NOI X LUCOLI
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L’Associazione iDEE delle donne del Credito Cooperativo sostiene la nostra campagna per il FAI: Un ‘click’ per salvare l’Abbazia di San Giovanni Battista

by Amministratore 21 Giugno 2012

Riportiamo l’appello inviato dall’Associazione iDEE ai suoi soci:

“Un ‘click’ per salvare l’Abbazia di San Giovanni Battista

http://www.iluoghidelcuore.it/embed/code/abbazia-di-san-giovanni-battista

Cara Socia, caro Socio,

l’Associazione delle Donne del Credito Cooperativo iDEE diffonde, con grande piacere, la richiesta di NoiXLucoli Onlus.
Tra le tante finalità dell’Associazione del territorio di Lucoli, rientra quella per il recupero di uno dei beni più belli e spirituali del territorio: l’Abbazia di San Giovanni Battista che, dall’anno 1077 quando fu edificata nell’attuale conformazione, cerca di resistere ai tanti terremoti che l’hanno colpita (clic sul testo per conoscerne la sequenza negli anni). La popolazione locale si è sempre prodigata per la sua ricostruzione, ma dal 1917, data dell’ultimo drammatico sisma, molte cose sono cambiate: innanzitutto la situazione di spopolamento demografico, quello della religiosità nel suo complesso e, ovviamente, la crisi economica, che si spalma, inoltre, in un contesto, quello post sisma, di grave danneggiamento complessivo dei beni storico-architettonici della Città dell’Aquila e del cratere sismico.

Questa Associazione oltre ad occuparsi dell’ambiente esterno antistante l’Abbazia, concentra i suoi sforzi sul Giardino della Memoria del Sisma, progetto ecosostenibile coltivato con alberi appartenenti agli “antichi pomari” (quelli delle specie fruttifere in via di estinzione).
Non esistono, al momento, stanziamenti per il recupero di questo bene, situato a 14 km dall’Aquila.
La parte del Chiostro interna è stata gravemente danneggiata nel 2009: esternamente sono visibili le messe in sicurezza di legno.
Vi chiediamo gentilmente di VOTARLA sul sito del FAI entrando dal link che abbiamo posto all’inizio del testo. L’operazione vi richiederà pochi minuti.
Votate e fatela votare: due anni fa il luogo primo classificato tra i “luoghi del cuore”, già in corso di restauro, ha ottenuto 35.000 voti; potete intuire quanto possa essere lunga la strada da percorrere!
L’Abbazia è un bene comune e di sempre rinnovata spiritualità, che i nostri avi ci hanno lasciato e che si dovrebbe conservare per i nostri figli.
Grazie a tutti di cuore.
Per saperne di più: http://noixlucoli.blogspot.it/2012/06/labbazia-di-san-giovanni-battista-di.html
iDEE Associazione delle Donne del Credito Cooperativo
Segreteria Generale
00178 ROMA Italy – Via Lucrezia Romana, 41 – 47
Tel +39.06.7207.5634 Fax +39.06.7207.4590
Cell +39.335.319827
e-mail : idee@iccrea.bcc.it http://www.idee.bcc.it/
“
RINGRAZIAMO L’ASSOCIAZIONE iDEE PER QUESTO SOSTEGNO OFFERTOCI 
L´associazione è finalizzata a promuovere e a valorizzare il contributo delle donne del Credito Cooperativo di tutta Italia attraverso lo scambio, tra gli associati, di valori, conoscenze ed informazioni di reciproco interesse e attraverso la realizzazione di momenti di incontro oltre che di interventi formativi. Fondata sulla partecipazione proattiva degli associati, è ispirata ai principi della responsabilità sociale. È collegata ad associazioni di stampo internazionale con finalità simili, è forte di 636 soci.

Le donne sono preziose. Ognuna di noi è capace con forza insospettabile di affrontare, combattere e vincere delle difficoltà apparentemente insormontabili. 
Nessuna di noi perde mai questo tesoro nascosto nonostante le avversità: siamo capaci di ricominciare da capo ripartendo dalle piccole cose.
Un grazie in più da una vostra socia.
Il Rappresentante Legale
Emanuela Mariani


21 Giugno 2012 0 comment
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GROTTE SANTO STEFANO, LA SUA PRO LOCO E NOIXLUCOLI ONLUS

by Amministratore 18 Giugno 2012

La Pro-loco Santo Stefano è l’ideatrice della sagra che realizza da ben 12 anni e con questa iniziativa riesce a ben valorizzare i prodotti locali del suo territorio.
La fettuccina, pasta fatta a mano tipica del territorio laziale, realizzata con farina, uova e sale, è la protagonista degli stand gastronomici della sagra. Il piatto è accompagnato da diversi sughi della tradizione locale, e in sagra abbiamo assaggiato proprio il“Tris”, composto da fettuccine al ragù, fettuccine al cinghiale, e fettuccine con salsiccia e funghi. Incredibile ma vero: pasta servita con cottura perfetta nonostante la grande partecipazione. 
Oltre alle fettuccine in menù c’erano anche altri piatti locali: dagli arrosti ai fagioli con le cotiche, dalla trippa ai formaggi ovviamente il tutto condito con il buon olio extravergine d’oliva, accompagnato da vino locale. Intrattenimento, con musica dal vivo tre serate danzanti per gli amanti del ballo, il sabato per i più giovani discoteca sotto le stelle. Una bella festa popolare gradevole e allegra. 
Quest’anno alcuni soci di NoiXLucoli Onlus, visti i rapporti di amicizia che legano le nostre comunità, hanno partecipato alla sagra apprezzando l’organizzazione complessiva dell’evento, i cibi, e la piacevole compagnia. Riportiamo ai lucolani i saluti del Sindaco di Viterbo: Dott. Giulio Marini, del Presidente della Pro-loco Marco Lilli e di tutti i soci. 
In tre giornate di sagra sono stati serviti più di 3.000 coperti: i numerosissimi partecipanti, venuti da molte parti d’Italia per gustare i piatti e godersi la serata, sono stati intrattenuti da una musica allegra ed invitante alla danza. Il ricordo non poteva non andare all’indimenticabile serata durante la quale si svolse una gara di solidarietà per raccogliere fondi per il Comune terremotato di Lucoli e fu donata una autovettura per i servizi sociali agli anziani e tantissimi oggetti e strumenti per la scuola. Ancora una volta abbiamo goduto dell’immancabile ospitalità e generosità di tutto lo staff che ci ha accolto con caloroso affetto e che speriamo di poter contraccambiare al più presto…..
I partecipanti in fila per essere serviti

Tutti che ballano e volteggiano in allegria

La sede della Pro-loco: una fucina di lavoro per preparare 1.400 coperti nella sola serata di sabato 16 giugno

Il contrassegno del tavolo riservato ai nostri soci

Partecipanti alla sagra che aspettano di ballare

L’amaro di Lucoli portato in dono campeggia sul tavolo a fine serata. Ore 24, i soci sono stanchi ma felici per il grande risultato.
Nella foto il Presidente della Pro loco, Marco Lilli, il loro socio Brunetti e Fabrizio Soldati di NoiXLucoli Onlus

Da Lucoli abbiamo portato in dono l’amaro del Caseificio e siamo tornati con dell’ottimo olio di produzione locale.
Ringraziamo la Pro-loco di Santo Stefano per l’amicizia che ci dona e per la fantastica serata.
18 Giugno 2012 0 comment
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6° CENSIMENTO LUOGHI DEL CUORE FAI. VOTATE L’ABBAZIA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

by Amministratore 15 Giugno 2012



l’Abbazia di San Giovanni Battista di Lucoli ed il Giardino della Memoria – Foto aerea di Roberto Soldati



Partecipate al VI° Censimento dei Luoghi del Cuore, inviate la vostra segnalazione per l’Abbazia di San Giovanni Battista.
Entrate sul sito web del FAI e VOTATE entro il 31 Ottobre 2012
Visionate il regolamento del FAI
Video sulla campagna di comunicazione del FAI
La nostra Associazione ha tra le sue finalità il recupero e la valorizzazione di questo importantissimo bene del territorio e fino alla scadenza dei termini, prevista per il 31 ottobre 2012, oltre a promuovere il voto on line, raccoglierà le firme per far classificare e salvare dal FAI l’Abbazia di San Giovanni Battista di Lucoli. Si possono trovare i moduli da firmare all’interno della Chiesa e sono anche scaricabili dal nostro sito. Vi preghiamo di consegnare ogni foglio completo delle firme richieste alla Parrocchia di San Giovanni Battista.

La 6ª edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal FAI, quest’anno esce dai confini nazionali e si rivolge per la prima volta non solo agli italiani, ma a tutti coloro che nel mondo amano l’Italia. NoiXLucoli Onlus, approfittando di questa novità chiederà l’aiuto anche ai numerosi amici stranieri che hanno sostenuto il progetto del Giardino della Memoria e che leggono il nostro blog.
Dal 23 maggio al 31 ottobre 2012 i cittadini di ogni nazionalità potranno segnalare il proprio “luogo italiano del cuore”, quel luogo unico, a cui ci si sente legati, che si vuole proteggere e tutelare per sempre. Si tratta della prima campagna internazionale in 37 anni di storia del FAI, che chiede al mondo un gesto d’amore per il nostro Paese, un gesto di fiducia in noi italiani per riaffermare che l’Italia è la “culla della bellezza e della cultura occidentale”. E’ questo il senso dell’appello del Censimento 2012. 
Ancora di più quest’anno, quindi, sarà importante mobilitarsi per coinvolgere parenti, amici e conoscenti che condividano lo stesso amore per L’Abbazia di San Giovanni per raccogliere più segnalazioni possibili, anche valicando i confini nazionali: quante più persone si mobiliteranno spontaneamente per questo bene architettonico, infatti, tanto più il FAI potrà agire nel concreto per dare seguito alla segnalazione, sollecitando le Istituzioni locali e nazionali competenti affinché mettano a disposizione le forze necessarie per recuperarla dai danni del sisma del 2009, anche intervenendo direttamente, se possibile, per il  suo recupero.
Nel 2010, a seguito delle votazioni effettuate per il 5° censimento FAI, l’Abbazia si classificò al 214° posto su più di 12.000 siti censiti.
Il luogo primo classificato: l’Eremo dell’Abbazia di S. Maria di Pulsano in Puglia ha ricevuto 34.118 segnalazioni.
Vedute  aeree dell’Abbazia di San Giovanni Battista  – Foto di Roberto Soldati

15 Giugno 2012 0 comment
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LA FORESTALE APRE UN’INCHIESTA PER IL TAGLIO ABUSIVO DI ALBERI IN UN BOSCO DI LUCOLI

by Amministratore 7 Giugno 2012

CFS - Newsletter

“AMBIENTE

Oltre 100 alberi abbattuti senza autorizzazioni. Gli uomini del Comando Stazione di Lucoli indagano per danneggiamento del demanio dello Stato. Il personale del Comando Stazione Forestale di Lucoli (AQ) ha aperto un’inchiesta in seguito alla scoperta del taglio abusivo in una faggeta ricadente nel territorio montano comunale. Le indagini hanno permesso di accertare che decine di alberi ad alto fusto, rinvenuti nel corso di un’ampia ricognizione dell’area, erano stati tagliati senza la necessaria autorizzazione. Le piante occupavano un’estesa superficie in una zona sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico ambientale, ai confini con il Parco Naturale della Duchessa.
Gli accertamenti hanno portato al ritrovamento di oltre 100 alberi, ancora presenti sul letto di caduta. Il legname è stato recuperato e dato in disponibilità al comune di Lucoli, custode dei beni rinvenuti. 
Per il reato di danneggiamento ipotizzato contro ignoti, le indagini sono state estese oltre regione poiché l’area colpita dall’illecito si trova al confine tra Lazio e Abruzzo.
A cura dell’ufficio stampa dell’Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato”.
Questo il testo del comunicato stampa pubblicato sui  media locali e sulla News Letter del Corpo Forestale dello Stato.
Ci auguriamo che i responsabili dell’illecito siano individuati e sanzionati secondo normativa.
Ci chiediamo come sia stato possibile abbattere i ben 100 esemplari di faggi dichiarati, operazione che ha dovuto necessariamente richiedere tempo e provocare molto rumore delle motoseghe in aree silenziose, senza poter preventivamente contenere, con un’attività di vigilanza puntuale sul territorio, un danno così elevato.

Attraverso il processo di fotosintesi ogni albero sottrae naturalmente CO2 dall’atmosfera, dove questa si accumula a causa di numerosi e svariati processi, tra cui il più rilevante è costituito dalla trasformazione e consumo di energia (specialmente di origine fossile: il petrolio) operato dall’uomo.
Questa cattura è positiva, dato che la CO2 viene sottratta all’atmosfera dove altrimenti -accumulandosi- si comporterebbe come una sorta di “coperta” aumentando l’effetto serra e riscaldando così il clima terrestre.
Un albero (essenza arborea di alto fusto) nel suo contesto naturale, ha un potenziale di assorbimento di CO2 compreso tra i 20 ed i 45 kgCO2/anno, in un range temporale compreso tra i 20 ed i 30 anni.

L’abbattimento di 100 esemplari, produrrà un mancato assorbimento di CO2 che potremmo indicare tra i 4.000/4.500kg/anno.
Sarebbe auspicabile che il Comune di Lucoli, che conosciamo come sensibile verso l’ambiente, perseguendo prassi virtuose di valorizzazione del territorio, si facesse sin da subito promotore della piantumazione di 100 nuovi esemplari in sostituzione degli alberi abbattuti, confidando nel sostegno del Corpo Forestale e dei suoi vivai che rappresentano da sempre una risorsa verde per l’Italia.
7 Giugno 2012 2 comments
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PARLIAMO DELLE SPECIE VEGETALI RELITTE DI LUCOLI NEL GIORNO DELLA GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE

by Amministratore 5 Giugno 2012

Il 5 giugno è la quarantesima Giornata Mondiale dell’Ambiente, o World Enviroment Day, per essere internazionali. E la green economy e lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile sono al centro del dibattito cosmopolita, che festeggia l’edizione 2012 della giornata dell’Ambiente con lo slogan ‘Economia verde: ne fai parte?’

Con la Giornata Mondiale dell’Ambiente si vuole ricordare che ognuno di noi può fare qualcosa per rendere l’economia più sostenibile e maggiormente amica dell’ambiente. In occasione di questa giornata, con lo scopo di sensibilizzare maggiormente i cittadini e le aziende a fare scelte eco, si è reso noto che: entro il 2050, 1,8 miliardi di persone vivranno in zone del mondo dove l’acqua scarseggerà; che ogni anno vengono cancellate 6 milioni di foreste primarie e 13 milioni di ettari di boschi; che cresce la popolazione mondiale e si stima che entro il 2050 si toccherà quota 9 miliardi di persone. Il pianeta Terra è in serio pericolo ed anche il meraviglioso territorio di Lucoli al quale teniamo tanto.


Sulla scia di tale celebrazione ci è venuta voglia di parlare dell’Ambiente di Lucoli e delle sue MAGNIFICHE SPECIE BOTANICHE e questa volta vogliamo parlare di quelle denominate “RELITTE“.

Che cosa è una specie relitta? Per “relitto geografico” si intende generalmente un determinsto organismo che, nell’area dove vive attualmente, è rimasto come testimonianza di una situazione passata durante la quale era maggiormente diffuso. Esistono anche “relitti tassonomici”, ossia organismi che hanno mantenuto attraverso il tempo caratteristiche morfologiche e biologiche di antica origine. Ad esempio l’albero di ginkgo (Ginkgo biloba) era ampiamente diffuso in Europa durante il mesozoico (oltre 65 milioni di anni fa) ed è rimasto praticamente immutato da allora conservando i caratteri arcaici dell’intero gruppo di piante estinte cui appartiene. Come unico rappresentante vivente di questo, esso può considersi un “fossile vivente” ad elevato isolamento tassonomico e filogenetico. Per capire come sia possibile trovare piante relitte in Italia occorre ripercorrere la storia della terra da 50 milioni di anni fa fino ad oggi. Durante il periodo terziario la deriva dei continenti aveva disposto le terre emerse in una posizione abbastanza simile all’attuale. Il Polo Sud però si trovava poco distante dal Sudafrica e l’Equatore decorreva lungo l’Europa meridionale. Il clima della regione corrispondente all’Italia era quindi tipicamente tropicale e la flora era caratterizzata da specie di clima caldo umido tra cui numerose Sequoie, Ficus, Magnolie, Eucalyptus, Bignonie, Gardenie ecc., giunte fino ai nostri giorni imprigionate nella roccia sotto forma di fossili. Durante tutto il terziario il Polo Nord continuò ad avvicinarsi all’Europa a causa di oscillazioni dell’asse terrestre e corrispondentemente il clima divenne via via più freddo. Fino alla fine del periodo terziario il clima della nostra zona rimase caldo, variando dal clima tropicale dell’eocene (50 milioni di anni fa) al clima temperato-caldo del pliocene (2 milioni di anni fa).
Una visualizzazione della glaciazione terrestre

Le glaciazioni
Dal Pliocene ad oggi, invece, il clima europeo fu sconvolto da una serie di raffreddamenti (glaciazioni) che portarono i ghiacci polari ad avanzare fino all’Europa centrale causando radicali trasformazioni nella copertura vegetale di quell’epoca. Gli eventi glaciali pleistocenici più importanti furono quattro: Günz (600-550.000 anni fa), Mindel (480-430.000 anni fa), Riss (240-180.000 anni fa) e Würm (120-70.000 anni fa) alternati da periodi di progressivo riscaldamento durante i quali il clima era più o meno simile all’attuale. Questi ultimi eventi climatici portarono mutamenti importantissimi nella flora europea ed italiana. Durante le glaciazioni infatti le piante tropicali dovettero arretrare verso Sud e scendere di quota verso il mare, spinte dalla progressiva avanzata dei ghiacci e dalle basse temperature. Alcune poterono sopravvivere in stazioni limitate e particolarmente protette, ma la maggior parte di esse scomparve totalmente dal bacino del Mediterraneo. Il risultato delle glaciazioni fu quindi il quasi totale annientamento della flora tropicale terziaria, l’impoverimento dell’antica flora europea, la formazione di nuove specie adattate ai climi freddi e l’arrivo di specie artiche sulle montagne.
Esaminando  la storia  vegetazionale della flora di Lucoli, dobbiamo tenere presente quella che era la vegetazione  nelle fasi interglaciali più miti, che vanno dai 450.000 (stadio isotopico)  anni indietro, alle ultime fasi glaciali, che risalgono approssimativamente al 1500 DC.
Tra i ghiacciai maggiori dell’arco alpino ed appenninico, presenti in quelle fasi storiche, vi erano quelli presenti nell’appennino centrale abruzzese, che comprendevano anche l’altopiano di Campo Felice, con i rilievi che lo contornano, la cui altezza supera spesso i 2000/ 2200 hlm.
Secondo una percentuale di calcolo approssimativa (poichè i fronti morenici presenti nella zona di Lucoli hanno una altezza di circa  20 m) nell’area vi erano ghiacciai alti tra i 150 m ed i 200 m. 
Durante le varie fasi di ricerca – le ultime risalgono al 2001-2004 (C.Giraudi), si cercò di ricostruire anche la storia vegetazionale  della zona, confrontandola sia con quella dell’intero Appennino, sia con quella di tutte le zone climatiche, d’Europa analogamente interessate. I risultati emersi dimostrano che in questa conca di circa 15 km2 sono ancora presenti faglie attive, carsismo diffuso, sedimenti lacustri, testimonianze glaciali uniche in tutta la fascia mediterranea e fasi lacustri ancora attive in continua evoluzione e degne di interesse scientifico.
Tutto questo riguarda sia la flora, sia la  fauna, che la microfauna (ultimamente in questa area è stata fatta una importante scoperta, è stato individuato un nuovo ceppo di Tubifex tubifex, un piccolo verme rosso attualmente in fase di studio da parte dell’Università la Sapienza). 
Tornando alla flora relittuale, partiamo di alcune specie che nei periodi interglaciali erano presenti nell’altopiano di Campo Felice e nelle zone limitrofe. Si è potuto risalire ad esse grazie ai pollini fossili esaminati a seguito di studi effettuati da parte dell’ENEA  nel 2004 e grazie alla grande competenza di Carlo Giraudi, che ci ha fornito la relazione della ricerca da lui condotta.
Le specie vegetali di cui si ha la certezza dell’esistenza sono:
  • Raggruppamenti arborei costituiti da Abies, Alnus, Ulmus, Corylus, Fagus e Picea. Di varie specie con una fase evolutiva che va dai querceti misti al faggio, abete ed abete rosso.Questa dinamica, corrisponde per grandi linee alle fasi evolutive interglaciali europee.
  • Nella fase progressiva si prospetta una diffusione di raggruppamenti arborei con predominanza di pino, presenza importante di ginepro, peccio, ephedra fragilis.
  • E’ nota la presenza di molte altre erbacee, con predominanza di artemisiae, cichorioideae, graminacee, asteracee, chenopodium e thalictrum.

Dalla fine delle grandi glaciazioni ed in base alle ultime predominanze, possiamo provare ad indicare l’evoluzione vegetativa di alcune specie. 
L’altipiano era ricoperto fino a circa 500 anni or sono da un lago, con varie fasi di minimo e massimo livello di acque, ed era anche costituito da una torbiera discontinua che forma attualmente il cotico erboso di molta parte di Campo Felice, alternata a zone alluvionali dovute ai flussi d’acqua dei fiumi dei ghiacciai, ai sedimenti morenici ed in alcune zone ai componenti detritici dovuti ad erosione meccanica gravitazionale, o fluvio glaciale. Risulta presente anche una componente più modesta costituita da sedimenti eolici, vulcanici che provengono dalle eruzioni dei vulcani laziali quali quello di Vico e di Albano.
Queste caratteristiche morfologiche, costituiscono, nello stesso contesto, ad esempio delle zone aride popolate in prevalenza da graminacee. 
Sesleria uliginosa
Invece, in piena torbiera, (identificabile in gran parte con l’area vicina al cantiere della Galleria di Serralunga) e corrispondente alle zone depresse, è diffusa con una buona percentuale la Sesleria uliginosa, una poaceae  molto interessante di cui si trovano alcune colonie  verso il centro nord  ed estremo nord est d’Italia. Questa specie è strettamente legata agli habitat paludosi o al massimo – come nel nostro caso semi paludosi. E’ prevedibile che,  continuando a svilupparsi un sistema di “deumidificazione”, questa specie restringerà il proprio habitat fino ad una sua possibile scomparsa, fenomeno che del resto si sta verificando in tutta la fascia atlantica.
Artemisia atrata
I simboli delle specie da elencare come relittuali sono senz’altro due, a rappresentanza di tutte: l’Artemisia atrata e la Sedum nevadense. Due specie di eccellenza. L’Artemisia atrata è stata  segnalata sull’altopiano di Campo Felice in forma di colonia estesa, su circa 12 ha ed è costituita da un numero di individui calcolato approssimativamente in  400/600 unità.
Si ritiene che questa specie, sia sopravvissuta per migliaia di anni come “residuo glaciale”.  In quei periodi era di gran lunga più diffusa e prosperosa su tutto il territorio limitrofo dell’altopiano e  probabilmente anche nelle valli adiacenti. Alla Sedum nevadense è toccata probabilmente la stessa sorte.
Questa specie, estremamente delicata ed instabile, è assai vulnerabile al sovraccarico animale dovuto al pascolo intensivo, agli eventi atmosferici ed a qualsiasi altro fattore,  che potrebbe disturbarne l’esistenza. Tuttavia si potrebbe conservare la sua presenza ancora per molti anni,  a patto che il suo habitat resti  integro. Questa è la specie a più alto rischio di estinzione a breve; specialmente a causa dei molti interventi antropici a vari livelli.
Moltissime altre sono le specie delle quali si dovrebbe parlare ma siamo costretti, visto il nostro formato editoriale da BLOG, a sintetizzare.
L’altopiano di Campo Felice andrebbe studiato con più attenzione  a livello geologico, vegetazionale e storico,  per le infinite ed uniche peculiarità che ancora conserva.
A nostro avviso quest’area,  dovrebbe essere proposta e salvaguardata come “Percorso tematico del patrimonio mondiale dell’UNESCO” e messa a disposizione della comunità scientifica, delle scuole e dei visitatori interessati, sviluppando un turismo competente e sostenibile.
Ringraziamo Rossano Soldati per il contributo tematico offertoci con questo testo.
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LA CITTA’ DI SASSUOLO COLPITA DAL SISMA ED IL SIGNIFICATO DEL GEMELLAGGIO CON IL COMUNE DI LUCOLI

by Amministratore 30 Maggio 2012
I volontari della Protezione Civile di Sassuolo
La Città di Sassuolo ha patrocinato il nostro progetto del Memoriale per le vittime del sisma del 2009
Erano passate poche ora dal sisma che ha colpito la pianura padana emiliana e già l’assessore alla Protezione Civile della Regione Abruzzo, aveva allertato tutta la struttura emergenziale ed attivato la colonna mobile regionale. A disposizione, immediatamente, per la gestione dell’ emergenza: 80 volontari, 30 tende pneumatiche, 2 moduli bagno, 2 container abitativi per 12mq, 2 cucine mobili, 2 torri faro, 120 materassini gonfiabili, 250 coperte, 100 stufe elettriche.
Oltre ai mezzi e uomini di immediata disponibilità si sono previsti come operativi in poche ore ulteriori 300 volontari (anche gruppi cinofili) dotati di mezzi, un presidio medico avanzato, ambulanze, e ulteriori mezzi e materiali idonei a fronteggiare l’emergenza (cucine mobili, torri faro, gruppi elettrogeni, condizionatori, tende, celle frigorifere, tensostrutture e gazebo).
Questa la risposta della Regione Abruzzo e degli aquilani in particolare, per correre in aiuto degli emiliani. 
Nel 2009, a poche ore dalla tragedia del 6 aprile, la loro Protezione civile, i loro volontari, la loro gente, erano già a l’Aquila per prestare i primi soccorsi. Nei difficili mesi post-sisma, poi, è nato un legame profondo: l’Emilia Romagna ha gestito la tendopoli più grande, quella di piazza d’Armi, e ha contribuito ad allestire quelle di Villa Sant’Angelo e Sant’Eusanio Forconese. 
A Lucoli nel 2009, la Protezione Civile della Città di Sassuolo è accorsa portando aiuti alle tendopoli, abbiamo conosciuto i loro volontari al Campo di S. Menna.
Non molti sanno che dal 27 settembre del 2011 la Città di Sassuolo è ufficialmente gemellata con il Comune di Lucoli. La delibera comunale fu approvata all’unanimità, su proposta dell’Assessore alla sicurezza con delega alla Protezione Civile, Dott. Francesco Menani, nonchè Vice Sindaco della Città di Sassuolo.
La nostra Associazione, si è messa a disposizione della Città di Sassuolo, indirizzando una missiva al Sindaco Caselli, per dimostrare gratitudine per quanto avuto nel momento del bisogno e rendere, per quanto sarà possibile, dietro indicazioni dell’Amministrazione Comunale di Sassuolo, la solidarietà ricevuta. 
Riportiamo il testo che ha motivato la richiesta di gemellaggio con il Comune di Lucoli approvato a suo tempo dal Comune di Sassuolo:
“La relazione tra persone e la collaborazione tra Comunità che ha unito Sassuolo e Lucoli in occasione del terremoto è la testimonianza di cosa significa essere una nazione. Questo, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ha un grande significato – ha affermato il Sindaco Luca Caselli. Questo è il senso della patria, che nasce da una fratellanza e dalla solidarietà tra italiani in un momento di sofferenza umana, di bisogno, e dal valore espresso dai volontari. Questo è il valore necessario per fondare un gemellaggio, al di la dei programmi e dei progetti futuri”. 
Ci auguriamo che anche a livello di Istituzione locale si possa dimostrare in modo concreto una forma di sensibilità verso la Comunità di Sassuolo, convinti che non conti tanto la quantificazione del supporto, soprattutto per l’Amministrazione in difficoltà di un Comune del cratere, ma soprattutto lo spirito di iniziativa e la voglia di esserci per restituire la solidarietà a suo tempo ricevuta.


Sito Web della Città di Sassuolo

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IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI HA SEGNATO UN IMPORTANTE PRIMO ESEMPIO DI PROGETTO AMBIENTALE E CULTURALE

by Amministratore 10 Maggio 2012
Leggiamo dalla stampa odierna:

“Frutteto del ricordo” a Onna 40 alberi per ricordare le vittime del sisma

"Frutteto del ricordo" a Onna 40 alberi per ricordare le vittime del sisma

Venerdì 11 maggio alle ore 18.30  in via delle Massale a Onna inaugurazione del frutteto del ricordo.
Si tratta di un frutteto con 40 alberi in memoria delle vittime del terremoto e in particolare di quelle di Onna.
Tutto nell’ambito di un “Luogo della memoria” con una biblioteca che contiene documenti sulla storia di Onna e una piccola mostra di oggetti della civiltà contadina. Appuntamento, per chi vuole partecipare, davanti alla chiesetta di legno  dopo la Santa messa delle ore 18. L’iniziativa è del circolo culturale Il Cespo”.
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Frutteto-del-ricordo-a-Onna-40-alberi-per-ricordare-le-vittime-del-sisma/82341.htm


Il nostro progetto, di un memoriale alberato per le vittime del sisma, elaborato con la collaborazione del Keren Kayemeth LeIsrael di Gerusalemme, presentato già dal 2009 al Comune di Lucoli e, inoltrato a febbraio del 2010, al Comune dell’Aquila, ha costituito un primo esempio culturale che viene riproposto, con nostra grande soddisfazione, in diverse modalità e realtà dell’Abruzzo.
Con il nostro progetto sostenibile abbiamo voluto diffondere un messaggio di speranza in un futuro migliore, senza però dimenticare di tramandare un sistema di valori antichi, quelli legati alla natura ed alla terra, che consentiva di sopravvivere al meglio sul territorio. E’ per questo motivo che il progetto botanico predisposto da agronomi dell’Ordine di Roma e Provincia è stato centrato sulla coltivazione delle antiche piante fruttifere d’Abruzzo,  la maggior parte delle quali abbandonate dalle colture, alla riscoperta della sapienza agricola dei nonni, per non dimenticare da dove veniamo e chi siamo.
Molti sostenitori stranieri hanno creduto in questo progetto adottando gli alberi da frutto dai nomi evocativi: la mela zitella, la mela gelata, la limoncella e tante altre specie che non si trovano più nei mercati.
Il Giardino della Memoria è divenuto un “bene comune” di Lucoli, un’interessante esperienza di mutuo sostegno e lavoro, che ripercorre le abitudini costruttive minute della comunità di un tempo: i nostri soci (e non i soli, spesso troviamo nuove specie  piantumate da sconosciuti) si prendono cura delle piante lavorando insieme nel loro tempo libero. 
Il Giardino sta divenendo un luogo di bellezza naturale frequentato ed ammirato.
Siamo veramente contenti di questa nuova esperienza, condivisa con Onna, ideata forse dagli stessi uomini e donne della “fascia di mezzo”, sospesi ed incerti, tra il tempo della terra e quello dei numeri (….dello “spread”) che ricercano un diverso senso della vita, forse più vicino a quello in cui gli esseri umani, chini sulla terra a lavorare quasi tutto il giorno, stavano come al centro della natura e potevano assorbirne i ritmi: i cicli degli anni, delle stagioni, dei giorni e delle notti, dalla nascita alla morte ed in questo caso, anche della Memoria di chi non c’è più.

La “carta dei valori” del Giardino della Memoria
I nomi delle 309 vittime del sisma del 2009
Gli alberi degli antichi pomari
Ogni albero a Lucoli è “adottato” da sostenitori che vengono citati con una targa 
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LUCOLI TOURISM AND ITS BASIC REFERENCES FOR OUR FOREIGN READERS

by Amministratore 10 Maggio 2012

province of L’Aquila

Lucoli
Distance from provincial capital (Km): 16
Population: 978
Altitude: 956m
City Hall – telephone: 086273160
City Hall – Fax: 0862730790
Telephone of our Association – 00393489366586
Story

The country stands on the site once occupied by the Benedictine Abbey of S. John of Collimento, founded by Count Odorisio. The core is formed by the aggregation of many villas which were part of the county of L’Aquila. Later became a fief of the Colonna, and in 1610 by Marcantonio Palma. Pass’ then under the Barberini. They were formerly famous for his marble quarries.

Nature, art, culture

Nestled in the valley of the river “Rio” the country is made ​​up of 17 villages. Among the monuments deserves the attention of the Parish of St. John the Baptist c. XII with sculptures depicting religious scenes, dating to 1500.

Sculpture of the main altar of the Abbey
Fresco of the Annunciation

The town is a starting point for many hikes in the surrounding mountains. The territory of Lucoli for lovers of botanical species is a true paradise.

Festivals and Events
June 24 Feast of St. John
August 10: Feast of St. Lorenzo

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MONTORIO, TORNA A SUONARE UN ORGANO DEL ‘500: QUELLO DI GIOVANNI FARINA DA GUARDIAGRELE DELL’ABBAZIA DI SAN GIOVANNI E’ ANCORA PIU’ ANTICO

by Amministratore 7 Maggio 2012
La pregevole cassa lignea dell’organo di Lucoli
Leggiamo sulla stampa regionale di oggi che l’organo di Montorio è tornato a rivivere: avvolto dal silenzio per oltre mezzo secolo, è tornato a suonare sabato 5 maggio u.s.
“Il prezioso strumento, custodito nella nobile collegiata di San Rocco, fatta edificare da Vittoria Camponeschi madre del Papa Paolo IV Carafa, grazie alle esperte mani dell’organista e clavicembalista abruzzese Alberto Mammarella, ha regalato sabato sera ad un’attenta platea un vero e proprio salto nel tempo. Opera di un anomino organaro napoletano, lo strumento fu portato nella chiesa nel luglio del 1636 ‹‹ma a giudicare dalla documentazione ritrovata e dalla lettura stilistica del manufatto››, secondo Lucia Arbace, soprintendente per i Beni Storici e Artistici dell’Abruzzo presente all’inaugurazione, ‹‹molti elementi suggeriscono di arretrare la datazione di qualche decennio, entro i confini del Cinquecento››”.
Il restauro del pregevole bene è stato reso possibile grazie ai fondi dell’otto per mille donati alla Parrocchia. 
L’organo dell’Abbazia di San Giovanni Battista, costruito da Giovanni Farina da Guardiagrele, è più antico di quello di Montorio e, certamente, è datato 1569. 
Lo strumento di Lucoli, sebbene nel suo precario stato di conservazione e privo delle sole canne metalliche e lignee, non ha subito rimaneggiamenti che hanno deturpato o snaturato la sua struttura originale e la sua originale fisionomia. È questa una situazione assai rara da trovarsi che rende ancor più interessante il restauro dello strumento.
Al valore storico-artistico del manufatto, da molti riconosciuto, si deve aggiungere un valore puramente scientifico. Il restauro permetterà di acquisire informazioni preziosissime sull’organaria abruzzese cinquecentesca finora conosciuta solo attraverso lo studio dei documenti d’archivio ma priva di riscontri materiali.
La nostra Associazione si è coinvolta nel recupero di questo “bene comune” del territorio, impiegando lavoro e risorse dei suoi soci, anche per sensibilizzare gli Enti preposti, la Comunità del territorio e quella scientifica verso il reperimento dei fondi necessari, il tutto in una situazione post terremoto dei beni artistici a dir poco drammatica.
Il restauro dell’organo di Lucoli è importantissimo per molti motivi:
1. Innanzi tutto è uno strumento musicale di alto valore storico che non si può lasciare in rovina come è successo per altri beni presenti sul territorio; è una eredità che ci hanno lasciato i nostri antenati: ecclesiastici, ricchi e poveri contribuirono al massimo delle proprie possibilità per farlo costruire.
2. L‘organo di Giovanni Farina da Guardiagrele è un’ opera artistica di valore unico (ed incalcolabile) presente a Lucoli.
3. L’originaria funzione e destinazione dello strumento sarebbe ripristinata: l’organo nasce e viene collocato in chiesa per arricchire le cerimonie liturgiche col suo suono a dar maggior lode a Dio. E questa sarà la prima delle funzioni che recupererà lo strumento col suo restauro integrale e permetterà di restituire alle cerimonie liturgiche che regolarmente si svolgono in Abbazia il giusto decoro e la corretta solennità.
4. Esistono una valenza culturale ed una sostenibilità del progetto, il restauro dello strumento permetterà anche di promuovere ed incentivare l’attività concertistica che avrà due fini: rivitalizzare il territorio con l’arrivo di pubblico dai centri viciniori e fornire agli organisti (soprattutto ai giovani) uno strumento dove poter studiare e perfezionarsi nella letteratura organistica italiana cinque-seicentesca. 
5. Per tutta la Comunità locale contribuire al restauro dell’organo vorrà dire anche entrare a titolo personale nella storia di Lucoli, visto che il restauro dello strumento del Giovanni Farina è un evento assolutamente unico e i nomi di tutti i donatori verranno incisi indelebilmente su una targa che rimarrà per sempre nell’Abbazia. 
L’organo di Giovanni Farina da Guardiagrele.
Cliccare sulla foto per ascoltare LA MUSICA DI UN ORGANO DEL 500
Siamo convinti che specialmente in momenti di crisi come l’attuale, le virtù civiche siano la linfa vitale di una società: ognuno può fare tanto per tutelare i propri beni comuni, contribuendo a migliorare le relazioni umane ed il patrimonio del territorio, costruendo in tale modo,  un futuro più partecipato.
Aiutateci a ridare la voce all’Organo dell’Abbazia di San Giovanni Battista donandoci il vostro 5×1000 o con donazioni dirette. Il progetto sarà realizzato sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici dell’Abruzzo.
7 Maggio 2012 0 comment
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SABATO 5 MAGGIO ORE 16.00 APPUNTAMENTO AL GIARDINO DELLA MEMORIA CON IL VIVAISTA SEBASTIANI

by Amministratore 4 Maggio 2012

Consueto appuntamento per la cura del frutteto del Giardino della Memoria.
Saranno piantumate nuove specie e controllati tutti gli alberi. Chi volesse unirsi a noi per lavorare o a solo scopo didattico sarà ben accetto.
Il lavoro comune sviluppa le radici di una Comunità

4 Maggio 2012 0 comment
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