NOI X LUCOLI
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Agricoltori custodi

Agricoltori custodiIl Giardino della Memoria

IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI, SPERANZA DI VITA PER LE FUTURE GENERAZIONI

by Noi x lucoli 29 Settembre 2025
IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI compie quindici anni dalla sua inaugurazione, è divenuto “Monumento Naturale Regionale” e i suoi realizzatori, che animano un’Associazione del territorio, hanno organizzato un Convegno, il 19 settembre u.s., per illustrarne gli inumerevoli significati e il valore per il territorio ed il mondo accademico.
Il Giardino di Lucoli rappresenta la concretezza di un ambientalismo che salva la natura mantenendo le persone in una reciproca forma di relazione tra di loro e al centro, è un bene comune aperto a tutti. La salvaguardia dei frutti antichi e delle tradizioni agricole locali non è solo un capriccio privato, una preoccupazione per le specie vegetali naturali, ma al contrario: è l’esperienza con la quale si tenta di adattare il mondo alle nostre esigenze e le nostre esigenze al mondo, secondo i principi di responsabilità e di equilibrio. Il Giardino come  luogo di conservazione un erede della storia locale (nell’area ove insiste c’erano l’orto e il frutteto dei monaci dell’Abbazia di San Giovanni Battista).
Questo è il senso del focus del Convegno: “Il Giardino della Memoria, speranza di vita per le future generazioni”. Si voleva testimoniare quell’ambientalismo che racchiude le ragioni che tengono insieme il patto generazionale: un luogo che incarna un ordito più grande, che viene dai padri e si trasmetterà ai figli.
La nostra visione è quella del Giardino della Memoria come centro di un’accessibilità di luogo e di cultura non solo agronomica, che rappresenta una dimensione qualitativa, ma anche una dimensione quantitativa, legata ad una visione di sviluppo che punti a fare del patrimonio storico-artistico di Lucoli il volano di uno sviluppo sostenibile, per tale motivo, come grande concessione, è stato permesso l’uso dell’Abbazia di San Giovanni Battista, luogo di preghiera, come sede convegnistica. Il Convegno è stato collegato alla formazione continua dell’Ordine degli Agronomi dell’Aquila e Provincia questo un altro fattore che ha avvalorato l’Abbazia come luogo eccezionale di dibattito: destinata ai giovani professionisti.
L’Abbazia come luogo dove poter parlare di “memoria e dolore” argomento affrontato dal giornalista Giustino Parisse che appassionatamente ha descritto il collegamento tra gli alberi del Giardino e le vittime del terremoto del 2009. Queste alcune parole del suo intervento. Un “tema complesso innanzitutto perché il dolore, quello che ti spezza la vita e cambia prospettive presenti e future, a volte “uccide” la memoria o tenta di farlo. Infatti ogni ricordo, emozione, sensazione, abbraccio e persino la nostalgia per un panino diviso a metà durante una passeggiata in campagna con i tuoi figli, diventa la lama ardente che riapre le ferite dell’anima e le fa tornare a sanguinare. Ma qui  per fortuna entrano in gioco le cosiddette radici. Ognuno di noi ha solide radici anche se non lo sa o fa finta di non saperlo. Spesso, travolti dal furore della vita e dalla corsa ansiosa per lavorare, far soldi, cercare piaceri fittizi e perché no, compiacersi persino delle sfortune degli altri, quelle radici le dimentichiamo e, invece, sono loro che a un certo punto del nostro percorso terreno,  ci richiamano all’ordine e a tenere duro nonostante una vita che ci ha girato all’improvviso le spalle”.  Un frutteto “è da sempre il simbolo di vita, bellezza, ricchezza. Ci sono i fiori che in primavera annunciano la rinascita, c’è la forza della natura capace di risorgere dalle proprie ceneri, c’è la simbologia legata alla terra che si fa madre e che sfama le forme viventi. Tutti elementi che danno senso cosmico al di là della quotidianità e dei suoi problemi. Il Giardino di Lucoli,  è memoria, ricordo, dolore. Ogni albero rappresenta idealmente chi non c’è più e, tutti insieme,  sono segno di tragedia ma anche di speranza”.
Essenziale questa introduzione ad un Convegno che si proponeva di illustrare ciò che oggi il Giardino rappresenta: un piccolo scrigno di biodiversità, un piccolo laboratorio dove si cerca di coinvolgere la scienza coniugandola alle tradizioni degli anziani agricoltori, studiando piante ritrovate negli orti dei monasteri, nei terreni abbandonati dove sopravvivono le piante “orfane”. Il Giardino della Memoria come un “guscio di noce” ha affermato il Colonnello Bruno Petriccione, giuriecologo, che cresce in una Regione come l’Abruzzo che vanta il 40% di aree protette.
Tutti i relatori hanno cercato di spiegare perché sia importante coltivare le antiche varietà, tra questi l’Agronoma Isabella Dalla Ragione, Presidente della Fondazione “Archeologia Arborea”.
Il Professor Kevin Cianfaglione, dell’Università di Lilla (Francia),  ha provato ad ipotizzare con una domanda un impiego concreto della coltivazione dei frutti antichi da parte degli agricoltori.
Sono stati illustrati dalla Dottoressa Melini del CREA i risultati del progetto ASSAPORA condotto anche per mezzo delle mele del Giardino di Lucoli durante tre anni di lavoro.  Ci auguriamo che i partecipanti al Convegno abbiano compreso, con le illustrazioni dei grafici, l’importanza di una delle mele allevate: la mela Renetta ruggine, identificabile dalla sua buccia che può presentare sfumature rugginose. Questa mela è un’ottima fonte di antiossidanti naturali, in particolare i polifenoli, che aiutano a contrastare i radicali liberi, rallentare l’invecchiamento cellulare e ridurre il colesterolo. L’apporto di polifenoli è significativamente elevato rispetto ad altre varietà di mele, e queste preziose sostanze non si degradano con la cottura, mantenendo le loro proprietà benefiche.  La renetta ruggine produce grandi benefici per la salute. Nel Giardino di Lucoli vegetano quattro esemplari di questa varietà.

Il Dott. Agostino Sacchetti responsabile dell’Ufficio Biodiversità Agraria della Regione Abruzzo ha illustrato le azioni che si svolgono per promuovere la conservazione della biodiversità: attraverso l’istituzione e il potenziamento di aree protette, la salvaguardia di specie vegetali e animali locali a rischio, e la creazione di strumenti come l’Anagrafe Regionale e la Majella con la banca del seme. Questi sforzi includono la gestione sostenibile dei boschi e dei pascoli, il monitoraggio dei dati ambientali e il coinvolgimento di agricoltori e allevatori come “custodi” della biodiversità.
Ed infine l’ultimo relatore l’Ing. Gianfranco Totani che ha trattato un tema che può essere sembrato di natura poco “ambientale”: la mitigazione della vulnerabilità dei sistemi ambientali: la strategia dell’adattamento. Eppure la sintesi del suo intervento è chiara: l’uomo si è adeguato all’ambiente nei suoi primordi, ora è l’ambiente che muta in relazione all’uomo. Per troppo tempo l’umanità ha spinto fortemente la produzione di beni e servizi senza curarsi dell’impatto e dell’importanza dell’ambiente. Ora ci si è resi conto che l’ambiente deve essere protetto con il più ampio consenso. Ogni ecosistema presenta una propria vulnerabilità nei confronti di specifiche sollecitazioni, sia naturali che antropiche. A seguito di determinate cause di perturbazione s’innescano processi di degrado e alterazioni.

Il Convegno ci ha lasciati sui concetti dell'”adattamento”, riflessioni profonde su tutte quelle iniziative e misure di diversa natura, che rientrano nella vita quotidiana, volte a ridurre la vulnerabilità dei sistemi naturali e umani  a fronte degli effetti dei cambiamenti ambientali in atto o prevedibili. Il concetto di adattamento non è nuovo: i sistemi umani e quelli naturali hanno sempre dovuto adattarsi al mutare delle condizioni ambientali, climatiche e antropiche.
Non dimentichiamo che nei sistemi umani l’adattamento è guidato dalla volontà e basato su scelte di valore ed etiche. Di quali azioni l’uomo si rende maggiormente responsabile: la frammentazione e iperstrutturazione del territorio; il degrado degli insediamenti umani e degli ecosistemi; l’incompatibilità reciproca tra gli elementi (corsi d’acqua e strutture; pendii e costruzioni; disboscamenti); ‘inquinamento.
Ringraziamo tutti coloro che hanno voluto partecipare a questo evento. Un ringraziamento speciale va a tutti i relatori, al coordinatore del Convegno  e alle autorità che hanno partecipato in un giorno particolarmente “affollato” di importanti iniziative per l’Abruzzo e la Città dell’Aquila.
Ringraziamo chi ha lavorato per cinque mesi alla realizzazione di questa iniziativa e gli amici delle Associazioni ambientaliste che, con affetto, ci sostengono da tempo.
29 Settembre 2025 0 comment
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Agricoltori custodiI frutti antichiIl Giardino della Memoria

IL PROGETTO “ASSAPORA” REALIZZATO DAL CREA SU QUATTRO VARIETA’ DI MELE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA GIUNGE A COMPIMENTO

by Noi x lucoli 5 Luglio 2025

Nel Giardino della Memoria di Lucoli sono coltivate  “varietà antiche” cioè delle specie di piante, coltivate con scopo alimentare, che sono state selezionate nel corso di migliaia di anni dagli agricoltori del territorio. Delle specie che, quindi, sono state coltivate per secoli e che sono poi sparite dalla produzione nell’arco degli ultimi 70 anni.  C’è una ragione se queste specie sono state coltivate per così tanto tempo. La saggezza contadina, infatti, le ha selezionate sulla base della resistenza, del gusto, dell’utilizzo, delle proprietà nutrizionali o della maturazione scalare (cioè alternata ad altre specie nell’arco dell’anno).

Come tutte le cose, le varietà antiche possono avere i loro svantaggi. Non sono generalizzabili per tutte le varietà e ce ne sono alcuni che sono considerati svantaggi soltanto dal punto di vista dell’agricoltura industriale.  In ogni caso, le criticità maggiormente evidenziate sono:

  • Dimensioni ridotte
  • Aspetto non bello (si sa che si consuma anche con gli occhi)
  • Ridotta conservabilità
  • Sapori particolari
  • Rese più basse
  • Disponibilità annuale limitata
  • Coltivabilità ristretta a specifici ambienti
  • Maturazione più lenta e/o non uniforme
  • Raccolta e/o trasformazione più laboriosa

La nostra Associazione ha messo a disposizione la raccolta di piante del Giardino per le attività di studio del Progetto ASSAPORA iniziato nel 2022 ed in fase di conclusione.

Il progetto ASSAPORA

Il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 – Regione Abruzzo ha  finanziato un progetto di ricerca (indicato con un’acronimo: ASSAPORA – Analisi e Strategie per la SAlvaguardia di POmacee autoctone della Regione Abruzzo), coordinato dal CREA Alimenti e Nutrizione di Roma con la partecipazione del Dipartimento DAFNE dell’Università degli Studi della Tuscia e 6 aziende agricole abruzzesi site nelle province di L’Aquila, Teramo e Pescara, tra le quali la nostra Associazione NoiXlucoli.

L’obiettivo generale del progetto era quello di contribuire alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità frutticola abruzzese, attraverso lo studio di cinque varietà locali di mela a rischio di estinzione: mela gelata, mela limoncella, mela renetta, mela rosa e mela zitella.

Il progetto ha visto la convergenza di competenze avanzate in diversi ambiti come l’agronomia, la genetica, la nutrizione e la comunicazione. La caratterizzazione agronomica consiste nella valutazione delle tecniche colturali più appropriate per la coltivazione delle mele abruzzesi oggetto di valorizzazione. La caratterizzazione morfo-fisiologica prevede periodici rilievi in campo e analisi di laboratorio volti a definire le caratteristiche organografiche e fenologiche delle piante e dei frutti. La caratterizzazione chimico-nutrizionale consiste nella determinazione di componenti di base e di molecole di interesse salutistico, come le molecole bioattive e la fibra alimentare, nonché l’analisi di composti organici volatili e altre molecole responsabili del gusto del frutto. Infine, la caratterizzazione del profilo genetico delle mele oggetto di studio ha lo scopo di evidenziare i polimorfismi e delineare un fingerprint varietà-specifico. Le informazioni ottenute dallo studio sono state parzialmente divulgate tramite un workshop in presenza e online svoltosi il 19 Giugno u.s. a Pescara al quale abbiamo partecipato. Tale approccio di collaborazione tra chi, come NoiXLucoli, custodisce le piante preservando anche l’habitat che le ospita, e chi contribuisce alla loro valorizzazione con lo studio delle peculiarità nutrizionali dei frutti vuole consentire di tramandare il patrimonio delle specie antiche alle generazioni future e auspicabilmente di riportare sui mercati il patrimonio di biodiversità melicola del nostro territorio. Stiamo organizzando un Convegno, per il mese di settembre, sui frutti locali allevati nel Giardino di Lucoli e i risultati del progetto indicato saranno illustrati ai partecipanti.

i fingerprint individuati

PER SAPERNE DI PIU’

  1. FAO, FAOSTAT https://www.fao.org/faostat/en/#home.
  2. Assomela, Associazione Italiana Produttori di mele, https://assomela.com/
  3. Sansavini Silviero e Ranalli Paolo, Manuale di orto frutticola, Edagricole, 2012
  4. Tabelle di Composizione degli Alimenti (CREA), https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/ricerca-per-alimento
  5. Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Registro Nazionale dei Fruttiferi, https://www.protezionedellepiante.it/registro-nazionale-fruttiferi/
  6. Unione Europea, Regolamento delegato (UE) N. 664/2014 della Commissione del 18 dicembre 2013, https://eur-lex.europa.eu/
  7. Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione

Si ringraziano per l’utilizzo dei lucidi:

Prof. Dr. Valerio Cristofori Ph.D.
Associate Professor
University of Tuscia
Department of Agriculture and Forest Sciences (DAFNE)
Via San Camillo de Lellis, snc
01100 Viterbo, ITALY
Dott.ssa Francesca e Valentina Melini del CREA
5 Luglio 2025 0 comment
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Agricoltori custodiI frutti antichiIl Giardino della Memoria

II concetto di bioterritorio e di caratterizzazione e conservazione delle varietà locali

by Noi x lucoli 11 Febbraio 2025

Siamo arrivati alla conclusione di un percorso di studio e caratterizzazione di alcune varietà di “frutti antichi” che vegetano nel Giardino della Memoria di Lucoli.

Esperti agronomi si sono cimentati sul campo in un lavoro realizzato in diciotto mesi che li ha visti impegnati a studiare le diverse fasi vegetative degli alberi da frutto: il frutteto si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto.

I Dottori Bianco e Tiberti durante il lavoro di caratterizzazione

La descrizione dell’aspetto delle piante è basata sul rilievo di caratteri morfo-fisiologici e costituisce un importante strumento di indagine della biodiversità agraria. Nel lavoro di raccolta di tutte le informazioni su di una singola varietà locale, la descrizione completa delle piante in esame (accessioni) rappresenta un passaggio fondamentale in quanto, utilizzando apposite metodologie di confronto, consente di caratterizzare, distinguere e identificare le varietà.

Gli strumenti che si sono utilizzati per realizzare tali descrizioni e, dunque, caratterizzazioni sono i descrittori relativi  alle diverse specie coltivate. Tali descrittori si riferiscono a caratteri altamente ereditabili e sono generalmente organizzati in schede composte da: una lista di descrittori, un elenco  di attributi per ciascun descrittore e fotografie che palesano il carattere osservato.

Il Piano Nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo ha posto una grande enfasi sul concetto di varietà locale intesa come “carattere prioritario e di alto valore socio-culturale”. Da ciò l’esigenza di identificare correttamente le varietà locali, a partire da un’accurata ricerca storico documentale volta a dimostrare il legame con il territorio di provenienza, ovvero con il bioterritorio, unico luogo dove può essere realizzata la loro conservazione.

Tutte le varietà allevate nel Giardino di Lucoli, ora MONUMENTO NATURALE REGIONALE, sono a rischio di estinzione per questo ci siamo posti il problema della loro corretta identificazione partendo innanzitutto da un’accurata ricerca storico-documentale volta a dimostrare il legame con il territorio di provenienza. La conservazione delle varietà locali non è realizzabile, se non nel bioterritorio, con le tecniche agronomiche dettate dalla tradizione rurale locale, in un rapporto strettissimo e di dipendenza reciproca, tra chi effettua la conservazione ex situ (banche del germoplasma) e chi salvaguarda e favorisce la conservazione on farm (NoiXLucoli è un coltivatore custode).

Siamo particolarmente orgogliosi dei risultati ottenuti, pubblicati sul nostro sito web, resi disponibili alla Regione Abruzzo e, tramite la collocazione di cartellini con QrCode su quarantaquattro piante, a tutti i visitatori che liberamente consulteranno la “biblioteca a cielo aperto” del Giardino della Memoria.

L’attività è stata realizzata partecipando al progetto TOCC del Mibact, competendo per un piccolo finanziamento (tutti i costi sono stati anticipati dalla nostra Associazione che non è capitalizzata), le risorse professionali coinvolte ci hanno aiutati richiedendo dei compensi commisurati a dei volontari e le ringraziamo. In modo particolare citiamo: Il Dott. Pietro Massimiliano Bianco (Ecologo, naturalista, ricercatore, educatore ed autore dello studio sui “frutti antichi” dell’Abruzzo per conto dell’ISPRA), Il Dott. Marco Tiberti (Agrotecnico laureato e Presidente dell’Associazione European Consumers APS), Adelmo Togliani (regista, che ha realizzato il video divulgativo sul Giardino della Memoria), il Dott. Donato Domenico Silveri (già Funzionario Esperto Tecnico della Regione Abruzzo che ha realizzato le perizie sulle schede varietali).

Si allegano le schede per una più semplice consultazione.

Le schede varietali

  • Mela renetta ruggine

  • Melo zitella

  • Melo gelata

  • Melo limoncella

  • Melo della Madonna

  • Melo la brutta

  • Melo romanella

  • Melo rosa romana

  • Melo rosso d’estate

  • Melo rosso pasta gialla

  • Melo San Giovanni

  • Melo striata inverno

  • Pero spina

  • Melo cipolla

  • Melo candela

  • Melo abbondanza rosso

  • Pero d’agosto

  • Gelso nero

  • Melo bianco di Campotosto

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Agricoltori custodiIl Giardino della Memoria

Agricoltore custode dell’ambiente e del territorio per una legge che riconosce un ruolo agli imprenditori agricoli in generale

by Noi x lucoli 11 Marzo 2024

La commissione Agricoltura del Senato ha approvato in via definitiva il Disegno di legge per l’istituzione della figura dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio. Riconosciuto dunque il ruolo sociale dell’agricoltore e la sua funzione in tutela del paesaggio e dell’ambiente. Istituita anche la giornata nazionale dell’agricoltura (seconda domenica di novembre) e il premio al merito “De agri cultura”, conferito agli agricoltori che “si sono distinti per aver prodotto beni di elevata qualità, o per l’impiego di strumenti di innovazione tecnologica in agricoltura, o per l’impiego di tecniche e metodi di coltivazione integrata rispettosa dell’ecosistema”.

Gli obiettivi della norma

La finalità principale della norma (articolo 1) è il riconoscimento della figura dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio, che concorre alla protezione del territorio dagli effetti dell’abbandono delle attività agricole, dello svuotamento dei piccoli insediamenti urbani e dei centri rurali e dal rischio idrogeologico. Attraverso questo riconoscimento, lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tutelano e sostengono la salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 9 della Costituzione.

Modalità di riconoscimento dell’agricoltore custode

Come specificato nell’articolo 2 sono agri­coltori custodi gli imprenditori agricoli, singoli o associati, che esercitano l’attività agricola ai sensi del­ l’articolo 2135 del codice civile, e le società cooperative del settore agricolo e fo­restale, che si occupano delle seguenti attività:

  • Manutenzione del territorio attraverso attività di sistemazione, di salvaguardia del paesaggio agrario, montano e forestale e di pulizia del sottobosco, nonché della cura e del mantenimento dell’assetto idraulico e idrogeologico e della difesa del suolo e della vegetazione da avversità atmosferiche e incendi boschivi.
  • Custodia della biodiversità rurale intesa come conservazione e valorizzazione delle varietà colturali locali.
  • Allevamento di razze animali e della coltivazione di varietà vegetali locali.
  • Conservazione e della tutela di formazioni vegetali e arboree monumentali.
  • Contrasto all’abbandono delle attività agricole, al dissesto idrogeologico e al consumo del suolo.
  • Contrasto alla perdita di biodiversità attraverso la tutela dei prati polifiti, delle siepi, dei boschi, delle api e di altri insetti impollinatori e coltivazione di piante erbacee di varietà a comprovato potenziale nettarifero e pollinifero.

Il riconoscimento della figura dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio è perfettamente in linea con i principi che hanno portato WBA nel 2010 (Anno Internazionale della Biodiversità), a proporre al mondo agricolo la Certificazione Biodiversity Friend®. Lo standard Biodiversity Friend®, basato sul decalogo della sostenibilità in agricoltura, è nato dalla collaborazione di naturalisti, agronomi e forestali, uniti da un interesse comune: arrestare le perdite di biodiversità sul territorio, armonizzando produzione e conservazione, unica via per uno sviluppo realmente sostenibile.

Agli agricoltori, quindi, il legislatore riconosce ora una nuova e fondamentale funzione: da semplici produttori sono riconosciuti come custodi del territorio, con un’enorme responsabilità nei confronti delle comunità locali e del futuro del Pianeta.

La nostra Associazione è già stata riconosciuta dalla Regione Abruzzo “agricoltore custode” della biodiversità vegetale per quattro varietà di  mele, questo percorso legislativo rafforza la nostra motivazione alla conservazione della biodiversità del territorio. Per la maggior parte delle attività di volontariato che svolgiamo ci “sentiamo agricoltori” e ci fa piacere essere ulteriormente “pensati” come parte integrante della difesa dell’ambiente.

11 Marzo 2024 0 comment
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Agricoltori custodiI frutti antichi

UN NUOVO PROGETTO DI STUDIO PER LE VARIETA’ DI FRUTTA ANTICA DEL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI

by Noi x lucoli 27 Febbraio 2024

NoiXLucoli è un’Associazione del territorio. Il termine “territorio” va inteso nel senso più ampio e completo, indicando sia lo spazio fisico (delimitazione geografica, orografica, geo-pedologica, climatica), sia lo spazio antropico (elementi tipici delle modalità di insediamento dell’uomo), come pure l’insieme di valori, storia e cultura che lo caratterizzano (dinamica e stratificazione nel tempo della presenza dell’uomo, incluso anche il concetto di “cultura tecnologico-produttiva e agricola”), poiché il recupero e la valorizzazione delle “valenze locali” o “territorio” è possibile solo attraverso una valutazione complessiva di tutti gli aspetti che contribuiscono alla sua definizione. L’attività per il territorio dell’Associazione è prevalentemente concentrata sull’identificazione del materiale genetico frutticolo dell’Appenino a rischio di erosione meritevole di studio e protezione. Il “laboratorio” ideale per questa attività è il Giardino della Memoria del Sisma del 2009 di Lucoli che abbiamo dedicato alle vittime del terremoto. Nel Giardino sono coltivate risorse genetiche autoctone, di ambito locale, con “probabile origine o antica diffusione secondaria”.

Nel processo di crescita e qualificazione dell’attività associativa, dopo quattordici anni, abbiamo voluto capire quali delle specie che coltiviamo appartengano a risorse che sono prettamente locali o comuni a più province limitrofe e addirittura a più regioni.  C’è da dire che, mentre è relativamente semplice studiare le varietà moderne e i sistemi sementieri formali, in cui il nome della varietà indica una ben determinata entità con diversità genetica ridotta o nulla, al contrario è più complesso analizzare quanto succede a livello di varietà locali di tipo informale, che generalmente mantengono più elevati livelli di diversità genetica. La loro stessa natura rende di fatto difficile identificare entità discrete, come testimonia il fatto che i nomi locali non sempre riflettono la storia genetica delle varietà, ma ad esempio il luogo di coltivazione. Nomi differenti possono essere attribuiti a genotipi identici o, al contrario, lo stesso nome può essere associato a materiale genetico diverso. Abbiamo deciso di iniziare dalla descrizione dell’aspetto delle piante che rappresenta uno dei più importanti strumenti d’indagine della biodiversità. Tale descrizione, basata sul rilievo di caratteri morfo-“siologici, consente di caratterizzare, distinguere e identi”care le varietà, utilizzando apposite metodologie di confronto. Le schede descrittive che produrremo relative alle diverse specie coltivate sono strumenti che permetteranno di:

  • uniformare il più possibile i rilievi anche eseguiti da operatori diversi riducendone la discrezionalità;
  • uniformare il sistema descrittivo ad altri sistemi già esistenti per quelle varietà permettendo il confronto con descrizioni di riferimento;
  • predisporre una banca dati delle varietà allevate nel Giardino della Memoria.

Con l’obiettivo di divulgare le nostre esperienze, rendendole fruibili alla Regione Abruzzo ed ai portatori d’interesse nazionali, abbiamo iniziato l’attività di caratterizzazione di 24 delle specie coltivate nel Giardino, che si unisce all’attività di studio avviata con il CREA per altre 4 varietà delle quali NoiXLucoli è Agricoltore Custode.  Ci siamo impegnati, investendo nostre risorse economiche, a promuovere un approccio integrato alla ricerca delle risorse fitogenetiche che coltiviamo e il primo passo sarà quello di descrivere in modo specifico alcune cultivar per caratterizzarle in modo esaustivo basandoci sugli indicatori proposti dall’International Union for Protection of New Varieties of Plants (UPOV) al fine di accertarne la Distinguibilità, Uniformità e Stabilità. Sono stati presi in considerazione descrittori morfologici e fenologici concordati e messi a punto a livello nazionale dal Gruppo di Lavoro sulla Biodiversità agricola del Comitato Permanente per le Risorse Genetiche in Agricoltura.

Il progetto, della durata di diversi mesi, è realizzato dal Dott. Pietro Massimiliano Bianco tecnologo e ricercatore dell’ISPRA e dal Dott. Marco Tiberti agronomo forestale.

Domenica 25 febbraio è iniziata la prima fase di acquisizione dei dati riguardante i diversi organi e parti degli alberi. Le osservazioni dovevano essere realizzate durante il periodo di riposo vegetativo.

Seguirà a breve l’osservazione dei fiori e delle foglie. Successivamente, durante la fine dell’estate sarà realizzata l’osservazione dei frutti.

Tutte le rilevazioni saranno corredate da immagini fotografiche. I risultati dello studio saranno pubblicati sul Sito Web di NoiXLucoli e anche resi fruibili tramite QRCode sugli alberi stessi.

Questa attività è volta anche a connotare Lucoli come luogo di studio della biodiversità vegetale di interesse agricolo. Le varietà locali si sono mantenute fino ad oggi grazie all’azione moltiplicatrice/conservatrice degli agricoltori e allo scambio tra di loro di seme e/o altro materiale di moltiplicazione vegetativa. Questo scambio di materiali, accompagnato anche da quello delle informazioni su usi e tradizioni (la memoria storica), non ha mai avuto una veste formale e non è mai stato regolamentato da norme scritte e ora rischia di andare perduto.

L’obiettivo delle leggi regionali è quello della tutela e valorizzazione del patrimonio delle risorse genetiche autoctone, in particolare quelle a più elevato rischio di erosione. Questo passaggio semantico sembra finalizzato ad una visione più organica delle risorse genetiche, dove la valenza economica del termine “risorsa” si unisce agli aspetti ecologici, agronomici, culturali e storici che legano il concetto di “territorio” a quello di “varietà”. Le risorse agricole connotano anche l’identità di un territorio è su questi aspetti di “riscoperta” che siamo concentrati con le nostre finalità associative anche nel voler condividere i nostri sforzi con gli obiettivi regionali, considerandoci uno strumento e un laboratorio.

E’ innegabile che queste esperienze sono opportunità di crescita per i nostri soci e per il territorio, le attività che realizziamo sono pubbliche e coinvolgiamo chiunque voglia assistere al lavoro dei ricercatori.

27 Febbraio 2024 0 comment
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Agricoltori custodiI frutti antichiIl Giardino della Memoria

SI AVVIA IL PROGETTO ASSAPORA.

by Noi x lucoli 13 Febbraio 2024

CREA - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - LGCA

Un’importante attività per NoiXLucoli e il Giardino della Memoria: la partecipazione al progetto ASSAPORA (del quale il CREA è capofila) per la CONSERVAZIONE DELLE RISORSE GENETICHE AUTOCTONE E TUTELA DELLA BIODIVERSITA’.
L’acronimo “ASSAPORA” significa: Analisi e Strategie per la Salvaguardia di Pomacee Autoctone della Regione Abruzzo, l’attività è svolta nell’ambito del PSR 2014 2020 Regione Abruzzo Tipologia di Intervento 10.2.1,  è volta a contribuire alla salvaguardia e alla valorizzazione della biodiversità frutticola della Regione Abruzzo, attraverso il reperimento e la caratterizzazione su base morfo-fisiologica, agronomica, genetica e chimico-nutrizionale di varietà autoctone di melo a rischio di erosione genetica ed estinzione.
Saremo coinvolti nello studio di quattro varietà di mele autoctone: mela zitella, mela limoncella, mela gelata, mela renetta ruggine, coltivate nel Giardino della Memoria di Lucoli.
Il progetto della durata di diciotto mesi si propone di far convergere, nelle azioni programmate, competenze in quattro campi: agronomia, genetica, nutrizione e comunicazione.

Queste le attività di studio che saranno realizzate:

1. Caratterizzazione agronomica e morfo-fisiologica delle varietà di pomacee oggetto di studio (Azione mirata 1 e 2).
2. Caratterizzazione chimico-nutrizionale delle varietà di pomacee oggetto di studio (Azione mirata 3).
3. Caratterizzazione genetico-molecolare delle varietà di pomacee oggetto di studio (Azione mirata 4).
4. Divulgazione (Azione di accompagnamento 1 e 2).

La mela renetta ruggine che sarà studiata con il progetto ASSAPORA

Le azioni di accompagnamento previste per questo progetto di studio prevedono attività rivolte alla comunità ed ai portatori d’interesse quali:

  1. Seminari, incontri tecnici e convegni diretti all’informazione e alla diffusione degli argomenti oggetto delle azioni mirate;
  2. Attività di preparazione di rapporti tecnici a supporto della documentazione storico-tecnico-scientifica necessaria per l’iscrizione di una o più RGV ai registri anagrafici delle risorse genetiche autoctone;
  3. Azioni di consulenza nell’ambito delle tecniche di coltivazione, trasformazione delle produzioni tipiche.

Con l’attività di divulgazione a livello locale vogliamo sviluppare consapevolezza sulla variabilità genetica che porta benefici alla salute umana e all’ambiente. Questo nostro sforzo vuole contribuire a diffondere una maggiore conoscenza dei piccoli tesori di Lucoli e magari favorire una nuova sensibilità che orienti le azioni dei giovani.

Questo progetto per i nostri soci rappresenta un risultato di anni di appassionato lavoro, di ricerca di nuove varietà di frutta antica da agricoltori e vivaisti, di coltivazione e apprendimento di tecniche, di custodia della memoria agricola dell’Appennino nel ricordo delle vittime del sisma.

Non saremo soli nel condurre questa attività che sarà svolta dall’Università della Tuscia: con noi tre aziende agricole abruzzesi.

Senz’altro un risultato per Lucoli il cui nome sarà citato a livello regionale e nazionale e ci auguriamo che il Giardino venga visitato da molti tecnici e studenti coinvolti nello studio.

La mela limoncella che sarà studiata con il progetto ASSAPORA

13 Febbraio 2024 0 comment
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Agricoltori custodi

A Lucoli la memoria della biodiversità fruttifera

by Noi x lucoli 2 Novembre 2023

Ricercare piante da frutto antiche per coltivarle e tutelarle in un fazzoletto di terra di Lucoli questa la nostra esperienza.

Siamo un’Associazione consapevole di essere doppiamente interconnessa con la necessaria tutela della biodiversità e che sa di esserne dipendente e contemporaneamente assume il ruolo di custode. Siamo divenuti “agricoltori custodi” di quattro varietà di meli.

Mela Renetta Ruggine varietà iscritta nell’anagrafe della biodiversità della Regione Abruzzo

Pochi grammi di suolo fertile contengono miliardi di batteri, centinaia di chilometri di ife fungine, decine di migliaia di protozoi, migliaia di nematodi, centinaia di insetti, aracnidi, vermi e metri di radici di piante. A questa biodiversità, poi, si aggiunge la cosiddetta “biodiversità associata”, ossia la vasta gamma di organismi che vivono attorno ai sistemi di produzione agricola: si pensi agli insetti impollinatori, alle diverse specie vegetali, agli uccelli, rettili, anfibi e via dicendo che rendono sano un ambiente.

Un patrimonio da tutelare e i nostri soci hanno accettato la sfida e l’onere.

L’intervento umano ha portato alla selezione di varietà vegetali e specie animali, le stesse che oggi rappresentano i prodotti identitari di molte regioni come l’Abruzzo. Una diversità che purtroppo, negli scorsi decenni, abbiamo in parte perduto prediligendo un’agricoltura poco lungimirante. In questo senso, oggi, ad esempio i parchi rappresentano degli straordinari laboratori per sperimentare un cambio di rotta, individuando la migliore integrazione tra agricoltura sostenibile e conservazione ambientale. E così stiamo collaborando con il Parco della Majella per la caratterizzazione di alcuni nostri fruttiferi con lo scopo di redigere un elenco delle varietà di melo abruzzesi.

Nel Parco della Majella sono state censite e recuperate oltre 50 specie arboree, orticole e cerealicole. Nel Giardino della Memoria di Lucoli si coltivano 70 varietà di melo e pero provenienti dall’Appennino.

Il CONAF (Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali) ha collaborato alla stesura della Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 tenendo ben presente che una sola strada è possibile: coniugare scienza, agricoltura ed ecologia. In sintesi, studiando il funzionamento degli agroecosistemi, si dovrà saper integrare conoscenze, tecnologie innovative e pratiche agronomiche e silvo-pastorali per produrre bene e in modo sostenibile, con un approccio sistemico, interdisciplinare e transdisciplinare.

Le varietà che coltiviamo sono a disposizione delle Università e degli agronomi della Regione Abruzzo e dei Parchi per essere studiate e diffuse: questa è la principale finalità associativa di NoiXLucoli.
Punti cruciali saranno la tutela del suolo e la corretta gestione delle risorse idriche (problematica questa, che viviamo in modo drammatico perché in estate l’acqua sorgiva che utilizziamo per irrorare le piante più giovani quasi scompare).

Mela Limoncella varietà iscritta nell’anagrafe della biodiversità della Regione Abruzzo

In molti sono convinti che queste buone pratiche si possono applicare, le nostre attività sono in sintonia: noi coltiviamo il Giardino della Memoria e i fruttiferi (sostenendo dei costi volontari) e consentiamo a professionisti dell’intera filiera agricola che vogliano collaborare con noi di trasferire nel campo innovazioni e conoscenza, abbandonando falsi miti e lo storytelling utile solo alle campagne… di marketing per vendere la frutta più bella e globalizzata.

Sulle pagine di questo sito raccontiamo le nostre esperienze affinché si possano conoscere.

 

 

2 Novembre 2023 0 comment
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Agricoltori custodiI frutti antichi

LA NOSTRA “MANUALITA'” E’ UN’ATTIVITA’ SOCIALE…

by Noi x lucoli 12 Agosto 2023

E’ estate e l’attività agricola che svolgiamo per il Giardino della Memoria si intensifica.

Siamo impegnati nell’irrigazione degli alberi portando acqua con serbatoi mobili e nella protezione dei frutti dagli uccelli e dagli insetti.

I frutti delle varietà che proteggiamo sono destinati alla ricerca scientifica e per questo debbono essere salvaguardati.

I cambiamenti climatici sottopongono il settore frutticolo a nuove sfide che devono essere superate per mantenere le produzioni. Infatti, il cambiamento climatico, con l’estremizzazione degli eventi atmosferici e l’innalzamento delle temperature, sta mettendo in crisi tutto il comparto ortofrutticolo. Gli inverni miti e le alte temperature estive portano rispettivamente ad un anomalo ritorno a fiore in primavera e a stress fotossidativo e termico in estate riducendo la resa e peggiorando le qualità organolettiche dei frutti. Inoltre, le sempre più frequenti situazioni di carenza idrica limitano fortemente l’attività vegetativa e riproduttiva della pianta.  Siamo ad agosto e l’acqua della sorgente che utilizziamo per irrigare è scomparsa. Ogni anno il deficit idrico e la siccità si accentuano sempre di più a livello globale e in modo ancor più marcato nelle aree del bacino del Mediterraneo. Questa scarsa disponibilità idrica, insieme all’innalzamento delle temperature, favorisce l’aumento dell’evapotraspirazione nel sistema pianta-terreno, aumentando ancor di più le richieste idriche delle piante. Infatti la produttività e la qualità delle mele sono influenzate dalla disponibilità di acqua nel terreno poiché, in caso di stress idrico, avremo una riduzione di più fenomeni: la conduttanza stomatica, l’efficienza fotosintetica, l’assorbimento dei nutrienti, portando a una riduzione della pezzatura dei frutti.

La mancanza di acqua provoca la caduta dei frutti.

Il 9 agosto u.s. il Giardino della Memoria è stato visitato dal Dott. Agostino Sacchetti dell’Ufficio Tutela della Biodiversità Agraria della Regione Abruzzo al fine di verificare le condizioni delle piante appartenenti all’anagrafe regionale dell'”agrobiodiversità”.  La Regione Abruzzo salvaguarda la sua ampia e preziosa biodiversità attraverso le fasi del recupero, della conservazione, della caratterizzazione e della valorizzazione e per questo il Giardino della Memoria è stato iscritto come “agricoltore custode” di quattro risorse vegetali.

Il sopralluogo è stato positivo e sono state individuate altre varietà di frutti antichi suscettibili di protezione.

Il nostro gruppo di volontari ha visto riconosciuti tutti gli sforzi che prodiga rinunciando alle ferie e dedicandosi alla salute delle piante del Giardino che costituiscono l’unica realtà di conservazione non commerciale accentrata.

12 Agosto 2023 0 comment
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Agricoltori custodiIl Giardino della Memoria

LE VECCHIE VARIETA’ FRUTTIFERE: BRUTTE DA VEDERE MA BUONE DA MANGIARE

by Noi x lucoli 26 Giugno 2023

melo “cipolla”

I “frutti antichi” abbandonati perchè irregolari e dalle limitate capacità produttive sono come le galline vecchie, ce ne sono tante e – oltre al buon brodo – in alcuni casi fanno pure le uova d’oro. L’atteggiamento dei consumatori verso la frutta è cambiato e si comincia a ricercare il sapore genuino. Questo non significa che dobbiamo abbandonare il miglioramento genetico per buttarci sulle vecchie varietà, che negli anni sono state accantonate per i più svariati motivi (ridotta shelf life, limiti produttivi e agronomici ecc.) e che rappresentano a livello commerciale una nicchia per professionisti, oltre a un patrimonio genetico utile per le nuove selezioni. Ad esempio, in alcune colture come l’albicocco, il sapore non è sempre all’altezza delle aspettative (quest’anno in particolar modo) ed è qui che il dettagliante trova “conforto” nelle vecchie varietà, brutte da vedere, ma buone da mangiare.

Il motivo di questo differenziale è legato al sapore.  Coltivare frutti antichi e varietà orticole che si sono perse nel tempo, col passo lento delle stagioni e senza l’ansia del mercato è una filosofia di vita che comincia ad animare i pensieri di alcuni frutticoltori.

Abbiamo parlato molto della “frutta antica“ coltivata nel Giardino della Memoria, si tratta di varietà non più coltivate e spesso perdute nel tempo e sconosciute ai più, che ci consentono però di conservare, grazie ai semi, il dna e di preservarle dalla definitiva scomparsa. Coltivare specie antiche non significa solo essere custodi e trasmettere conoscenze popolari, ma anche difendere un’identità territoriale, un crocevia geografico che queste specie hanno rappresentato nella storia della nostra regione, del nostro Paese.

I frutti degli alberi del Giardino della Memoria non sono belli, sono spesso di forma irregolare, con una buccia ruvida, ma offrono tanti altri vantaggi: sono robusti, ricchissimi di vitamine e rappresentano un concentrato di sostanze nutritive veramente speciali. Hanno un sapore perduto. Oltre a questo chi mai mangerebbe oggi una mela cotogna, che è dura come un sasso e la si può consumare solo se cotta. Oggi chi cuoce ancora la frutta? Un tempo invece, i lavoratori dei campi sì, e in questo modo avevano la frutta conservata per molti mesi all’anno.

Nel Giardino ci sono anche molte api e la loro presenza garantisce una funzione preziosa, perché questi insetti aiutano l’impollinazione delle piante che, insieme ai nostri soci, tutti volontari, custodiscono questa ‘banca’ a cielo aperto mantenendo viva l’area, per mantenere vivo un vero e proprio patrimonio della biodiversità.

Il Giardino della Memoria di Lucoli fornisce uno strumento per conoscere l’ambiente che ci circonda e classificare alcuni fruttiferi che lo popolano, sono temi che i musei scientifici trattano e mettono a disposizioni delle scuole e del pubblico, in un momento storico dove tanti organismi si sono ormai estinti e tanti altri sono in pericolo di estinzione. La diversità vegetale (di ambienti naturali e in agricoltura) è oggi un tema di estrema attualità e sta alla base delle scienze naturali, dove l’approccio sperimentale (osservazione, formulazione di ipotesi, verifica e elaborazione di risultati) è concretizzato.

Il Giardino vuole essere anche una specie di museo partecipato ove  proponiamo percorsi didattici e laboratori che mirano a far conoscere l’importanza della biodiversità, delle varietà agronomiche locali e della loro tutela e conservazione, temi attuali in un ambiente in continuo divenire.

 

26 Giugno 2023 0 comment
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Agricoltori custodiIl Giardino della Memoria

Biodiversità: inizia un nuovo anno per i volontari del Giardino della Memoria del Sisma

by Noi x lucoli 29 Gennaio 2023

I soci di NoiXLucoli conoscono bene il valore della Biodiversità appenninica che proteggono da tredici anni nel Giardino di Lucoli.

Il Giardino della Memoria a gennaio – Foto Rita Mikucionyte

A breve inizieranno i lavori per il nuovo ciclo di coltivazione del frutteto secondo la tradizione del lunario agricolo. Con la luna calante si poteranno le siepi e gli alberi, si realizzeranno attività di compostaggio e tutte le attività legate all’apparato radicale delle piante. Si realizzeranno innesti e trapianti di alberi. Sabato 4 Marzo (tempo permettendo) inizieremo le attività di potatura invitando tutti coloro che vorranno saperne di più e donando anche le marze delle nostre cultivar “antiche”.

Ma parliamo della Biodiversità e degli italiani. Secondo il sondaggio realizzato da Emg per il centro Studi del Wwf Italia, illustrato nel corso dell’incontro Valore Natura organizzato da Marevivo e Wwf, l’86% dei cittadini dice di non essere a conoscenza della riforma costituzionale del 2022.

Il 90% dei cittadini non è a conoscenza del fatto che l’Unione Europea abbia varato una strategia per arrivare entro il 2030 al 30% di territorio e mare protetti di tutta Europa. E’ quanto emerge da un recentissimo sondaggio realizzato da Emg per il centro Studi del Wwf Italia.

Inoltre, l’86% dei cittadini dice di non essere a conoscenza della riforma costituzionale del 2022, che ha modificato gli articoli 9 e 41 della Costituzione Italiana inserendo la tutela della biodiversità e degli ecosistemi all’interno dei suoi principi generali.

Il 45% dei cittadini pensa che il nostro Paese non stia facendo abbastanza per raggiungere questo obiettivo europeo e gli intervistati ritengono che lo Stato (47% citazioni) e le Regioni (24% citazioni) dovrebbero essere i soggetti in prima linea per centrarlo. La percezione dell’opinione pubblica è che non si stia facendo abbastanza per la tutela dei processi naturali e delle aree protette (54% poco + per nulla) e il pensa che lo Stato dovrebbe impiegare maggiori risorse rispetto a quanto ha fatto fino ad oggi sulla tutela delle Aree protette e della natura in generale. “La stragrande parte degli Italiani ignora la riforma costituzionale sull’ambiente in Costituzione in vigore ormai da un anno. Una percentuale ancor più alta di persone non sa che il nostro Paese deve porre sotto tutela almeno il 30% della superficie terrestre e marina entro il 2030. Obiettivo possibile ma molto difficile se non si aumenta la consapevolezza dell’importanza della conservazione della natura e se non si rendono più efficienti ed efficaci le attuali aree protette, sia terrestri che marine, istituendo anche quelle già previste per legge – ha dichiarato il presidente del Wwf Italia Luciano Di Tizio – Il 2030, scadenza prevista dall’unione Europea è tra sette anni: di questo passo non riusciremo a centrare un obiettivo indispensabile a proteggere la nostra natura, il nostro mare e il nostro benessere. Serve un impegno straordinario, che i cittadini chiedono e che deve vedere protagoniste, sin da subito, le istituzioni“.

veduta autunnale delle piante del Giardino della Memoria

Il Giardino della Memoria del Sisma di Lucoli è pronto per ricevere una tutela, secondo quanto previsto dalla legge, in esso si conserva la natura e può diventare area protetta come richiesto dalla nostra Associazione alla Regione Abruzzo. I nostri soci rinnovano l’impegno e la passione per la sua cura anche per questo nuovo anno.

Via aspettiamo il 4 Marzo p.v. per la potatura degli alberi.

 

29 Gennaio 2023 0 comment
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