti di studio sulla biodiversità, Regione che può contare su un laboratorio “vivo” di novanta diverse varietà coltivate.

Apprezziamo il riconoscimento del Comune di Lucoli, espresso con delibera comunale, relativo al valore del Giardino della Memoria per il Territorio.

Ringraziamo le Associazioni Ambientaliste nazionali: Pronatura l’Aquila, Touring Club Italiano, Salviamo l’Orso che hanno creduto in noi sostenendoci formalmente per l’iter richiesto dalla procedura regionale.

i fiori del melo zitella

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AmbienteComunitàIl Giardino della Memoria

La montagna e Lucoli

by Noi x lucoli 7 Maggio 2024

il pesco platicarpa

L’Unesco ci dice che le montagne ospitano circa la metà della biodiversità presente oggi in natura e oltre la metà degli abitanti della Terra utilizza acqua proveniente dalle montagne, esse coprono circa il 27% del nostro pianeta. La loro conservazione è fondamentale per garantire la vita e lo sviluppo del pianeta e rientra nell’Obiettivo 15 dell’Agenda ONU 2030, dedicato alla “vita sulla terra”.
E’ STATO IDEATO UN GRANDE PROGETTO il “”MountResilience” che ha molteplici obiettivi, quanto è vasto e diversificato l’orizzonte d’applicazione.

Mira a sfruttare le diversità territoriali per integrare una vasta gamma di prospettive, conoscenze ed esperienze. Sono coinvolte 47 organizzazioni partner provenienti da 12 Paesi europei: Austria, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna, Romania, Spagna, Svizzera. L’approccio multidisciplinare è fondamentale per generare un portfolio variegato di proposte e strumenti di adattamento ai cambiamenti climatici, e massimizza il suo potenziale di replicabilità in Paesi e contesti diversi. Le aree montuose della Finlandia e quelle della Romania hanno evidenze e sfide ben diverse tra loro, la prima è proprio quella di fare sistema di esperienze e dati disomogenei.
La risorsa idrica e la gestione del turismo rappresentano i focus critici più immediati ed evidenti. Due elementi strettamente interconnessi.

La gestione dell’acqua comprende l’agricoltura, la zootecnia, ma anche il turismo legato alla neve e al ghiaccio, così come la produzione di energia idroelettrica nonché la fornitura di acqua potabile.

Grazie all’utilizzo di Big Data e di algoritmi di machine learning è possibile effettuare un’analisi climatica dello storico, precipitazioni comprese, ed elaborare modelli di proiezione delle prossime stagioni.

Sistemi di sensori monitorano invece lo stato delle risorse idriche superficiali e sotterranee, evidenziando trend e disponibilità di acqua per prevedere quando e se è necessario intervenire.

Lo sci su piste con innevamento artificiale è diventato, ormai da decenni, pratica comune del turismo invernale, ma solleva preoccupazioni riguardo all’inquinamento ambientale e al consumo di risorse. Per mantenere le piste innevate, vengono utilizzati enormi quantità di acqua ed energia.
Secondo CIPRA – Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, durante una stagione invernale vengono consumati circa 95 mln di m3 d’acqua e spesi 600 gigawattora di energia, con un costo economico significativo. La neve artificiale ha inoltre un peso maggiore e una minore capacità isolante rispetto alla neve naturale e può causare il congelamento del suolo e l’asfissia delle piante. Una conseguenza evidente è il ritardo che spesso si evidenzia nell’attività vegetativa nelle zone con innevamento artificiale.

Temperature e biodiversità sono destinate a continuare a modificarsi: gli allevamenti di renne in Finlandia stanno subendo grossi contraccolpi e di questa carne il popolo si nutre da secoli. Anche la Romania, che basa buona parte della propria economia sulla zootecnia, vede modificarsi la composizione dei pascoli, poiché molti pastori si avventurano più in alto, altri abbandonano l’attività.

E se lo sci non sarà più uno sport facilmente praticabile al di sotto dei 2000 metri, le comunità locali dovranno trovare il modo per transitare verso una trasformazione del modello economico, fornendo servizi diversi che permettano alle persone di trascorrere del tempo piacevole in montagna. Il nostro compito è anche quello di supportare la conversione dei modelli economici dove le stazioni sciistiche non hanno un futuro: promuovere un adattamento intelligente seguendo il benessere generale, trascurando, a volte, interessi contingenti e particolari.

Uno scenario risolutorio perfetto se funzionasse nelle applicazioni e fosse interiorizzato dalle comunità locali, sempre più residue, che vivono le montagne. Certo se ne può parlare ma nella pratica come si vive la montagna? Cosa si fa anche a livello di amministratori locali per salvarla? Non abbiamo risposte degne di nota.

Noi amiamo la montagna, la ammiriamo, ci rigenera, ci rifugiamo in essa per sfuggire a tanti pensieri e azioni comuni che minacciano l’umanità stessa e ci snaturano. Abbiamo deciso di lavorare per la montagna, regalando il nostro tempo (risorsa non rigenerabile) e le nostre fatiche. Ma se dovessimo dire che siamo capiti nei nostri sogni e valori dovremmo affermare che abbiamo dei dubbi: nel giudizio collettivo lo facciamo perché abbiamo senz’altro un tornaconto, la gente granitica della montagna (un fuoco una famiglia e in trincea contro tutti) non fa nulla per nulla e giudica con sospetto chi non rispetta questo schema.

Confidiamo nella forza della montagna che da sempre e lì e ci ispira resilienza e fermezza e intanto cerchiamo di salvare la biodiversità che la popolava, che ci ha donato per secoli  e che gli uomini hanno dimenticato o cancellato perché reputata inutile o inadeguata agli interessi economici.

Tante volte ci sentiamo come il bambino che versava l’acqua del mare con una conchiglia, interrogato da Sant’Agostino gli rispose: «Voglio travasare il mare in questa mia buca». Sorridendo Agostino spiegò pazientemente che una cosa del genere era semplicemente impossibile. Il bambino, allora, diventò serio, e replicò: «Non è forse impossibile anche a te capire con la tua piccola mente l’immensità del Mistero della Trinità? Forse anche i nostri soci vivono in un mistero quello di come poter salvare la montagna e le sue ricchezze, tra queste anche l’acqua.

Anche in questa stagione combatteremo per l’assenza di acqua e irroreremo a mano (facendo catene umane) le giovani piante che abbiamo recuperato lo scorso anno: loro ci ringraziano ne siamo consapevoli! L’acqua sorgiva che utilizziamo proveniente dalla località “la cunetta” e per il cui utilizzo abbiamo chiesto i permessi alla Regione Abruzzo, in estate da certe ore in poi “scompare” e siamo costretti ad utilizzare serbatoi approvvigionati altrove.

L’acqua della sorgente

Finché avremo forza continueremo di noi si può dire se non altro che credevamo di poter essere utili.

7 Maggio 2024 0 comment
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