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Il lavoro dei soci per la manutenzione del Giardino della Memoria ottobre 2022

Attività

Il lavoro dei soci per la manutenzione del Giardino della Memoria ottobre 2022

by Noi x lucoli 22 Ottobre 2022

La nostra Associazione, che valorizza i soci come persone, riconoscendo l’individualità di ciascuno è libera nel momento in cui offre opportunità di collaborazione a tutti, è questo il senso del lavoro comune che svolgiamo al Giardino della Memoria di Lucoli.  Il 1 ed il 14 ottobre u.s. chi ha potuto partecipare ha contribuito come meglio poteva al lavoro di miglioramento e cura del Giardino.
La relazionalità è uno degli elementi fondamentali della nostra piccola comunità. In dodici anni abbiamo cercato di recuperare concetti come fraternità, solidarietà, prossimità, … non come esercizio intellettuale da salottieri ma come attività concreta. Crediamo nel futuro solidale e il Giardino della Memoria ci fa sentire tutti nella stessa barca (con l’impegno a mantenere il valore del ricordo e un bene comune che vive).
E’ con questi presupposti che il Giardino è riconosciuto da tutti come uno dei luoghi più belli, curati dall’uomo, del territorio di Lucoli.

Le foto che seguono illustrano alcune attività realizzate.

piantata una nuova cultivar antica: il melo San Giovanni

apposte le targhe degli autori sulle sculture donate al Giardino

ampliamento del roseto

il legno della staccionata preparato per l’inverno

ampliamento del roseto

cura e protezione delle panchine

potatura e sagomatura delle piante della parte superiore del Giardino

potatura e pulizia

Parco della Rimembranza dedicato ai 91 caduti di Lucoli della Prima Guerra Mondiale pulito e con piantagione di due alberi di maggiociondolo

Ringraziamo tutti di cuore.

messa in sicurezza del manufatto in disuso del vecchio acquedotto

 

22 Ottobre 2022 0 comment
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I frutti antichi

Semi e Frutti Antichi

by Noi x lucoli 27 Settembre 2022

Ringraziamo l’amico Kevin Cianfaglione ed il Dott. Tiberti per averci concesso il permesso di pubblicare i loro interventi che offrono spunti di riflessione in merito all’attività che svolgiamo con il Giardino della Memoria di Lucoli. Le cultivar del del Giardino sono state in gran parte recuperate in campi abbandonati dall’agricoltura, la coltivazione dei nostri frutti è “biologica” in ambiente salubre ed è un’interessante esperienza pur non essendo destinata alla commercializzazione.

Le antiche varietà ortofrutticole nei campi abbandonati. Valori e potenzialità.
Kevin Cianfaglione

Lo studio delle antiche varietà nei campi non più coltivati permette anche di studiare il paesaggio fossile, l’evoluzione delle successioni secondarie e per comprendere come le specie esotiche possano essere una risorsa ed un valore e non essere considerate sempre come delle specie problematiche od infestanti a priori. Vedi ad esempio la pubblicazione ISPRA “La conservazione ex situ della biodiversità delle specie vegetali spontanee e coltivate in Italia. Stato dell’arte, criticità e azioni da compiere”. Normalmente le nostre antiche varietà ortofrutticole sono tutte esotiche per il nostro suolo nazionale, nonostante esse spesso vengano ritenute indigene. Esse dovrebbero infatti essere considerate tipiche piuttosto che autoctone o endemiche. Questo, poiché il loro areale naturale non coincide con il nostro suolo nazionale, oppure perché di origine orticola (artificiale), Comunque sia, esse rappresentano una presenza storica, oppure un valore culturale, alimentare locale – pertanto sono tipiche di un territorio o di una cultura pur essendo esotiche. Questo, per l’appunto senza nulla togliere alla loro importanza, ci fa capire come bisognerebbe essere meno drastici sui giudizi verso le specie esotiche, contestualizzandole meglio nei loro determinati contesti. Ci sono poi alcune specie la cui origine non è nota o è dubbia, ma che comunque non esclude una certa esoticità, come possa essere per il mandorlo o il castagno ad esempio. Del resto va da sé che se si trattasse di varietà comunque selezionate e favorite dall’uomo, le varietà risultanti sarebbero comunque da considerarsi orticole anche se la specie fosse naturale, e quindi da considerarsi esotiche poiché artificiali o favorite (distribuite, espanse) dall’uomo. Del resto lo status di esotico piuttosto che autoctono, non può cambiare e non deve cambiare il valore intrinseco di queste specie, ad ogni livello. Anzitutto, questo non può che spingerci nel considerare più obbiettivamente e con meno estremismo le specie esotiche ed il loro valore. Non è un caso che nel nome scientifico di gran parte delle specie coltivate appaiano epiteti quali domestica communis, o sativa; contrapponendoli ad aggettivi quali sylvatica. Del resto non dobbiamo dimenticare che ogni antica varietà è stata una varietà moderna e selezionata di recente al suo tempo. Quindi ritengo sbagliato dover puntare solo sul conservare le antiche varietà se non ci si possa prefiggere nel
contempo anche una possibilità di selezionare nuove varietà; rendendo utili le antiche selezioni per produrne anche di nuove. Se per alcune specie comunemente è più facile discernere tra specie selvatiche e relativi domestici (es.: pruno e prugnolo). Altre volte è più difficile e si finisce per considerare selvatici esemplari domestici solo perché rinvenuti in situazioni considerabili naturali. Come osservato personalmente, la maggior parte dei meli considerati selvatici sono invece da ascrivere a Malus domestica, quindi da considerarsi come residui di vecchie coltivazioni o come scappati alla coltivazione. Inoltre molti esemplari selvatici sono stati favoriti come porta innesto di antiche varietà.
Altro elemento che andrebbe maggiormente dissacrato nell’opinione pubblica generale è che le antiche varietà siano standard e stabili sul territorio, perché al contrario delle concezioni e metodologie moderne, un tempo l’innesto era poco
noto e poco praticato se non da pochi esperti. Di norma la grande variabilità infravarietale e intervarietale è dovuta al fatto che la modalità di propagazione più diffusa (volontaria od accidentale) era quella gamica, per seme. Poi se le piante producevano caratteristiche interessanti venivano lasciate altrimenti innestate (se possibile) od eliminate. Questo se da un lato ha complicato le cose riguardo la catalogazione e la conservazione dei genotipi, è stata d’altro canto l’incredibile
fonte di diversità e differenziazione avvenuta nel tempo.  La maggior parte degli antichi esemplati ortofrutticoli rinvenuti, ho potuto rinvenirli in terreni non più coltivati piuttosto che su suoli in attualità di coltura. Questo perché a seguito dei cambiamenti nelle tecniche di coltivazione, cosi come a seguito dei cambiamenti socio-economici e della domanda del mercato, quelli che un tempo erano alberi importanti, sono poi divenuti alberi camporili qualunque, cioè di poca importanza per i contadini e proprietari fondiari, perfino malvisti come ostacoli all’aratura, etc. Finendo per essere abbattuti, sradicati o dissecati dalle pratiche colturali; finendo in sostanza come accaduto per tanti elementi tradizionali del paesaggio agrario come siepi, macerine, muri a secco, fossi, stradine, lemmeti, alberi camporili (es.: querce camporili, alberi maritati alle viti, aceri e olmi campestri), etc. In favore di un paesaggio e di un ambito agricolo più uniformato alle colture estensive, intensive e legate ai finanziamenti pubblici.

Semi e frutti antichi a tutela dei consumatori
Marco Tiberti (European Consumers)

Il Dott. Tiberti insieme ad Enzo Sebastiani nel Giardino della Memoria

Uno dei problemi maggiori nella scelta dei consumatori è la conoscenza dei rischi che derivano da un ambiente insalubre e contaminato e da una scelta non attenta dei prodotti di maggior consumo, in particolare alimentare. In un epoca di degrado a livello biosferico è importante considerare che le scelte di consumo hanno tutte effetti sull’ambiente, che possono essere notevolmente ridotte attraverso scelte sostenibili negli acquisti. Queste scelte determinano vantaggi a scala locale, a livello personale e a scala globale. Le scelte dei consumatori sono fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo
sostenibile. L’economia non ecocompatibile, che comincia dalle scelte del consumatore, realizza il massimo squilibrio e la massima trasformazione dell’ordine dei sistemi biologici in energia termica ed in disordine contribuendo in nome del profitto alla contaminazione ambientale e al deterioramento delle condizioni di salute di uomo e animali.
In campo alimentare i prodotti non biologici e provenienti da zone contaminate rappresentano una delle più serie minacce per la salute, in sinergia con l’aria tossica di molte città e gli intensi campi elettromagnetici. I prodotti provenienti da zone lontane al rischio sanitario aggiungono anche i consumi di carburante per il trasporto aumentando notevolmente l’impronta ecologica del consumatore che li acquista.
Inoltre le vitamine presenti nella frutta e nella verdura iniziano a deteriorarsi dal momento in cui vengono raccolti e il processo di deterioramento qualitativo aumenta nel tempo e con la distanza dal luogo di produzione. Molti prodotti delle
filiere industriali sono raccolti acerbi e trattati con modulatori della maturazione. Nelle filiere corte il prodotto può essere scelto direttamente al momento della raccolta stagionale. Inoltre molti prodotti locali sono stati selezionati proprio per
le loro qualità sia nutraceutiche che culinarie oltre che per il loro adattamento alle condizioni ambientali. I semi e i frutti antichi, le varietà locali e, più in generale, l’agrobiodiversita, spesso sacrificate da un economia attenta solo al profitto, sono, altresì, un presidio per il futuro e un vantaggio presente per le popolazioni locali e i consumatori. Molte aziende locali sono impegnate nella conservazione di germoplasmi locali e numerosi sono gli agricoltori «custodi» di antiche varietà. Scegliendo aziende agricole compatibili con l’equilibrio degli ecosistemi circostanti, si favoriscono modelli agro-ecologici e sostenibili. Con le nostre scelte d’acquisto possiamo supportare le aziende agricole e i piccoli produttori locali.
Per questi motivi European Consumers favorisce i consumi biologici a chilometro zero e le filiere corte di prodotti locali ritenendole un presidio per la salute, per l’ambiente e, naturalmente, per l’economia.

Per saperne di più: https://www.europeanconsumers.it/wp-content/uploads/2019/04/abstract_convegno_agrobiodiversita%CC%80.pdf

 

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Comunità

Piccoli tasselli di vita di Colle di Lucoli

by Noi x lucoli 17 Settembre 2022

Il “quadro” di questo articolo si collega a una persona importante per il Colle fissandone il ricordo perché non venga dimenticato: Renato Giardini.

Un personaggio sempre allegro e gentile che si poteva incrociare nelle vie o sulla piazza del paese vicina a casa sua. Innamorato della montagna ma soprattutto delle pietre che cercava e scolpiva immaginando subito la forma e l’immagine che poteva raffigurarne. Fiori, foglie, animali, elementi del quotidiano per una vita solida e fondata sui valori della tradizione.

Renato ci mancheranno il tuo sorriso e la tua ironia (basta ricordare il tuo racconto della notte del terremoto quando fuggisti con una scarpa sola e avvolto in una coperta).

Ti abbiamo voluto ricordare al Giardino della Memoria posizionando alcune tue sculture vicino ai nomi delle 309 vittime del terremoto del 2009: un fiore, una farfalla e una casa che simbolicamente racchiude la tua gentilezza e la bellezza che amavi tanto e trasferivi alle tue opere.

le sculture di Renato Giardini

Abbiamo voluto in questo modo salvaguardare, con malcelata tristezza, il tuo ricordo in questa comunità.

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Il Giardino della Memoria

ALCUNE AMICIZIE CHE VENGONO DA LONTANO SONO LE PIU’ FORTI

by Noi x lucoli 1 Settembre 2022

I viaggi sono interessanti per i posti, le mete che uno sceglie e un viaggio in Israele è ricco di stimoli e meraviglie da scoprire, a maggior ragione se è un “viaggio studio” con il focus sull’agricoltura, l’ambiente e le comunità.

I viaggi del Keren Kayemeth LeIsrael Italia, nostro partner estero per la realizzazione del Giardino della Memoria di Lucoli, sono pieni di incontri e scoperte. Ma c’è un’altra cosa importante che abbiamo capito: in queste iniziative la differenza la fanno le persone. Sono le persone che incontri, quelle dei gruppi che si costituiscono, che condividono con te lo stesso percorso e con cui fai il cammino che ti segnano. Senza di loro i nostri “viaggi studio” sarebbero stati diversi e forse non sarebbero stati così belli. È a tutte le persone dei tre viaggi studio a cui abbiamo partecipato che vogliamo dire grazie. È grazie a loro che abbiamo scoperto che sono le persone che partono per Israele, con una motivazione altissima, la parte più bella del viaggio. È merito loro se dopo questi viaggi ci sentiamo arricchiti anche perché coltiviamo amicizie che incontriamo a distanza di tempo. E’ merito loro se desideriamo ripartire il più presto possibile per una nuova avventura in questo Paese meraviglioso.

Ci sono venuti a trovare al Giardino della Memoria: Silvia, Giovanna, Paolo e Pino il seme della loro conoscenza deriva dal Viaggio Studio in Israele del 2019.

Silvia Senesi, un architetto che esercita la sua professione a Roma. Appassionata di piante. Nel 2019 ci siamo incontrati in un indimenticabile viaggio nel deserto di Israele organizzato dal KKL e lì è venuta a conoscenza dei progetti della nostra Associazione e del Giardino della Memoria del Sisma del 2009 di Lucoli. A distanza di tre anni ci siamo rincontrati a Lucoli.

Queste le parole di Silvia Senesi: “mi ha molto emozionato visitare con la mia collega Giovanna ed i nostri consorti questo luogo così speciale che conserva e tutela le specie autoctone abruzzesi di alberi da frutto ormai rari, come segno, non solo di memoria per le vittime, ma di conservazione e di preservazione per il futuro dei beni preziosi vegetali di questa società e cultura.

La fatica, la passione, il rispetto e l’amore per ogni albero, il racconto di chi l’ha adottato, la cura per i particolari si avvertono e sentono ad ogni passo camminando nel Giardino.

Il lavoro dei bambini di Lucoli e di Avezzano con i loro disegni a mosaico pieni di colori, luce e desiderio di natura ed armonia sintetizza pienamente lo scopo di questo luogo: il rispetto del Dono della Vita e la custodia del creato nel rispetto delle biodiversità che ci circondano.

Curare un albero, innaffiarlo, potarlo, preservarlo, in fondo è un lavoro antico che ha un valore immenso per ogni essere vivente, quasi come una preghiera continua dell’umanità. Grazie di questa esperienza così coinvolgente”.

 

Giovanna Ressa, anche lei architetto, ci regala, dopo la sua visita al Giardino questa testimonianza: “l’Abruzzo è una regione che regala sorprese. Sono stata adottata da oltre vent’anni da questa parte dell’Italia a cui la mia famiglia non appartiene per origine e, ancora oggi, ne subisco il fascino naturale e spontaneo e avvincente di cui è carico questo complicato territorio. Paesaggi di alta montagna appenninica e litorali cangianti e accoglienti sono a portata di mano tanto che sembrano sfiorarsi. Così come città popolose e paesi che sembrano antiche cartoline, restano tuttora distanti tra loro solo pochi chilometri, come in un mondo ancora incontaminato. Ogni anno questo territorio è per me una rivelazione. Un regalo. Quest’anno ho scoperto Lucoli. Un paese che non esiste come unità, ma che è formato da diversi nuclei abitativi che si aggrappano ai rilievi del Parco Sirente Velino e che si aggregano sotto lo stesso “cognome”. A Lucoli sono andata per visitare l’Abbazia di S. Giovanni Battista. Monastero benedettino con struttura originaria risalente a prima dell’anno mille. Un’architettura robusta e luminosa che nonostante i danni del terremoto del 2009 mantiene inalterato l’incanto e suscita emozioni ad ogni scorcio. Abbiamo conosciuto alcune persone dell’Associazione NoiXLucoli: Emanuela, Fabrizio e Marcello ci hanno accolto con un sorriso indimenticabile e, oltre all’Abbazia aperta sotto la sorveglianza di Claudio, ci hanno fatto da guida aiutandoci a scoprirne anche il Giardino della Memoria. I nostri sguardi e i nostri passi, dietro di loro, si sono così spostati dal costruito per scoprire altre meraviglie. Negli stessi luoghi dove una volta la cittadinanza aveva dedicato un Parco della Rimembranza ai caduti della grande guerra, oggi è tornato a germogliare un nuovo giardino, fortemente voluto dai soci di NoiXLucoli: il Giardino della Memoria delle vittime del terremoto dell’Aquila, 309 persone i cui nomi sono scritti a mano in modo indelebile su 45 piastrelle di ceramica bianca. Un segno che è consegna al futuro del ricordo di quelle tante, troppe, vite spezzate all’improvviso da un sisma terribile di cui sono ancora visibili e sensibili molte delle cicatrici. Un segno che è diventato seme germogliando intorno a sé una quantità di piante uniche e sorprendenti che hanno anche lo scopo di preservare la biodiversità vegetale del territorio. Ma la sorpresa non finisce qui. Ogni albero è stato adottato da persone il cui nome è segnalato da una iscrizione posta ai piedi delle piante. Ogni albero è così diventato parte di una famiglia. Compagno di una vita. Motivo di speranza per uno e per tanti. Impegno tangibile e condiviso verso il futuro. Un futuro che non sarebbe rassicurante e luminoso senza l’impegno di persone come i soci di NoiXLucoli che dedicano ogni giorno tempo, risorse, pazienza ed entusiasmo ad alimentare e preservare quello che abbiamo di più prezioso al mondo: l’amore tra gli esseri umani e verso tutto il resto del creato“.

Giovanna e Silvia vi ringraziamo per queste belle parole per le quali siamo sicuri che abbiamo raggiunto il nostro scopo: trasmettere la forza e gli ideali di questo luogo che curiamo da volontari: un “Giardino quasi impossibile” come dice Silvia.

1 Settembre 2022 0 comment
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I frutti antichi

CONSERVAZIONE DELLE RISORSE GENETICHE VEGETALI AUTOCTONE A TUTELA DELLA BIODIVERSITA’

by Noi x lucoli 29 Agosto 2022

melo zitella

Il Giardino della Memoria partecipa ad un progetto di recupero, conservazione e caratterizzazione delle Risorse Genetiche Vegetali autoctone di interesse per il territorio abruzzese, soprattutto quelle in pericolo di erosione genetica ed a rischio di estinzione che costituiscono la biodiversità ai sensi della Legge 238/2015. Attraverso un’Associazione Temporanea di Scopo con il CREA capofila, il principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari con personalità giuridica di diritto pubblico, vigilato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali  (Mipaaf), NoiXLucoli consegnerà all’Università della Tuscia diversi chilogrammi di mele coltivate nel Giardino ai fini della loro:

  • caratterizzazione morfo-fisiologica tesa a descrivere gli organi delle piante per gli aspetti morfologici nelle diverse fasi vegeto-produttive;
  • caratterizzazione agronomica tesa a descrivere le tecniche colturali che si succedono nel ciclo vegeto-produttivo;
  • caratterizzazione nutrizionale (biochimica/chimico fisica) delle mele tesa a conoscere gli aspetti chimico-fisico-biologici e, quindi, gli aspetti riferiti all'alimentazione;
  • caratterizzazione genetico-molecolare tesa a effettuare specifiche analisi genetiche con marcatori molecolari basate sull'utilizzo del PCR e microsatelliti o SSR (Single Sequence Repeats).

Per realizzare questi studi avremo il bisogno di portare a maturazione il maggior numero possibile di frutti e per tale motivo, nel momento finale della maturazione, dal 1° del mese di settembre e fino alla raccolta, il Giardino sarà chiuso ai visitatori. Il Giardino della Memoria è un bene comune che arricchisce il paesaggio e tiene viva la memoria è stato donato dai nostri soci alla Comunità per ricordare le vittime del terremoto del 2009, i frutti degli alberi antichi non sono a disposizione di chi vuole coglierli ma sono appannaggio dello studio scientifico regionale e nazionale (essendo NoiXLucoli agricoltore custode) e di coloro che hanno adottato gli alberi stessi.

Chiediamo alla Comunità di rispettare questa esigenza che consentirà al CREA di mettere a disposizione i risultati degli studi per la comunità scientifica. Chiediamo pazienza a coloro che ci sostengono ed hanno adottato gli alberi in quanto non avranno i frutti in questa stagione perché destinati allo studio.

a causa della siccità molti frutti sono caduti dagli alberi

Chi volesse visitare il Giardino può telefonare al nostro numero di contatto ed un nostro socio accompagnerà nella visita.

 

29 Agosto 2022 0 comment
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Attività

SIAMO PICCOLI MA SEMPRE “COLLEGATI” TRA NOI

by Noi x lucoli 20 Agosto 2022

La connessione è una parola che abusiamo parlando di social network e tecnologia, ma la sua essenza è antica e primitiva e ha a che fare con l’animo umano; è sia un bisogno che una qualità, di quelle più preziose che ci portiamo dietro da sempre: amicizia, scambio, intesa, compagnia e unione di scopo sono tutti aspetti della connessione che si genera tra le persone e le loro idee, per permetterci di vivere in modo pieno e consapevole.
L’uomo cerca la connessione perché è indispensabile per la sua evoluzione e la connessione cerca l’uomo per generarsi e diventare sempre più forte.

Noi soci siamo collegati quando facciamo il “tam tam” per irrorare le piante del Giardino che soffrono la siccità: chi è disponibile va a dare sollievo soprattutto alle piante giovani che stanno perdendo i frutti per il caldo e la poca acqua. Siamo connessi ad esempio con la giovanissima pianta del Melo cipolla che nonostante la sete ha deciso di donare alla famiglia di Federico e Francesco Dionisi, che l’ha adottata, delle belle mele (che curiamo come fossero bambini).

Melo cipolla di Federico e Francesco Dionisi

Le nostre connessioni esistono anche se non si vedono (pur con tutte le differenze delle nostre personalità) anche personalmente siamo quasi “invisibili” e notiamo lo stupore dei visitatori del Giardino, quando riescono a vederci irrorare le piante, perché finalmente si incontrano con coloro che curano quello che molti definiscono un “luogo meraviglioso”. Vedono delle persone che si prendono cura del Giardino e affermano: “è un luogo troppo ben tenuto per non essere curato con passione”.

Ci sentiamo collegati tra noi, la comunità, i visitatori, gli alberi ed i fiori del Giardino e la natura ci è maestra perché in natura tutto è collegato: questo significa che un piccolo cambiamento in una parte di questo nostro micro sistema avrà ripercussioni anche nell’altra parte, indipendentemente dalla nostra volontà o dal nostro contributo.
Come nella poesia di Walt Whitman, Tutto vale, anche ciò che è piccolo e magari non si palesa: “Credo che una foglia d’erba non sia meno di un giorno di lavoro delle stelle”.

Siamo un po’ “prigionieri” del Giardino della Memoria e per noi non ci sarebbe pace se gli alberi soffrissero, ma in questa “prigione” ideale ritroviamo la solidarietà, l’aiuto reciproco, la soddisfazione di una impresa di successo ed il contatto con la natura.

Ci bastano le parole di sostegno di tanti turisti, di chi ci chiede di iscriversi alla nostra Associazione, di chi vuole adottare gli alberi, di chi si fida di noi!

 

Gli alberi assetati

20 Agosto 2022 0 comment
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La rosa della Famiglia Cambio
Il Giardino della Memoria

Siamo in agosto l’acqua sorgiva scompare e ricompare costringe i nostri soci a “cercarla” all’alba…

by Noi x lucoli 5 Agosto 2022

Avete mai assistito ad un’alba sulle montagne?

È uno spettacolo che nessun altro mezzo creato dall’uomo vi può dare, questo spettacolo della natura.

[…] Ad un certo momento, prima che il sole esca dall’orizzonte, c’è un fremito.
Non è l’aria che si è mossa, è un qualche cosa che fa fremere l’erba, che fa fremere le fronde se ci sono alberi intorno, l’aria stessa, ed è un brivido che percorre anche la tua pelle.
E per conto mio è proprio il brivido della creazione, che il sole ci porta ogni mattina.

citazione: Mario Rigoni Stern

Giardino della Memoria all’alba

Giardino della Memoria all’alba vista della chiesa di San Michele Arcangelo

 

Questo mese di agosto si rivela molto problematico per la siccità, non piove da giorni e le piante del Giardino soffrono l’arsura. I nostri soci sono costretti a turni giornalieri per irrorare con annaffiatoi le piante più provate. L’acqua sorgiva risulta totalmente assente dalla prime ore dal giorno al pomeriggio. Fenomeni forse spiegabili ma problematici. Non ci arrendiamo e manteniamo in vita i giovani alberi e facciamo crescere i loro frutti per essere caratterizzati dal CREA ad ottobre.  Il Giardino ci fa godere del dono dell’Alba in montagna.

Campo Felice mattino

5 Agosto 2022 0 comment
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Agricoltori custodi

“Prendi un angolo del tuo paese e fallo sacro”: il Giardino della Memoria di Lucoli è questo luogo

by Noi x lucoli 1 Agosto 2022

E’ una poesia dalla raccolta “Cedi la strada agli alberi” di Franco Arminio. Poesie d’amore e di terra edita da Chiarelettere.  Questa una parte del testo:

Prendi un angolo del tuo paese
e fallo sacro,
vai a fargli visita prima di partire
e quanto torni.
Stai molto di più all’aria aperta.

Per i soci di NoiXLucoli il luogo scelto per essere “sacro” è vicino all’Abbazia di San Giovanni Battista: il Giardino della Memoria del Sisma realizzato per non dimenticare le vittime del terremoto del 2009.  Le poesie di Franco Arminio ci sostengono nei pensieri e nelle motivazioni.

Con gli amici disponibili realizziamo delle giornate di lavoro comune per la manutenzione e cura del Giardino che è vivo e non permette distrazioni o dimenticanze. Questo è quello che volevamo: ancorarci ad un “voto” per ricordare tanti amici che persero la vita quella notte del 6 aprile.

Il Giardino è un frutteto con specie in via di estinzione ma è anche ricco di fiori, soprattutto rose, con un prato in stile campo da golf, mai irrorato e in pieno sole. Le aree erbose debbono comunque essere falciate bene per renderlo percorribile e sicuro ed abbiamo usato questa vegetazione tagliata, di erba comune, per gli alberi del frutteto. Abbiamo formato un grossolano materasso d’erba circolare ai piedi degli alberi per proteggerli dalla siccità. Questa tecnica molto semplice e antica prevede sia la pacciamatura che il compostaggio. Man mano che si asciuga, il materasso d’erba fungerà da pacciamatura: viene così eliminata la concorrenza delle “erbacce” ai piedi dell’albero (senza diserbanti, senza strappare, ecc.) e viene preservata l’umidità del suolo. Uno spessore troppo piccolo non è adatto (l’erba si secca ma non si decompone molto); uno spessore troppo spesso porta ad un rapido riscaldamento dell’erba depositata (lo stesso come in una compostiera). La lenta decomposizione della zolla o “fieno” fornirà loro cibo apprezzabile. Combattiamo così in modo “organico” contro l’impoverimento del suolo.

Abbiamo protetto gli alberi che custodiamo come “Agricoltori custodi” per portarne a maturazione i frutti che saranno oggetto di studio da parte del CREA, gli uccelli e insetti sono nemici fino al momento del raccolto: i primi (merli, gazze, storni, corvi, passeri…) perché ne vanno ghiotti e i secondi perché le loro larve rendono la frutta incommestibile, le vespe poi, si cibano dei frutti.

E non abbiamo dimenticato di irrorare con acqua sorgiva le piante più giovani, la siccità le minaccia ed angustia tutti noi quegli alberi sono come figli.

Ogni volta che lavoriamo insieme come volontari ci sentiamo meglio: il volontariato è azione gratuita. La gratuità è l’elemento distintivo dell’agire volontario e lo rende originale rispetto ad altre componenti del terzo settore e ad altre forme di impegno civile. Ciò comporta assenza di guadagno economico (remissione visto che siamo in autofinanziamento), libertà da ogni forma di potere e rinuncia ai vantaggi diretti e indiretti. In questo modo diviene testimonianza credibile di libertà rispetto alle logiche dell’individualismo, dell’utilitarismo economico e rifiuta i modelli di società centrati esclusivamente sull’”avere” e sul consumismo. Pensate a quanti ideali pratichiamo coltivando un frutteto!

Noi volontari ricaviamo da questa esperienza di dono molti motivi di arricchimento sul piano interiore e sul piano delle relazioni tra persone diverse, di professione e cultura, ci sentiamo umani e in questi tempi di annichilimento dei valori ci sentiamo anche felici (oltre che stanchissimi).

Grazie a tutti ma soprattutto a Dino, Fabrizio, Letizia, Maria, Maurizio che sotto un solleone infuocato hanno lavorato in questa bella giornata.

1 Agosto 2022 1 comment
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Attività

IL BILANCIO SOCIALE E DI MISSIONE PER L’ANNO 2021 DI NOIXLUCOLI

by Noi x lucoli 25 Luglio 2022

La Relazione di Missione è il documento – allegato al Bilancio – che integra i dati economici, patrimoniali e finanziari di un’associazione di volontariato con valutazioni e indicatori che evidenziano l’utilità sociale dell’organizzazione.

Ogni anno nel corso dell’Assemblea ordinaria dei soci NoiXLucoli elabora un documento di bilancio sociale descrivendo le principali attività dell’esercizio che si è concluso.

Alleghiamo il  Bilancio sociale e di missione 2021 approvato dall’Assemblea dei soci del 24 luglio u.s.

 

25 Luglio 2022 0 comment
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Attività

Domenica 24 luglio assemblea ordinaria dei soci di NoixLucoli

by Noi x lucoli 19 Luglio 2022

L’assemblea dei soci rappresenta il momento in cui si manifesta la reale essenza dell’identità propria degli enti no profit, il momento massimo dell’espressione della socialità, alla quale hanno diritto a partecipare tutti coloro che sono iscritti nel libro soci e sono in regola con la quota associativa. C’è una periodicità obbligatoria imposta per la convocazione dell’assemblea nelle associazioni, ma oltre a questo assunto prettamente formale, è opportuno capire come tale organo sia il più importante per l’esistenza dell’ente e per l’implementazione dello scopo ideale e solidaristico da esso portato avanti.

L’Assemblea è il momento in cui ci si incontra e si esprimono i pareri dei soci, i consensi e i desideri. La pandemia negli ultimi anni ha reso questi momenti precari e frettolosi e forse anche quest’anno sarà così per una recrudescenza dei contagi.

Abbiamo tanti progetti in cantiere e tanti risultati da commentare lo faremo con chi ci dedicherà la sua motivazione.

 

19 Luglio 2022 0 comment
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