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UN NUOVO EVENTO DI CULTURA SOTTO GLI ALBERI

by Noi x lucoli 6 Ottobre 2026
La cultura non è soltanto conservazione del passato, ma una leva contemporanea di welfare comunitario: un ambito in cui le persone, attraverso la partecipazione, costruiscono appartenenza. Da due anni proviamo a praticare la filosofia dell'attenzione, del contatto umano e della cultura locale, per riscoprire, apprendere e ascoltarsi. Questo concetto, vuole promuovere la sacralità dell'ascolto: nei piccoli paesi l'incontro non è mai frettoloso. Ci si ferma ad ascoltare la storia dell'altro, riconoscendo il valore della memoria e del silenzio è su questo valore che sono nati gli incontri di "cultura sotto gli alberi" all'ombra del Giardino della Memoria di Lucoli.

Con l’incontro sui “Mistici di Lucoli” il Dott. De Nicola entrerà nella storia della terra abruzzese e di Lucoli, facendoci riscoprire due mistici che hanno vissuto intensamente la vita per amore di qualcuno: Cristo. La Chiesa li chiama “santi” o, a seconda di alcune circostanze, più semplicemente “beati”: persone riuscite che non hanno sprecato la loro esistenza, che hanno amato Cristo più di ogni altra cosa, che in forza di questo amore hanno servito il mondo. La Chiesa mette sull’altare queste persone perché, da madre amorevole, è come se volesse dire a tutti: ecco, guardate loro, fate come loro e la vostra vita sarà piena, feconda, riuscita.

Attorno a tanti di questi nomi nel corso dei secoli sono sorti luoghi dove l’incontro con il Divino risulta come “facilitato”: santuari, chiese, monasteri, abbazie, eremi, edicole e cappelle, l’Abruzzo è costellato da mille segni sacri, che tratteggiano ancora oggi straordinari itinerari di fede dal fascino intenso, che solo una visione riduttiva e consumistica può declinare come “turistici”. San Franco di Assergi visse per venti anni nell’Abbazia di San Giovanni Battista di Lucoli e la Beata Cristina fino a venticinque anni nella sua casa di Colle di Lucoli, oggi in vendita e da recuperare dopo il sisma del 2009. L’Abruzzo, soprattutto nel Medioevo ha dato “il meglio di sé”: la sua conformazione morfologica, infatti, ha favorito l’insediamento di un gran numero di monasteri e luoghi di culto rupestri ideali per la contemplazione e l’eremitaggio. Tutti più o meno conoscono la vicenda terrena di San Franco da Assergi eremita. Nato a Roio (Aq) tra il 1154 e il 1159, questo personaggio scelse di vivere in una stretta cella in una grotta tra le rocce, praticando il digiuno e la preghiera: ora i resti del suo corpo sono chiusi in un’urna nella chiesa di Santa Maria Assunta ad Assergi, però a Lucoli in pochi lo ricordano.

Parlare oggi degli eremiti del Medioevo non è un semplice esercizio di nostalgia medievale, ma risponde a profonde esigenze contemporanee. I mistici vissero in epoche di radicale transizione: la nascita dei comuni, lo sviluppo dei mercati finanziari, l’urbanizzazione caotica e la forte crisi istituzionale della Chiesa.

In quel contesto di profondo rumore e materialismo, la scelta eremitica di figure come Pietro del Morrone (futuro Papa Celestino V) nacque come una protesta silenziosa e radicale per ritrovare l’essenziale. Oggi, in una società iperconnessa e dominata da stimoli costanti, queste esperienze storiche offrono chiavi di lettura straordinariamente attuali.

Parlando di San Franco di Assergi ci conquista, a noi votati alla natura, il suo approccio all’ecologia e alla decrescita. La scelta dei monaci medievali di rifugiarsi in valli impervie e foreste si basava su un rapporto di rispetto, sussistenza e armonia con l’ambiente naturale. In un’epoca segnata dal cambiamento climatico e dal consumismo sfrenato, la loro “regola” di vita minimalista parla direttamente ai moderni movimenti di decrescita felice, transizione ecologica e autosufficienza energetica o alimentare. Paradossalmente, l’eremitismo non è scomparso: secondo le stime pastorali riportate da quotidiani come Avvenire o approfondite in inchieste di Aleteia, in Italia ci sono centinaia di eremiti contemporanei. A questi si aggiunge il fenomeno sociologico dei “nuovi eremiti urbani” o dei giovani che soffrono di isolamento sociale forzato. Studiare gli eremiti storici aiuta a distinguere l’isolamento distruttivo (la solitudine subita) dalla solitudine scelta come spazio di crescita, offrendo spunti terapeutici importanti per la salute mentale moderna.

Si parlerà di tanti argomenti: la nostra sfida sarà quella di riscoprire, in un cordiale incontro (che vuole abbatte le barriere tra chi parla e chi ascolta, di condivisione orizzontale, dove il pubblico non è un semplice spettatore passivo, ma parte attiva dello scambio) San Franco di Assergi e la Beata Cristina, non come eroi irraggiungibili, ma come persone normali che hanno vissuto l’amore e il dovere nel caos della vita di tutti i giorni.

 

6 Ottobre 2026 0 comment
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Comunità

I BENI COMUNI CHE VENGONO DANNEGGIATI

by Noi x lucoli 25 Settembre 2026

In economia con “tragedia dei beni comuni” ci si riferisce ad un sistema di risorse condivise in cui gli individui, agendo egoisticamente per il proprio tornaconto personale, esauriscono e deteriorano il bene comune, il nostro esempio: rubare il rame delle scossaline della Cappella all’aperto di Lucoli vicina al Giardino della Memoria.
Accomunati dal bene comune

Gli esseri umani sono tra le specie più complicate e contraddittorie che esistano, lo sappiamo bene impegnandoci nel sociale. Creiamo delle società complesse, con lo scopo di vivere in sintonia sotto le stesse leggi, e poi complottiamo per raggirarle. Un fattore immancabile di una società è il cosiddetto bene comune. Capiamoci: non significa esattamente volersi bene comunemente, anche se sarebbe molto bella come idea. Si riferisce ad una risorsa condivisa e benefica per tutti o per la maggior parte dei membri di una comunità.  Come ad esempio la Cappella all’aperto di Lucoli costruita dai Vigili del Fuoco di Belluno durante il sisma del 2009.

Il fallimento comune

Un comportamento puramente egoistico porta al fallimento della natura stessa di bene comune. E’ bene imparare a riconoscere una figura che, sebbene agisca discretamente, ha un enorme impatto sulla nostra comunità: il cosiddetto free-rider. Difficilmente traducibile in italiano letteralmente, il free-rider è colui che sfrutta e gode del bene comune, anche depredandolo,  senza partecipare al suo mantenimento (quanto può aver fruttato ai ladri il rame tolto dal tetto rompendo tegole ed altro?). Apparentemente innocuo, rappresenta il cancro di intere società. Chiunque non sia un free-rider paga per i free-rider. La tentazione è forte: nel caso del bene comune spesso manca l’incentivo a contribuire (in quanti a Lucoli hanno visto il tetto rotto della piccola Cappella e cosa hanno fatto?). Effettivamente, che io paghi o meno, che io ripari o meno il tetto o che lasci sola la Parrocchia a farlo, l’effetto finale non cambia di troppo. Chi si attiva cerca semplicemente di adottare un comportamento civico solidale.

I nostri soci lo fanno dal 2010 sperando che le buone prassi servano a “seminare” l’esempio.

È la cosiddetta “tragedia dei beni comuni”, che si riferisce ad un sistema di risorse condivise in cui gli individui, agendo egoisticamente per il proprio tornaconto personale, esauriscono e deteriorano il bene comune e i destinatari di tale bene il più delle volte stanno a guardare.

NoixLucoli è anche un’associazione che si occupa di luoghi. Luogo è una parola importante, che richiama nozioni ingombranti per una piccola Associazione del Territorio, come identità, radicamento, comunità.

Per noi, i luoghi rappresentano opportunità per far incontrare, emergere, amalgamare e consolidare energie sociali presenti a Lucoli.
Sono spazi di circolazione, dove persone (iperdiverse) incrociano percorsi e scambiano pratiche, che possono arricchire.

I luoghi sono l’uso che se ne fa, in questo caso una Cappella di legno non è solo un luogo di preghiera, ma mistico qualunque sia il credo del visitatore per questo ci siamo impegnati a ripararla con l’energia e la “maestria” di “giovani sessantenni e più…

Ringraziamo tutti  coloro che hanno collaborato, che ci sono stati, che hanno condiviso la motivazione a risanare: hanno fatto comunità!

Nella giornata del 19 settembre abbiamo anche lavorato alla manutenzione degli arredi del Giardino della Memoria e alla cura delle piante.

25 Settembre 2026 0 comment
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ComunitàTerritorio

IL SESTO APPUNTAMENTO DI CULTURA SOTTO GLI ALBERI

by Noi x lucoli 21 Giugno 2026

La nostra sfida che ci ha visti organizzare cinque incontri culturali nell’inverno di Lucoli prosegue, in estate, con un incontro per noi importante: di grande valore la Docente e molto interessante il tema che tratterà. Siamo convinti e lo ripetiamo che la cultura può contribuire a favorire il benessere di persone, comunità e territori. Che la partecipazione alla vita culturale può innalzare il livello di benessere e quindi come associazione del territorio abbiamo voluto provare a creare valore azionando il processo degli incontri periodici su temi d’interesse per la comunità. I contenuti trattati in modo semplice, non cattedratico, con tratti giornalistici, il nostro sguardo era fisso sul perché realizzavamo gli eventi non tanto sul cosa producevamo, volevamo un prodotto fruibile.

BETI PIOTTO nel corso del suo intervento ci parlerà anche di Trotula de Ruggiero (morta nel 1097), donna medico nel Medioevo a Salerno che è stata una figura importante per la nascita della ginecologia e l’ostetricia dal punto di vista scientifico. Siamo intorno all’anno 1050 e Trotula si occupò intensamente di igiene, di salute, di bellezza e di cosmetica. Utilizzava il miele come base per rimedi cosmetici e dermatologici nei suoi trattati, spesso combinandolo con erbe come la Clematis vitalba che coltivava appositamente nel Giardino della Minerva di Salerno, ancora esistente. Trotula scrisse testi che sono stati best seller allora e, a distanza di 1000 anni, sono ancora oggi presenti in libreria. E’ stata una delle prime donne medico a studiare la fertilità con un approccio scientifico e non moralistico, ha sfidato le teorie medievali che attribuivano l’infertilità esclusivamente alla donna portando avanti apertamente argomenti di impotenza maschile e sterilità di coppia.

Beti Piotto fa parte dell’Associazione Italiana di Apitrapia  che intende divulgare la conoscenza e l’uso dell’apiterapia in Italia.  Il suo obiettivo è quello di creare un gruppo di medici, apicoltori, ricercatori, operatori del benessere e altre persone interessate allo sviluppo dell’apiterapia, che sinergicamente contribuiscano a far crescere il sapere su questa antica pratica, recentemente riscoperta anche in Italia.

Beti Piotto è socia onoraria di NoiXLucoli e dal momento della nascita della nostra Associazione è sempre stata un riferimento competente per molte delle nostre scelte. Agronoma nata a Villa Diego (Santa Fe, Argentina). Si occupa di biodiversità vegetale, specie spontanee e propagazione per seme di alberi e arbusti. È autrice di oltre 200 lavori pubblicati. Ha lavorato in Argentina presso l’Università Nazionale di Rosario, in Honduras per la FAO e in Libano per il Ministero dell’Ambiente libanese. In Italia ha lavorato per l’Ente Nazionale Cellulosa e Carta, il Ministero dell’Ambiente e per l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Numerosi i riconoscimenti ricevuti a livello internazionale, tra i quali: Diploma d’Onore al merito scientifico dalla Presidenza della Repubblica Argentina (1996); Premio “Donne in Campo” della Confederazione Italiana Agricoltori (2011); Laurea Honoris Causa dell’Università Nazionale di Córdoba (2012); Premio Raíces del Ministerio de Ciencia, Tecnología e Innovación Productiva dell’Argentina (2016). Nel 2018 è stata nominata membro dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali.

 

 

21 Giugno 2026 0 comment
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ComunitàTerritorio

«La cura della memoria è necessaria quanto il nutrimento per il corpo»

by Noi x lucoli 29 Gennaio 2026

Questa affermazione, attribuita a Marco Tullio Cicerone più di duemila anni fa, non appare affatto superata. Al contrario, sembra parlare con sorprendente chiarezza anche al presente. Politico, filosofo e strenuo difensore della Repubblica romana, Cicerone fu una delle figure centrali della vita pubblica del suo tempo e rifletté a lungo sul ruolo della memoria nell’esistenza umana. Per lui ricordare non era un semplice processo mentale, ma una pratica morale, un esercizio di consapevolezza e uno strumento essenziale di formazione interiore. Ricordare il passato — le scelte compiute, gli errori, i successi, le gioie e le perdite — permette, secondo Cicerone, di orientarsi meglio nel presente. Senza memoria non esiste apprendimento, e senza apprendimento non può esserci vera saggezza. La memoria diventa così uno strumento etico: ciò che è stato vissuto continua a influenzare ciò che siamo e le decisioni che prendiamo.

La nostra Associazione è nata sulla spinta della memoria e molte delle sua attività ripercorrono, in modo convinto, questa finalità.

La memoria storica di un territorio, usi, costumi, tradizioni, persone, è su questo filone che realizzeremo ed abbiamo già iniziato a realizzare un programma annuale di conferenze/incontri culturali (che abbiamo denominato “incontri di Cultura sotto agli alberi”) presso il Giardino della Memoria del Sisma. Tutti i temi riguardano Lucoli, da vicino o da lontano, l’esercizio di questa “memoria” vorrebbe essere per noi come una vera e propria forma di vita. Ricordare significa anche rendere onore: ai parenti che non ci sono più e a ciò che hanno costruito, alle persone che ci hanno insegnato qualcosa, agli amici, al Paese di Lucoli tutto che deve resistere.

Nel primo incontro del 2026 si è parlato del brigantaggio, fenomeno che interessò Lucoli.

Lucoli, come altre aree dell’aquilano e dell’Abruzzo interno, fu un territorio che visse il fenomeno del brigantaggio post unitario, con la presenza di bande locali che operavano nelle sue aree montuose. La zona di Lucoli rientrava nell’area d’azione delle cosiddette “Bande del Cicolano-Tornimparte-Lucoli”. Tra le figure legate a questi territori vi fu Giovanni Colaiuda di Barano di Tornimparte, un ex soldato borbonico che divenne un noto capobanda attivo nella resistenza e nel brigantaggio locale. Oggi la memoria del brigantaggio sopravvive nelle tradizioni e nelle leggende locali. Il fenomeno ha lasciato tracce nella cultura popolare, come dimostrano iniziative ed eventi che ne rievocano la storia e il mito.

Abbiamo esplorato la storia del fenomeno ripercorrendo con l’autore il testo “Il Brigantaggio nell’Aquilano”. Tanti gli spunti emersi nel dibattito finale, con nostra soddisfazione: l’uditorio partecipava!
La nostra Associazione realizzerà un incontro di “Cultura sotto gli alberi” ogni mese. Vogliamo con queste attività costruire una rete di resilienza attiva, contrastando l’isolamento attraverso la condivisione di progetti, amore per il territorio e la natura del Giardino della Memoria del Sisma.
29 Gennaio 2026 0 comment
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Particolare del "Paliotto di Lucoli" posizionato nella “fonte dell’amore” (o fonte de Lucusù)
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UN PROGETTO A NOI CARO: L’ARTE DI LUCOLI SUI MURI DELLE CASE RESTAURATE DOPO IL SISMA

by Noi x lucoli 28 Dicembre 2025

Pensando alle nostre finalità statutarie, oltre a quelle ambientali primarie, da tempo, riflettiamo per l’ideazione delle nostre attività, su due concetti fondamentali: quello di tradizione e quello di innovazione.

Un territorio è ricco di rappresentazioni artistiche che ne connotano la storia. Nel corso della storia artistica gli artisti hanno seguito la strada della tradizione utilizzando materiali, tecniche, iconografia e stili già adoperati in precedenti epoche o culture storiche. La nostra Associazione, pensando anche ad un nuovo paesaggio, caratterizzato dalla bellezza delle case restaurate dopo il sisma, vuole introdurne e sperimentarne dei nuovi. Abbiamo già fatto realizzare delle opere di “innovazione” su ceramica, materiale povero, collocate sui muri della Frazione del Colle per rievocarne in qualche modo la vita che fu e il sentire di chi l’abitò (alla “fonte dell’amore” o fonte de Lucusù, a casa Cordeschi per ricordare Giampietro Sponta, alla Chiesola e a Largo Masciocchi).

L’obiettivo progettuale che ci siamo posti, anche per il 2026, è quello di valorizzare e promuovere i beni storici, artistici e culturali locali quali preziosi elementi che contribuiscono al mantenimento della memoria comunitaria e alla divulgazione del sapere e della cultura e, che allo stesso tempo, rappresentano forme di inclusione sociale e condivisioni di “saperi” per la collettività. Abbiamo voluto rafforzare la nostra attività di offerta culturale lavorando per far fruire il patrimonio storico e artistico del territorio di Lucoli da parte dei turisti, e della comunità tutta con particolare attenzione verso le nuove generazioni attirando in modo diverso l’attenzione.

Purtroppo molte opere d’arte del passato rappresentano ben poco nell’immaginario col­lettivo. Lucoli vantava tesori culturali e artistici d’inestimabile valore, sicuramente poco conosciuti. Il ricchissimo patrimonio pittorico decorava le pareti delle chiese. Abbiamo attinto a questa enorme ricchezza riportandola, su ceramica ingeliva, è questa l’innovazione che riproponiamo. L’idea di innovazione presuppone sempre un atto d’invenzione, di creazione, da cui deriva la cosa nuova. Il potere evocativo degli affreschi viene proiettato nella modernità anche grazie alle qualità di un materiale come il grès porcellanato che risulta resistente agli agenti atmosferici. Nel nuovo anno alcune immagini degli affreschi della Chiesa di Santo Menna saranno collocate nei borghi di Lucoli, sui muri di alcune case private restaurate dopo il sisma.

Le formelle di ceramica con le immagini dell’arte di Lucoli diventeranno l’anello di congiunzione tra passato e presente:  immagini come “pillole” di arte per ricordare ed essere orgogliosi di ciò che non si “frequenta” e forse non si possiede più nella conoscenza. I decori abbelliranno le case ricostruite.

Il 2026 sarà per noi l’anno di Saturnino Gatti che ha donato a Lucoli un affresco meraviglioso custodito nella Chiesa di Santo Menna. L’opera è quasi nascosta dalla colonna cilindrica che divide gli ambienti, una grande Crocifissione che incanta il visitatore che a vario titolo si trova a incrociare la sua esistenza con la storia di questo luogo. La grandezza del pensiero rinascimentale, nella rappresentazione dell’idea di equilibrio misurato, tra l’armonia delle forme dell’uomo con quelle universali di Dio, trova piena realizzazione in quest’affresco dai colori straordinari e dalla notevole perizia plastica, tanto da richiamare gli esempi coevi della scuola umbro-toscana. La composizione è complessa, articolata: il Cristo, forte, nella resa dei volumi del corpo nudo, si impone al centro della scena. La Maddalena, aggrappata alla Croce e le Marie che sorreggono la Madonna sono in primo piano, avvolte in vesti dai voluminosi panneggi. L’emozione compare sui loro volti, tradotta in modo misurato ma coinvolgente. Sulla sinistra un gruppo di gendarmi, minuziosamente descritti nelle loro armature loricate, assiste alla scena: alle loro spalle cavalieri armati di alabarde delimitano l’orizzonte e la folla degli astanti. Ai volti bellissimi, ma quasi di genere, dei personaggi secondari si contrappone la drammaticità del gruppo centrale. L’opera ha una potenza espressiva e una capacità narrativa che incanta. I personaggi sono abbigliati secondo la moda quattrocentesca ed è, infatti, al 1486 che viene fatta risalire la sua realizzazione.

Alcuni particolari dell’affresco, riprodotti su formelle incorniciate da ferro battuto, andranno nelle Frazioni del Peschiolo e del Colle. Queste realizzazioni sono condizionate dalla nostra disponibilità economica (sono costose perché realizzate da un artigiano ed è inoltre necessaria la disponibilità dei singoli per collocarle nelle loro proprietà situate solo in luoghi come i centri storici, di passaggio, per consentire la loro massima fruizione: vorremmo arrivare dal semplice vedere al “sentire”).

Nel 2025 abbiamo fatto realizzare l’antico Stemma dell’Università di Lucoli oggi visibile nel fregio ligneo dell’organo dell’Abbazia di San Giovanni Battista. Lucoli era storicamente l’“Università di Lucoli” (o Universitas Castri Lucoli) dal 1532 al 1807, un’entità amministrativa feudale che includeva il centro principale e diverse frazioni, il termine “università” era utilizzato storicamente, in alcune zone dell’Italia centrale e meridionale, per denotare l’amministrazione civica o la corporazione degli abitanti di un luogo (spesso una frazione o un castello) che detenevano diritti collettivi su determinate risorse, come ad esempio le terre a uso civico.

Ringraziamo i nostri soci che contribuiscono alla ricerca dei fondi per questa attività e, uno in particolare, per la sapiente posa in opera di questi elaborati ceramici.

28 Dicembre 2025 0 comment
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AttivitàComunità

CAUSA METEO INCERTO L’INCONTRO DEL 22 AGOSTO SI REALIZZERA’ PRESSO LA STRUTTURA CARITAS “BEATA CRISTINA”

by Noi x lucoli 21 Agosto 2025

https://www.noixlucoli.it/wp-content/uploads/2025/08/VID-20240722-WA0014.mp4

Raffaello Angelini ci allieterà con il suo organetto

21 Agosto 2025 0 comment
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Comunità

L’IMPORTANZA CULTURALE DEL DIALETTO: RIPROPORLO CON LA LETTURA DI UN LIBRO UNA SFIDA LEGATA ALL’IDENTITA’ DEI LUOGHI.

by Noi x lucoli 15 Agosto 2025

Forse il valore che oggi si dà ai dialetti è limitato. Il dialetto, insieme alle lingue classiche, costituisce la grande riserva alla quale la lingua attinge nel momento in cui ha bisogno di comunicare realtà locali, soprattutto quando queste varcano i confini regionali, o di esprimere in maniera nuova ciò che frattanto, nella lingua, è diventato desueto. Gli scrittori, come Frattale, lo sapevano benissimo e ai dialetti attingono a piene mani.  Il dialetto è il veicolo della cultura delle nostre regioni. Questa si deposita particolarmente nelle parole: preservare, valutare, conservare, valorizzare le nostre culture e la nostra storia, tutto insieme costituisce le nostre radici.

La nostra Associazione insieme all’Aquila Incontra, ha organizzato questo nuovo evento sull’opera del poeta Tonino Frattale, la trasposizione in dialetto aquilano del Vangelo. Un testo in cui la sacralità dell’argomento si fonde con l’aderenza ontologica a una lingua che funge da strumento, da culla e da tabernacolo.  I racconti del Vangelo vengono trasformati in scene di vita, perchè attraverso il linguaggio scelto dall’autore, le vicende raccontate prendono una nuova vita, vicina alla quotidianità di chi ascolta. Ogni scena prende colore, come accade nella nostra vita, accanto a noi.

E’ stato scelto il testo di un Poeta che si pone agli interlocutori con la semplicità a cui appartengono la schiettezza, la franchezza, la sobrietà, la misura di idee e comportamento, tutte quelle qualità che da anni pratichiamo e ci appartengono come volontari di un territorio che amiamo.

Quello del 22 agosto sarà un evento ricco: le letture saranno realizzate da Franco Narducci un uomo di teatro, già presidente e regista della Piccola Brigata ma anche autore dialettale di numerosi volumi di poesia e commedie in dialetto aquilano, ricordiamo il suo “Priatorio” cioè il Purgatorio di Dante Alighieri,  le pause della lettura saranno allietate dalla musica di Raffaello Angelini.

Vi aspettiamo in molti a questo nuovo appuntamento che sarà come sempre arricchito dall’atmosfera magica del Giardino della Memoria.

Il Maestro Raffaello Angelini

15 Agosto 2025 0 comment
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AttivitàComunità

CULTURA SOTTO GLI ALBERI UN CICLO DI INCONTRI PER CONDIVIDERE E CONVIVERE

by Noi x lucoli 4 Agosto 2025

Nella nostra esperienza, la buona pratica della condivisione, basti pensare al lavoro agricolo comune che svolgiamo nel Giardino della Memoria, è uno strumento importante per comunicare qualche cosa di noi che possa rivelare agli altri piccoli segni del cammino che ci siamo proposti quindici anni fa, fondando un’Associazione.
Volevamo promuovere esperienze di comunità laica all’indomani del terremoto.

La lentezza del nostro cammino non è stata un inconveniente, ma, anzi, un vantaggio, infatti conta tanto il camminare assieme e quindi il rispetto dei tempi di ognuno e noi abbiamo imparato tanto, (correvamo troppo) per prima cosa abbiamo cessato di aspettarci qualsiasi ritorno positivo dal nostro lavoro di volontari, poi, forse, ciò che abbiamo “seminato” ha dato i suoi frutti.
Già dallo scorso anno avevamo sperimentato le narrazioni sotto gli alberi volevamo che favorissero un senso di comunità e condivisione, creando uno spazio in cui le persone potevano riunirsi per ascoltare, imparare e interagire tra loro.  L’esperienza ha funzionato e abbiamo deciso di replicarla con puntualità presentando svariate iniziative.

La presentazione del libro di Giustino Parisse è stata apprezzata da molte persone e siamo stati gratificati dalla presenza di Sua Eccellenza il Prefetto Giancarlo Di Vincenzo.

Presente anche il Vicesindaco di Lucoli Valter Chiappini.

Giustino Parisse e Claudio Robimarga

Il Prefetto Di Vincenzo

4 Agosto 2025 0 comment
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AttivitàComunità

UN’ALTRO EVENTO PER IL NOSTRO SALOTTO LETTERARIO DEL GIARDINO DELLA MEMORIA

by Noi x lucoli 13 Luglio 2025

La nostra Associazione ha tra le sue finalità primarie la salvaguardia della biodiversità soprattutto attraverso la coltivazione del Giardino della Memoria del Sisma e dei suoi “frutti antichi”

Lo statuto prevede anche attività secondarie volte a valorizzare sinergie specifiche, con tutti i soggetti, privati e pubblici, per il raggiungimento dei diversi obiettivi connessi allo sviluppo del territorio di Lucoli relativamente a temi culturali di più ampio spettro. L’Associazione da tempo collabora con altre associazioni aventi le stesse finalità,  per la realizzazione di progetti ed eventi volti ad implementare gli obiettivi sovraesposti.

Con questa intenzione è nata la collaborazione con l’Associazione “L’AQUILA INCONTRA”. L’Associazione della “CULTURA IN USCITA”, cultura attiva, concepita come luogo d’incontro per costruire insieme una comprensibile e attrattiva azione popolare.

La parte superiore del Giardino della Memoria è il nostro “teatro” per parlare di arte, storia, cibi che raccontano memorie, e di tanto altro.

Il 1° Agosto la prima iniziativa della rassegna “cultura sotto gli alberi”.

Braccio da Montone in una caricatura

«E prese Fossa, prese Sanctu Sanu
In quel medesmo jorno veramente;
Poy se nne annò a campi a Bariscianu
E quattro jorni stecte, el dir non mente;
Forniti quattro jorni, per certanu
Al volere de Braccio ongiù consente;
Leporaneche in via se lly dé a lluy,
Fangianus’arrenneo al jorny duy.»

(Cantari della guerra di Braccio)

13 Luglio 2025 0 comment
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AttivitàComunità

IN ESTATE DIAMO VITA AI NOSTRI INCONTRI CHE VOGLIONO ESSERE DEI “SALOTTI CULTURALI” ALL’ARIA APERTA

by Noi x lucoli 5 Luglio 2025

L’interesse per la cucina con le erbe spontanee, detta anche foraging, è vivo grazie alla riscoperta della tradizione e alla ricerca di sapori autentici e salutari. Questa pratica, che consiste nel raccogliere erbe, fiori e altri vegetali spontanei per uso culinario, attrae sempre più persone, sia per la sperimentazione di gusti nuovi che per il desiderio di un’alimentazione più naturale.  Non potevamo non raccogliere questo filone d’interesse perseguendo le finalità associative della valorizzazione delle tradizioni del territorio e, così ci siamo dedicati al Tiglio e ai suoi molteplici usi in cucina. La cucina con le erbe spontanee è un ritorno alle origini, alla conoscenza degli usi delle donne di un secolo fa, erbe, che erano una risorsa fondamentale per l’alimentazione. 

nella foto tutti i preparati del tiglio utilizzabili in cucina

Abbiamo capito che le foglie, i fiori ed i semi dell’albero di Tiglio  possono essere considerati come un superfood. 
Abbiamo fatto tutti insieme una bellissima esperienza sensoriale: il profumo dei fiori di tiglio ci ha rapiti e poi abbiamo degustato dei dolci e caramelle preparati con gli stessi fiori.
Abbiamo parlato della Sostenibilità dell’uso di questa risorsa naturale connessa alle attività sostenibili, che riducono l’impatto ambientale, le foglie possono essere usate come verdura.

Abbiamo fatto un’esercitazione pratica per la preparazione dello sciroppo di fiori di tiglio.

Animatrice dell’incontro Agnieszka Maciejowska, da venticinque anni in Italia, esperta di erbe spontanee e residente a Tornareccio. Per consentire la preparazione degli sciroppi durante l’evento è stato raccolto in precedenza 1 kg di fiori di tiglio … anche la preparazione ha richiesto il suo tempo viste le minuscole dimensioni di questi fiori.

Il messaggio che abbiamo voluto diffondere con l’iniziativa è questo:

LE ERBE SPONTANEE: UN PATRIMONIO DA SCOPRIRE E PROTEGGERE

L’evento è stato realizzato con il contributo della Regione Abruzzo

5 Luglio 2025 0 comment
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