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Le cose più belle della vita non si trovano sotto l’albero, ma nelle persone che ti stanno vicino. Buon Natale!

by Noi x lucoli 13 Dicembre 2025

13 Dicembre 2025 0 comment
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“L’Altro Natale quello del silenzio” proviamo così a celebrare la forza delle radici come strumento di unione e riflessione

by Noi x lucoli 11 Dicembre 2025

Natale: quale bisogno? 

Purtroppo da tempo, con il prevalere delle dinamiche economiche (pensiamo ai regali) il Natale rappresenta la morte delle relazioni umane, familiari e sociali, perché la società e le nostre comunità hanno bisogno di abbracci e di baci: c’è un bisogno di tenerezza, la ricerca di nuovo slancio per essere ammesso con serenità nella vita collettiva quotidiana.

Esiste poi anche una interpretazione banale del Natale, che trasforma questa festa in una fiera posticcia di buoni sentimenti. È una lettura pervasiva dell’evento che anche le grandi organizzazioni benefiche, consapevolmente o meno, rischiano di alimentare, moltiplicando le iniziative e gli appelli.

Noi volontari abbiamo voluto fermarci col pensiero nel tempo e nei luoghi in cui viviamo concentrandoci sui deserti che ci circondano: le case di pietra vuote, le luci spente, la gente che non c’è.  Il Natale è una festa drammatica: come per la sacra famiglia per loro non c’era posto nell’alloggio.

Nelle Frazioni di Lucoli c’è posto per l’assenza ed il silenzio. Il Divino entra sempre nel mondo dal punto più basso, in fila con tutti gli esclusi e gli assenti o con il loro ricordo. Qualcuno ricorda questi luoghi animati dalle voci e dai suoni della vita quotidiana ed è intristito dall’assenza di rumori. Assenza dovuta allo spopolamento: “La gente è andata via non appena ha potuto trovare un’alternativa ad un’esistenza fatta di fatiche e precarietà” oppure è passata miglior vita, il terremoto del 2009 non ha aiutato.

È il silenzio che dà la suggestione più forte soprattutto la sera quando le macchine non sfrecciano più veloci nelle strade deserte.

https://www.noixlucoli.it/wp-content/uploads/2025/12/VID-20251208-WA0023.mp4

Non si spiega con l’assenza di rumori, quel silenzio lì. E’ roba che travalica l’udito. Si apprezza sulla pelle scoperta, si lascia guardare. E, niente si tocca, nemmeno si fiata, per evitare di romperne l’incantesimo.

Natale non morirà mai. Nemmeno questo. Neanche la sua attesa, il suo fascino. Anche quello del 2025 sarà un Natale lento, con abbracci onesti, autentici, qualche bacio, molta speranza per un domani desiderato e da non subire.

Festeggeremo il Santo Natale, dando valore al silenzio e ricordando le persone che abitavano le case oramai vuote e ferite.

Ripetendo l’esperienza dello scorso anno abbiamo realizzato piccoli alberi di natale con legno riciclato e li abbiamo sistemati nei luoghi più bui della Frazione di Colle (le nostre risorse non ci permettono di estendere l’iniziativa alle altre Frazioni di Lucoli…i volontari e le finanze scarseggiano), quelli con le case più lesionate, il fruscio delle luci che si accendono alle 17:00 sono come respiri e fanno pensare alla vita.

Nel silenzio penseremo agli Avi del Colle che hanno costruito questo bellissimo borgo.

Buon Natale!

11 Dicembre 2025 0 comment
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LUCOLI A BREVE AVRA’ DUE ALBERI MONUMENTALI

by Noi x lucoli 21 Novembre 2025

Cosa sono gli alberi monumentali

Alcune piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli sotto differenti punti di vista. Ci sono esemplari che si distinguono per elementi estetici come l’altezza, la circonferenza del fusto o l’architettura dei rami. Altri che invece hanno un valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti. Questi alberi rappresentano un elemento identitario fondamentale per le comunità locali e i territori in cui esse vivono.

La tutela di questi esemplari è in vigore dal 2013, anno in cui a livello nazionale è stata emanata la legge 10/2013. Questa normativa definisce le caratteristiche necessarie affinché un albero sia classificato come monumentale, formalizza l’iter di selezione e ne garantisce la salvaguardia. Ne è espressamente vietato l’abbattimento mentre sono autorizzati solo specifici interventi considerati necessari e improrogabili previa autorizzazione del comune e del ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare (Masaf).

Per quel che riguarda invece il processo con cui vengono selezionati, ogni comune ha l’obbligo di effettuare un censimento sul proprio territorio comunicando poi il dato alla regione di appartenenza che invia al ministero di competenza (il Masaf) l’elenco completo degli esemplari presenti.

In Italia, con l’ultimo decreto direttoriale del 23 ottobre 2025 risultano censiti 4.944 alberi monumentali. In seguito a questo decreto ,sono stati inseriti nell’elenco nazionale 211 esemplari. Le regioni che hanno fatto delle richieste di aggiunta sono 11: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Gli alberi monumentali si distribuiscono in maniera differente sul suolo nazionale.

Principalmente, gli alberi monumentali sono stati segnalati per età o dimensioni: il 94,2% (276 su 292) riporta infatti delle caratteristiche degne di nota da questo punto di vista. 98 esemplari sono stati segnalati per pregio paesaggistico mentre 95 per forma e portamento e 80 per il valore ecologico. Sono di meno invece quelli con elementi peculiari legati all’architettura vegetale (23) e alla rarità botanica (7). L’albero monumentale con la circonferenza del fusto maggiore (circa 13 metri) è un castanea sativa (castagno in nome volgare) che si trova a Valle Castellana in provincia di Teramo. Quello invece più alto misura 45 metri e si tratta di un faggio (Fagus sylvatica L.) situato a Cappadocia in provincia dell’Aquila.

La protezione di questi esemplari rientra tra le funzioni comunali. Al netto di questa competenza specifica, per il ruolo che gli alberi monumentali rivestono per il territorio più ampio del singolo comune, la loro valorizzazione potrebbe essere organizzata anche tenendo presenti bacini territoriali più ampi. Ad esempio i limiti naturali all’interno di aree geografiche come le valli montane, oppure basandosi su confini culturali o la vicinanza a servizi già attivi.

In ABRUZZO

L’ambito in cui ci sono più alberi monumentali è Crognaleto (38) seguito da L’Aquila (35), Castel di Sangro (14) e Penne (13). Andando a considerare i rank definiti dalla classificazione Gssi, la maggior parte di questi esemplari si concentra in comuni di tipo 4 (235). 42 unità invece si registrano in comuni di tipo 1, più urbanizzati e caratterizzati da più servizi. Questi elementi confermano da un lato la ricchezza naturale delle aree più lontane dai servizi ma anche la presenza di peculiarità naturalistiche in aree più antropizzate, ribadendo l’importanza di politiche ambientali centrate sulle caratteristiche dei territori su cui insistono.

Presto Lucoli avrà due alberi monumentali: il maestoso albero di Quercia che vive sul piazzale vicino l’Abbazia e l’albero di Gelso nero sempre prospicente l’Abbazia. La nostra Associazione iniziò le procedure per la loro protezione nel lontano 2012 con il supporto del Corpo Forestale dello Stato.

Il patrimonio arboreo di Lucoli ha importanza per il territorio, rappresenta un tassello importante nel contrasto ai cambiamenti climatici ma può essere anche un elemento su cui innestare processi di sviluppo sostenibile.

Siamo contenti che la Commissione della Regione abbia espresso parere favorevole all’inserimento di questi due esemplari.

Tratto da OpenPolis https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=abruzzo

21 Novembre 2025 0 comment
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Leggi a misura di futuro

by Noi x lucoli 8 Novembre 2025

Il quaderno ISPRA che cita il Giardino della Memoria di Lucoli

Il Parlamento ha approvato un provvedimento che impone di valutare l’impatto sociale e ambientale delle nuove norme anche sugli adulti di domani, sancendo per la prima volta l’equità intergenerazionale come principio «Le leggi della Repubblica promuovono l’equità intergenerazionale anche nell’interesse delle generazioni future». Così recita il disegno di legge governativo approvato definitivamente la scorsa settimana dalla Camera dei Deputati, con il voto favorevole (sull’articolo in questione) di tutte le forze politiche, caso più unico che raro. La legge prevede anche che, d’ora in poi, tutte le nuove normative dovranno essere preventivamente valutate rispetto al loro impatto sociale e ambientale non solo sulle giovani generazioni, ma anche su quelle future. Si tratta di un principio “forte” e di una scelta politica impegnativa, coerente con la Costituzione italiana come riformata nel 2022, che ora indica, all’art. 9, che la Repubblica «tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni».

Come mostrato nel Rapporto ASviS 2025 (https://asvis.it/rapporto-asvis-2025), tra il 2010 e il 2024 l’Italia registra un arretramento per sei dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 (povertà, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, disuguaglianze, ecosistemi terrestri, istituzioni e partnership), una stabilità per quattro (alimentazione, salute e benessere, imprese-innovazione-infrastrutture e città sostenibili), un miglioramento per sei (istruzione, parità di genere, energia pulita, lavoro e crescita, clima ed ecosistemi marini) e un forte aumento solo per l’economia circolare. Insomma: non ci siamo.  Serve che tutta la società italiana si impegni per la giustizia tra generazioni, qui e ora, come recita la nuova legge.

La nostra Associazione si è impegnata su questa finalità dalla sua nascita ricercando e proteggendo specie da frutto antiche da salvare dall’erosione genetica e dall’oblio: con i nostri mezzi abbiamo promosso uno sviluppo sostenibile (uno sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza pregiudicare il fatto che anche le generazioni future possano fare altrettanto). I frutti antichi sono sostenibili perché sono più resistenti a malattie, parassiti e cambiamenti climatici, e spesso necessitano di meno trattamenti chimici e meno acqua. Inoltre, il loro recupero e la coltivazione contribuiscono a preservare la biodiversità agricola.  Il nostro lavoro voleva sottolineare l’importanza di conservare, proteggere e ripristinare la natura e gli ecosistemi.

La mela Renetta ruggine della quale NoiXLucoli è agricoltore custode

Il volontariato ambientale sta guadagnando sempre più terreno come una forma potente e diretta di contributo alla conservazione della natura. E quando parliamo di conservazione, ci riferiamo a un’azione concreta, tangibile e immediata che aiuta a proteggere specie a rischio e a promuovere la sostenibilità per le generazioni future e questo anche a Lucoli.

A differenza di molte forme di volontariato tradizionale, che si concentrano su interventi a breve termine, il volontariato ambientale punta a risultati a lungo termine, influenzando positivamente la salute dei territori per le generazioni future.

In quindici anni del nostro lavoro abbiamo raccolto molte specie di piante da pomo, le abbiamo riprodotte e donate a chi ce ne faceva richiesta, le abbiamo studiate e contribuito a diffonderne il valore.

la predisposizione del roseto nel Giardino della Memoria

 

8 Novembre 2025 0 comment
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IL NOSTRO FARE VOLONTARIATO

by Noi x lucoli 21 Ottobre 2025

Un italiano su dieci si dedica ad attività di volontariato.

Lo confermano i dati Istat pubblicati lo scorso 29 luglio nel report “Il volontariato in Italia – Anno 2023”. Si registra un calo rispetto alla precedente rilevazione, fatta 12 anni fa. I tempi sono cambiati e l’attività di volontariato è cambiata con questi. Partiamo da un presupposto: il volontariato, nel corso degli ultimi 50 anni, è cambiato radicalmente. Gli stessi dati Istat ci dicono che si sono ridotti notevolmente il volontariato religioso, quello sportivo e nelle corsie d’ospedale. Per intenderci, quelle attività che facevano molti nostri genitori. Ma c’è un elemento in controtendenza estremamente interessante, vale a dire l’aumento dell’impegno sul fronte del bene comune e del territorio, per esempio sotto i profili ambientale e culturale. Significa che è in atto una trasformazione di portata storica e sociale. E questi sono i campi d’interesse della nostra Associazione.

Osservando il cambiamento in atto,  c’è una riduzione nei numeri ma ci sono almeno due spiegazioni: la pandemia, che ha lasciato un segno indelebile, e la riforma del Terzo settore. Le organizzazioni di volontariato – Odv si sono ridotte parecchio, anche perché molte realtà erano ridotte all’osso. Spesso erano sorrette da persone molto anziane,  ma bisognerebbe chiedersi quale fosse la ricaduta delle loro attività nel territorio.  E’ costante poi, il problema di coinvolgere giovani associati è evidente e lo riscontriamo anche nella nostra esperienza.

Eppure NoixLucoli dopo quindici anni dalla sua nascita prosegue il suo lavoro, qualificando i progetti per il territorio e resistendo a tutte queste problematiche, sfidando una certa assenza di valorizzazione e supporto delle sue iniziative che non ricevono l’aiuto necessario, soprattutto economico. Infatti, alle problematiche di orientamento generale si unisce la costante esigenza di autofinanziamento.

Il Convegno organizzato da noixlucoli il 19 settembre u.s. la Dott.ssa Melini illustra i risultati dello studio realizzato dal CREA su quattro cultivar del Giardino della Memoria

NoixLucoli ha partecipato al bando del PNRR con un progetto cofinanziato di 6.000,00€ (4.800,00 erogati) il penultimo classificato per importo erogato, non essendo in grado di anticipare più risorse per competere a maggiori stanziamenti.

L’attività di autofinanziamento e burocratica in generale prevista per il volontariato richiedono l’impegno di risorse qualificate che rappresentano un costo ulteriore per una OdV.

Eppure il nostro “guscio di noce” com’è stato definito da un docente che ha partecipato al nostro convegno del 19 settembre u.s. continua a navigare. Il nostro esempio vuole cercare di far connettere il “bene comune” al “bene privato”: pensiamo che quando le persone percepiscono che il bene comune va a vantaggio anche dei propri interessi (es. un ambiente più pulito, una biodiversità recuperata, dei luoghi curati e di bellezza), sono più propensi a impegnarsi, tutelare l’ambiente può migliorare la salute e il benessere di tutti anche in un piccolo territorio. Il nostro percorso è quello della crescita della coscienza di luogo, è la ricostruzione della figura dell’abitante attraverso la sua ripresa di possesso di una cultura, contadina e non solo, profonda di secoli, della capacità di rileggerne l’evoluzione, le regole positive, i valori, i beni materiali e immateriali prodotti.  Perché territorio bene comune può significare qualsiasi cosa se non chiariamo che si tratta di questo immenso giacimento di ricchezza che deve essere percepito attraverso la ricerca, lo studio (il coinvolgimento di saperi esperti), la sperimentazione (saperi contestuali).  Affrontare la questione di territorio come bene comune, implica la capacità di interpretazione collettiva dei paesaggi che ora calpestiamo, delle regole, statuti e conoscenze dei luoghi; quindi, riappropriazione di saperi contestuali ed è proprio su questo filone che abbiamo realizzato nel 2025 ben tre attività.

Queste motivazioni trovano concretezza in percorsi lunghi, difficili, complessi.

E’ per questi motivi che il nostro volontariato è importante soprattutto perché non muore.

organizzare, interessare, richiamare partecipazione il nostro compito

 

 

 

21 Ottobre 2025 0 comment
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TRE NOSTRE ATTIVITA’ SONO STATE REALIZZATE CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE ABRUZZO

by Noi x lucoli 19 Ottobre 2025

Relativamente agli interventi collegati alla L.R. 4/2024 e all’erogazione dei contributi straordinari ci è stato assegnato un contributo di 3000,00€ al fine di poter realizzare attività associative, affrontare spese di funzionamento e poter realizzare eventi – ART. 1, L.R. 16/12/24, N. 25.

Nel rispetto di quanto previsto dalla Legge 4 agosto 2017, n. 124 – articolo 1, commi 125-129 e ss.mm.li. e della circolare ministeriale n. 2 dell’11 gennaio 2019, pubblichiamo sul nostro sito internet l’importo del contributo ricevuto da parte del Servizio “Tutela sociale – Famiglia” della Regione Abruzzo.

Il contributo è stato utilizzato per la realizzazione delle seguenti attività:

  • Convegno  “IL GIARDINO  DELLA MEMORIA DI LUCOLI, SPERANZA DI VITA PER LE FUTURE GENERAZIONI” realizzato a Lucoli il 19 settembre 2025;

  • Incontro pubblico “Cultura sotto agli alberi” presentazione del libro L’ASSEDIO di Giustino Parisse dedicato alle vicende di Braccio da Montone e alla riscossa aquilana” realizzato nel Giardino della Memoria di Lucoli il 1 agosto 2025;

 

 

 

  • Incontro pubblico “Cultura sotto agli alberi”  sul tema “I segreti dell’Albero di Tiglio” sull’uso delle erbe spontanee, realizzato nel Giardino della Memoria di Lucoli il 28 giugno 2025.

Si ringrazia la Regione Abruzzo per il contributo straordinario che rappresenta un supporto economico per le associazioni come la nostra che operano sul territorio.

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“ESCAPING WITH HIS LIFE”: IL MAGGIORE LESLIE YOUNG E SUO FIGLIO NICK…CHE NON SAREBBE MAI NATO.

by Noi x lucoli 3 Settembre 2023


Novembre del 1943. L’Europa è sconvolta dalla Seconda Guerra Mondiale. Un soldato inglese, Leslie Young, prigioniero a Fontanellato, vicino Parma, riesce a scappare. Segue i sentieri nei campi, nei boschi, arriva alle montagne e giù, giù, in un cammino disperato alla ricerca dei commilitoni. Lungo il percorso viene aiutato dalla povera gente dei piccoli paesi dell’Appennino, finché stremato dal freddo e dalla fame arriva a Lucoli (AQ).

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3 Settembre 2023 0 comment
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I frutti antichiIl Giardino della MemoriaSenza categoria

Alla ricerca dei Frutti Antichi: una nuova cultivar è stata piantata nel Giardino della Memoria il “Biricoccolo”

by Noi x lucoli 30 Aprile 2023

Il compito della nostra Associazione, spesso poco visibile ai più, è anche quello di ridare significato ai frutti antichi; ricercarli e recuperarne conoscenze intorno ai nomi, agli usi, agli aspetti agronomici; contribuire alla reintroduzione; riassaporarli e condividerli. Gli alberi della tradizione alimentare dovrebbero essere considerati veri e propri beni culturali da tutelare in quanto patrimonio collettivo: ricominciare a coltivarli nel Giardino della Memoria del Sisma di Lucoli significa riallacciare un legame identitario con un’agricoltura del passato che vive assieme alla natura che la circonda, rispettandola e costituendone parte integrante.

Le specie coltivate solo 50 o 100 anni fa sono state bruciate o estirpate, relegate ai margini di un modello di agricoltura che predilige la quantità di prodotto alla sua sostenibilità, le varietà di frutta della tradizione alimentare italiana si sono ridotte notevolmente, fin quasi a scomparire. Con esse si stanno perdendo una varietà di sapori, aromi e profumi; di caratteristiche morfologiche specifiche di ogni varietà. Di alcuni frutti antichi oggi rimangono pochi esemplari che risultano di non facile riconoscimento e anche le denominazioni dialettali sono cadute nell’oblìo o vengono confuse, uno di questi è il “Biricoccolo” del quale attualmente rimangono cenni di coltivazione in Emilia Romagna e in Campania.

Probabilmente si tratta di un antichissimo incrocio tra l’albicocco e il mirabolano. Chiamato anche Susinococco è un ibrido spontaneo tra P. armeniaca x P. cerasifera. Questo ibrido viene attualmente denominato albicocco nero (Prunus x dasycarpa) ed incluso tra le specie molto affini all’albicocco (Maguly e Laimer, 2011). Osservato fin dal 1755, dagli abati francesi Nolin e Blavet, che lo chiamarono “albicocco violetto”, in seguito fu studiato dal botanico Le Berriays (1755) che lo denominò “albicocco del Papa”.

La pianta del Biricoccolo si presenta con un robustissimo e profondo apparato radicale e fascicolato. I suoi rami, sono estremamente fitti e molto robusti, caratteristica ereditata dall’albero del Prugnolo. Il frutto del Biricoccolo, chiamato anche prugna selvatica, matura durante i mesi estivi, dal mese di giugno al mese di luglio. La pianta di Biricoccolo, per poter garantire un’abbondante fioritura e di conseguenza abbondante produzione di frutta, deve essere coltivato in zone estremamente soleggiate, per questo lo abbiamo collocato in una sezione del Giardino in pieno sole.

La pianta, di per sé, è molto robusta e resiste benissimo al caldo, al vento ma soprattutto al freddo invernale, resistendo anche alle temperature che arrivano a -15° C.

Per quanto riguarda il terreno, la pianta non è particolarmente esigente. Cresce sana, forte e vigorosa sia in terreni con forte presenza di argilla, sia in terreni con un’alta presenza calcarea In entrambi i casi, i terreni devono essere sempre ben drenati.

Ci auguriamo che questo esemplare possa ben vegetare nel Giardino della Memoria … naturalmente la nuova pianta è in adozione, cerca cioè qualcuno che ne raccolga i frutti e insieme a noi lo curi.

30 Aprile 2023 0 comment
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Senza categoriaTerritorio

I MAGGIOCIONDOLI DEL PARCO DELLA RIMEMBRANZA DI LUCOLI

by Noi x lucoli 16 Aprile 2023

Quando NoiXLucoli ripristinò, nel 2015, il Parco della Rimembranza di Lucoli, in occasione dei 100 anni dall’inizio della Prima Guerra Mondiale, si decise di piantare, a ricordo delle 91 vittime di Lucoli, degli alberi di maggiociondolo. Non c’era spazio per 91 alberi  (due sembravano essere rimasti dall’originario impianto: la grande quercia sul piazzale dell’Abbazia ed il cipresso che le è vicino) e così si piantarono nove maggiociondoli ognuno a simboleggiare il ricordo di dieci caduti.

Dopo otto anni gli alberi vegetano bene e soltanto due esemplari sono stati dovuti sostituire.

Queste splendide piante fanno da cornice alla scultura realizzata da Valter Di Carlo dal titolo “elevazione” che deve riportare al sacrificio dei soldati: le guerre passano, dopo cento anni le famiglie non ci sono più e dei soldati nessuno tiene più il ricordo.

Maggio si avvicina è il mese delle rose e delle spose. E, anche, del maggiociondolo, piccolo albero caducifoglio che può raggiungere un’altezza variabile dai 4 ai 6 metri. E’ anche chiamato laburno, il maggiociondolo ha una corteccia liscia e rami verde scuro, dai quali pendono piccoli ramoscelli. I suoi fiori, molto profumati, sono di colore giallo oro e adornano grappoli penduli che possono raggiungere i 25 centimetri di lunghezza.

Osservare questi alberi vicino al campanile dell’Abbazia di San Giovanni Battista è indubbiamente un piacere per la vista, con le loro macchie colorate che spiccano a contrasto delle retrostanti piante di querce.

Non tutti sanno che questo bellissimo arbusto è velenoso in ogni sua parte, sono però principalmente i semi contenuti nei baccelli, in particolar modo quando non sono ancora maturi, ad essere carichi di sostanze velenose.

Con l’ingestione anche di un solo seme si manifesta l’intossicazione, stranamente invece alcuni animali selvatici (come lepri, conigli e cervi) possono nutrirsi di questi semi senza alcuna conseguenza: per questo, in alcune regioni esso viene considerato una pianta magica.

Si narra anche che le streghe lo utilizzassero per preparare pozioni e bevande, e durante i sabba cavalcassero un bastone realizzato con il legno di questa pianta bella e misteriosa.

I maggiociondoli arricchiscono il paesaggio attorno al bene storico architettonico più importante di Lucoli: l’Abbazia di San Giovanni Battista e i nostri soci si prendono cura anche di questi testimoni vivi di una memoria che vale la pena di coltivare: quella dei tanti giovani del territorio che non fecero più ritorno a casa. Torna un altro maggio e noi ricorderemo questi ragazzi curando il Parco.

"Elevazione" una figura umana si libra verso il cielo

16 Aprile 2023 0 comment
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Senza categoriaTerritorio

PER RICORDARE UN AMICO DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE E DEL TERRITORIO DI LUCOLI: BRUNO LUDOVICI

by Noi x lucoli 6 Aprile 2023

Abbiamo appreso con tristezza della scomparsa di Bruno Ludovici con il quale abbiamo collaborato su iniziative in memoria di San Franco di Assergi.

Lo abbiamo stimato per la sua gentilezza, cultura e passione per i territori, compreso quello di Lucoli.

E’ stato molto vicino al Giardino della Memoria e ai suoi frutti antichi anche per la sua passione per la cura del patrimonio ambientale e boschivo.

Ci mancheranno la sua positività, motivazione ed esperienza qualità che ci hanno sostenuto non poche volte nel percorso di vita della nostra Associazione.

A Lucoli resta testimone della sua persona l’albero di ciliegio dedicato a San Franco che piantammo insieme in occasione dell’ottocentenario della morte del Santo.

Bruno in escursione con i nostri soci alla Grotta ove visse San Franco a Lucoli dopo aver lasciato l’Abbazia di San Giovanni

Dedichiamo un pensiero affettuoso ad Ivana sua gentile consorte.

La nostra Associazione dedicherà un albero del Giardino della Memoria a Bruno ed Ivana come segno di gratitudine pe r la loro vicinanza a questo progetto e per l’aiuto più volte fornitoci, non ultimo per la passione di Bruno per i frutti antichi e gli innesti.

 

6 Aprile 2023 0 comment
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